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  1. morucci stefania Rispondi

    Il governo sa che in questo paese il più grande dispensatore di aiuti sociali è la famiglia. I giovani disoccupati tornano ad essere a carico delle famiglie! Può spegarmi qualcuno come questo paese uscirà dalla crisi, che non è di questo momento ma si è protatta in tutti questi ultimi anni, se tratta una intera generazione come dei perenni adolescenti? Il capo del governo ha detto che anche il piano casa è a favore delle famiglie che vogliono costruire una stanza in più per i loro figli. Ma vi rendete conto? Sono una cinquantenne con 2 figli laureati. Uno costretto all'emigrazione e l'altra che sta tentando di avviare una sua piccola impresa ma senza il nostro aiuto quale sarà il loro futuro?

  2. Stefano Rispondi

    Ho passato nello stesso posto più di tre anni con contratti a progetto a dir poco ridicoli. Per qualche motivo a me sconosciuto l'azienda è stata acquisita e io sono passato a un contratto a tempo determinato. Felicità? No perchè dopo 7 mesi mi hanno licenziato dal momento che non ho accettato il trasferimento a Roma (sono di Milano). Ho chiesto per il sussidio, pieno o ridotto che sia, ma mi è stato detto che forse potrò richiederlo fra 1 anno. "Forse cambieranno alcune cose fra 15 giorni, richiama fra 2 settimane". E' l'unica "speranza" che mi è stata data...

  3. FRANCESCO COSTANZO Rispondi

    Ho sempre seguito con interesse il dibattito sulla proposta del sussidio di disoccupazione. Il sistema ha sicuramente tutte le pecche denunciate, e il sussidio lo renderebbe assolutamente moderno, sono perciò d'accordo con questa proposta. La mia paura è che si finanzi il sussidio con l'introduzione di una tassa generalizzata, ad esempio reintroducendo l'ICI sulla prima casa. La sinistra mi preoccupa, quando si parla di questi argomenti, perchè insiste a dire che chi possiede una casa è ricco! Ancora ieri sera ho sentito dire all'On. D'Alema che l'abolizione dell'ICI sulla prima casa è andata a vantaggio dei più ricchi, aggiungendo poi un dato: l'83% degli italiani possiede una casa. Non c'è nessun equilibrio nell'adozione di misure di welfare, da entrambe le parti: non si dà niente a una fetta della popolazione, e quando si decide di dare qualcosa, lo si fa spesso penalizzando l'80% degli italiani. Invece, i Berlusconi e altri del suo livello sono sempre più ricchi.

  4. Antonio Rispondi

    Laurea in Economia, Master (universitario) di II livello in Matematica Applicata, 24 mesi in un'azienda IT tra stage e co.co.co. E il futuro? Boh, non si sà. Altro che "merito". Questo non solo non è un paese per giovani: questo non è proprio un Paese per chi abbia voglia di lavorare. I contratti a progetto sono solo un infamia. Una pagliacciata tipica dell'Italia, in cui a occuparsi di economia (a fare cioè le leggi e, ahimé, pure i Ministri) ci sono solo avvocati. Che con tutta la buona volontà, in fatto di economics, non hanno che poche idee e pure molto, molto confuse. Complimenti comunque alla Voce.info. Siete la dimostrazione lampante che, in fatto di "problemi reali" del Paese le divisioni tra "destra" e "sinistra" sono solo inutili e puerili. Alla luce di un'analisi economica obiettiva infatti, sono ben poche le argomentazioni di questo governo (ma direi dell'intero ceto politico) che sopravivvono. Comunque sia: se non mi rinnovano il contratto con ogni probabilità emigrerò. Meglio non restare a lungo in un Paese per vecchi e privilegiati di casta. Mi rifuto di restare qui per pagare la pensione, magari di qualche ex-dirigente pubblico.

  5. Di Maro Felice Rispondi

    Nel mio commento a questo articolo purtroppo nella trascrizione del testo al posto di 1,5 come rapporto tra salario nominale e l'insieme dei prezzi ho scritto 0,5. Mi scuso sia con i lettori che con la redazione che ringrazio per la pubblicazione. Poichè sono ritornato mio malgrado su quest'articolo penso che le tematiche sono di attualità e speriamo che non restino solo patrimonio dei studiosi di economia. Cordiali saluti.

