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LA FOGLIA DI FICO DEI NEMICI DEL REFERENDUM *

I nostri calcoli sui risparmi possibili con un vero election day che accorpi elezioni europee, amministrative (là dove si terranno a giugno) e referendum sulla legge elettorale hanno raccolto vasta approvazione e messo in imbarazzo coloro che vorrebbero affossare il referendum. Tra questi ultimi, qualcuno ha pensato di salvarsi in corner con la proposta del referendum accorpato al ballottaggio delle amministrative. Ma la sostanza non cambia: si risparmierebbero solo 87 milioni anziché 400. Ecco i nostri nuovi calcoli.

Come già anticipato su questo sito circa 400 milioni di euro potrebbero essere risparmiati  accorpando in un unico election day elezioni europee, amministrative (là dove si tengono) e referendum sulla legge elettorale. Di questi 400 milioni, 200 milioni di euro sono i costi variabili (forze di polizia, personale impiegato, ecc..) e 200 costi indiretti (costo per le famiglie, valore del tempo, ecc.). Inoltre abbiamo stimato in 115 milioni i costi “fissi” ineludibili quali la stampa delle schede e la loro spedizione sul territorio.

IL COSTO DEL REFERENDUM CON IL BALLOTTAGGIO

Anche a seguito della pubblicazione delle nostre stime, l’esecutivo sembra ora intenzionato a far tenere il referendum nella data fissata per i ballottaggi delle amministrative. Come mostriamo qui sotto questa scelta porterebbe a risparmiare solo 87 dei 400 milioni imposti dalla rinuncia all’election day. In altre parole, la rinuncia a far tenere il referendum assieme alle europee e al primo turno delle amministrative costerebbe comunque 313 milioni, tra costi diretti e indiretti. Vediamo qui sotto come si giunge a questa stima.

Costi diretti:

Il ballottaggio in Italia, in genere, coinvolge un terzo dell’elettorato potenziale. Prendendo, ad esempio, come riferimento le elezioni amministrative del 12/13 giugno 2004, su 63 province (e 44750 sezioni) coinvolte da elezioni a doppio turno, solo 21 (per 14287 sezioni) andarono al ballottaggio.
E’ dunque legittimo ipotizzare anche in questa tornata di amministrative solo 21 delle 63 province coinvolte, torneranno a votare a due settimane dal voto alle europee. Le altre 88 province italiane (81 per cento del totale) saranno chiamate a votare unicamente per il referendum. Quindi il costo del referendum di queste ultime è stimato in 162 milioni dei 200 milioni di euro totali (ai quali va sottratto 2,3 milioni di euro se si considerano i 17 comuni al di fuori delle province in questione e che con probabilità del 33% andranno al ballottaggio).  Sommati ai 115 milioni di costi fissi, otteniamo un costo totale diretto del referendum di circa 274 milioni di euro.

Costi indiretti:

Come detto, i costi indiretti ammontano ad altri 200 milioni di euro (spesa per le famiglie, valore del tempo, ecc..).
Gli elettori del ballottaggio sosterranno comunque i costi indiretti, con o senza referendum. Si tratta di 11,5 milioni di elettori, il 23% del corpo elettorale, per un costo di 46 milioni di euro. Quindi il costo indiretto per i restanti elettori obbligati ad andare a votare per il referendum è di 154 milioni di euro.

In milioni di euro Costi diretti Costi indiretti Totale
Costi fissi Costi variabili
Costo referendum con elezioni europee 115 115
Costo referendum 115 200 200 515
Costo referendum con ballottaggio 115 159 154 428
Risparmio 41 46 87

 

Accorpare ballottaggio e referendum farebbe risparmiare appena 87 milioni di euro del costo totale di un referendum, contro un risparmio di 400 milioni nel tenere il referendum insieme alle elezioni europee.

* A cura di Davide Baldi

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29 commenti

  1. ELIA Franco

    I numeri sono numeri e la matematica non è un’opinione. Perciò, per restare al paragone del gioco del calcio, il Governo è palesemente in fuori-gioco e non ci saranno arbitri compiacenti per convalidare il goal dell’illegalità: 460 milioni veri sono lì a battere cassa per una destinazione necessaria mentre i milioni del ballottaggio son proprio persi e doppiamente ributtanti in quanto cinicamente spesi proprio per essere rinfacciati per il predestinato esito negativo della consultazione-ballottaggio. Buon accorpamento!

  2. Stefano Vavassori

    Voglio complimentarmi con gli autori dell’analisi: un modo intelligente per raccontare i fatti e smascherare coloro che anzichè rappresentare e sostenere gli interessi della nazione, tramano solo per tutelare privilegi indebiti e interessi privati.

