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  1. rokko Rispondi

    In teoria tutto funziona. In pratica, faccio un esempio che realmente è toccato ad un mio carissimo amico: se uno vuole sposarsi con una georgiana o comunque extra-comunitaria? Come dovrebbe farlo se serve un permesso di soggiorno che non rilasciano? Alle leggi dovrebbe essere posto un limite invalicabile: la libertà dell'individuo.

  2. Luigi D. Sandon Rispondi

    È difficile non pensare che sia corretto richiedere una prova di soggiorno legale per chi vuole contrarre matrimonio in Italia, perché questo implica la concessione di un permesso di soggiorno senza scadenza. In alternativa se non si è in grado di ottenere un visto (in Italia non c'è un equivalente del K1 USA) ci si può sposare all'estero, e poi chiedere il visto di ingresso e il permesso di soggiorno. Altrimenti: 1) si favoriscono i disonesti rispetto agli onesti (ma questa è pratica comune in Italia), 2) si favoriscono attività criminali che spesso hanno a che fare con lo sfruttamento sessuale, 3) si favorisce il matrimonio come scappatoia, spesso con il controllo della criminalità.

  3. Alessandro Abati Rispondi

    Da anni vivo per lavoro all'estero (Medio Oriente e Nord America) e mi rendo conto che in Italia il dibattito politico sull'immigrazione è tutto improntato ad accendere gli animi della gente comune che nulla sa della differenza fra il fondamentale e sacrosanto Diritto di Asilo (riconosciuto a chiunque), per persone che provengono da Paesi senza diritti umani, dal diritto ad accedere e beneficiare di tutti i diritti di un Paese Europeo. Nel nostro Paese si tutelano 'cose strane' e inaccettabili in molte moderne democrazie solo perché ormai la legalità non è più un valore e le persone che si comportano legalmente non sono considerate virtuose ma 'normali'. In Italia si fa credere alla gente comune che quando un immigrato clandestino uccide o stupra è perché è in stato indigente o emarginato. Chi uccide è un assassino (italiano o straniero) e non v'è miseria che lo giustifichi. In molti Paesi del G20 e moderne democrazie il diritto alla sanità non un diritto fondamentale nemmeno per i cittadini stessi (tax payers), ma soprattutto nessuno di loro consente l'accesso e la circolazione irregolare di immigrati. Per cui il tema se 'denunciare' l'assistito irregolare o meno non esiste.

  4. mirco Rispondi

    Condivido le osservazioni fatte nell'articolo dall'autore. Mi preoccupano alcuni commenti che non percepiscono la situazione di grave pericolo per la democrazia e la libertà di tutti che queste leggi introdotte dal governo berlusconi provocano. Se continuerà questo clima sociale, non sarà compresa dall'opinione pubblica neanche l'eventuale bocciatura della legge da parte della corte costituzionale. Questa situazione è veramente da brividi dietro la schiena per tutti i veri democratici. L'attuale situazione è paragonabile ai primi anni trenta in Germania e tutti sappiamo come finì la Repubblica di Weimar.

  5. leonardo Rispondi

    Attenti a come si parla della sicurezza dei cittadini. La sicurezza in Italia sta diventando come il diabete più è alto più si ha fame e più si mangia più si alza fino al coma. E' una legge che da solo fumo negli occhi agli italiani: colpisce gli straccioni, i poveracci e si lasciano fuori i veri deliguenti. Ma perchè non si parla dei cinesi che sono un serio pericolo per l'economia italiana.

  6. amsicora Rispondi

    Alcune precisazioni: 1-per ora il provvedimento più duro sull'immigrazione è quello che prevede addirittura la confisca della casa per gli italiani che la affittano "in nero"ai clandestini; 2-mi stupisce il garantismo sugli immigrati illegali che beneficiano del nostro sistema sanitario, quando la stessa sinistra ha sempre incitato alla delazione (in materia fiscale) nei confronti dei lavoratori autonomi (italiani!) alimentando l'odio e l'invidia sociale, e istituendo perfino un telefono dedicato alle segnalazione anonime! 3-non vedo per quale motivo gli stranieri illegali debbano usufruire, passatemi l'espressione, "a sbafo" del nostro servizio sanitario (finanziato dagli italiani) quando molti pensionati che hanno lavorato un'intera vita devono pagare i ticket fino all'ultimo centesimo di euro. Diritti fondamentali? Prima garantiamo quelli degli italiani!

