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QUELL’INUTILE LINEA DURA SULL’IMMIGRAZIONE

Il pacchetto sicurezza approvato in Senato contiene norme sull’immigrazione dal chiaro significato: maggior controllo e maggiore severità. Al di là delle considerazioni etiche sul diritto speciale riservato agli stranieri, sono provvedimenti del tutto inefficaci. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che in gran parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Dovremmo invece seguire l’esempio di altri paesi occidentali, dove gli inasprimenti legislativi sono accompagnati da misure a favore dell’integrazione.

Del pacchetto sicurezza approvato nei giorni scorsi dal Senato, fanno discutere in modo particolare le norme relative agli immigrati: una serie di modifiche normative, che spaziano dalla definizione dell’immigrazione irregolare come reato alla verifica dell’idoneità abitativa degli alloggi, dal permesso di soggiorno a punti all’inasprimento della tassazione sui permessi di soggiorno, fino alla norma più controversa, quella della facoltà di denuncia degli immigrati senza documenti che si presentano ai servizi sanitari pubblici.
Il significato è univoco: una volontà asserita di maggior controllo sull’immigrazione, di maggior rigore e severità. Fino a istituire una sorta di diritto speciale a carico degli immigrati, più esplicito nel caso degli irregolari, con i quali secondo il ministro degli Interni “bisogna essere cattivi”. È una linea che sembra incontrare ampio consenso da parte della maggioranza degli italiani, anche in seguito a recenti episodi di cronaca.
In questo contributo non intendo addentrarmi in considerazioni di natura etico-politica, relative ai diritti umani e ad altri aspetti controversi. Vorrei limitarmi ad alcune considerazioni relative all’efficacia presumibile dei provvedimenti e quindi agli obiettivi perseguiti.

IL REATO DI IMMIGRAZIONE

Cominciamo dalla definizione dell’immigrazione come reato, non più punito con il carcere, ma con un’ammenda, comminata dal giudice di pace. A costo di ripetere una constatazione già espressa su questo foglio, i posti disponibili nei centri di identificazione ed espulsione (Cie) sono circa 1.160 in tutta Italia. Se aggiungiamo i 4.169 dei centri di prima accoglienza, pure destinati a ospitare gli immigrati irregolari, arriviamo a poco più di 5.300. Gli immigrati espulsi, fino all’ottobre 2008, sono stati in tutto 6.500, mentre gli irregolari circolanti sul territorio nazionale sono, stando alle auto-denunce dell’ultimo decreto flussi, almeno 740mila. La sproporzione è evidente, così come la natura retorica della misura. Difficile credere che qualcuno pagherà mai l’ammenda. Non ci sono né le risorse, né le forze per espellere davvero gli irregolari, che per la maggior parte sono donne occupate nelle famiglie italiane. Del resto, la grande maggioranza degli immigrati oggi regolari, sono stati nel passato irregolari, due su tre in Lombardia: le categorie sono molto più fluide di quanto si pretende. In realtà, l’immigrazione irregolare, in Italia come negli Stati Uniti e in molti altri paesi, è vituperata a parole e tollerata nei fatti, anche perché funzionale a molti interessi.
Non deve infatti sfuggire il fatto che tra le molte norme del pacchetto sicurezza, nessuna inasprisce le pene per i datori di lavoro di immigrati irregolari. Anzi, i controlli ispettivi sui luoghi di lavoro sono stati alleggeriti. Eppure lì si trova la calamita che attrae l’immigrazione irregolare, tanto che l’Unione Europea ha preannunciato un giro di vite sul tema.
Non dimentichiamo poi che gli immigrati rumeni, in quanto comunitari, non potranno essere perseguiti.

