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  1. joy.joyce Rispondi

    Il procedimento dell'autore è viziato da un errore di metodo, dal momento che ha applicato la maggiore aliquota sui redditi a partire da 75.000 euro (ma solo per i contribuenti con reddito complessivo pari o superiore a 120.000 euro). In tal modo verrebbero applicate due aliquote sullo stesso scaglione di reddito, con distorsioni evidenti (ad es. un contribuente con reddito di poco maggiore di 120.000 si troverebbe con un reddito netto inferiore a quello di un contribuente appena sotto la soglia). L'errore aumenta all'aumentare dell'aliquota addizionale. Applicando il procedimento corretto, cioè la maggiore aliquota solo ai redditi superiori ai 120.000 euro, si ottiene ovviamente un gettito irrilevante. Ma questo non è importante. Certamente non per Franceschini, a cui interessava dire "qualcosa di sinistra" senza turbare gli elettori di ceto medio. Se proprio cerchiamo un'indicazione sulla politica fiscale del centro-sinistra, ricordo che il governo Prodi aumentò l'IRPEF ai redditi sopra i 40.000 euro. E si guardò bene dal dichiararlo prima di essere eletto...

  2. Michele Del Monaco Rispondi

    Ogni volta si torna con la stessa proposta...tassiamo i ricchi che sono i più "ingordi", scordandosi che il problema è altrove. Consiglio a tutti di leggersi "Structure of the taxations systems in the european eunione" disponibile a questo indirizzo: http://ec.europa.eu/taxation_customs/resources/documents/taxation/gen_info/economic_analysis/tax_structures/Structures2006.pdf anche s eè un pò vecchia mette chiaramente in luce che: 1. In 2004 the total tax-to-GDP ratio (including social contributions) in Italy stood at a level of 40.6 %, which is 3.0 percentage points above the EU-25 average. The high revenue from direct taxes is due to personal income taxation, which at 10.4 % of GDP stands almost two percentage points higher than the EU-25 average; only the Nordic Member States and Belgium display higher values Vogliamo continuarci a tassare i soliti noti lasciando irrisolti tutti i problemi? Il forte connotato è simbolico dell'ingiustizia e della cecità di chi sta al governo, che invece di risolvere i problemi li vuole poi sempre addossare a chi lavora...

  3. maurizio Rispondi

    Al Pd non e' bastato l'insegnamento del governo Prodi,che a furia di mettere tasse, e complice anche la post crisi,ci ha messo in mutande. Franceschini parla di dividere il popolo in classi. Io avrei capito " noi ricchi politici verseremo ,in maniera tangibile e visibile,al popolo,come una tantum ,20.000 euro a testa." Il risultato sarebbe forse superiore ma questo non potrà essere mai perche, sarebbe, per la prima volta toccare veramente i propri personali interessi, q u e s t o m ai i! Grazie per lo sfogo

  4. PEPPE GARAU Rispondi

    Con il tracrollo delle entrate tributarie, conseguente alla crisi in atto e all'aumento dell'evasione fiscale, si potrebbe proporre provocatoriamente un'imposta che gravi in qualche modo sul patrimonio e non sulla ricchezza prodotta per fronteggiare i costi della ricostruzione e per trovare i fondi necessari per il welfare. Penso soprattutto agli ammortizzatori per i lavoratori che vi possono oggi accedere (...in attesa di un'equa riforma che riguardi tutti i lavoratori). Perché il patrimonio? Perché sarebbe inutile e iniquo tassare ancora il reddito, grandezza che ormai fotografa più la capacità contributiva delle persone. Mi chiedo se è possibile invece tassare le proprietà quali la quarta casa, il natante, l'elicottero, la macchina di lusso ecc. la barca a vela ecc. Perlomeno si accenderebbe una discussione interessante. Grazie e buon lavoro.

