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  1. walter cattaneo Rispondi

    Io penso che i signori Sacconi, Scaiola e Tremonti, conoscano benissimo qual'è il vero patrimonio non solo morale ma anche economico delle famiglie italiane. Sanno che la famiglia italiana è un baluardo morale ed economico che non può essere facilmente travolto insieme allo spirito di solidarietà, se poi ci aggiungiamo la nostra abitudine di lavorare e/o far lavorare in nero, il giuoco è fatto e la loro ipocrisia (di Sacconi, Scaiola e Tremoniti) è scoperta. Loro sanno di potersi appoggiare sul benessere degli italiani e raccontano tutte le loro balle sapendo che gli italiani saranno capaci di resistere e superare queste difficoltà non certo però per merito loro.

  2. L.Tamagno Rispondi

    Ho letto e prendo per buono, che il ministro del Tesoro interrogato da un giornalista sull'aumento della CIG abbia risposto che la domanda era ansiogena e quindi non avrebbe risposto. Se ciò corrisponde al vero in questi termini, riterrei doveroso da parte di professionisti dell'informazione ricordare a ministri e dipendenti pubblici in genere, che i cittadini li retribuiscono (senza risparmio) per dare risposte o ammettere la loro temporanea non conoscenza e/o impotenza. Certamente il non rispondere in base ad un giudizio "politico" sulla qualità della domanda, oltre che arroganza bella e buona è quasi omissione di atti d'ufficio. Inoltre mi pare che sia il ministro inquestione che qualche anno fa ha spiegato a noi tapini come sfruttando l'incremento del valore immobiliare prodotto dall'allora vorticoso aumento del mercato in questione, fosse conveniente farsi "rivalutare" il mutuo per disporre di nuovi capitali per incrementare i consumi correnti. Ricordo bene?

  3. PierGiorgio Gawronski Rispondi

    Anzi, le stesse previsioni degli organismi internazionali sono state straordinariamente lente nell'adeguarsi alla evidenza della crisi. La critica corretta nei cfr di questii organismi è che sono stati finora troppo ottimisti, rispetto alla realtà. Questo ottimismo a tutti i costi è dannoso non solo perché aumenta l'incertezza degli operatori economici (e quindi la loro cautela, e il vuoto di domanda), ma anche perché spinge o giustifica i policymakers a misure insufficienti in tutto il mondo. Salvo poi - quando la crisi si avvita - aprire le porte a ogni ricatto (contro la democrazia, contro l'ambiente, contro la neutralità e l'imparzialità del sostegno sociale): se volete affrontare la crisi dovete consentire a...

  4. Lucio Izzo Rispondi

    Stupisce che la totalità o quasi degli economisti italiani sostengano la tesi che il livello del debito pubblico esistente (pari al oltre 106 per cento del PIL) impedisce al governo italiano di adottare misure significative di sostegno dei redditi per fronteggiare la recessione (l'analisi del FMI stima l'importo delle misure prese pari allo 0.1 per cento del PIL, a fronte di consistenze 14 volte almeno più ampie della Germania, Giappone ed altri paesi industriali). Non è chiaro il fondamento teorico nè la base empirica della tesi della paura del debito, in modo particolare per finanziare spese pubbliche destinate ad aumentare solo perdurando la recessione. Non si ritiene opportuno affrontare il tema suddetto senza posizioni apriorisriche?

  5. antonio lucenti Rispondi

    Non un commento, ma una domanda che attanaglia ed intristisce i miei risvegli mattutini: se le banche ricevono denaro pagandolo il 7%, a quanto potranno venderlo ai propri clienti? E per qual motivo non si approvvigionano nelle stesse dimensioni pagando a noi contribuenti, utenti, lavoratori, cittadini, un prezioso 5%, per esempio? Mi si perdoni l'ingenuità.

  6. luigi zoppoli Rispondi

    Con il metro dei macachi, il Preidente degli Stati Uniti sarebbe un corvo ed un disfattista. E prego far caso al termine. Quanto alle previsioni, ed alle previsioni giuste, mi viene da ridere a pensare come il ministero delle finanze abbia presisposto una 'finanziaria tirennale'. E mi viene da piangere guardando ai risultati esposti nell'ultima Nota di aggiornamento sulla finanza pubblica presentato a Bruxelles. Assumendomi la responsabilità di ciò che dico, mi pare che costoro facciano il gioco delle tre carte e, peggio di tutto, che siano assolutamente privi di cultura di governo.