LA SALUTE DELLO STRANIERO

Quanto alla norma più discussa, quella sulla sanità, molti hanno già osservato che se gli irregolari non si curano, ne scapita l’igiene pubblica e quindi la salute di tutti, perché malattie come la Tbc o l’Aids potrebbero propagarsi più facilmente. Molti medici si sono già dichiarati contrari, varie associazioni hanno chiamato alla disobbedienza. Ma c’è un altro elemento, molto prosaico, da tenere presente: che succede se un immigrato dichiara di non avere i documenti? Ammettiamo che parta una denuncia: in un qualche commissariato arriverà una segnalazione secondo cui una persona sconosciuta, presumibilmente straniera, si è presentata al pronto soccorso per farsi medicare. Se anche partisse una volante, il ferito sarebbe già lontano. Solo in caso di ricovero, e ipotizzando una notevole efficienza delle istituzioni preposte all’ordine pubblico, la disponibilità di posti nei Cie, le risorse per il rimpatrio e quant’altro, si potrà immaginare un qualche effetto. Che sarà comunque molto modesto, costoso e pagato con una minor tutela della salute pubblica.

SOLDI, ROM E PERMESSI A PUNTI

Un terzo esempio: non si potrà più trasferire denaro verso l’estero se non si è in possesso di permesso di soggiorno. L’effetto sarà soltanto quello di favorire lo sviluppo di un mercato di intermediari, provvisti di regolari documenti, che effettueranno l’operazione al posto di chi non potrà più farla personalmente, in genere soprattutto madri che mandano denaro ai figli lontani. Vorrei richiamare un precedente: il prelievo delle impronte digitali degli immigrati disposto, tra roventi polemiche, in seguito alla legge Bossi-Fini. Una volta effettuata qualche azione dimostrativa, non se ne è più saputo nulla.
Per i campi rom, nell’estate scorsa, nuovi annunci di raccolta delle impronte e nuove polemiche. Nei fatti, le impronte prelevate sono state pochissime, a Milano quasi nessuna, e non è dato sapere se siano servite a qualcosa. Di certo, se non altro, si sono sgonfiate le voci incontrollate sull’arrivo e l’insediamento di decine di migliaia di rom: per la provincia di Milano, si è arrivati a parlare di 20mila unità.
Un cenno finale va al permesso di soggiorno “a punti”: un’innovazione che tende a rendere gli immigrati dei sorvegliati speciali, dallo status precario e reversibile. Credo servirebbero di più, come in altri paesi, misure che incoraggino un’integrazione positiva: per esempio, giacché le competenze linguistiche vengono viste dall’Olanda al Canada come un requisito necessario per l’inserimento nella società, un piano massiccio di alfabetizzazione in lingua italiana, sul modello delle 150 ore che hanno consentito nel passato alle classi popolari di accedere all’istruzione di base. L’accertamento della conoscenza dell’italiano dovrebbe produrre qualche beneficio, come un accorciamento dei tempi per l’accesso alla carta di soggiorno e alla cittadinanza. Così si istituirebbe un incentivo a impegnarsi su questo aspetto saliente dell’acculturazione nel nuovo contesto di vita.
Nei paesi occidentali, gli inasprimenti legislativi nella gestione dell’immigrazione, e indubbiamente ne sono intervenuti, giacché il tema quasi ovunque è salito di rango nell’agenda politica, sono generalmente accompagnati da misure a favore dell’integrazione: non si vuole ingenerare l’idea dell’immigrato come nemico da combattere, anche per non alimentare spinte xenofobe nella società.
Dovremmo forse imparare che una politica dell’immigrazione ridotta a controllo e sicurezza, all’insegna del pregiudizio e dell’ostilità, può fruttare in termini di voti, ma non prepara un futuro sereno per la convivenza sociale.

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IL GOVERNATORE DI AQUILONI

22 commenti

  1. Marcello Novelli

    Il tema della sicurezza riscuote grande successo in termini di consenso elettorale, grazie anche allo spazio che gli viene riservato sugli organi di informazione. Si “combatte” l’immigrazione clandestina, ma non si fa niente per gestirla in maniera organica, partendo, non dal singolo fatto di cronaca, ma dai numeri del fenomeno dell’immigrazione. Cosi’ non si va da nessuna parte.

