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  1. Giacomo Casale Rispondi

    Mi sono state rimborsate proprio in questi giorni gli importi in eccedenza al tetto del 4% per i mutui a tasso variabile secondo quando stabilito del decreto Tremonti in materia di aiuto alle famiglie.ebbene il rimborso è stato di 62 (sessantadue) euro per un mutuo di 15 anni variabile per un importo di 93000 euro. Non contesto chiaramente i 62 euro ma la ratio del decreto: 1- Anche gli sprovveduti immaginavano, nell'autunno del 2008, che nel 2009 i tassi si sarebbero ridotti sensibilmente causa la crisi epocale che stiamo vivendo.Il tetto del 4% è poco "competitivo" per aiutare le famiglie 2- concedere gli aiuti senza limiti reddittuali (ma solo in base all'immobile acquistato) è stato un atto di notevole disuguaglianza economica. In pratica un soggetto che percepisce 100000 euro annui ha le medesime facilitazioni di un operaio. Il concetto tremontiano "meglio poco rispetto al nulla" ormai non convince più nessuno.

  2. Silvia Bianchi Rispondi

    Tutte le (scarse) misure a favore delle famiglie sono puramente economiche, mentre ciò che occorre oggi è soprattutto una rete di servizi: asili nido, doposcuola, attività sportive ecc. che dovrebbero essere disponibili per tutti a prezzi accessibili! Invece i comuni perdono risorse e non riescono ad ampliare l'offerta in questi campi. Soprattutto, si dovrebbe elaborare una strategia di aiuto per le ormai numerosissime famiglie con genitore singolo, che si trovano ad affrontare difficoltà ancora superiori. Non solo aiuti economici, ma anche servizi specifici che vengano incontro a chi, rimasto solo con uno o più figli, rischia la disperazione se non può contare su uno stipendio elevato e/o sull'appoggio dei propri genitori!

  3. Laura Benigni Rispondi

    Credo che l'Italia stia diventando un laboratorio a cielo aperto (non solo in Abbruzzo), per studiare come si può far peggiorare la qualità di vita delle donne settanta-ottanta anni. Il welfare incerto e ambiguo attuale spinge ad un prolungamento della dipendenza economica e pratica le generazioni dei figli e dei nipoti e questo non può che paralizzare la società. O forse no, ma certo che le nonne in Italia hanno un ruolo non sufficientemente riconosciuto e non necessariamente tutto positivo. Una società che sfrutta la capacità di ricomposizione del quotidiano delle donne senza rappresentarsi la autonomia degli individui e il fatto che non necessariamente tutti hanno una rete familiare, continuerà a non realizzare pienamente il superamento delle barriere architettoniche, la riabilitazione di chi è dimesso da un ospedale, l'accompagnamento dignitoso del cittadino in difficoltà o fragile. Il tutto sempre con grandi sprechi, visto che sulla carta, accompagnamento e tutela sarebbero spesso previsti. In questo ultimo anno i campi di indagine per gli scienziati sociali si sono ampliati, stravolti, moltiplicati.

  4. Mario Seminerio Rispondi

    Come spiegato dalla circolare interpretativa dell'Agenzia delle Entrate, il bonus non spetta ai nuclei familiari composti da sole persone titolari di sole prestazioni assistenziali esenti da IRPEF; quindi, l’anziano o il disabile che vive da solo ed è titolare solo di pensione di invalidità e indennità di accompagnamento o di assegno sociale non ha diritto al bonus; Inoltre, nel caso un disabile che viva da solo, ha diritto al bonus nel caso il suo reddito non superi i 15.000 euro annui. In questo caso ha diritto ad un bonus di 200 euro. Il Ministero precisa che il bonus di 1000 euro (con redditi fino a 35000 euro) spetta solo nel caso un componente del nucleo familiare, ad esclusione del richiedente, sia una persona con disabilità. Quindi, un disabile non autosufficiente (così come definito dalla legge 104 del 1990), che spende cifre esorbitanti per dotarsi di assistenza di badanti nell’arco delle 24 ore per continuare a vivere a casa propria, ma è solo nel nucleo familiare, magari perché il coniuge ha avuto la pessima idea di morire, e con un reddito che supera 15.000 euro, anche solo di un euro, non ha diritto al bonus. Con buona pace dei Libri Bianchi e della loro ipocrisia.