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DA ROMA A BRESCIA: GLI APPETITI DELLA POLITICA NON MUOIONO MAI

I sindaci di Milano e Brescia hanno deciso: Renzo Capra se ne deve andare dal vertice di A2A. Ai più questo nome non dirà molto. Si tratta di una persona ben oltre la soglia della pensione, che per decenni ha gestito ASM Brescia (da un paio di anni fusa con la AEM Milano in A2A), facendone probabilmente la migliore tra le imprese “municipalizzate” del paese. All’avanguardia per servizi quali il teleriscaldamento o lo smaltimento dei rifiuti, con profitti ragguardevoli, ecc. Non perfetta, forse, ma tra le imprese “politicizzate” forse una numero uno. L’ha guidata per decenni, passando attraverso amministrazioni di vari colori, che mai lo hanno messo in discussione. Ora, a un anno dalle elezioni che hanno segnato un ulteriore passaggio di mano del Comune di Brescia (dalla sinistra alla destra), viene allontanato. Pare non abbia più la fiducia dell’azionista di riferimento.
Non si tratta di una impresetta. Bensì un’impresa quotata in Borsa, la maggiore impresa energetica del paese a parte Eni ed Enel. Se fosse avvenuto appena fatte le elezioni, forse sarebbe stato meno grave. Ma un’entrata a gamba tesa di questo tipo è ancora più grave.
E’ interessante vedere come segua una vicenda simile a Roma, dove il sindaco Alemanno ha allontanato l’amministratore delegato di un’altra impresa quotata, Acea, colpevole di …? Bah, forse di averla resa troppo “impresa” rispetto a quello che era in precedenza.
In questo periodo in cui l’intervento pubblico assume forme sempre più sguaiate, anche in queste imprese locali la politica avanza. E lo fa nei modi meno nobili e per fini, a dir poco, poco chiari.E’ necessario reclamare rispetto sia per i piccoli azionisti, sia per quanto di “imprenditoriale” si è riusciti a fare anche nel settore pubblico. Questa aria di restaurazione e di rinnovati appetiti spartitori preoccupa e non poco.

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LA RISPOSTA AI COMMENTI

12 commenti

  1. Aielli Paolo

    Qualcuno potrebbe leggere in queste parole il classico "nulla di nuovo", sono cose che sono sempre accadute. L’aspetto più deprimente è la mancanza di motivazioni che svela quanto queste operazioni siano figlie di scelte ed appetiti politici piuttosto che di reali valutazioni di necessità pubbliche. Gli amministratori, a qualsiasi livello, dovrebbero prendere decisioni in relazione al loro mandato, non in base alle preferenze personali dei loro "mandanti".

  2. salvo

    Circa la partecipazione dei Comuni italiani in Aziende Municipalizzate, a mio modo di vedere, la soluzione meno peggio, sarebbe che i Comuni si occupassero di amministrare i propri territori, lasciando la gestione dei Servizi pubblici locali, all’iniziativa economica privata. E questo, anche nel caso in cui taluni Amministratori, come Lei osserva, abbiamo dato prova di buona gestione.

  3. Mauro Pellegrini

    Purtroppo ciò che dice è profondamente vero, ed ha pesanti riflessi sul modo di intendere l’influenza politica in tutte le attività del Belpaese, da parte dell’opinione pubblica. Si pensi anche agli ospedali, agli enti di promozione (culturale, turistica, ecc…): non importa che tu sia bravo o meno, non importano i risultati conseguiti, se non rientri nella complessa rete di "do ut des" che accompagna ogni momento elettorale, sei fuori. Non per nulla siamo un paese in movimentazione elettorale perenne, poichè questi sono i momenti più ghiotti per imporsi, sulla base di uno spoil system malato, poichè totalmente incurante dei risultati e della decenza nei confronti del soldo pubblico. Ad ogni livello (anzi, i livelli locali sono pozzi senza fondo, poichè più opachi rispetto al nazionale in quanto ad esposizione mediatica). Vedremo cosa succederà, per esempio, in Abruzzo, ma dubito fortemente che l’iter possa essere profondamente diverso da quello seguito in altre occasioni di disastro più o meno simile: per ora l’unica certezza è che gli stessi responsabili del disastro saranno i beneficiari del plusvalore legato alla ricostruzione. Il solito "magna magna"?