  2. ERIO DA RIMINI

    Le sue considerazioni sono, purtroppo, al momento attuale,assai valide. Però devo farle una critica…..dal lato dell’informazione mediatica: se vengono approvate leggi restrittive applicate in seguito creando qualche caso eclatante, i primi ad accorgersene sono gli stessi non comunitari che scelgono il paese dove approdare: Quel che conta, dato che abitiamo un paese civile con leggi civili, non è tanto il respingimento in genere dell’irregolare che è già in Italia, ma dare un’impressione diversa (e che magari al di là di quello che ci dice Lei, in futuro, quando avremo un’idonea classe dirigente politica al comando,che alle leggi farà seguire la loro applicazione), dicevo un’impressione diversa, che il clima che si respiri in questo paese sia cambiato, e che finalmente i vari consessi civili-religiosi, pur potendo dire la loro, non avranno un peso poltico altrettanto forte come in passato ed anche al momento in Parlamento ed allora chi avrà il Potere esecutivo potrà applicarlo fino in fondo senza tante remore.

  3. Stefano

    Credo che si debba essere sempre contenti e grati ogniqualvolta qualcuno (immagino preso come molti dallo sgomento) prova a ragionare su questione tanto delicata quale quella dell’immigrazione tanto indelicatamente lasciata spesso alla mercè di telegiornalisti d’accatto ed oratori a pagamento.

  4. lorenzo de ferrari

    L’inefficacia di queste leggi è talmente ovvia – come ben descritto dall’Autore – che ci si chiede se i politici che le scrivono, e gli elettori il cui consenso è l’obiettivo dei politi, siano davvero così stupidi da crederci. Io credo che molti cittadini, pur consapevoli della porbabile poca o nulla efficacia delle leggi nel madar via gli irregolari, sperino che la mera esistenza di queste leggi renda meno attraente l’immigrazione in Italia; in realtà, i fattori che motivano gli immigrati a venire Italia sono talmente potenti che non e’ certo la paura di un’ammenda o degli altri ostacoli che questa legge crea a scoraggiarli. Come al solito, è una questione di ignoranza: se i cittadini italiani fossero più consapevoli delle vere motivazioni degli immigrati, e di tutti i robusti interessi economici che circondano l’immigrazione anche irregolare, e non si limitassero a conoscere le storie di stupri e vedove bruciate, sarebbe possibile raccogliere consenso politico su di una legge ben fatta che regoli la questione, nei limiti del possibile, senza accentuare le tentazioni xenofobe. Siamo ancora in tempo, credo.

  5. Sergio Briguglio

    Concordo sulla sostanza. Aggiungo solo un’osservazione e un commento: 1) Il d.l.92/2008 (facente parte del pacchetto sicurezza) ha inasprito le sanzioni per i datori di lavoro che impieghino irregolarmente uno straniero: reclusione da 6 mesi a 3 anni (invece che arresto da 3 mesi a un anno) e multa (invece che ammenda) di 5000 euro. Il comportamento e’ sanzionato quindi come delitto invece che come reato. 2) Se e’ vero che lo straniero rischiera’ poco nell’accedere a prestazioni di pronto soccorso (non sara’ neanche tenuto ad esibire il permesso), la possibilita’ di essere segnalato durante un ricovero sara’ molto alta. La vera causa della mancanza di permesso risultera’ infatti evidente e saranno coinvolti anche incaricati di pubblico servizio non medici (sottoposti comunque all’art. 362 c.p.). I pericoli associati ad un rifiuto di ricovero da parte dello straniero saranno, come sottolineato nell’articolo, molto gravi.

