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  1. stefano Rispondi

    Quanto vale il fatto che gli italiani, i poveri italiani a basso reddito, perdono il diritto al godimento di servizi, che per ragioni di calcolo Isee vengono assegnati per lo più ad immigrati? Che apporto danno tutti i disabili e gli anziani ricongiunti a carico del nostro sistema sanitario nazionale? Qualcuno ha fatto questi calcoli o si va per intuizione? Quanto costano in termini di spesa pubblica e privata il maggior numero di cosidetti atti di microcriminalità compiuti a danno dei più poveri e disagiati e delle donne? Micro, solo per le statistiche naturalmente, dato che se rompi un femore ad un anziano per scipparlo, per lui e per la sua famiglia vuol dire l'ingresso in una calvario che non finirà più. Quanto costa in termini di spesa pubblica il maggior sforzo delle forze dell'ordine per tenere sotto controllo 3 milioni e più di persone? Tutti questi costi messi assieme ed altri ancora che non immagino costano meno o +più dei 7 miliardi di contributi annui? Il saldo, in altre parole, è positivo o negativo? Qualcuno lo sa per certo?

  2. Carmine Meoli Rispondi

    Il dubbio è legittimo e l'ipotesi richiederebbe una analisi di fattibilità. Ovvero attraversiamo una fase di grave recessione nella quale si contraggono tanto i consumi delle famiglie che le esportazioni. Ne' è evidente con quali azioni si possa accelerare una ripresa dei consumi e delle esportazioni. Soffriamo anche di una "decrescita e invecchiamento della popolazione" con un conseguente, tra l'altro, preocccupante incremento della incidenza della spesa pensionisitca sulla spessa pubblica complessiva. Su questo fronte il correttivo conclamato pare sia la "riforma pensionistica". Siamo sicuri che sarebbe solo in teoria un rimedio giovevole l'ingresso di una overdose di immigrati cui confidare sia un innalzamento dei consumi (ovvero delle persone che consumano) che della popolazione attiva? Nessuno dei nostri esperti intende cimentarsi con l'elaborazione di un modellino che metta alla prova l'ipotesi e aiuti anche per identificare a quali condizioni un tale intervento possa risultare sostenibile e profiuco?

  3. sofia Rispondi

    Cari amici, noi stranieri siamo il futuro degli italiani, ma vivete ancora con l'idea che tutti gli stranieri siano persone cattive e di conseguenza ci trattate como degli stranieri, come se fossimo degli extraterrestri. Noi siamo tutti uguali come Dio ci ha creati.

  4. Roberto Bobbio Rispondi

    Io ho fatto un'analisi numerica non etica, non ho emesso giudizi , ho solo fatto dei calcoli . In Italia sono tornate malattie che erano scomparse ed io attingo notizie in ospedale...

  5. ali Rispondi

    L’Italia sta prendendo una posizione importante, quasi davanti a tutti, nel razzismo. Spero che questi numeri induchino ai politici che guidano questo paese a riflettere un po' sulla quantità di leggi che tutti giorni fanno contro gli immigrati come se fossero un peso, invece sono dei numeri positivi.

  6. cosetta Rispondi

    La spesa sanitaria per gli immigrati non è superiore a quella per gli italiani, infatti i ricoveri sono in misura inferiore e il n° di persone straniere che ritira la tessera sanitaria è inferiore al n° di stranieri che ne hanno diritto. L'accesso alle struttura di diagnosi e cura è migliorato e gli stranieri stanno gradatamente imparando ad usare i nostri servizi, anche se permangono aree critiche come l'eccesso di uso del pronto soccorso. Non risponde al vero che gli immigrati abbiano maggiore morbilità in quanto provenienti da paesi con tante malattie endemiche, come afferma un lettore; si tratta di uno stereotipo ampiamente confutato (sindrome di salgari). Le malattie infettive incidono per meno del 5% sulle cause di ricovero degli stranieri, e la maggior morbilità si ritrova per i traumatismi fra gli uomini e per gli eventi fisiopatologici legati alla sfera riproduttiva per le donne. La maggiore morbilità per alcune patologie non è tanto legata al paese di provenienza quanto alle condizioni di vita e di lavoro. E' consultabile sul web il rapporto Osservasalute 2007 dove si possono trovare dati convincenti in proposito.

  7. tognetti Samuele Rispondi

    Il campo dei numeri è veramente difficile, ma quello delle angolazioni è ancora piu' intricato. Muovendo l'asse di veduta, riformulo le domande del Sig. Bobbio. 1) Concettualizzando la risorsa come patrimonio prodotto sul suolo italiano, a quanto ammontano le spese turistiche fatte da cittadini italiani all'estero? 2) Quanti sono gli studenti italiani atavicamente fuori corso? Di quanto potrebbe aumentare il PIL se finissero gli studi? 3) A quanto ammontano le risorse che il personale medico sottrae alla sanita' pubblica quando svolge un'attivita' privata parallela? 4) Esisterebbe il punto di pareggio per una conceria di Arzignano (VI) senza il contributo dei lavoratori immigrati? No, dovrebbero chiudere per mancanza di un fattore produttivo, la manodopera. 5) A quanto ammonta l'evasione fiscale del commercio di strada? A quanto ammonta quella delle societa offshore? Concludendo, non e' sicuro che gli immigrati siano una risorsa, ma e' certo che dobbiamo ristrutturare le risorse interne.

