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  1. mari Rispondi

    Riempire di contenuti e numeri la legge delega non sarà un compito facile se non si vuole perdere di vista l'equità e la solidarietà nazionale. Il meridione continua a camminare con grande difficoltà e le condizioni economiche dei sistemi sanitari regionali che stanno emergendo non consentono di iniziare tutti dallo stesso punto di partenza. Il passaggio dal costo storico al costo standard potrebbe essere una buona occasione per quelle regioni che già hanno un sistema sanitario che dà risposte è efficiente e mantiene i conti in ordine, ma per quelle regioni che fino ad oggi hanno fatto della sanità solo clientele e affari a danno degli utenti (condannati due volte ad emigrare anche per le più banali malattie e a pagare addizionali massime da moltissimo) , sarà un uteriore mannaia. l'equità di trattamento e i diritti costituzionali da garantire al cittadino di Milano ed a quello di Trapani saranno gli stessi? Quanto conta il contesto regionale in cui ci si troverà? In fondo la responsabilità che il cittadino ha è "solo" quella del voto, ma se il sistema elettorare non viene modificato non si potrà mai difendere e sarà condannato a sopportare inetti di destra e di sinistra.

  2. lucia imparato Rispondi

    Con la riforma dell'art.119 della costituzione già dal 2001 sono state introdotte le entrate fiscali a favore di regioni e comuni. Oggi ci ritroviamo con una tripla imposizione fiscale, sia sui salari che sulle bollette, quando nei veri stati federalisti si evita che ciò accada. Nel nuovo testo federale non si capisce quale organismo effettuerà i controlli sulla spesa pubblica, a livello nazionale, regionale e locale. Appare evidente che ad ogni fine anno, quando i deboli organismi di controllo faranno i conti, qualcuno scoprirà buchi di bilancio di svariati miliardi a tutti i livelli, come già adesso accade. Questa nazione ha bisogno di validi organismi di controllo della spesa, nonché di controllo dei settori propensi all'evasione fiscale, altrimenti con salari e stipendi di adesso passeremo dalla terza settimana, alla prima settimana!

  3. Riccardo Colombo Rispondi

    L'articolo ricorda, molto opportunamente, come sia necessario dare concretezza ad un provvedimento, ancora troppo vago. A questo riguardo ritengo che sia necessario riflettere sull'adeguatezza degli strumenti oggi disponibili nella Pubblica Amministrazione per rispondere alle finalità del federalismo fiscale. Mi limito di indicare due criticità di rilievo: a) la contabilità pubblica ( o finanziaria) è totalmente inadeguata ai fini di una corretta determinazione dei costi standard, non permette di effettuare confronti omogenei tra enti ( non è vero che ciò è possibile per gli enti locali) e non fornisce una rendicontazione della componente patrimoniale delle attività. Occorre proporre, al più presto, l'abbandono della contabilità finanziaria e il passaggio alla contabilità economica, generale ed analitica; b) i sistemi di programmazione e di controllo sono basati su un ciclo di pianificazione ( relazione previsionale, bilancio di previsione e peg) che non si chiude mai con i consuntivi non permettendo di effettuare un'analisi di confronto tra obiettivi e risultati. Occorre introdurre un sistema moderno di budgeting.

  4. Giacomo Dorigo Rispondi

    A me sembra che questo tipo di riforma così complicata deprivi il federalismo di uno dei suoi vantaggi principali: l'aumento di accountability. Capisco che un paese di 60 milioni di abitanti sia un fenomeno complesso e i suoi problemi non si possano risolvere in maniera semplicistica. Tuttavia non sarebbe stato più trasparente (e quindi più efficace) ancor prima che più semplice stabilire: queste sono le funzioni delle regioni, d'ora in poi le istituzioni regionali che andrete ad eleggere si occuperanno di raccogliere tributi sufficienti per svolgere le loro funzioni e di perseguire chi tali tributi non paghi. Se il problema era che così le regioni del sud sarebbero state troppo svantaggiate non sarebbe stato più semplice creare un fondo comune il cui ammontare e la sua redistribuzione sarebbero state decise annualmente dal senato federale senza intervento del Governo dello Stato centrale o della Camera? Stato centrale che a sua volta avrebbe avuto funzioni proprie e ben definite finanziate autonomamente in base alle decisioni prese dalle relative istituzioni.