  6. morselli

    Non si è ancora ben compreso che proseguendo per l’attuale strada di sbarchi e arrivi "senza limiti", dal momento che tutto il terzo mondo anela trasferirsi in Europa, e quindi in Italia, tra 20 o 30 anni, col loro tassi di ipernatalità, ci troveremo con la meta dei residenti di diverse etnie, un vero melting pot, che perfino gli USA hanno grande difficoltà a gestire, erigendo barriere alle frontiere e in altri modo. Le misure correnti sono poco o niente efficaci? Non è questa una buona ragione per rinunciarvi. Anche il divieto di non rubare o non uccidere e le relative misure di prevenzione non valgono ad eliminare la delinquenza, ma ciò nonostante deve restare in piedi. L’integrazione va fatta – se non è possibile altrimenti – ma a certe condizioni, senza le quali l’immigrato deve sapere che non è gradito e che se ne deve andar via. Già questa semplice consapevolezza ha, alla lunga, una sua efficacia, sia psicologica, sia materiale, per le difficoltà che continuamente egli incontra. E’ da ritenere che così venga fatto nei paesi (come la Francia, la Germania, etc.) che la praticano. Occorre dunque guardar bene la normativa in essi vigente, prima di esprimere un giudizio.

  7. Attilio Melone

    Argomento trattato alla perfezione. Complimenti. Bisogna insistere sulla necessità di abolire la norma relativa alla denunciabilità di chi si fa curare. E’ immorale e, naturalmente, sciocca perché rischia di causare grave male al singolo e pericolo sociale. Alfabetizzazione: sembra l’uovo di Colombo, ma qualcuno ha pensato al fatto che il primo passo per integrarsi è capire e poter apprendere qual’è il Paese in si è? Ancora complimenti.

  8. gianni di pillo

    In Italia si sta prendendo, non da poco tempo purtroppo, l’abitudine di non rispettare le leggi dello stato, vedi i maestri che contestano la legge Gelmini, i magistrati che non applicano le leggi sull’immigrazione accampando cavilli strampalati come i problemi di comprensione della lingua italiana, salvo poi non riconoscere lo stesso problema ad altri, la critica a qualsiasi legge anche prima che venga discussa in parlamento. L’integrazione esemplare all’estero è quella spagnola di sparare sugli immigrati come a Ceuta e Melilla? O quella francese con la puntuale distruzione delle banlieux ogni anno? O quella svizzera che discrimina gli studenti a figli di immigrati negando loro l’accesso alle scuole d’elite? O quelle Inglese? L’Italia,il governo italiano cerca di fare quello che può per scoraggiare l’immigrazione clandestina che delinque e forse meriterebbe meno critiche sterili.

  9. GIANLUCA COCCO

    Questo governo, più di ogni altro, ha capito che per conquistare e consolidare il potere bisogna puntare sui sentimenti più radicati nelle masse. Uno di questi riguarda la paura verso gli stranieri, alimentata ad arte dai media. Tutti i popoli mediamente sono xenofobi o non tollerano facilmente la presenza di immigrati che cercano di sbarcare il lunario. Le classi dirigenti servono, anche attraverso le istituzioni, a correggere queste tendenze. Questo governo, invece, coglie la palla al balzo con slogan e provvedimenti che rassicurano ampi strati xenofobi della popolazione, riuscendo a far passare in secondo piano le ingiustizie quotidiane di cui, proprio a causa del mancato intervento dei governi, sono vittime. In questo scenario diventa anche difficile analizzare nel merito i singoli provvedimenti. Si è creato un clima tale che anche le azioni violente nei confronti degli immigrati appaiono legittime. Un clima che di certo non aiuterà i tantissimi italiani che in un prossimo futuro saranno costretti, anche loro, ad elemosinare un posto in qualunque società potenzialmente idonea a superare la disperazione. Cordiali saluti.

