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  1. Tina Rispondi

    Noi agenti di viaggio abbiamo assistito al vergognoso "mangia mangia" del carrozzone Alitalia, da parecchi anni, da parte di tutti . Adesso che oltre tutto e' peggiorata in modo esponenziale la qualita' dei servizi e delle rotte, non siamo piu' in grado neanche se lo volessimo di spingere le loro tariffe, comunque mai concorrenziali. Quando poi leggiamo sui quotidiani che il figlio dell'onorevole Matteoli e' stato assunto come pilota nel pieno della crisi, molto semplicisticamente, da umili venditori, pensiamo che e' la fotocopia del sistema politico italiano.

  2. Hans Suter Rispondi

    I nuovi azionisti di Alitalia hanno guadagnato, prima ancora che si fosse alzato in volo un solo aereo, il loro bel aggio per la vendita del 25% ad Air France. E questo dopo che lo stato italiano è rimasto con la bad company. Fantastico. Aspettiamo di leggere le lodi dell'operazione sul foglio della Confindustria.

  3. Fabrizio Pauri Rispondi
    Molte cose sono ormai risapute; mi sembra invece interessante notare che la vendita ad Air France in marzo avrebbe portato Air One verso Lufthansa, e avrebbe dato una soluzione migliore anche al problema Malpensa. Chi è causa del suo mal pianga se stesso ...
  4. M.Giberti Rispondi

    Basta scorrere l'elenco degli Azionisti di CAI per ritrovare quasi tutti i nomi di chi da decenni sta spolpando il nostro povero paese profittando delle privatizzazioni e concessioni dei beni pubblici sconsideratamente svendute a debito negli ultimi anni e sistematicamente depredate. Il governo sembra più che complice addirittura sottomesso a questa gruppetto di profittatori; Berlusconi, uno dei primi sfruttatori di concessioni, sembra quasi succube e obbligato a favorirli in base a chissà quali compromissioni o ricatti. Leggevo che sembra che addirittura Putin stia cercando di fermare i suoi "furbetti" meglio definiti come "oligarchi". Potrà mai accadere da noi? Depredando il paese, stanno depredando la gente che comincia a non farcela più a nutrire con il suo lavoro questa congrega di parassiti. Se si rendono conto che stanno ammazzando la gallina, che intendono fare? Io penso che si tengano sempre pronti a scappare lontano a godere finalmente quello che hanno così immoralmente guadagnato a scapito nostro. Forse è meglio augurarselo; sarebbe il male minore.

  5. Paolo Rispondi

    Ciao a tutti, sono un cittadino italiano residente all'estero. Io dal canto mio ho risolto il problema evitando da sempre di volare Alitalia; mi sono affidato a un vettore svizzero sempre puntualissimo e non mi ha mai smarrito i bagagli (cosa che succede il 30% delle volte con Alitalia e diventa 50% se si passa per Roma). Essendo regolarmente iscritto all'AIRE, l'Alitalia non gravera' sulle mie tasche nemmeno da contribuente!

  6. lorenzo marzano Rispondi

    Complimenti per l'articolo. La parte finale circa il vero affare fatto solo da Passera e Banca intesa rifilando air One e i suoi debiti a un prezzo assurdo a CAI conferma che di grandi banchieri dotati di managerialità e correttezza questo paese è alla data sprovvisto. Non basta avere i requisiti di onorabilità formale.

  7. Nello Cosenza Rispondi

    Ma ancora stiamo qui a discutere di Alitalia? Un cavallo cavalcato da Berlusconi in campagna elettorale: egli ha solo preso la palla al balzo. Si è inventato la questione "compagnia di bandiera italiana" come promessa elettorale. Quindi, come uno schiacciasassi, l'ha portata a termine, "regardeless" come direbbero gli inglesi, incurante di quanto sarebbe costata l'operazione. Solo per poter dire agli italiani creduloni di aver "salvato la compagnia di bandiera". Sa benissimo che tra 4 anni tutti, ma proprio tutti, al momento di votare si saranno dimenticati della vicenda o saranno impegnati a discutere su un'altro dei suoi magici coup de teatre. Costi? A parte quelli visibili a tutti quelli che non hanno gli occhi foderati di prosciutto (ritorno del monopolio, costi sociali imbarazzanti, azzeramento dei valori borsistici, inevitabile aumento delle tariffe e contemporaneo peggioramento del servizio etc...) restano gli effetti collaterali di un terremoto nel trasporto aereo nazionale, dove gli altri attori, gli unici davvero italiani (se per qualcuno ha senso questa differenziazione), si ritrovano nel paradosso di una concorrenza straniera in casa favorita dal governo nazionale.