  5. giuseppe faricella Rispondi
    Sono un socialdemocratico, per cui sono favorevole a ogni intervento che aumenti la progressività. Ma, molto banalmente, in Italia il problema principale rimane colpire il patrimonio improduttivo e l'evasione.
  6. Saverio Panariello Rispondi

    Rimane una proposta demagogica, per la notevole avasione e per lo scaeso gettito rispetto alle necessità. Ci sono ben altri modi per recuperare risorse: ripristino dell'ICI al di sopra di un certo reddito; pagamenti arretrati da parte della PP.AA. alle aziende e società nella zona del sisma; lotta all'evasione fiscale e accellerazione per l'incasso dell'accertato; decentramento del catasto ai comuni e tassazione delle tre milioni di abitazioni non censite (5 aqnni di arretrati); l'8 per mille che per legge può già essere destinato per le calamità naturali; etc.

  7. mauriziosbrana Rispondi

    Perché non pensare a reintrodurre l'ICI per i redditi superiori ai 60.000 eu. annui ed inoltre incrementare l'IVA sui prodotti di lusso (auto di grossa cilindrata, gioielli, barche, ecc.): l'IVA la pagano tutti... anche gli evasori (ovviamente, se consumano). Infine si potrebbero dirottare altri fondi dà grandi opere inutili (tipo "Ponte sullo Stretto": a proposito, mi sbaglio o anche lo Stretto è zona altamente sismica...!!!). Eppoi, naturalmente, punire penalmente gli evasori scoperti (impariamo qualcosa di positivo una volta tanto dagli USA...).

  8. Marcello Urbani Rispondi
    Le segnalo che ho commentato questo articolo su nFA: http://www.noisefromamerika.org/index.php?module=comments&func=display&cid=22586&objectid=1398&modid=151&itemtype=1&thread=1#d22586
  9. CARLO CATALANO Rispondi

    Ci si accorge ora che c'è una differenza fra chi guadagna fra 75.000,00 e 120.000,00 euro e chi ne guadagna ben più di 120.000,00 magari il doppio, il triplo o ancora di più. E' una buona notizia perchè fino ad oggi l'aliquota massima è identica fra questi soggetti, essendo per tutti, superati i 75.000,00 euro, del 43,00%. Vi assicuro che chi guadagna oggi 75.000,00 euro lordi ricco non è, in quanto quasi la metà dell'importo viene eroso da imposte e, nel caso di lavoratore autonomo, di contributi previdenziali. Chi ne guadagna di più forse è benestante ma certamente non ricco fino a circa 120.000,00 euro lordi. Oltre, forse, si può iniziare a parlare di ricchezza che eticamente dovrebbe subire un prelievo maggiore in funzione redistributiva. La cosa più grave è l'enorme evasione fiscale che fa apparire benestante, in quanto rientrante in una percentuale minima di contribuenti, già chi guadagna 75.000,00 euro e ricco chi ne guadagna più di 100.000,00, fatto sta che chi raggiunge tali redditi lordi e onestamente paga le tasse non può permettersi lussi che oggi sono molto più diffusi della percentuale di popolazione che dichiara tali importi di reddito.

  10. carmelo anzi Rispondi

    Credo che la proposta di un contributo di solidarietà possa avere un senso nella misura in cui tenga presente la situazione familiare; 120.000€ connotano un ricco se è single e non se è il reddito di un nucleo familiare di 5 o 6 persone. Perchè non utilizzare coefficenti come l'IRSS che mi sembrano più equi?

  11. Luca Melindo Rispondi

    Davvero non capisco come l'autore possa trovare "equo" aumentare il già pesantissimo carico fiscale su quel risibile numero di lavoratori dipendenti che sono costretti a dichiarere il 100% del proprio reddito. Le aliquote reali che gravano sui redditi oltre Euro 75 mila son già infatti prossime al 50% (tra imposte statali e addizionali varie). Invece di colpire i pochi onesti con una misura vessatoria e sostanzialmente inutile sotto il profilo del gettito, sarebbe senz'altro più opportuno riformare sul fronte della spesa il nostro welfare clientelare senza nascondersi dietro un dito. Il problema del nostro Paese non sta, infatti, nelle poche risorse disponibili ma nel pessimo modo con cui sono spese! E, vi prego, non chiamatemi ricco perché a 40 anni guadagno Euro 4000 al mese con 3 figli a carico!