  6. ia Rispondi

    Sono veramente amareggiato e arrabbiato. Perchè in Italia non c'è nessuna forza politica che sembri essere in grado di portare a compimento la battaglia politica del sussidio di disoccupazione come da voi descritto? Siamo abbandonati e costretti a emigrare da laureati. Che tipo di paese hanno in mente con queste "reti bucate" contro la precarietà? Paghiamo tutto noi giovani: le pensioni degli "adulti", la sanità degli "anziani", gli stipendi degli "statali", gli affitti dei possidenti di rendite "catastali", le carriere universitarie "baronali". Ma che paese abbiamo "costruito"? Per chi è questo Paese? Datemi una risposta.

  7. Davide Balzani Rispondi

    Mi pare opportuno fare un pò di chiarezza sulla natura dei rapporti di lavoro cosiddetti atipici. Il contratto di collaborazione a progetto è nato come rapporto di lavoro autonomo, cioè non subordinato, e deve svolgersi secondo le regole del lavoro autonomo. Come tale non può e non deve godere di tutele paragonabili al lavoro subordinato che è soggetto ad aliquote contributive adeguate a garantire le prestazioni di disoccupazione e cassa integrazione. La realtà però è diversa. Il 95% dei contratti a progetto sono rapporti di lavoro subordinato mascherato. Questi contratti vengono utilizzati in modo selvaggio dalle aziende per abbattere i costi e per godere di potere di "vita e di morte" nei confronti dei lavoratori privi di ogni garanzia. Il governo lo sa bene e lo dimostra il fatto che tutti i provvedimenti che prende a tutela di questi poveri lavoratori non fanno altro che dimostrare la loro natura vera di rapporti di lavoro subordinato ma di serie B. Lo spirito originario che spinse il legislatore a creare questo tipo di rapporto di lavoro, unico al mondo, è stato immediatamente stravolto dal mercato, che ha spinto ad utilizzarlo come forma di sfruttamento dei lavoratori.

  8. Giorgio Trenti Rispondi

    La famigerata legge cosiddetta biagi obbliga all’ipocrisia nel rapporto di lavoro. E’ bene, invece, che ogni lavoratore sia libero di regolare il proprio rapporto di lavoro come meglio crede, a tempo determinato o indeterminato, sia nel settore pubblico, sia in quello privato. Inoltre la legge mette fra datore di lavoro e lavoratore inutili e costosi intermediari. L’incontro fra offerta e domanda di lavoro può avvenire senza spese, su internet. Propongo l’abolizione della legge e la reintroduzione nel codice civile di un articolo abrogato nel 1962. “Art. 2097 – Durata del contratto di lavoro. Le parti stabiliscono le regole del contratto di lavoro.” E’ opportuno, anche, riconoscere a tutte le persone fisiche, di cittadinanza italiana, il diritto all’integrazione ad un reddito minimo, in base alla dichiarazione annuale dei redditi.

  9. Di Maro Felice Rispondi

    Tra 5mila e 11.516 euro lordi per il 2008 e ovviamente chi è interessato non sa se per il 2009 prenderà i 3 mila circa richiesti. L'articolo prende in considerazione delle dinamiche di una fascia di reddito che denominarla precaria è banale. Ma penso che è da queste considerazioni nell'articolo che comunque si deve ripartire per difendere con forza il potere di acquisto di salari, stipendi, e permettemi, anche di pensioni. Occorrono "Nuove regole". Se il rapporto tra salario nominale e l'insieme dei prezzi di beni e servizi non è "1" , ma 1,5 ad esempio, come è possibile vivere. Esiste l'euro a livello europeo anche se è stato adottato solo da 11 paesi rispetto ai 27 dell'Ue. Bene! In area euro con "Nuove regole" ci vuole l'assicurazione che il potere di acquisto venga assicurato. Com'è possibile che per togliere si guarda sempre in campo europeo e per dare dignità si diventà ciechi?

  10. david Rispondi

    Condivido in pieno il contenuto dell'articolo. Faccio il mio esempio. Tutor al Cepu da 12 anni con co.co.pro. Alcuni mesi vanno bene altri o non prendi niente o molto poco. Vado al sindacato e mi dicono che non ho diritto alla disoccupazione, chiedo all'Inps e mi dicono che non ne ho diritto. A che gioco stiamo giocando?