  10. Luigi Calabrone

    I provvedimenti annunciati sono uno dei tanti casi di delirio di onnipotenza del legislatore, segno di regressione allo stato infantile. Padri di famiglia, che a casa loro si guarderebbero bene dal dare ordini inapplicabili, quando siedono nel Parlamento dimenticano ogni buon senso e si comportano al contrario. (Naturalmente, sanno benissimo che quanto scrivono nella legge rimarrà sulla carta, ma furbescamente lo ritengono utile per dimostrare agli elettori che "hanno risolto il problema"). Gli italiani comunque, sommersi da un cumulo di norme inapplicabili, continuano a perdere – se mai l’abbiano avuto – rispetto per la legge, tanto più se le norme sono moralmente inaccettabili come alcune di quelle approvate. Il paese continua il suo declino agli ultimi posti delle classifiche internazionali.

  11. armando

    Condivido totalmente il contenuto dell’articolo, soprattutto ritengo le misure proposte dal giornalista funzionali nel LUNGO periodo all’integrazione degli immigrati. Ma, considerando l’estrema arretratezza italiana del sistema giudiziario, repressivo e dei servizi pubblici in generale,che fare nell’immediato a fronte dei gravi problemi di convivenza che emergono tra italiani e stranieri? Abito nella periferia di Torino e garantisco che i problemi di igiene,sicurezza…sovente sono drammatici. Situazioni che il cittadino quasi sempre si trova da solo ad affrontare. In questa realtà non ci si può poi sorprendere se quotidianamente ormai esplodono comportamenti xenofobi . Il contraccolpo dell’immigrazione di massa si scarica totalmente sulle classi meno abbienti del Paese, quelle che sono già in grave difficoltà; non certo sul ceto politico, clericale o sulla media ,alta borghesia… Abbiano ben chiaro politici, benpensanti che di questo passo in Italia la deriva razzista è inevitabile! Ma la responsabilità di quel che accadrà è solamente loro e non dei poveracci che,indifesi, l’immigrazione incontrollata la devono subire.

  12. mirco

    Credo che invece di fare polemiche su tema dell’immigrazione occorra procedere con serie politiche volte all’integrazione soprattutto rivolte ad una regolamentazione del lavoro nero.. Per il resto vorrei fare una sola riflessione:le impronte digitali. Con la scusa che sarebbero state prese le impronte ai soli rom, invece di continuare a non prenderle a nessuno, si è scelto di obbligare tutti i cittadini a cedere le proprie impronte sulla carta di identità dal 2010. Siamo tutti meno liberi perchè con la carta di identità elettronica saremo tutti schedati e lo stato potrebbe un giorno non essere più democratico e allora tutti saremo in pericolo. Ma i poteri forti vogliono il commercio elettronico è recente l’accordo fra il cnipa e l’abi per l’home banking ne vedremo delle belle l: libero commercio e dittatura dei corpi e delle anime. altro che immigrati. C’è un professore o un esperto che mi sappia confutare questi miei ragionamenti su questo sito? per quanto si opssa argomentare non credo che taluno possa sostenere che non vi sia pericolo anche l’Europa è complice con le sue direttive.

  13. AM

    In Italia, contrariamente ad altri paesi meta di flussi migratori, si continua a considerare l’immigrazione come un fenomeno omogeneo ignorando gli aspetti qualitativi: vi è differenza fra un malavitoso e, ad es., un ricercatore scientifico . Ne risultano durezza, difficile integrazione ed inutili vessazioni per coloro che cercano un lavoro onesto e, invece, lassismo, inefficienza e talora buonismo nella repressione per coloro che arrivano da noi per delinquere. Giusto il suggerimento di guardare alle normative vigenti in paesi democratici con più lunga esperienza del fenomeno come Australia, Canada, Olanda,Svezia, Svizzera.

  14. Stefania Sidoli

    Concordo con i contenuti dell’articolo, e sono assolutamente convinta che una seria ed afficace politica sull’immigrazione passi non solo per l’adozione di misure a favore dell’integrazione ma anche dalla diffusione di una cultura dell’accoglienza volta a far convivere le diversità ed a creare rispetto e convivenza civile. Ma temo fortemente che i fatti di questi ultimi giorni facciano prevalere l’equivalenza: immigrato (clandestino o no poco importa)=stupratore, delinquente, assassino. L’insicurezza viene presentata – più o meno da tutti – come figlia dell’immigrazione, clandestina in particolare. Rendendo pressoché impossibile legare in modo attivo sicurezza, controllo del territorio, prevenzione, accoglienza. Ed ogni seria e costruttiva riflessione sull’argomento.

