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  1. giorgio Rispondi

    Ed invece, chi sta al timone della finanza pubblica e della politica economica, come si orienta? Molto all’italiana, in vero. Invece di tendere, dico tendere, a ridurre i tempi di pagamento degli enti, cerca di facilitare le pratiche di cessione di credito (sburocratizza? modernizza?). Cioè, a me pare, rema furiosamente nella direzione che ha portato, porta e porterà il nostro sistema alla rovina. 5 domande: 1) Chi sta al timone declina così il +privato –stato per cui è stato eletto? 2) Se Brunetta consegue eccellenti risultati nell’efficienza della P.A., perché non li traduce in moneta sonante? 3) Le migliori intelligenze si cimentano per mettere a punto provvedimenti anticrisi e volani, segnatamente per indurre le banche a far credito: e se provassero invece a diminuirne la domanda puntando su uno Stato veloce nel pagare? 4) La P.A. al sud paga molto più in ritardo che al nord. Ciò sta fra le cause o le conseguenze dell’arretratezza economica del nostro meridione? 5) Tutti sanno che lo Stato, conscio della propria inefficienza, ammette il regime di IVA in sospensione per i propri fornitori. Estenderlo ai privati non sarà ancor peggio, sottraendo liquidità allo Stato stesso?

  2. giorgio Rispondi

    Sono perfettamente d'accordo nel definire "mostruoso" il ritardo con cui la Pubblica Amministrazione paga i suoi debiti commerciali. Sono anche sconcertato, e non da ora, dal fatto che questo fenomeno non sia considerato poi così importante. Fisiologico, si è sempre detto nella business community. E passi. Ma praticamente ignorato da chi sta al timone della finanza pubblica e della politica economica in questo Paese. E ciò mi sembra davvero mostruosamente più grave. Se un quarto del totale degli impieghi a breve erogati dalle banche alle imprese è dovuto a questo, chiunque ne comprende l'influenza distorsiva e permanente sulla nostra economia. Ho lavorato in una multinazionale, e ricordo i benchmarks sui tempi di pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni in Europa: Italia fanalino di coda, per usare un termine eufemistico, gli altri paesi tra i 10 ed i 60 giorni, misurati dalla data di prestazione/fattura e la data d'incasso. Non credo che le cose siano migliorate negli ultimi dieci anni, anzi. Ora, il fatto che siamo in una pesante fase critica dell'economia mi indurrebbe a pensare che sarebbe il momento più adatto per orientarsi, dico orientarsi, alla soluzione.

  3. luca dall' emilia Rispondi

    E una catastrofe, se ne stanno rendendo conto? ho una ditta metalmeccanica con una dozzina di persone tutti in cassa... un azienda "sanissima" con un +15% fino a giugno 2008. ho chiesto un chirografico di liquidita come ammortizzatore in caso di necessità di 35.000 euro a 36 mesi (35000 non 200000 incredibile)con un tot di interessi pari a 1500 euro (in 3 anni va benissimo) . la banca mi ha prontamente aiutato appioppandomi un'assicurazione di 1000 euro nel caso le cose non andassero bene (avvisato all'ultimo di questa iniziativa fantastica, naturalmente se le cose vanno bene i 1000 euro mica te li ridanno). E letteralmente uno schifo!, per colpa di quelli che anni indietro hanno regalato soldi , mutui 100% a persone con garanzie pressoche nulle . Adesso si fa di tutt'un erba un facio. E non finisce qui..... giorni fa ho chiesto un fido di liquidità in un altro mio istituto e loro "sempre pronti perché sono un'azienda sana" mi rispondono che oltre i 6500 euro (ne avevo chiesto 10000 miseri ) diventava un po difficoltoso senza nessun "anticipo fatture".

  4. Pietro Lavino Rispondi

    E' un problema annoso a cui gli imprenditori italiani sembrano essere abituati eppure è diventato una regola. Tale regola impedisce una piena fiducia nello Stato in quanto è una battaglia che si combatte contro i mulini a vento e i dipendenti dell'Amministrazione Pubblica, che a riguardo potrebbero essere più efficienti, si trincerano dietro la frase "ma lo Stato pagherà, non si preoccupi, con i suoi tempi pagherà" ! E' un'assurdità italiana, certo che lo Stato deve pagare, ci mancherebbe, ma perchè non lo fa con i dovuti tempi. E' uno Stato che si appropria impunemente di una ricchezza degli imprenditori. Ma l'asimmetria dei diritti sta proprio in questo. Lo stato può appropriarsi di una mia ricchezza, ma nel momento in cui esige il dovuto (si spera) verso i cittadini questi devono adempiere nei tempi indicati pena, sanzioni amministrative e addirittura confisca dei beni. Ma perché il cittadino non può ottenere gli stessi diritti?

  5. Dario Quintavalle Rispondi

    Sono perfettamente d’accordo. Il problema è in un mix micidiale di vecchie regole di Contabilità di Stato e innovazioni fasulle. Un dirigente di un ufficio pubblico, per effettuare gli acquisti, inconta i seguenti problemi: 1) conosce l’ammontare delle risorse a disposizione non all’inizio ma alla fine dell’anno; 2) deve obbligatoriamente rivolgersi al portale di e-procurement della Consip. A parte che non funziona affatto bene, e può capitare di spendere una giornata intera per fare un acquisto, tutta l’innovazione consiste nel fatto che l’ordine si fa in via telematica con la firma digitale. Per il pagamento invece valgono le vecchie procedure di contabilità di Stato, quindi manda le fatture alla ragioneria centrale, che paga quando può. Dunque i nostri fornitori, sapendo che saranno pagati in ritardo, praticano alla PA prezzi più alti. Se invece gli fosse fornita una carta di credito di servizio, con un budget prefissato, e potesse fare i suoi acquisti sul mercato libero, magari organizzandosi in gruppi d’acquisto con i suoii colleghi, potrebbe sicuramente spuntare prezzi molto migliori. Ne guadagnerebbe lo Stato e il sistema delle imprese.

