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  1. Lorenzo Casavecchia Rispondi

    Non credo che la soluzione migliore sia nel parametrare i bonus a una misura di performance aggiustata per il rischio. Infatti, anche se i manager venissero remunerati in base al loro alpha, non avremmo comunque un vero link tra abilita' dei managers e bonus. Il motivo sta nel fatto che per valutare quanto bravi siano i manager, avremmo bisogno di una serie storica di risk-adjusted performance molto lunga (e non disponibile in realta') e questo vale, si badi bene, non solo per gli shareholders ma anche per il board. Il problema quindi e' molto piu' complicato di quanto possa apparire prima facie.

  2. Carlo Rispondi

    Caro Marco, il problema e' proprio che non sempre i bonus riflettono la performance! Anzi...

  3. Monaco Giacomo Rispondi

    Ho seguito e continuo a seguire i guai che un capitalismo finanziario ha creato nell'ere attuale ma, vedo anche che si parla molto di etica e pochissimo di controlli. questo G20 ha detto cose giuste.Speriamo che alle parole seguono i fatti perchè gli unici fatti veri, sono i costi enormi che essi comportano, tutti ovviamente a carico dei contribuenti globali. Sperare non costa niente quindi speriamo.

  4. AM Rispondi

    Era ora che finisse lo scandalo dei bonus d'oro a vantaggio di managers che giocavano alla roulette con denaro altrui, pronti a spartire i guadagni, ma lasciando le perdite a carico di chi aveva loro affidato i suoi risparmi. Dovrebbero anche sparire le non meno scandalose agevolazioni o esenzioni fiscali per i guadagni da stock options, che dovrebbero avere il medesimo trattamento dei redditi da lavoro dipendente..

  5. Franco A.Grassini Rispondi

    Il problema vero è quello della corporate governance: gli azionisti contano qualcosa solo in Italia, nel mondo anglosassone è il management che si autoperpetua e sceglie i boards che sono portati a remunerare i loro pari come desiderano. Mettere regole in situazioni del genere è quasi inutile. L'unica arma è quella fiscale: quando l'aliquota massima in USA era il 90% i managers guadagnavano 40 volte un impiegato ora in qualche caso anche 400.

  6. Andrea Moro Rispondi

    Qual e' il fondamento teorico delle limitazioni all'ammontare dei bonus? I problemi attuali sembrano sorgere dalla completa dissociazione fra bonus e performance, non dall'ammontare totale. Se un manager guadagna un bonus indipendentemente dal risultato, anche di breve periodo, dell'azienda, quello che riceve non si puo' chiamare "bonus". Il fallimento del mercato qui e' nella collusione fra imprese nella mancanza di trasparenza sui criteri di determinazione dei bonus. Se sapessi che i miei fondi pensione sono amministrati da gestori i cui bonus sono calcolati su risultati di breve periodo, e rimangono consistenti anche in casi di sostanziale fallimento (come sembra per numerose istituzioni finanziarie usa), non ci penserei due volte a cambiare fondo, salvo che non potrei farlo perche' tutti si comportano allo stesso modo! Cominciamo con l'imporre trasparenza nei criteri di assegnazione dei bonus. Fra tutte le informazioni irrilevanti contenute nei prospetti informativi, costa tanto aggiungere alcuni dettagli cruciali?

  7. Marco Giovanniello Rispondi

    "perché ai manager delle banche sono stati concessi bonus così elevati ?" Le va bene come risposta: "Perché, almeno in Italia, le banche hanno prodotto miliardi di euro di utili, dopo decenni in cui non ripagavano nemmeno il costo del capitale, sempre che non andassero in rovina come il Banco di Napoli?" Perché Zlatan Ibrahimovic guadagna un bonus se vince lo scudetto? Senza polemica, ma non ha una domanda meno populista, visto che questo non è il blog di Beppe Grillo?