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  1. AM Rispondi

    Contrariamente a quanto afferma un intervento precedente, ritengo che molti magistrati, se non si è in presenza di reati particolarmente gravi, non a torto optano per l'espulsione invece che per la carcerazione.

  2. Nadia Valgimigli Rispondi

    Per leggere i dati occorre a volte essere stati a contatto con certe realtà...In particolare, dovendo decidere se trattenere in carcere o stabilire percorsi alternativi nei confronti di un giovane italiano, o di un giovane immigrato, chi decide (dall'agente che procede al primo fermo al giudice che chiude l'iter) osserva che il primo può essere controllato: ha una famiglia con un lavoro più o meno stabile, una casa con un indirizzo esistente, appartiene a un certo territorio dalla nascita. Sembra normale fare di tutto perché possa reinserirsi nella società civile. Il secondo di solito non ha una casa, nessuno può garantire per lui, è possibile che cerchi di fuggire all'estero (visto che è nato e vissuto all'estero), quindi appare più "ragionevole" metterlo in carcere se è possibile. Dobbiamo meravigliarcene?

  3. f.m.parini Rispondi

    Nel mio commento ho indicato un rapporto esclusivamente numerico, non omogeneo, per evidenziare un fenomeno. Concordo con la necessità di analizzare i dati e confrontarli con classi omogenee, ma ciò evidenzierebbe comunque che il rapporto, in determinate fasce di età, è sempre maggiore per gli stranieri i quali in Italia sono costituiti da un campione anagrafico non omogeneo e rappresentativo.

  4. AM Rispondi

    Mi sembra interessante l'ultima ipotesi di Pinotti volta a spiegare l'apparente inconciliabilità della maggior propensione al crimine degli immigrati con la stabilità del crimine in Italia (in presenza di aumento degli immigrati) con un processo di sostituzione nel settore malavitoso. Almeno per quanto riguarda il Nord Italia e per certe tipologie di crimine (ad es. spaccio di droga, furti in appartamento e sfruttamento della prostituzione) gli stranieri hanno soppiantato la malavita locale. Vi è poi da considerare l'andamento demografico, poiché certi tipi di crimini sono collegati all'età ed alla prestanza fisica. La nostra società sta invecchiando ed indebolendosi (ragione per cui tendiamo ad assumere il ruolo di vittime del crimine piuttosto che di autori) mentre gli immigrati sono giovani, pieni di energie, di entusiasmo, di pulsioni e di fantasia (doti invidiabili, ma in qualche caso male utilizzate).