  3. Cristian

    Prigionieri di una classe politica che ha il solo scopo di difendere i propri privilegi, a discapito del buon senso; con una cifra del genere, nella stuazione di oggi, si potrebbero fare una miriade di cose. Vittime di una infornazione che ormai non esiste più, anzi viene rovesciata: ieri calava la borsa del 3% e non ne è stata data notizia, oggi un +5% prima notizia di tutti i tg. Di questa cosa non ne parla nessuno. Vengono tagliati i fondi alle forze di polizia, vengono dati soldi alle banche, vengono tolti fondi all’università e alla ricerca, e poi la possibilità di risparmiare 400 milioni viene sprecata così. Mi chiedo se queste cose succedono solo da noi, oppure se tutto il mondo è paese.

  4. blau

    Bisogna informare i cittadini, ma come mai devo andare su questo sito per sentire queste cose? Dove sono i vari Repubblica, La Stampa, etc, etc? Forse a parlare dell’ennesima provocazione del premier?

  5. alberto de angelis

    I soldi ci sono solo per quello che serve a loro. Per riportare a casa Scajola con un volo ad personam. Direi di mobilitarci e far girare la vostra email. Io ho già cominciato.

  6. Roberto

    Scusate, non credo di svelare che il re è nudo, dicendo che i soldi non c’entrano niente. Il vero problema della destra (malgrado abbia contribuito a suo tempo) è quello di non rischiare il raggiungimento del quorum e quindi, l’inevitabile abrogazione del porcellum; o no?

  7. Gaetano Proto

    Complimenti per l’approccio concreto, in un paese che sta naufragando nei numeri al lotto! C’è solo un dettaglio del vostro articolo precedente che mi sembra migliorabile: tra i costi indiretti, avete incluso il valore del tempo dei prevedibili votanti. Per stimare questi, avete preso quelli delle ultime politiche. E’ notorio che i referendum hanno un numero di votanti più basso: se prendiamo il referendum costituzionale del 2006, troviamo circa 25,8 milioni di votanti (il 52,3%). Ricalcolando il valore del tempo perso su questa base, si ottengono circa 80 milioni di costo, contro i 127 che avevate stimato. Arrotondando, il costo totale del referendum senza election day scenderebbe da 400 a 350 milioni, ma d’altra parte scenderebbe anche il risparmio rispetto a questa cifra che si otterrebbe con il "semi-election day", da 87 a 75 milioni. Quindi ne risulta rafforzata la vostra conclusione che l’accorpamento del referendum con il ballottaggio delle amministrative sarebbe una finta soluzione al problema dei costi del mancato election day.

  8. luigi zoppoli

    Tremonti, deve aver trovato i fondi necessari. Forse ha avuto in dono dalla befana un altro dei "gruzzoletti" cui cennava alcuni giorni fa. E’ beneaugurante per la crisi. E restituisce fiducia! Stasera spedisco una lettera a babbo natale. E’ forse la più credibile strada perchè si operi decentemente per la crisi e per il paese.

  9. ALESSANDRA

    Cercate di diffondere il più possibile queste informazioni perché il consenso maldestramente acquisito da questi politicanti dilettanti e non, mostri tutta la propria debolezza. Sanno conquistare voti con informazioni demagogiche e il più delle volte manipolate. Se il loro consenso si basa sulla "pancia" degli italiani, anche noi dobbiamo seguirli sulla strada degli istinti e della demagogia, facendo leva sugli istinti deteriori del popolo votante. Quindi diffondete queste preziose informazioni così da mostrare che "il Re è nudo" e aprire gli occhi a tutti.

  10. Raffaello Morelli

    I vostri calcoli sui risparmi dell’accorpare il referendum nell’election day, sono apprezzabili. Però, tra i costi, non considerano il successo del referendum. Senza dubbio il chiaro fine del non accorpamento è ostacolare il quorum. Il reale motivo però non viene detto (il che è ipocrita dal punto di vista politico). Il reale motivo non è che non si vuole abrogare il porcellum, è che si vuole evitare un rimedio dal costo maggiore del male. Infatti la legge prodotta dal referendum assegnerebbe il 55% dei seggi al primo partito ( non alla prima coalizione ) . E dunque rinvendirebbe la legge del fascista Acerbo e favorirebbe ancora di più il Popolo della Libertà, garantendogli una sicura vittoria ancora per moltissimi anni. Il reale motivo è che molti ( a cominciare dalla Lega ma non solo ) si sono accorti di questo incontrovertibile dato di fatto e non vogliono dare altre carte al Presidente indistruttibile. Purtroppo a sinistra si continua ad esaltare acriticamente un referendum la cui logica appartiene ad una era geologica protoveltroniana, quando si giocava tutto sull’arrivare primi con un unico partito a vocazione maggioritaria.

