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  1. Francesca Traclò Rispondi

    Sottoscrivo completamente quanto scritto da Sergio Briguglio, mi fa solo piacere evidenziare che la percezione di insicurezza si diffonde non tanto per effetto degli atti di microcriminalità non denunciati, quanto piuttosto per una cattiva informazione e per una strategia politica polo lungimirante che non misura i danni sociali ed economici che possano scaturire dalla diffusione di un senso collettivo di insicurezza. A ciò si aggiungono situazioni di degrado urbano legate ad una cattiva gestione dei servizi locali e ad una pianificazione urbanistica che privilegia i centri commerciali al recupero e valorizzazione dei cosiddetti centri commerciali naturali, ovvero le strade del quartiere dove viviamo, e così la città diventa sempre meno ospitale, più disordinata e più insicura. Credo che gli immigrati sono un’importante risorsa per il paese, possono ridare slancio e vitalità ad una società che ha difficoltà ad essere competitiva, anche perché ha una piramide demografica che certo non favorisce la fertilità naturale e, in senso lato, neanche quella economica e culturale.

  2. Roberto R. Rispondi

    Poichè l'effettiva insicurezza è rapportata alle denunce rilevate, mi domando se buon parte della percezione di insicurezza comunemente diffusa non possa invece ascriversi ad eventi fuori statistica quindi in grado di modificare le valutazioni relative. 1) Non vengono mai segnalati fenomeni di micro-criminalità -noti alla gente comune- che tendono a non essere denunciati per sfiducia negli esiti di polizia nonchè negli esiti di giudizio e repressione effettiva. 2) Non vengono pesati fenomeni di sovrattenzione o efferatezza di reati da parte sia di organi di stampa sia dei singoli a tendono a prevenire i rischi adottando maggiore attenzione alle situazioni di potenziale rischio. Buon lavoro.