  7. Giorgio Zanutta Rispondi

    Ritengo che l'obbligatorietà di segnalazione da parte delle strutture sanitarie dovrebbe esistere solo nel caso in cui ci fossero dubbi che il ricorso sia stato fatto a seguito di atti delittuosi, per gli altri ritengo fondamentale la sicurezza sanitaria della collettività. L'impedire il matrimonio o il riconoscimento della filiazione mi sembra misero, in quanto è atto civile e di una società evoluta il permettere il congiungimento e la filiazione, certezze di ruoli. Cosa ben diversa la clandestinità che sovente è alimentata se non incentivata dall'ingorghigia di multinazionali e governanti che decadono da trattamento umano a bestia, finendo con l'alimentare i frangenti negativi della società quali lavoro in nero, prostituzione, malavita.

  8. Marino Rispondi

    Possibile che i nostri rappresentanti (nostri per dire... io non li ho votati, quelli che fanno questi scempi) non si rivolgano ai vari servizi di documentazione e consulenza del Parlamento quando fanno progetti di legge, per controllarne la costituzionalità e la compatibilità con le norme europee? A prescindere dalla linea politica che si vuole portare avanti, in qualunque impresa privata o pubblica amministrazione decente questa incompetenza e sciatteria ti farebbero licenziare o mandare in un posto dove non puoi fare danni.

  9. EDOARDO Rispondi

    Di fronte a questa massiccia invasione straniera, dei suoi diritti fondamentali me ne frego. Per me i diritti fondamentali sono poter vivere in un condominio tranquillo, senza dovermi piegare alle abitudini diurne e notturne degli immigrati, di potere camminare nel mio quartiere senza dovermi voltare sempre indietro, di stare sereno quando escono i miei figli e di veder cessare il degrado morale e materiale della mia zona. Degrado coinciso con la massiccia presennza di immigrati.

  10. Gianni Alioti Rispondi

    Non potevo credere che fosse vera la notizia riportata domenica su Repubblica riguardo la circolare INPS n.27 del 25 febbraio 2009 a firma del Direttore Generale Crecco. Invece si! E' la circolare inerente le linee di intervento 2009 sulle attività di vigilanza. Tra le principali aree su cui dovrà essere privilegiata l'azione degli interventi ispettivi ci sono le "AZIENDE ETNICHE", cioè le realtà economiche gestite da minoranze etniche o organizzate con l'impiego di lavoratori appartenenti alle citate minoranze. In pratica introducendo il concetto di etnia, mentre si chiuderà un occhio alle attività (e sono tantissime) gestite in modo irregolare dalla gente italica affiliata - spesso - alle cosche criminali, si intensificheranno i controlli nei confronti delle persone di origine wolof, bantu, guarani, ebraica, quichua, indiana, tutu, berbera, araba ecc. ecc. indipendentemente dalla loro cittadinanza. Il razzismo, come la storia sembra non averci insegnato, nasce in primo luogo dal linguaggio. Che questo linguaggio sia usato in un atto amministrativo dell'INPS è talmente grave, che non possiamo non indignarci e reagire di fronte a questa deriva nazistoide.

  11. savgarim Rispondi

    Contro le soluzioni da azzeccagarbugli per evitare i pericoli messi in evidenza dall'autore dell'articolo c'è un solo modo: essere molto più duri nei riguardi dell'immigrazione clandestina e non. L'Australia insegna.

  12. Marco Bandini Rispondi

    Leggendo il testo mi sembra di capire che l'unico diritto a cui non si deve accedere é quello di permettere allo stato italiano di decidere chi deve stare nel territorio. L'immigrazione clandestina é reato in diversi paesi Europei, tra cui la Francia e L'Inghilterra. Evidentemente fascisti e razzisti anche loro. Uno stato deve assicurare assistenza sanitaria a chi soggiorni sul proprio territorio, ma deve permettere la permanenza solo di chi ne ha i requisiti. La coesione sociale e l'integrazione la si assicura selezionando gli ingressi, facendo rispettare la legge e espellendo chi entra illegalmente. Il resto, per chi vive l'immigrazione giornalmente nel proprio condominio o nelle periferie, é accademia.