Il mercato del lavoro ha tenuto, più che altro, grazie ai lavoratori stranieri. I dati pubblicati oggi dall’indagine sulle forze lavoro relative al terzo trimestre del 2008 mostrano un mercato del lavoro che tra giugno e settembre del 2008 non ha perso posti di lavoro. Nello stesso periodo, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 6,1 per cento rispetto al secondo trimestre.
Anche se non vi è stato il crollo temuto, la situazione del mercato del lavoro segna un chiaro peggioramento su base annua. Confrontando i dati con il terzo trimestre del 2007, i nuovi occupati nell’anno sono stati 100 mila circa, una quantità decisamente inferiore a quella registrata negli ultimi due anni.
Il dato forse più significativo su base annua è la leggera caduta del tasso di occupazione, ossia del rapporto tra occupati e popolazione in età lavorativa. E’ la prima volta da diversi anni. Il motivo della caduta di questo rapporto è legata all’aumento del numero di lavoratori potenziali. Quest’ultima, a sua volta, è legata alla popolazione straniera e al suo assorbimento nel campione delle forze lavoro. Nel dettaglio, in un anno l’occupazione straniera è aumentata di 285 mila unità, mentre l’occupazione italiana è diminuita di circa 180 unità. In altre parole, dobbiamo ringraziare gli immigrati se il mercato del lavoro ha tenuto.
Sul fronte interno, si conferma il forte dualismo territoriale. L’occupazione nel Nord del paese è infatti aumentata dell’1 per cento, quando nel mezzogiorno si è registrata una diminuzione dello stesso ammontare. Anche questo dipende in larga misura dagli immigrati, perché sappiamo bene che gli immigrati sono molto più mobili e tendono a spostarsi in posti a maggior domanda di lavoro.

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