  8. rokko Rispondi

    Quello che mi fa più rabbia non sono i quattrini che il contribuente italiano deve sborsare per la conduzione assurda di questa vicenda. Nossignore, ne avrei sborsati anche il doppio, per vedere finalmente tante di quelle compagnie aeree operanti in regime di assoluta concorrenza scannarsi fra di loro per accaparrarsi i clienti sulle varie rotte, nazionali ed internazionali. Ecco, quello che mi fa più rabbia è proprio questo: dover sborsare tasse per finanziare un mercato gestito in monopolio dai soliti noti, pagare biglietti più cari ed alla fine avere pure pochi voli. Penso anche che CAI, dei 1000 milioni sborsati ne recupera già 250, il prestito ponte che non restituirà mai (sono 300), alla fine per quattro soldi senza un briciolo di rischio personale si aggiudicano un mercato in monopolio.

  9. Agostino De Zulian Rispondi

    Il 13 gennaio la "Nuova Alitalia", a cui io non ho mai creduto fin dal marzo scorso come ho sempre scritto in più parti, dovrebbe tornare a volare libera dai debiti passati dalla "Vecchia Alitalia" sulle spalle dei contribuenti italiani. A dire il vero a me pare che questo giorno rievoca il passato. La battaglia di Malpensa non si farà perché gli italiani al momento di trattare i propri interessi "erano al mare" e per questo, senza colpo ferire, Francesco I (AirFrance) si prenderà gli aeroperti dell'ex Stato Pontificio mentre Carlo V (Lufthansa) si prenderà Milano e dintorni. Gli Italiani ora, dopo l'Epifania, ad accordo concluso a completo loro discapito, "torneranno di corsa dal mare". Tardi! Peccato! Purtroppo ora, chi non ha più spazio a Malpensa e/o a Linate non potrà nemmeno permettersi più il ritorno al mare per continuare i "balli sfrenati" perché il suo ruolo futuro è quello di essere solo "sbattuto in mare" a disposizione solo degli squali.

  10. Giovanni Scorrano Rispondi

    Non ricordo nessuno dei 22 imprenditori, che partecipano alla cordata, che abbia, da solo, il 25% della società. Basta questo per dire che il peso nelle decisioni che AirFrance avrà nella copagnia non sarà di secondo piano. A mio avviso i francesi stanno solo aspettando che il tempo faccia il suo corso. Nell'arco di un anno probabilmente Alitalia sarà fusa con AirFrance per incorporazione o venduta. Gli imprenditori avranno un surpluss e tutto sarà riportato, per l'italia, all'aprile 2008. Notare che in questo caso il governo non ha opposto obiezioni a AirFrance dopo che aveva provocato un breve stop dopo la visita di Berlusconi in Germania..... Basta attendere, non serve Branco in questo caso.

  11. vincesc Rispondi

    Sicuramente l'Alitalia sarà comandata dal patner straniero spendendo molto meno di quanto previsto nall'accordo fatto con il Governo Prodi, e in più ci siamo accollati i debiti della vecchia Alitalia e di AirOne.Complimenti all'attuale Governo.

  12. Graziano Saibene Rispondi

    Come fa la nostra classe politica (in toto) a non vergognarsi di come è stata gestita e risolta la questione Alitalia? e come fanno i cittadini italiani a non vergognarsi di aver eletto simili rappresentanti? E Alitalia non è l'unica questione risolta nel peggior modo possibile fra tutte quelle che da molti anni sono in attesa di essere affrontate con buon senso e attenzione rivolta agli interessi dei cittadini. Comunque questa me la segno, e me ne ricorderò tutte le volte che dovrò scegliere la compagnia con cui volare, e soprattutto per chi votare!