  11. Antonella

    E’ vergognoso che i nostri politici si permettano di comportarsi in questo modo. Voi siete sempre bravissimi parlando di cose importanti, attuali e scottanti in modo sempre molto chiaro, logico ed esaustivo. e chi vi legge cosa potrebbe fare per evitare questi sprechi?

  12. Piero

    Condivido appieno l’analisi descritta nel commento di Morelli. Tuttavia i partiti, di cui non se ne può più, devono accettare le nefaste conseguenze dei loro misfatti e se il cavaliere ne trarrà ancor maggiore vantaggio sarà quello che gli Italiani (o Italioti) hanno voluto! La democrazia è questo, non il "porcellum" difeso a spada tratta sia dalla destra sia dalla sinistra. Il fatto, poi, che sperino che non sia raggiunto il quorum per rendere nullo il voto popolare è ampia dimostrazione di quanto costoro considerano il Popolo Italiano: un branco di "minus habens" che pensa solo alla "panza" a poco altro; che abbiano ragione?

  13. gregorio

    I giornali tradizionali, riportando le posizioni dei vari esponenti politici, dimenticano di informare i lettori sul significato reale del referendum, dando per scontato che il pubblico sia perfettamente informato sul significato della scelta referendaria. E sbagliano, perchè gli italiani hanno la memoria cortissima! Dovrebbero quindi, approfittando della polemica sull’election day, ritornare sulle motivazioni dei referendari illustrando senza ipocrisie le possibili conseguenze del voto.

  14. Alex

    Se l’effetto del referendum sarà quello descritto allora benvenga la spesa. In fondo sono soldi distribuiti in stipendi agli impiegati pubblici e contributi agli scrutatori. Che potendo spenderli stimoleranno la domanda, o no?

  15. Aram Megighian

    Sono contento che chi (e chi se non il Governo, visto che le date sono scelte dal Ministro degli Interni?) "voleva affossare il referendum" (cioè quasi tutti quelli che lo approvavano davanti ai media) sia in "imbarazzo". Un buon esempio che dimostra come ragionando su numeri, dati e fatti, cioè su di un sano e giusto contraddittorio, anche la demagogia viene messa in un angolo. Complimenti. Se permettete, vorrei aggiungere alle vostre correttissime analisi, un altro "dato" di cui raramente si parla in situazioni come questa: la "spesa" in termini di "credibilità" di chi ci amministra. Può un Governo (attuale, precedenti e futuri) pensare di chiedere ai suoi cittadini di rispettare delle regole e leggi che esso promulga, quando esso stesso "cerca di sfuggire" al rispetto delle regole stesse? In cosa consiste in termini di "spesa" un atteggiamento come questo? Quanti sono gli "emendamenti", "commi", "aggiunte", per non parlare di leggiccule stesse, che danno al cittadino una simile visione "imbarazzante" di chi li governa?

  16. roberto bobbio

    Le vostre stime sono risibili: i compensi per i seggi elettorali sono superiori del 50 % rispetto al vero 650 euro a sezione per 61.000 sezioni fa 40 milioni. In ogni caso dovreste pagare un compenso aggiuntivo per il referendum. Le spese per ordine pubblico e sicurezza e rilevazione dati di un referendum sono minori rispetto ad una elezione. I votanti saranno il 25-30%. Incredibile la stima dei costi di trasporto schede: i costi sono a peso oppure nulla osta a trasportare le schede in un unica spedizione. Raggiungete il ridicolo con il calcolo dei costi indiretti del voto (mezz’ora per votare mi sembra eccessivo) e di solito si vota di domenica e le scuole sono già chiuse.

