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  1. Davide GALETTO Rispondi

    Colpisce soprattutto che della schiera dei benaltristi faccia parte anche il sottosegretatrio alla difesa Guido Crosetto, il quale, interpellato da Claudio Fava (ad Annozero) sulla messa in sicurezza delle scuole italiane, rispose allargando le braccia e affermando che la messa in sicurezza di tutti gli edifici pubblici costerebbe troppo, pertanto è improponibile. Nessuna persona di buon senso pretende dal governo che tutti gli edifici pubblici siano adeguti alla normativa sismica, soprattutto in un periodo di crisi così profonda, ma io credo che sarebbe nell'interesse di tutti porre in essere un piano serio di adeguamento delle scuole.

  2. Chiara Fabbri Rispondi

    Fa specie rilevare come tutti i goverrni, di ogni colore, abbiano assunto verso la scuola, primo motore della formazione di cittadini che siano veramente tali e non sudditi, un atteggiamento distruttivo. Primo tra tutti fu D'Alema, che con una delle sue grandiose uscite d'ingegno "aprì" alla possibilità di "superare" il vincolo costituzionale in materia di finanziamento dellla scuola privata. Spiace pensare che la scuola pensata da Gentile fosse di migliore qulità, di più elevato respiro e sicuramente maggiormente democratica nei risultati di quella che risulta dalle riforme e riformicchie che si sono acccavallate negli ultimi decenni. Ai nostri governanti consiglierei di rileggere alcuni classici, datati ma modernissimi: la Montessori, Calmandrei, Don Milani, e, soprattutto, fino a che ce l'abbiamo, la Costituzione della Repubblica.

  3. Elio Gullo Rispondi

    La proposta di un piano straordinario di ristrutturazione del patrimonio edilizio scolastico è più saggia e prioritaria di una grande opera come il ponte sullo stretto. Non mi eccito però a trovare la pagliuzza negli occhi dell'attuale governo, visto che è un dato purtroppo strutturale (e molto italico, mi sembra) quello di dedicarsi poco o per nulla alla manutenzione ordinaria di qualsiasi cosa (strade, ponti, palazzi, formazione, etc.). Considerata l'elevatissima spesa pubblica sul PIL italiano, verrebbe da chiedersi come fanno invece in Francia, ad esempio, ad avere municipi e scuole da paese civile, o piuttosto strade - anche le più infime provinciali - con la giusta segnaletica stradale. Avranno poteri paranormali, visto che spendono complessivamente di meno! Ecco, su questo forse il nostro primo ministro potrebbe sforzarsi un pò: manutenzione straordinaria paranormale.

  4. G.R. Maltese Rispondi

    Una delle cose che salta subito all'occhio, anche nelle scuole di nuova costruzione, è quella che non si individua nessuna strategia architettonica, nessun arredo scolastico nessuna innovazione a livello ergonomico per gli alunni, le loro attività e per i luoghi adibiti ai docenti. Non si può definire una biblioteca un vano con quattro scaffali dove sono riposti più o meno alla rinfusa, libri sbrindellati e mai restaurati. Le palestre, scarne, vuote non ti fanno venir voglia di intraprendere alcuno sport. Le aule multimediali inaccessibili, non vi si può organizzare un cineforum, un dibattito, una discussione. Si parla di tempo pieno, poi i nostri ragazzi e anche i docenti, non hanno un posto dove consumare un panino, non esiste nemmeno una piccola caffetteria, che trovi in tutte le scuole europee, un luogo dove distenderti aspettando le attività pomeridiane, che siano corsi di recupero, di approfondimento o solo di aggiornamento. Si parla sempre di informatica e multimedialità, ma l'accesso a queste due branche della stessa materia è sempre più difficile, non esiste un luogo dove i docenti possano prepare le loro lezioni multimediali e poi illustrarle ai propri studenti.

  5. stefano Rispondi

    Sposo appieno la vostra tesi di una maggiore urgenza/utiltà del rilancio dell'edilizia scolastica rispetto al Ponte sullo Stretto. Ha infatti innumerevoli vantaggi: può partire subito, è più federalista (le scuole sono ovunque e non solo sullo stretto), mette in moto molta più manutenzione e interessa vari strati del mondo produttivo, ecc. Purtroppo (per noi) non serve/basta a pagare i debiti elettorali contratti da Berlusconi con i capi bastone delle cosche mafiose siciliane che gli hanno garantito il pieno alle ultime elezioni.