  4. vincenzo distefano

    Io sono siciliano e purtroppo vivo sulla mia pelle queste sconcezze, alle quali tuttavia non mi sono mai abituato, sconcezza che fa il paio con quella di proporre come candidati alle europee gente di nessun valore, semplicemente per dar loro una sine cura ben retribuita e poter così fare ulteriori danni. Molti non sanno che il candidato PDL nella nostra circoscrizione è quel ex senatore che alla sfiducia data a Prodi si mise a mangiar mortadella tra gli schiamazzi dei suoi sodali in piena camera alta, difronte alle Tv e a nostra perenne vergogna.

  5. angelo cristofanelli

    C’è da dire, in verità, che sul modo di "gestire" queste ex-municipalizzate, ora private, ci sarebbe da dire. O perlomeno c’è da dire su come l’ACEA ATO2 "gestisce" a Frascati. Questi signori, che si definiscono "dal 1° marzo 2006 gestori del servizio di approvvigionamento idrico, distribuzione idrica, fognatura e depurazione" non conoscono neppure la rete che amministrano. Prova ne sia la ripetuta richiesta della tariffa di depurazione e fognatura anche a chi al sistema fognario non è collegato. Per il semplice fatto che non c’è. Delle due l’una: o sono ignoranti o "ci provano" ad incassare il non dovuto. In altri luoghi lo chiamerebbero "pizzo".

  6. Gianluca Goi

    Sono lieto di trovare in questa autorevole community qualcuno che trovi interessanti informazioni troppo spesso definite "locali" mentre, a mio avviso di cittadino attento e critico, rappresenta un paradigma comportamentale tipico della "Prima Repubblica" e che molti elettori alla ricerca di un rinnovamento della classe politica non si aspettavano dalla nuova giunta del Pdl + Lega. Evito commenti da antipolitica spinta per non cadere in ovvietà anche se condivisibili. Sottolineo, invece, che la revoca delle nomine dei membri del Consiglio di Sorveglianza di A2A è un atto politico dell’azionista di riferimento, leggittimo e parziale ma giuridicamente discutibile: solo l’Assemblea degli azionisti (che si riunirà mercoledì ndr) ha il potere di revoca degli organi sociali e nessun altro. Il controllore non dovrebbe essere il primo a controllare, rispettando le regole? Forse chi assaggia "una fetta" di potere non riesce a non desiderare tutta la torta: ingordigia? No, solo politica.

  7. roberto macri'

    In ambedue i casi la scelta dei managers risponde a logiche partitiche come nel resto delle attivita’ controllate dalla Politica: prima fra tutte la Sanita’. Mi pare pero’ eccessivo presentare l’ottimo Capra come un manager puro estraneo a quella logica politica perche’ e’ in quella logica che e’ cresciuto e si e’ mosso, meglio di altri forse ma badando prima di tutto agli aspetti partitici prima ancora che agli aspetti operativi. E chi accetta di operare in quella logica non puo’ presentarsi quando va male come un manager puro. In conclusione la gestione delle Municipalizzate va ancorata defintivamente alla logica del bilancio in un sistema di piena contendibilita’ facendola finita con il paravento dell’interesse pubblico che e’ servito finora a creare una casta al riparo della concorrenza.

  8. nicola adavastro

    La distinzione pubblico/privato non serve a fare "buona impresa". Per parafrasare il motto dei giornalisti della vecchia "unità", le aziende pubbliche sono imprese, sono imprese, sono imprese. Meriterebbero gente che distingue una azienda da un cavallo. Spesso così non è. Il turn-over politico non è la cosa peggiore. Il peggio è una classe dirigente che non è meglio del Paese che governa. Che ha bisogno di servi per comandare e non di competenze per governare.

