È importante sottolineare fin dall’inizio che avevo tentato di fare un discorso sui bilanci a rischio degli atenei Italiani. Specialmente quelli che avevano sforato il tetto del 90 percento del FFO per spese di personale di ruolo. E avevo – sia pur brevissimamente – individuato la fragilità di tali bilanci nell’espansione, senza piano di lungo periodo, del personale di ruolo. Data la rigidità dei bilanci e i tagli previsti del FFO mi sono concentrato su questo tipo di personale accademico.
Alcuni commenti fanno una questione di dati, altri di classificazione più dettagliata e di omogeneità, altri infine di stipendi. Non entro, tuttavia, nel dettaglio di ciascun commento che, seppur interessante, mi porterebbe lontano dal punto che volevo sottolineare. Questa volta, la "carenza di dati" si riferisce alla California. Voglio dire che, per fortuna, in California non esiste un Ministero dell’Università e dellaRicerca. Per questo motivo non esiste una banca dati centralizzata come quella del MIUR da cui si possono attingere in breve tempo e con grande dettaglio le informazioni sull’Università italiana nel suo complesso, pubblica e privata.
Per la California, dunque, occorre fare un lavoro certosino (dipartimento per dipartimento) e può darsi che abbia commesso un errore di sottostima, errore che mi ero proposto di evitare includendo tra il personale di ruolo in California anche i professori assistenti, che di ruolo non sono.
So bene che nei dipartimenti delle università in California ruotano (cioè sono impiegate) categorie come visiting professors, lecturers(molti non di ruolo), professori emeriti (pensionati, non a carico del bilancio dell’università ma del fondo pensione), post-doctoral fellows e graduate students.
Queste categorie permettono flessibilità nell’organizzazione della didattica. Tali categorie sono state escluse nel mio conteggio, così come descritto nell’articolo.

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