     

    • La redazione

      Ha ragione, abbiamo sovrastimato i compensi, calcolandoli per due giorni. Siccome sono 74 milioni di euro (62.521 sezioni, dati Ministero Interni) la nuova cifra che otteniamo è 37 milioni di euro. Solo con questo aggiustamento arriviamo a 163 milioni di euro. Le ricordiamo che il Ministro Maroni ha appena diffuso i nuovi calcoli. Parla di 175 milioni di euro. Quindi abbiamo sottostimato gli altri costi, e dovremmo, quindi, rivedererli al rialzo.
      Per quanto riguarda le spese di ordine pubblico, la rimando ai Decreti del Ministero del Tesoro per le variazini di spesa per le elezioni e i referendum, dove ogni voce di costo è leggibile distintamente. Che vadano a votare meno persone non significa che vengano allestite meno sezioni e si dispongano meno forze dell’ordine.
      Per i costi di trasporto la rimandiamo alla Scheda Tecnica per il Senato, dove tra i costi sono indicati: benzina, pedaggio (autostrade è ormai privata!!), diaria di missione, ecc.
      Per i costi indiretti sottolineiamo il termine STIMA, il che implica che se lei ci mette 10 minuti (in quanto ben informato e determinato nel votare, ma deve pur registrarsi!), ciò non è estendibile anche all’elettore medio (non tutti vivono vicino al seggio, non trovano coda, si informano prima di votare, ecc..).

       

  17. Giacomo Monaco

    E’ giusto denunciare i 400 milioni di euro in più che costerebbe il referendum ma, proprio perché è una cosa studiata apposta per farlo fallire, sarebbe più utile, oltre a denunciare questa manovra occulta ma non tanto, di iniziare a parlarne perché noi italiani abbiamo la memoria corta e di tempo non c’è n’è molto a disposizione.

  18. Nino

    Pur essendo di centrosinistra sono contrario all’accorpamento per due motivi. Il primo è che accorpando si elimina surrettiziamente l’ostacolo del quorum che è espressamente sancito dalla Costituzione in nsecondo luogo chi vuole astenersi al referendum deve far verbalizzare il rifiuto della singola scheda referendaria, quindi in sostanza si viola la privacy dell’elettore e tutti quelli che aspettano sapranno che quell’elettore là si è astenuto. La democrazia si sa ha dei costi ma non credo che sia la cosa più giusta risparmiare sulla democrazia. In terzo luogo la legge elettorale Guzzetta è un disastro democratico. La prima "lista" (quindi si potrebbero fare anche listoni es. Pdl+lega e chiamarla "listone delle libertà") prende il 55% dei seggi, come la Legge Acerbo. Inoltre non vi saranno le preferenze, nè il collegio uninominale (che è un second best rispetto alle preferenze poichè il candidato è imposto dal partito nel singolo collegio con una scelta "prendere o lasciare").

  19. Giorgio Milazzo

    Per gli stretti interessati (cerchia berlusconiana) è assolutamente necessario rimanere saldi nel “sentiero” tracciato per portare Berlusconi matematicamente alla presidenza della Repubblica (altri 7 anni di “franchigia” dal calvario dei Tribunali che lo aspettano !

  20. Roberto ERTOLA

    Vi faccio notare lealtre vostre pecche sui calcoli: non avete considerato che i compensi degli scrutatori variano anche in funzione del numero di consultazioni elettorali, non avete considerato che gli stipendi sono considerati al lordo delle imposte e che poi rientrano come imposte per almeno il 27% (aliquota marginale) o 38%, non avete considerato che il costo del trasporto e della stampa delle schede è uguale con o senza election day, ecc.ecc.. Non essendo un professore di diritto, ma un semplice "ragioniere" non voglio neanche dilungarmi sul fatto che la costituzione vuole (art.48) che il voto sia libero e segreto e che con la vostra proposta il voto diventa quasi una coercizione e in caso di scelta di rifiutare la scheda anche palese. Vorrei sapere perchè , vista l’emergenza non proponete anche di abolire del tutto il doppio turno elettorale per le provinciali perchè non uniformare la legge delle elezioni provinciali ( ed anche delle comunali) a quella delle regionali? Non si risparmierebbero soldi anche così?

  21. Paolo Solimeno

    "Risparmiamo davvero non andando a votare, si fa un bel programma televisivo dove i candidati cantano e noi votiamo con un sms che costa un euro, così facciamo fare un sacco di soldi allo stato" Sì, è una provocazione, ma il referendum elettorale ci darebbe una legge stile Acerbo-Mussolini (1923-24), o Legge Truffa (1953), pari alla porcata di Calderoli e allora farlo passare col trucco dell’accorpamento è intollerabile.

  22. Nadia Norcini

    Da quando la democrazia si valuta in termini economici? Ragionando in termini di risparmio si potrebbe scoprire che una dittatura è conveniente. Il referendum Guzzetta addirittura peggiora l’attuale legge elettorale: il premio di maggioranza infatti andrebbe non più alla coalizione ma alla lista, quale che sia la maggioranza relativa che ottiene. La legge truffa del ’53 almeno dava il premio a chi avesse ottenuto più del 50% e perfino la legge Acerbo del ’23 prevedeva una soglia minima del 25%! Nel referendum Guzzetta nessuna soglia e non vengono reintrodotte le preferenze. Mi unisco al mio amico fiorentino Solimeno nell’invitarvi ad essere più accorti nel lanciare simili proposte.