  13. sigieri Rispondi

    Alla fine di questa telenovela si potrebbe avere al Nord una Lufthansa Italia spa che gestisce da Malpensa gli slots che la nuova Alitalia sarà costretta a lasciare liberi; Linate diventerà a quel punto un city airport ( fischiano le orecchie a Burlando e D'Alema per il famoso decreto di trasferimento dei voli internazionali da Linate a MPX, emesso e rimangiato)). La nuova Alitalia basata su Fiumicino sarà un feeder carrier del gruppo AF/KLM; la debolezza finanziaria della newco e la inesperienza del management in materia di trasporto aereo( nella gestione di una compagnia aerea contano i decimali dopo la virgola di ogni posta di bilancio), inducono a prevedere un assorbimento a breve-medio termine da parte di AF/KLM. Volevamo evitare di avere in Italia come vettore di riferimento una compagnia aerea straniera (?!), siamo riusciti alla fine ad averne due; per la collettività una Caporetto industriale e un costo di 4 miliardi di euro sul groppone, 7 mila dipendenti AZ "in libertà"; forse pagheremo anche il prezzo di biglietti aerei più cari. Si fanno tante Commisioni di inchiesta, forse sarebbe il caso di farne una sulla debacle Alitalia. Scomoda per troppi politici ?

  14. Laera Rispondi
    I Francesi ringraziano Berlusconi per il regalo. Quando l'Italia crescerà?
  15. stefano monni Rispondi

    Se non sbaglio l'affare Alitalia risale al lontano 1994. Da allora sono trascorsi circa 15 anni arrivando ad una soluzione che, come risulta dalla lettura dell'articolo, è gravosa per l'intera collettività italiana, in attesa di vedere le ripercussioni future di tale soluzione in termini di migliori benefici per il cliente della nuova compagnia. Come se non fosse sufficiente l'aver trasferito la maggior parte del costo dell'operazione sulla collettività, adesso anche il cliente di trenitalia si vedrà aumentare il biglietto ferroviario sulla tratta Milano-Roma a seguito del potenziamento dei voli della nuova compagnia Alitalia sulla medesima tratta aerea. Per non dimenticare poi il fiume di parole che ha caratterizzato la scorsa campagna elettorale e che si è incentrato sulla necessità di slvaguardare la italianità della compagnia. All'epoca ricordo che l'Air France uscì dall'affare per rientrarvi nuovamente oggi, non credo certo a condizioni più svantaggiose per la compagnia francese rispetto a prima. Mi auguro comunque che, nonostante la pluriennale cattiva gestione di questa, come di altre passate privatizzazioni, si sia arrivati a mettere la parola fine a questa storia.

  16. Massimo GIANNINI Rispondi

    Qualcuno a sempre detto che Berlusconi non è un imprenditore è un impresario. La differenza si è vista anche su come ha condotto l'affare Alitalia. Si è ottenuto meno (si perdono anche più posti di lavoro), i cittadini pagano e pagheranno di più in termini di debiti pregressi e servizi futuri e l'Alitalia finisce lo stesso con Air-France. E tutto ciò in barba alle procedure europee e di concorrenza. Complimenti all'impresario! Almeno non se ne parlerà più...Anche se quando si vota qualcuno sarebbe bene avere un po' di memoria, per il capolavoro di "bailout" all'italiana.

  17. DGA Rispondi

    Ho molto apprezzato l'articolo ma mi rimangono alcune perplessita' che a differenza degli standard di lavoce.info è un po troppo giornalistico e meno rigoroso.. premesso che condivido in pieno le critiche sulla mancata vendita ad airfrance, sui costi sostenuti dal pubblico e sulla mancanza della liberalizzazione delle rotte, le considerazioni su airone mi sembra parecchio "dietrologiche" se mi passa il termine. Mi farebbe piacere leggere un'analisi quantitativa del valore del monopolio sulla tratta Milano Roma oltre al valore dei contratti di leasing degli aerei (che airone ha e che mancano a Cai/Alitalia), che a mio parere possono rendere credibile la valutazione fatta. Poi, in generale sarebbe ora di abbandonare la discussione su gli hub? 13 rotte internazionali non fanno di nessun aeroporto un hub!