  6. renato Rispondi

    Qui ci vorebbe quello scatto che la situazione richede, lo stato paghi subito i suoi debiti; le banche vengano messe in condizione di non speculare nelle situazioni di insolvenza da parte delle amministrazioni pubbliche e si accertino tutte le situazioni di strozzinaggio più o meno strisciante che sta mettendo in crisi gli operatori onesti che pagano le tasse.

  7. Marino Rispondi

    Spesso dipende dalle procedure interne. Dirigo la biblioteca di una piccola facoltà, e quando i pagamenti venivano effettuati dalla ragioneria dell'università non solo i tempi erano biblici, ma era difficile per i fornitori capire a quali fatture si riferissero i mandati di pagamento. Inoltre la normativa ci obbligava a impegnare tutti i fondi per l'acquisto pubblicazioni a favore di un unico fornitore, che quindi aveva un potere di monopolio, e ovviamente ricaricava a man salva sui prezzi, anche per tutelarsi dai ritardi. Con l'autonomia amministrativa e contabile e la possibilità di scegliere liberamente i fornitori adesso paghiamo entro i sessanta giorni e otteniamo pure degli sconti. In realtà, l'unico motivo per cui non paghiamo immediatamente le fatture è che la banca che effettua il servizio di tesoreria prende una commissione fissa su ogni mandato a prescindere dall'importo, quindi per avvantaggiare il fornitore cerchiamo di cumulare più fatture possibili in un unico mandato. Se si potessero generalizzare i pagamenti tramite carte di credito istituzionali ci sarebbero ulteriori risparmi e certezze , ma le procedure e i software sono ancora legati al modello banca-tesoreria

  8. Eforo Rispondi

    Conosco molte imprese che sono a rischio default per colpa degli enti locali che non stanno pagando da mesi. E' un grave problema.

  9. Francesco Tassone Rispondi

    I tassi reali applicati nel sud Italia sono molto più alti di quelli segnalati nell'articolo. La camera di commercio di VV ha stimato in quasi 5 punti la differenza di tasso a breve tra la provincia di Vibo Valentia e le regioni più sviluppate. A fonte di tassi di insolvenza equivalenti. In più abbiamo Banche condannate per usura senza che nessun direttore, dipendente usciere sia finito in galera. Noi abbiamo dei crediti nei confronti del ministero del lavoro da più di 5 anni, ad un tasso reale su fido di conto corrente che sfiora il 14% praticamente non solo abbiamo lavorato gratis ma ci abbiamo perso pure il capitale. Da esperienza se uno poi si ribella sulle cifre non dovute e non pago gli importi non dovuti la prima cosa che succede è la segnalazione alla centrale rischi come insolvente. La conseguenza è che fino a quando un giudice non si pronuncia ti vengono tagliati tutti i fidi presso tutte le banche in quanto da regolamenti non possono più farti credito. Su ritardo del giudice le banche ci speculano per cercare i estorcerti in più possibile chiedendo in trattativa cifre folli, anche doppie rispetto al richiesto inizialmente. Pizzo legale.

  10. andrea ascari Rispondi

    Ma se i contratti con lo stato indicano i termini di pagamento in 90 giorni, e se invece ciò non avviene, lo stato non pagando propri debiti alla scadenza pattuita, non si configura di fatto uno stato di default? complimenti all'inghilterra, da 30 a 8 giorni, chapeau!

  11. trebestie Rispondi
    Con le nuove regole del patto di stabilità anche gli enti solerti saranno costretti a rimandare di parecchio i pagamenti degli investimenti. Non c'è che dire... un bell'aiuto alle imprese.
  12. Bruno Cipolla Rispondi

    Esattamente! La "bieca" multinazionale per cui lavoravo aveva già negli anni '80 un apposito listino opportunamente maggiorato per la pubblica amministrazione. Inoltre, posso confermare per esperienza personale che la capacità di spesa oculata della pubblica amministrazione, dalle cartucce per la stampante alle commesse multimilionarie, è estremamente limitata, in parte per incapacità ed in parte per "connivenza".

  13. stefanobacchelli Rispondi

    Debbo dire che dei Tremonti bond al 7,5% di tasso da pagare da parte delle banche non capito molto. Le spiegazioni televisive sono uno spot: si aiuteranno le aziende in crisi e le famiglie indebitate. Mah! Ad esempio: perchè le banche per avere denaro non aumentano i tassi creditori ai loro clienti? Se portano i tassi creditori al 3% lordo ricavano una quantità enorme di denaro e risparmiano rispetto al 7,5% statale. Per me c'è un accordo segreto Tremonti-banche con il quale Tremonti impedisce una reale concorrenza ai suoi (nostri) Bot. In tutti i casi acquistare denaro coi Bot-Btp-Cct al 1,5% e rivenderlo al 7,5% è usura, o no?

  14. mussari ferdinando Rispondi

    La questione dei ritardi dei pagamenti da parte dello stato è una gogna che le imprese pagano caramente. Il problema si accentua nelle regioni meridionali in cui i costi bancari sono molto più alti e i ritardi e l'inefficienze pubbliche fanno diminuire i margini di guadagno.il recupero crediti è un lavoro aggiuntivo che le piccole e medie aziende difficilmente riescono a sostenere e a soddisfare completamente. Il grido di aiuto parte verso il pagatore (regione) e verso le istituzioni affinché ci sia un controllo sull'azione delle banche nel meridione.