  23. Lorenzo

    Ai nostri governanti non interessa di spendere qualche soldo in più, tanto non sono soldi loro. Perchè accorpare europee e amministrative e non referendum. A tutti quelli che parlano di democrazia, se non ne siete a conoscenza, in democrazia vince chi esprime la maggioranza delle preferenze, perchè io dovrei vivere sotto il ricatto di un 15% che non va a votare per affossare il referendum? Vai a votare e voti no.

  24. Roberto ERTOLA

    Per puro amore della verità e dell’etica del buon ragioniere Vi informo che nelle vostre stime di costi indiretti vi sono 37 milioni di costi per sorvegliare i bambini il giorno del referendum Vi è sfuggito forse che già il giorno 14 le scuole sono chiuse e gli italiani dovranno lo stesso spendere soldi per le baby sitter , ma non capisco come possano restare aperte il 22 giugno. pertanto almeno per correttezza e dimostrazione di abilità di stima dovreste decurtare questo costo del 100% e non solo del 20-25%.

  25. DIVA

    Gli interessi di partito a quanto pare hanno ,ancora una volta, vinto sugli interessi generali e sulla logica. Il governo ha ceduto al ricatto di Bossi, tra poco sapremo in cambio di cosa, e tutti gli italiani si vedono trattare ,ancora una volta, ( forse a qualcuno piace) da sudditi invece che da cittadini consapevoli. Come è possibile chiedere agli italiani di contribuire alla ricostruzione e agli aiuti per le popolazioni colpite dal terribile terremoto in Abruzzo e al tempo stesso gettare dalla finestra centinaia di milioni di euro. Anche se tutti gli italiani contribuissero con 1 euro e qualcuno con 2, si arriverebbe ad una cifra approssimata per eccesso di 100 milioni, ma se negli stessi giorni il governo decide di sprecarne 400, il saldo rimane fortemente negativo e ci si è beffati al tempo stesso sia dei donatori sia delle vittime del terremoto. Il rinvio del referendum di un anno nulla toglie allo spreco posticipa solo l’esborso, ma nella sostanza nulla cambia, anche se può essere molto utile per mettere a tacere la voce degli italiani che si indignano.

  26. Giuseppe Cicoria

    Il referendum può comportare conseguenze disastrose per la nostra democrazia già fortemente minata dagli avvenimenti politici recenti. La Lega, il comitato organizzatore e tutti gli altri partiti invece di boicottare o favorire surrettiziamente il successo della consultazione bene farebbero a spiegare meglio gli obiettivi finali delle loro posizioni anziché speculare sulla buona fede dei cittadini a cui certamente non fa piacere veder sperperare 400 milioni di euro. Essi non hanno ancora capito quale guaio comporterebbe far raggiungere il quorum ed il sicuro successo dei "si" a questa irresponsabile iniziativa referendaria!

  27. Franco Ragusa

    Con il proposito di dare continuità e progetto all’appello "La Sinistra per il proporzionale" del 18 settembre 2005, si è costituito il "Comitato per il Proporzionale – Contro la forzatura bipartitica". Primo impegno del Comitato: intervenire attivamente per smascherare i contenuti antidemocratici dell’attuale legge elettorale. Una legge elettorale per la quale, per altro, è in atto un’iniziativa referendaria dal contenuto ancora più antidemocratico. Per questo motivo, nella denominazione del Comitato non poteva mancare una sottolineatura riguardo ai contenuti di questa scadenza, con l’obiettivo d’impedire il successo dell’ennesima iniziativa referendaria in materia elettorale. Un’iniziativa referendaria che non ha lo scopo di "abrogare" il cosiddetto Porcellum, bensì di realizzare una porcata ancora peggiore. "Dal Porcellum al Super-Porcellum", questo, in sintesi, il risultato di questa nuova campagna referendaria che, al solito, viene presentata come la soluzione di tutti i mali.

  28. domics

    Come ha detto qualcuno visto la vostra discussione sui costi indiretti da ora in poi chi è contro i referendum potrà dire: non andate a votare che ci guadagnerete dei soldi! anzi questo discorso vale per tutte le elezioni: “cittadini non votate perchè il voto vi fa perdere soldi”

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