  9. Linus

    E’ vero, prima di ogni elezione vengono stipulati degli accordi precisi che prevedono a fronte del sostegno politico all’elezione di una parte una contropartita per la stessa in termini di poltrone. E non c’è dubbio che tra le poltrone più importanti che il Comune di Brescia ha a disposizione ci sono quelle della ex-municipalizzata. Lo scopo politico della manovra è chiaro, tra l’altro con un doppio costo per gli azionisti (gli stessi due comuni di Brescia e Milano): infatti, gli amministratori di società, secondo il diritto italiano, possono sì essere sollevati dall’incarico dall’assemblea degli azionisti ma se ciò non viene fatto "per giusta causa" (per dolo o mancanza grave) devono essere risarciti. Quindi come cittadini bresciani a noi costerà lo stipendio dei nuovi amministratori che Paroli nominerà sommati al costo del risarcimento che lo stesso Comune dovrà riconoscere a tutti gli amministratori uscenti. A onor del vero va anche detto che come va riconosciuto un grande merito a Capra per l’operato svolto con l’ex-ASM, altrettanto deve essere chiaro che la responsabilità delle gestione del processo di fusione per la parte bresciana (non della decisione della fusione che è stata politica e che prescindeve dalla volontà sia di Capra che di Zuccoli) è stata quasi interamente di Capra che purtroppo non è stato, in questo caso, all’altezza della situazione. E questa non è cosa da poco perchè forse una situazione un po’ più equilibrata tra Brescia e Milano si sarebbe potuta spuntare!

  10. alfeo

    Non c’è limite alla fame di potere. Eppure il centro destra dovrebbe avere la meritocrazia come elemento di valutazione, ma tant’è. Ciò che conta per questa classe politica è la fedeltà al principe, i capaci possono andare in pensione o a fare altro. L’interesse pubblico avrebbe bisogno di persone con valori alti, dignità personale, moralità. È brutto dirlo ma abbiamo nostalgia dei politici del dopoguerra, di chi stava in maggioranza e di esercitava opposizione.

  11. Paolo Zatta

    Quello della voracità della politica italiana è un problema che non si risolverà mai visto che gli italiani sono una mutazione "overexpressed" del gene della corruzione. Forse l’evoluzione in tempi lunghi in un contesto europeo potrebbe portare a nuove modifiche genetiche, ma non ho grandi speranze in questo senso. Mi ricordo un vecchio libro, quanto mai attuale, di Giuseppe Prezzolini dal titolo "L’Italia finisce. Ecco quel che resta (BUR)", che meriterebbe un’attenta rilettura per poter apprezzare questo mai abbastanza ricordato (anzi fortemente e proditoriamente dimenticato) profeta di italiche sciagure….ahimé politicamente trasversali!

  12. Stefano Bianchi

    Mi dispiace molto per Renzo Capra, persona competente ed universalmente riconosciuta tale da tutta la classe politica bresciana.Ha fatto in questi anni un ottimo lavoro costruendo a Brescia e per Brescia una realtà industriale di tutto rispetto.Non voglio, però, tuffarmi a capofitto nelle logiche politiche tutte discutibili e tutte condivisibili, ma voglio sottoporre alla attenzione collettiva un altro aspetto.Non è forse giusto che anche i manager più capaci (come i politici ed altri) ad una certa età "mollino" e si godano il meritato riposo o ricoprano un ruolo più defilato ma non meno importante di educatori delle nuove classi di amministratori?La Ns fame di rinnovamento anche generazionale che, si spera possa portare anche a forti innovazioni gestionali e progettuali è difficilmente compatibile con la presenza di questo management (anche se Capra da questo punto di vista è un illuminato). Cerchiamo di far crescere qualcosa e qualcuno di nuovo e la collettività, con la politica, vigili sulle sue capacità e non sulla sua poltrona o sul colore della sua tessera partitica.

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