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  1. giampiero di santo Rispondi

    Vi segnalo che tra i giornali a "minor diffusione" che non vengono tenuti sotto osservazione nella vostra ricerca c'è ItaliaOggi, secondo quotidiano economico italiano con una diffusione media di cirtca 100.000 copie in tutta Italia. Spesso negli ultimi due o tre anni, ci è capitato di citare articoli e studi di lavoce.info, molto di frequente in apertura di pagina. Forse meriteremmo maggiore attenzione da parte vostra... Giampiero Di Santo

    • La redazione Rispondi

      In questo primo tentativo di analisi della copertura mediatica di lavoce.info ho deciso di occuparmi dei quotidiani a maggiore diffusione (escludendo la Gazzetta dello Sport!). Trattandosi di un primo esperimento, non me ne voglia per il fatto di non avere compreso nell'analisi il secondo quotidiano finanziario italiano. Anzi, un confronto tra Sole 24 Ore e Italia Oggi dal punto di vista della copertura de lavoce.info potrebbe essere molto interessante. A prescindere da ciò, nel futuro mi prometto di estendere l'analisi ad un secondo gruppo di quotidiani.

  2. Aram Megighian Rispondi

    Sono contento per i dati confortanti. Ancor più se consideriamo la natura "scientifica" degli articoli che pubblicate. Essendo per lo più ricercatori e studiosi dei fenomeni sociali ed economici, tendete, giustamente, a corredare qualsiasi affermazione con cifre e dati, cosa assai normale negli studi di stampo scientifico. Il problema è che tale taglio rigoroso, dovrebbe essere tipico anche degli articoli sui nostri giornali, dove affermazioni, opinioni o semplici resoconti, dovrebbero sempre presentare i fatti e i dati, in modo da dare al lettore la possibilità di crearsi la PROPRIA opinione, esattamente come fate voi su lavoce.info. Ciò spesso (e sempre più spesso negli ultimi anni) non succede. Sia in televisione che sui giornali prevale la frase sensazionalistica priva di analisi. E questo vale per l'economia (dove i numeri non mancano), ma anche nella politica estera (per capire cosa succedeva a Gaza ho dovuto ascoltare le ottime coperture televisive di AlJazeera e BBC), interna e così via. Complimenti, l'impact factor sta salendo!

    • La redazione Rispondi

      Sono convinto del fatto che il giornalismo di qualità sui media tradizionale possa trovare un pungolo efficace nella produzione "freeware" di contenuti da parte di un sito come lavoce.info. E la qualità consiste anche nell'esposizione chiara di fatti e numeri, corredati da opinioni ben distinguibili da questi. A proposito di impact factor, l'aspetto confortante per lavoce.info è che il trend di copertura mediatica è non decrescente per tutti i quotidiani esaminati.

  3. Francesco Rispondi

    Dando un'occhiata rapida alle serie delle frequenze relative delle cinque testate citate, si ha l' impressione che la serie storica del Giornale sia leggermente differente da quella delle altre quattro. In prossimità degli avvicendamenti tra le legislature sembra esserci una discontinuità nel trend. Che si possa avanzare l'ipotesi della presenza di una componente ciclica, nel trend, fortemente correlato con il "ciclo politico"? Nell'articolo si asserisce che "la scarsa copertura de lavoce.info da parte del Giornale può essere sintomo della lontananza ideologica tra le due testate". Questo sembrerebbe implicare che, nell'ottica dell'autore, alle due testate si possa attribuire un bias che si mantiene costante sullo spettro politico-ideologico. La mia sensazione è che questo sia vero per quanto riguarda Il Giornale, ma meno vero per quel che riguarda lavoce.info, alla quale sarebbe forse più appropriato attribuire un bias "antigovernativo", nel senso che le sue proposte tendono sempre a criticare (nel senso di discernere) e commentare le manovre del Governo. Che la penetrazione relativa vari in funzione dellla distanza tra questi bias "dinamico" e "statico"?

    • La redazione Rispondi

      Molto intrigante questa idea di distinguere un bias statico ed uno dinamico, che è funzione dell'affiliazione politica del governo in carica. In effetti il grafico sembra suggerire che il Giornale dia sistematicamente più spazio alla voce.info durante il governo Prodi, ma dal punto di vista statistico non si può rigettare l'ipotesi nulla che il colore politico del governo in carica non influenza questa copertura mediatica. A questo proposito, un osservatore maligno -e ferrato in econometria- potrebbe addossare all'ultimo governo Prodi l'ulteriore colpa di essere durato troppo poco, così da rendere difficile il ritrovamento di un qualsiasi effetto statisticamente significativo!

  4. cinzia.ciampa Rispondi

    L'indagine riguarda solo i quotidiani e non le riviste on-line? Perché? In alcuni articoli ho segnalato la rivista ed ho fatto riferimento ai suoi articoli, in quanto chiarificatori della mia esposizione. Mi sono limitata a questo non sapendo chiaramente se si potessero proporre i testi nella loro interezza, il che avrebbe certamente facilitato il lettore e lo avrebbe inoltre spinto alla lettura di una delle più belle Riviste sur place. Grazie!

    • La redazione Rispondi

      Come collaboratore mi permetto di essere felice per i complimenti a lavoce.info! A parte questo, la scelta di focalizzarmi sui principali quotidiani nulla toglie agli altri media. Per quanto riguarda le riviste online, non credo sia difficile raccogliere dati dagli archivi di questi. La questione fondamentale consiste nello scegliere un gruppo rappresentativo di questi, almeno per una prima analisi.