  8. Roberto Bobbio Rispondi

    Difficile muoversi nel campo dei numeri con gli extracomunitari, vorrei chiedere un pò di aiuto a chi maneggia i dati e faccio un pò di domande: 1) a quanto ammontano le rimesse all'estero, che sottraggono risorse al paese? 2) Quanti sono gli studenti migranti? Calcolate 6.000 euro di spesa media per studente e moltiplicate per 300.000, fa 1,8 mld? Se fossero di più? 3) Il 50 % dei detenuti è straniero per cui il tasso di criminalità è 10 volte superiore a quello italiano e si può riferire a loro la metà della spesa per la sicurezza. 4) La spesa media sanitaria per ora è inferiore alla media in quanto gli immigrati sono più giovani, ma grazie ai ricongiungimenti ed al fatto che non utilizzano di certo la sanità privata è in forte aumento calcolando i 2.000 euro medi per abitante per 4 milioni, fa 8 mld. Non sono una commissione e non ho dati aggiornati, ma mi sa che è meglio che ricominci a produrre perchè siamo ben lontani dal punto di pareggio.

  9. IGNAZIO MOSCHERA Rispondi

    Trovo che la proposta di costituire una commissione tecnica indipendente per capire fino in fondo quanto l'immigrazione sia una risorsa importante per il nostro paese sia necessaria. Vorrei solo far notare che dal 11/12/2006 data dell'entrata in vigore dell'accordo tra Ministero Interno e Poste Italiane oltre 3 milioni di migranti rinnovano il loro permesso/carta di soggiorno pagando allo stato E. 42,13 e alle Poste E.30.

  10. erio Rispondi

    Diverse forze politiche nazionali e associazioni vogliono, anche per questioni di interessi, imporci una "assennata" politica d'immigrazione, ove come si legge anche in commenti di lettori e no, l'immigrato sia "vezzeggiato e coccolato in quanto meritevole, a differenza dell'italiano medio": gli venga data casa, lavoro anche quando non c'è, magari un impiego pubblico quanto prima. Si vaneggia di unità nazionale che oggi va trovata., ma fino a ieri mai raggiunta in quanto l'alto atesino e il siciliano erano troppo distanti per cultura ect...; invece oggi il Lombardo si integra benissimo col nigeriano che farà il lavoro che il primo non fà più (il pusher!) Altri ci raccontano (ma son balle!) che per una corretta applicazione di analisi e benefici occorre conteggiare non solo le aride cifre (le pensioni che gli extra ci pagheranno.......quello che versano ai fini imposte e tasse....), ma anche la qualità della vita....che può solo migliorare nel nome di una globalizzazione spinta fino a cedere interi borghi delle nostre città e che ci consente di risparmiare...danè....per ...andare in vacanza, per curare la nostra persona ....e chi ne ha più ne metta.

  11. lucio Rispondi

    I dati esposti dall'autore dell'articolo confermano che il contributo degli immigrati è rilevante anche dal punto di vista fiscale e previdenziale oltre che per l'impatto sul PIL e l'erogabilità di alcuni servizi essenziali come per esempio quelli alle famiglie e quelli nell'edilizia. Di contro esistono i costi per la loro integrazione e per il contrasto di alcuni fenomeni delinquenziali per i quali purtroppo i nostri governanti locali e centrali non hanno saputo ancora approntare azioni efficaci. Il bilancio rimane in ogni modo nettamente positivo e lo sarebbe ancora di più se la nostra classe dirigente trovasse il coraggio di gestire l'immigrazione con equilibrio, con vigore e con rispetto senza falsi pietismi ma con la consapevolezza che le persone vanno aiutate e incoraggiate a sentirsi parte importante della vita sociale.

  12. Osvaldo Forzini Rispondi

    Oltre a quanto già scritto dal commento di Renzo Pagliari, aggiungo questa altra osservazione. Devo premettere che mi ha sempre "infastidito" sentire dire - dai pro-immigrazione, tanto per semplificare - che avevamo "bisogno" degli immigrati, che ci avrebbero pagato le future pensioni, quindi "ci convenivano". Mi infastidiva nel senso che questa modalità di pensiero mi appariva "strana" da parte degli illuminati fautori delle porte aperte, perché se li accogliamo perché ne abbiamo bisogno... allora siamo un po' furbetti! Dovremmo accoglierli per motivi meno venali, per la ricchezza della diversità ecc. o no? Detto questo, adesso siamo comunque al paradosso?: causa la crisi, seppure "prima" poteva essere vero che contribuivano ai nostri conti, in questo periodo in cui i primi a perdere il posto sono le fasce meno protette, non sarà che non solo non contribuiscono, ma addesso tocca a noi pure mantenerli?... da quello che ha detto l'altra sera Niki Vendola a l'Infedele, non ci sono dubbi, è proprio così!

  13. renzo pagliari Rispondi

    Siamo sicuri che le imposte e le tasse, calcolate come versate dai lavoratori extracomunitari, lo siano veramente? Il valore delle rimesse dovrebbe essere calcolato a consuntivo tramite gli uffici della Banca D' Italia ex Istituto Italiano Cambi. La riscossione dei contributi INPS è in realtà un utile immediato a fronte di una obbligazione futura; è stata calcolato il valore di questa obbligazione in sè stessa ed in relazione ai possibili ricongiungimenti familiari con il passaggio di anziani, bambini, coniugi non in condizione di lavoro, a carico immediato del sistema sanitario ed in futuro di quello pensionistico indiretto per la reversibilità dei trattamenti ? Per tacere della maggiore morbilità di individui provenienti da paesi ricchi di malattie endemiche e quindi del maggior costo oltre la media nazionale. Mi sembra che l’articolo pecchi di ottimismo.