  12. Giovanni G Rispondi

    Concordo con i molti commenti che sottolineano l'evasione fiscale. Tassare i redditi sopra i 120mila euro è un buon segnale, ma è quasi inutile per la cifra che si raccoglierebbe. In Italia se non si sconfiggono gli sprechi di denaro pubblico e l'evasione non ci saranno mai soldi per finanziare opere pubbliche e welfare. Purtroppo il punto è tutto qui: dico purtroppo perché evasione e sprechi sembrano endemici, non eliminabili. Un controllo fiscale sul reddito di chi fa certi acquisti "di lusso" (barche, suv, fuoriserie...) per quanto puo' sembrare eccessivo, inevitabilmente viene invocato dal lavoratore dipendente, stra-tassato e pure preso in giro. Infatti nessuno compra un suv a "150 euro al mese"...

  13. amsicora Rispondi
    Vorrei precisare che, secondo i dati del Ministero dell'Economia e finanze concernenti il 2007, un lavoratore autonomo dichiara il doppio della media, ovvero 36 mila euro. Non so se questo dato possa servire a smontare almeno un po' il mito dell'evasione fiscale di imprenditori e professionisti, però mi pare utile riportarlo.
  14. Giordano Rispondi

    Non parlo da economista perchè non lo sono. Negli ultimi due anni vedo automobili (sono la cosa più evidente del potenziale monetario di una persona) che prima erano 'simbolo' di ricchezza. Parlo di SUV e Porsche e Mercedes e BMW di tutte le misure. Macchine che non costano meno di 40-50.000 euro. Solo a Roma, dove vivo ce ne sono sicuramente più di 100.000. Si potrebbe chiedere ai posti di blocco libretto, patente e dichiarazione dei redditi da portare sempre con se. Altra cosa la soglia dei 120.000 euro: chi guadagna 10.000 euro al mese mi sembra uno stra-ricco (saranno 7.000 euro netti?!)...e forse in maniera minore si potrebbero tassare anche quelli che ne guadagnano,, che so, più di 80.000....parliamo di unico reddito e le famiglie non saranno rovinate (molti avranno un reddito aggiuntivo del coniuge e anche questo si potrebbe verificare per farlo magari a livello familiare).

  15. C.De Amicis Rispondi

    Se fanno come altre precedenti "una-tantum", c'è da stare proprio allegri (vedi Vaiont, alluvione Firenze, terremoto Irpinia ecc.ecc...) visto che le stiamo ancora pagando!

  16. Salvatore Rispondi

    Come non essere d'accordo? Unico neo è che in Italia la pagherebbero in pochi, perchè chi può (imprenditori, professionisti e commercianti) e non è corretto, ha mille modi per dichiarare meno dei propri dipendenti. Nessuno può pensare che in Italia ci siano solo 200mila persone con un reddito superiore ai 120mila euro.

  17. Agostino De Zulian Rispondi

    In tema di nuove risorse io propongo una tassazione di settanta centesimi (0,70 EURO) da applicarsi a ogni litro di combustibile (Benzina, gasolio) consumato per autotrazione e per riscaldamento e di dieci centesimi (0,10 EURO) per il metano solo da riscaldamento. In tema di contenimento di spese il cui ricavato è da devolvere alla ricostruzione penso che sia da attuare comprimendo i costi della politica. E precisamente a) il completo taglio di stipendi, emu-lamenti, rimborsi spese ai politici che stanno nelle province (qualsiasi essa sia), nei comuni con meno di 50.000 abitanti o in qualsiasi ente che consorzia enti locali. b) Il taglio del 50% (dimezzamento) di stipendi, gettoni di presenza, rimborsi spese, benefit a Onorevoli, Presiedete, Assessori e Consiglieri regionali e ai politici dei comuni sopra ai 50.000 abitanti. Non penso a nessun altro intervento pro Abruzzo a favore della ricostruzione post terremoto oltre alle elargizioni libere di ogni italiano perché è necessario risolvere altri e ben più gravi problemi quali debito pubblico, evasione fiscale, competitività, ripresa economica per uscire dalla crisi attuale e garantire maggior potere di acquisto a più italiani.

