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  1. Claudio Osele Rispondi

    La società Autostrada del Brennero è quasi interamente in mano pubblica (Provincia Autonoma di Bolzano, provincia Autonoma di Trento, Regione Trentino Alto Adige, Comune di Verona, Camere di Commercio, ecc) e i privati sono, se non erro, attorno al 5%. Questo fa si che la società non punti a fare utili a scapito degli utenti come succede in altri casi. Se transitate sull'autostrada vi renderete conto che la manutenzuone è al top e che i soldi dei pedaggi servono alla manutenzione e non come nelle autostrade gestite dai Benetton o dal gruppo Gavio dove l'asfalto è carente e le buche sono all'ordine del giorno. Le barriere antirumore per proteggere gli abitanti ci sono e pare ce ne siano molte altre in progettazione. Non è vero che la BBT non voglia l'Autobrennero nel suo pacchetto azionario, e i soci dell'Autostrada vogliono entrare in BBT ma al momento è lo Stato Italiano che non lo vuole. E' chiaro che se l'autostrada passasse all'ANAS diventerebbe in poco tempo un'altra Salerno Reggio Calabria in quanto la manutenzione andrebbe a rotoli come è evidente un tutte le strade e superstrade gestite da ANAS.

  2. Ing. Salvatore Acocella Rispondi

    E' la solita storia, dove le imprese fanno quattrini la gente paga, l'ambiente paga e "fa pagare": vedi frane in Calabria, per non andar lontano. Il costo della corruzione è, ogni anno, in Italia di 50 miliardi di Euro. Ma gli italiani non se ne curano!

  3. luigi zoppoli Rispondi

    Potrebbe anche darsi che nella compagine degli azionisti di Autobrennero ci sia qualche patriota di CAI da beneficare. O magari qualche società che interessa a qualche prelato. Che la società per il traforo non voglia quei fondi, suona quasi incredibile, ma l'assurdità potrebbe ben essere sanata ed eliminata dallo Stato. Se poi un cittadino pensa a 385 milioni regalati esentase a dei privati ed ai 200 milioni della social-miserevol-card, si capisce subito lo spessore e la qualità di chi regge questo paese.

  4. Giovanni G Rispondi

    Ricollegandomi a quanto detto in coda all'articolo, un esempio solo apparentemente fuori luogo: in UK richiedere un taxi per telefono non applica alcun sovrapprezzo. Si parte da 2-2.20 pound. E in Italia? Recentemente ho pagato 9 euro di prenotazione su 19 euro di corsa. Siamo semplicemente specializzati nei balzelli a carico - non a favore - del contribuente.

  5. Aram Megighian Rispondi

    Ho trovato interessantissimo l'articolo, in quanto viene in parte a darmi una risposta ad una domanda che mi ero posto da molto tempo: la concessione per pagare delle opere pubbliche scade o non scade, una volta pagata la spesa per l'opera pubblica stessa? A quanto pare, in questo Stato che tende ad assomigliare sempre più ad uno staterello banana del centro America, potentati più o meno grandi fanno e disfanno leggi a loro piacimento e interesse. Se vigesse il "commun sense" britannico, non ci sarebbe neanche bisogno di parlarne: alla fine della concessione tutto rimane allo Stato. Ma il problema è che vi sono altre concessioni su opere pubbliche (Autostrade, se ne parla per la superstrada della Valsugana o l'Autostrada dei "suv" per Cortina) e, se non sbaglio, anche per il famigerato Ponte su Messina. Devo fin da ora mettere in testamento a mio figlio e discendenti di andare a trovarsi un'altra cittadinanza, per non pagare nei millenni futuri, l'obolo di queste infinite concessioni?

  6. Andrea Colletti Rispondi

    In merito al problema dei signori delle autostrade faccio solo notare che Gamberale è un esponente politico del PDL, il nipote di Toto (quello di Airone) è deputato del PDL ed i Benetton sono contigui a questa maggioranza parlamentare, nonchè "salvatori" di Alitalia. Ergo aspettiamoci regali verso questi signorotti di tipo feudale.

  7. Matteo Rizzolli Rispondi

    Io trovo davvero curioso che la società incaricata dello scavo del tunnel che fa capo alle ferrovie non voglia questi soldi. Considerando lo stato in cui versano le ferrovie e la cronica mancanza di finanziamenti, non capisco perche, per una volta che un'azienda ha accantonato fondi per investire in un'infrastruttura pubblica (al solo fine di ottenere la proroga della concessione congettura Giorgio Ragazzi), il pubblico questi soldi li respinge. Incredibile.