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  1. Massimo Rispondi

    Il problema in Italia è diverso rispetto all'America, non siamo già in crisi da 15 anni (infatti neppure la crisi a noi fa molto effetto) Il nostro problema è la produttività molto bassa anche nel settore privato. Per inalzare la produttività c'è un solo modo: abbassare le tasse e quindi diminuire la spesa pubblica - alzare la spesa pubblica e amentare le tasse da noi è già stato fatto e ci ha portato a questo punto, bassa produttività. Si parla tanto di evasione e prodotto interno sommerso, se ne parla da 30 anni e non si è mai riusciti a fare nulla, perchè la leggi sono sbagliate e spingono all'evasione: se prendo una colf è mai possibile che sia come assumere un'operaio fiat.

  2. Luca Rispondi

    Alla luce dell'articolo che condivido non posso che sottolineare come l'azione dell'attuale governo sia miope: invece che investire risorse per spingere la ripresa economica, come a suo tempo illustrato da Keynes e dal suo moltiplicatore, si limita a tagliare quà e là nel tentativo impossibile di mantenere una parità di bilancio. Se un paese taglia i fondi alla scuola, all'università, alla ricerca come fa a non essere considerato a rischio declino dal mercato?Se a questo aggiungiamo un rapporto debito/PIL superiore al 110% non si può che giustificare l'aumento della forbice tra il rendimento dei nostri titoli di stato e quelli della Germania. Nel medio-lungo termina la possibilità che il debito diventi insostenibile è decisamente concreta...

  3. maria di falco Rispondi

    Vorrei fare seguito alla e.mail dell'altro giorno sulle modifiche da apportare alla determinazione del PIL, per cancellare l'impressione di velleità nelle cose che si dicono in questo campo. E vorrei citare un intervento sulla Voce del 26.2.2004 di Enzo Di Giulio dal titolo"Un PIL a tonnellate". Sarà agevole trovarlo nei vostri archivi da parte degli autori dell'articolo che sto commentando. Mi sembra importante il riferimento all'indizio di malessere a pag. 2 dell'articolo di Di Giulio. Non sono d'accordo sulla conclusione quando parla di "una maggiore felicità" (forse vuole essere ironico!) aspetto umano difficilmente misurabile. Però partendo dal problema dei rifiuti in Italia io traggo due considerazioni. La prima è che dobbiamo cominciare a considerare i rifiuti come fonte di ricchezza e di produzione (penso al ciclo dell'inertizzazione e del riuso organizzato) e qui siamo nell'ambito tradizionale del PIL inteso come misuratore di una transazione economica.D'altro canto si deve cominciare a pensare a livello europeo se non mondiale alla misurazione negativa della spesa relativa alla cura di un tumore da inquinamento o alla spesa di un danno ambientale.

  4. Luigi Mancini Rispondi

    Vado a memoria e non sono un esperto, quindi mi aspetto eventuali smentite, ma da quel che ricordo per letture sparse il PIL prima che un indice di prodotto e' un indice di spesa. Si parte dal presupposto che più uno spende per produrre e piu' produce, quindi l'indice di spesa e' indicativo della produzione. Ma in Italia questo non è vero. A causa del sommerso e degli innumerevoli sprechi, di cui abbondante parte di origine politica, la spesa e' altissima ma sappiamo bene che il prodotto correlato non è paritario né per quantità né per qualità. Oggi in Italia per politiche clientelari ci sono spese enormi con risultati zero. Si veda molti degli scandali al sud per depuratori mai fatti o in tutta Italia per viadotti, strade e superstrade iniziate e mai finite, carceri fatte e mai aperte e simili. Vanno tutte nella voce "infrastrutture", alzano la spesa e quindi il PIL ma in realtà sono pozzi neri per soldi senza riscontro. QUesto per dire che alzare il PIL in Italia non e' necessariamente una cosa buona, ma e' di sicuro un metodo certo (e da molte parti politiche voluto e incoraggiato ) per chiedere piu' soldi ai contribuenti e farli finire nelle tasche degli amici.

  5. Stefano da Dublino Rispondi

    Non vedo alcuna speranza per il sistema Italia... la strada mostrata da maurizio... mi pare la più realistica... (lo stato si metta a rapire gli imprenditori ecc...) Tutto merito della generazione tra i 45 e i 75 anni... Le tanto discusse riforme strutturali non vengono portate avanti... A mio giudizio i prossimi 10 anni in Italia saranno interessanti... La generazione dei precari raggiungerà i 40/ 50 anni senza aver avuto un lavoro stabile... se avranno avuto la fortuna/disgrazia di sposarsi non riusciranno a mantenere il nucleo familiare... di comprare la casa se lo possono scordare... mutui facili in Italia non ci sono mai stati (almeno non come in america). I pensionati cresceranno ancora di più... come i costi sanitari per mantenerli in vita. I lor signori evasori continueranno ad evadere... al primo accenno di controllo più intensi... sposteranno i loro investimenti all'estero.. Aziende italiane non abituate alla competizione verranno falciate all'estero e l'italia diventerà terra di conquista per società straniere (le quali data la riottosità dei sindacati produrranno qualsiasi bene all'estero). Un bel tasso di disoccupazione oltre il 10%: la ciliegina sulla torta! Scappate!