  18. Andrea Giannangelo Rispondi

    Questa tassa «ricade sulle spalle dei soli contribuenti onesti». Cito dal suo articolo la motivazione fondamentale per cui sono in disaccordo verso questo provvedimento ed altri di natura simile. In materia fiscale l'evasione è "il problema". Lancio dunque una provocazione. Attualmente la pressione fiscale è sostenuta (ma parlo per luogo comune, dunque non esiti a correggermi); cosa accadrebbe se, congiuntamente ad un inasprimento delle misure di contrasto all'evasione, venissero diminuite le tasse? Credo molto nell'autonomia (in senso kantiano); di certo l'Italia sembra credere in qualcos'altro.

  19. Marco Rispondi

    Ma cosa vuol dire "ricchi"? I dati sui redditi superiori a 120k€ sono ridicoli! Abbiamo il coraggio di uscire da questa eterna falsità. Le dichiarazioni dei redditi non dicono niente, perchè il livello di evasione è enorme e diffusisssimo. Andate a vedere i redditi dei possessori di posti barca, dei SUV che ci rallegrano la vita (fiscalmente deducibili come "autocarro"), delle terze e quarte case. Ancora una volta si metteranno le mani nelle solite tasche. E tutto continuerà come prima. Il paese con più biglietti da 500 Euro in circolazione di tutto il resto d'Europa.

  20. Claudio Pasini Rispondi

    Gli ultimi dati diffusi dal Ministero dell'Economia e delle Finanze relative alle dichiarazioni dei redditi del 2007 rivelano che sono 205.214 i contribuenti italiani che dichiarano un reddito superiore a 125.000 euro. I cosiddetti "ricchi". Per il 48,7% si tratta di lavoratori dipendenti, per il 22,1% di pensionati, per il 21,1% di professionisti e per l'8,1% di imprenditori. Qualcuno pensa che questa sia una fotografia realistica della distribuzione della ricchezza nel Paese? Di questo Paese nel quale lo stesso Ministero stima un imponibile evaso di 230/250 miliardi, pari al 16,1% del Pil? Questo provvedimento farebbe pagare più tasse sempre agli stessi contribuenti, per oltre il 70% lavoratori o ex lavoratori dipendenti, ignorando completamente la drammatica e scandalosa realtà dell'evasione. Mi sorprende che nella attenta analisi non si faccia alcun cenno al problema, che non mi pare affatto secondario. Se proprio si deve far cassa con nuove tasse per i ceti più deboli o i terremotati dell'Abruzzo, sarebbe molto più equa una patrimoniale su patrimoni finanziari e/o immobiliari. Colpirebbe tutti indistintamente e non solo alcuni. Sempre i soliti noti (al fisco). Non crede?

  21. Marco Tonello Rispondi

    La proposta serebbe interessante ma, purtroppo, in Italia i "veri ricchi" dichiarano redditi risibili, molto inferiori al limite di euro 120 ml. Ritengo più appropriato reperire fondi anche tramite maggiori risparmi (vedasi election day).

  22. Massimo GIANNINI Rispondi

    Non capisco perché non si riesca ancora a distinguere proposte elettoralistiche da quelle economicamente giustificate e da quelle simboliche. Mi pare che il governo non sappia più che pesci prendere ma sappia come prender voti. Se cominciano ad arrivare le una tantum siamo alla frutta e ripartire dall'Abruzzo sarà molto difficile. http://mgiannini.blogspot.com/2009/04/shooting-silvios-government-case-for.html

  23. Alberto M Rispondi

    Franceschini che propone un contributo (non chiamiamola tassa) dai redditi più alti, e tutti a crocifiggerlo perché la proposta era 'demagogica', 'populista' e 'non risolutiva'. Ora la propone il governo, ed improvvisamente diventa una proposta buona? I soliti italioti. Quanto all'idea in sé non mi piace. Colpire quei redditi vuol dire colpire quei redditi dichiarati che già sono supertassati. Perché non si procede a delle misure strutturali volte a combattere l'evasione fiscale? Quello sarebbe un provvedimento intelligente, ma si andrebbe a colpire l'elettorato 'strategico' del Popolo dei Ladri.