  15. rino

    La Sua analisi mi sembra perfetta ed infatti continuo a chiedermi se mai un politico valuta gli effetti della propria decisione alla luce degli strumenti che poi chi deve agire possiede. E’ fin troppo facile elencare gli esempi: (mancanza di benzina per le volanti, organici ridotti sia in polizia che nelle procure, carceri sovraffollate in particolare di immigrati ecc.). E’ chiaro ed evidente che è solo per la propaganda del giorno stesso. Lei poi ripone fiducia che in futuro la classe politica addiverrà a maggior consapevolezza ed alllora avremo leggi più ragionevoli ed effettivamente applicate, e ne seguirà maggior timore e dunque più sicurezza effettiva. Vista ad oggi questa prospettiva mi pare di pura teoria a meno che chi siede in parlamento non inizi da subito a ragionare come Lei. Se ne vede qualcuno?

  16. Giovanni G

    I media stanno dando grande risalto all’ondata di violenze sessuali in questi giorni. Dubito però che i dati confortino la tesi di un tale aumento esponenziale. Fermo restando che ogni – ogni – violenza sessuale è una tragedia, resta la domanda del perché una tale risonanza. I media e i politici dovrebbero favorire un processo inevitabile come l’integrazione, non ostacolarlo a parole per guadagnare consenso elettorale. Non voglio pensar male, ma mi sembra che questo governo punti molto sulla paura della gente. Lo stesso di Sarkozy in Francia e Bush in America. E questo è sbagliato. Sono senza parole riguardo alla denunciabilità dell’immigrato irregolare che si vuole far curare: la Chiesa avrebbe dovuto denunciare questo, non fare barricate per Eluana, se davvero vuole – ancora – avere una qualche autorità morale. Ma da tempo – da sempre? – la Chiesa è diventata una "yes church"…

  17. amsicora

    1-preciso che il provvedimento più duro del "decreto sicurezza" estivo è stato quello che prevede addirittura la confisca della casa per gli italiani che la affittano "in nero" ai clandestini; 2-mi stupisce il garantismo sugli immigrati illegali che beneficiano del nostro sistema sanitario, quando la stessa sinistra ha sempre incitato alla delazione (in materia fiscale) alimentando l’odio e l’invidia sociale, e istituendo perfino un telefono dedicato alle segnalazione anonime! 3-apprendo dall’articolo che gli immigrati sono potenziali portatori di malattie infettive quali tbc ed aids.

  18. Marco

    L’analisi mi sembra perfetta, non c’è dubbio che questo provvedimento legislativo dimostri come il Governo cavalchi l’odio e la rabbia dell’opinione pubblica nei confronti degli immigrati causati dai recenti fatti di cronaca. Ciò che il Governo pare non capire è che l’immigrazione è la sfida delle classi dirigenti del nuovo secolo: così come agli inizi del ‘900 le forze al potere si trovarono di fronte la massa proletaria che chiedeva a gran voce di entrare a far parte della vita politica (e in Italia questo non si capì cosicchè si arrivò al fascismo), ora la questione si ripropone con gli immigrati. La soluzione migliore sarà quella che con maggior forza ed efficacia agirà sull’integrazione per evitare di commettere gli errori che fece la classe liberale di inizio secolo quando non seppe amalgamare nelle giuste misure classe operaia e classe imprenditoriale.

