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  1. Francesco Rispondi

    Articolo a dir poco illuminante. Leggendo, mi viene anzitutto da confermare quanto scritto nel mio commento all'articolo di Marco Iezzi del 10.12.2008 a proposito di Energia e Ambiente. Siamo di fronte ad uno strano tipo di capitalismo avanzato dove, lo stato si comporta come una qualsiasi holding privata che controlla cioè le sue società (monopoliste in settori chiave dello sviluppo economico) non per dare un vantaggio ai cittadini in termini di servizi efficienti e poco costosi promuovendo inoltre l'innovazione continua (i famosi investimenti per dare all'Italia una effettiva indipendenza energetica). Al contrario lo Stato (chi lo gestisce) si comporta come se dovesse remunerare gli azionisti (che sono poi i controllati e i loro amici). E' questo il sistema di libero mercato (leggi: privatizzazioni) di cui parlano gli economisti?

  2. HIRLI HERLI Rispondi

    Non sono d'accordo con chi sostiene che il signor Berlusconi considera l'Italia come una sua azienda. Se così fosse, l'amministrerebbe meglio, a meno che fregare gli azionisti di minoranza (ovvero noi tutti) non sia la vera essenza del Capitalismo. Per amministrare meglio, sarebbe utile evitare che un tipo come Tremonti facesse il ministro (tanto meno dell'Economia). Il signore in questione ha già prodotto uno sconquasso con la sciagurata imitazione di titoli strutturati (leggi molte, troppe cartolarizzazioni), ha rovinato le finanze del Paese e ne ha, per quanto possibile, peggiorato la morale con il condono edilizio. Il provvedimento ad personam per ENI rientra in questa logica: perdite per tutti e guadagni per pochi che, magari, ti aiuteranno in una (disonorevole) impresa come quella di CAI- Alitalia, guadagnandoci, ovviamente. I risparmiatori che hanno investito su un titolo buono sono serviti, ossia fregati, as usual. Il nostro ministro ed il suo capo non credono né nell'economia di mercato stile neoconservatore, né in quella che va sotto il nome di economia sociale di mercato. Scrivono belle prediche e pensano agli affari loro e degli amici loro necessari per comandare.

  3. aldo Rispondi

    Questa era la canzone che si cantava ai tempi della conquista della Libia e l'amore fu tanto che siamo andati nel "suol d'amore" a fucilare e impiccare tutti i libici che hanno difeso la loro patria. Anche allora si distorceva la realtà al fine di ottenere consenso. Chi l'avrebbe detto che la nostra Democrazia, che tanto sangue e sofferenze costò agli italiani, doveva finire in pasto a questo cannibale che vuole risuscitare idee condannate dalla storia e calpestare la nostra Costituzione. Bisogna dar vita ad una nuova Resistenza perchè il periocolo che incombe sulla nostra Italia è spaventoso.

  4. Piero Rispondi

    Interessante articolo. Si potrebbe completare forse così : 1) chi costruirà le autostrade libiche? Impregilo cugina stretta di atlantia autostrade per l'Italia; 2) cosa prevede la nuova convenzione autostrade varata a luglio? Aumenti tariffari anche se poi non ci fossero investimenti (art. 14 e 15 credo); 3) chi sono gli azionisti forti di Cai-Nuova Alitalia che si accolleranno l'onere sempre più pesante di sostenerla fino alla vendita ad Air France? Impregilo ed Atlantia Autostrade! Naturalemente pura casualità; 4) Quanti italiani lo sapranno? Massimo il 5% che legge un po' i giornali. Quanti se ne ricorderanno fra un po'? Praticamente nessuno. Let it be.

  5. encas45 Rispondi

    E' l'ennesima prova, che il nostro Presidente del Consiglio ritiene l'Italia non come nazione, ma come una sua ulteriore azienda, in barba al conflitto di interessi. Per togliere Berlusconi, bisogna prima togliergli la possibilità di andare in video, perchè il Grande Affabulatore riesce sempre ad incantare i poveri di spirito a dargli il voto.