  6. Giancarlo Mazzone Rispondi

    Ci sono riforme non portate avanti dall'attuale governo che certamente porrebbero in una luce migliore il profilo di rischio del nostro Paese avendo effetto sulla situazione finanziaria ed economica di lungo periodo. Una riforma da completare è quella pensionistica con l'equiparazione dell'età pensionabile femminile a quella maschile e con il trascinamento in avanti degli anni delle pensioni di anzianità. Una altra riforma riguarda la riorganizzazione delle amministrazioni locali con la fusione dei piccoli comuni in comuni di maggiore dimensione e di più vasta area, con l'abolizione delle province e la eliminazione o la ridefinizione di diverse comunità montane. I risparmi di spesa e l' attesa maggiore produttività derivante da questi interventi inciderebbero sul rapporto debito pubblico/PIL con la graduale liberazione di risorse da destinare parzialmente in modo più efficace ad altre finalità.

  7. Maria di falco Rispondi

    La priorità è la crescita del PIL. Forse però dovremo anche chiederci: cosa c'è dentro il PIL? Io credo che la misurazione del Pil solo in termini di produzione (di merci e servizi) non sia sufficiente o meglio quali merci e servizi ? Ad esempio, la cura parentale delle donne che scelgono il part time o che scelgono di non lavorare non viene conteggiata nel PIL (piccolo e marginale esempio, lo so! Ma forse tante altre cose importanti non sono nel PIL, perchè non misurabili in termini di prodotto/merce e quindi in termini monetari. E' interessante come l'uomo sappia crearsi da sè le gabbie in cui rinchiudersi!) Debito pubblico alto: altro grosso anzi immenso problema! La domanda è: perchè il denaro pubblico(quello speso per i servizi pubblici o per gli appalti pubblici) non si trasforma in volano dell'economia reale, ma solo in volano della criminalità organizzata ? Perchè nel sentire comune il denaro pubblico vale meno del denaro privato? Eppure è sempre denaro! Ecco che l'economia in quest'ottica non può prescindere dalla politica, intesa come gestione della cosa pubblica.

  8. nello Rispondi

    Continuo a leggere sui giornali che l'unica soluzione a questa crisi (anche se non ci fosse stata la crisi il concetto di crescita sarebbe stato lo stesso inevitabile per migliorare il debito pubblico etc etc) è il tasso di crescita del prodotto. La mia domanda è semplicissima: visto che la crescita economica della maggior parte dei paesi è dipesa dalle vendite di case americane (poi cartolarizzate, con tutte le sue implicazioni), come farà ora a ripartire l'economia mondiale se le case americane hanno subito un deprezzamento ed un calo di domanda? secondo: ma che stabilità economica può avere una società se ci si basa solo sull'economia di un paese (gli Usa)? Fermi loro fermi tutti?

  9. Nat Rispondi

    Perché non agire tagliando la marea di spese folli ed improduttive a favore degli investimenti? Forse perché si ha paura che si tocchino i vantaggi acquisiti dalle innumerevoli corporazioni? Ma se non si ha il coraggio adesso, che la crisi dà forza di fare, allora è meglio che i governanti se ne vadano a casa al più presto per manifesta incapacità. Oppure temono le prossime tornate elettorali? Se così fosse siamo in un vicolo cieco da cui sarà difficile uscire, altro che crescita!

  10. Maurizio Rispondi

    L'azione migliore è spendere meglio quella grossa parte di PIL gestita dall'Amministrazione Pubblica secondo le regole del bonus pater familiae. Anche se questo vorrrà dire limitare diritti acquisiti di pre pensionati, pensionati d'oro, nullafacenti pubblici ecc ecc. ma se non si può licenziare i dipendenti e i consulenti, non si possono toccare i diritti acquisiti frutto di leggine di rapina, non si può toccare l'indennità di parlamentari, manager pubblici, ministri e consiglieri di circoscrizione, non si possono far lavorare i professori più di 25 ore, i baroni universitari per 90 ore annue, ecc ecc come si può pensare di intraprendere una via di crescita? Perché mai una distruzione d ricchezza così diffusa e sistematica dovrebbe consentire un innalzamento del tasso di crescita? ormai non spendiamo più in infrastrutture, capitale umano, sostenibilità ambientale i numeri ci dicono che sprechiamo in pensioni d'oro, pubblico impiego e sanità.

  11. mirco Rispondi

    Posso fare una domanda semplice semplice. Se è vero che in Italia esiste quasi il 40% di PiL sommerso e che quindi non essendo dichiarato evade il fisco, se lo riportiamo alla luce il rapporto dal 106 torna al 60? credo sia cosi quindi basta stanare gli evasori. Non ci preoccuperemmo più del troppo debito e avremmo anzi delle risprse per lo sviluppo e il contrasto alla crisi.

  12. Maurizio Rispondi

    La strada migliore è una azione volta ad innalzare il tasso di crescita si ma come? vuol dire una azione volta ad incentivare chi produce ad es. le imprese? Mi pare che in Italia non ci si pensi neppure anzi ... si pensa di estorcere percentuali più alte fantsticando sui risultati magnifici della lotta all'evasione. Ormai l'estorsione/tassazione rende poco praticabili alcune attività produttive e molte imprese chiudono, il racket fiscale deve garantire sempre più soldi ad un sistema che ne spende sempre più ed è sempre più indebitato. Mi pare che a record di pressione fiscale corrisponda record di indebitamento e di spesa Ritengo che la Famiglia mafiosa Italia debba iniziare a spendere meno e a mantenere molti meno picciotti che non fanno nulla e vogliono garanzie. Fare questo in periodi di crisi contrasta la dottrina economica ma con il prossimo crollo delle entrate e con un record di pressione fiscale o si passa alle maniere forti (gambizzare gli autonomi, rapire gli imprenditori e chiedere riscatti, ecc) o soldi per mantenere questo sistema non ce ne saranno.