  19. elena

    Concordo pienamente soprattutto con l’approccio all’argomento trattato. Continuo a ripetere che qualcuno dovrebbe prendere carta e penna e calcolare quanto costano allo Stato le sanzioni penali connesse all’immigrazione clandestina. Esemplifico: cittadino privo di permesso di soggiorno fermato per un controllo: decreto di espulsione e ordine di lasciare il territorio entro 5 giorni. il soggetto è – quasi sempre – sprovvisto di documenti, violazione art. 6 TU Immigrazione. reato. Comunicazione notizia di reato, apertura fascicolo (indagini, difensore d’ufficio, processo). Se a rilevare la mancanza del permesso di soggiorno non è direttamente la Questura, scatta l’invito a presentarsi (per ricevere il decreto di espulsione). nessuno ottempera: violazione art. 650 c.p., notizia di reato, apertura fascicolo. In assenza di identificazione certa il soggetto resta in Italia, in violazione all’ordine di allontanarsi: violazione art. 14 TU Immigrazione. Reato, arresto, procedimento, nomina difensore, udienza. Ogni procedimento costa, tribunale, giudice, avvocato. tutto in contumacia. è il momento ora di pensare a qualcosa di nuovo e meno dispendioso.

  20. maurizio angelini

    Sono trascorsi ormai sei anni dall’ ultima, massiccia regolarizzazione di immigrati, realizzata dalla Bossi-Fini. Allora 650.000 persone nascoste si sono materializzate e personificate, sono diventate visibili,molte di loro hanno potuto richiamare le loro famiglie, i loro figli vanno a scuola ecc. E’ ora di pretendere un’ altra regolarizzazione, lo chiedo no decine di migliaia di famiglie che impiegano al nero badanti e colf, ne hanno diritto persone che da anni lavorano e producono ricchezza. Almeno 800.000 persone oneste hanno diritto di farsi riconoscere e di non essere confusi con qualche migliaio di criminali. Clandestino è il Governo che nulla fa per risolvere un problema grave, che mina i nostri rapporti con tanti essere umani. Muoviamoci come cittadini, con una legge di iniziativa popolare. Maurizio Angelini.

  21. cristina bollo

    Scopro per caso il vostro giornale online, e mi rallegro. La vostra funzione è importantissima su temi, come questo, ormai in preda allo show mediatico che eccita gli istinti ‘facili’ e selvatici di molta gente. Sono preoccupatissima del clima italiano dove si getta benzina sul fuoco, e davvero si va contro la sicurezza, aizzando odi e pregiudizi, facendo scappare gli immigrati migliori, come sto vedendo. Invece abbiamo bisogno di loro, sia sul lavoro che per l’aumento della popolazione, ormai a crescita zero. Chi pagherà le nostre pensioni se saremo solo più dei vecchi, tra qualche tempo? Possibile che gli italiani non ragionino più?

  22. Luigi41

    Gradirei che l’estensore del testo, sempre e comunque nella scia di un buonismo critico nei confronti delle iniziative sulla sicurezza, facesse qualche proposta che aiutasse ad affrontare il problema. Sistematicamente, si capisce, pur con un pacato tono cattedratico-teorico che è tutto da rifare! Ma secondo l’estensore, è meglio lasciare tutto così, continuando a ballare sul nostro "Titanic", o tentare di disincentivare con qualche iniziativa, l’invasione, senza fine, di extracomunitari di ogni razza? Tutti parlano di umanità, di integrazione di disperati, ma un paese come il nostro non può assorbire tutti e tutto! Il problema comporta una molteplicità di conseguenze non più gestibili: – Lavoro: proprio adesso in tempo di crisi c’è già chi lo perde. Come fare per i nuovi arrivati? -Sicurezza: violenze, stupri, spaccio di droga, ecc. – Sanità: poiché niente si nega a nessuno, come far fronte a: ricoveri ospedalieri, cure, prevenzioni sanitarie. – Sociale: asili, scuole, affitti, disoccupazione. – Scuola: se proponi classi diverse per insegnargli l’Italiano per poi inserirli, sei un razzista. – Rispetto delle tradizioni: continuano a voler mantenere le proprie. Allora cosa proponete?

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