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  1. Altromedia Rispondi

    Noi ne diamo una valutazione negativa in 6 punti: Al G20 è stata pateticamente ribadita la centralità del libero mercato (sì,proprio quello seppellito dagli aiuti pubblico/statali). Al G20 si è battuto sul principio antipopolare della leva fiscale come volano allo sviluppo ; cioè della detassazione spinta , principio che indebolisce i sistemi di welfare e di servizio pubblico e introduce la privatizzazione e la mercificazione in tutti gli ambiti della vita. Al G20, una dichiarazione d'intenti di controllo della finanza in 5 punti stesa dall'FSF ,di cui è presidente dal 2006 Mario Draghi,che non ha visto arrivare la crisi ; figuriamoci che controlli ferrei... Al G20 ,in conclusione di riunione, nessuna proposta di redistribuzione della ricchezza verso il lavoro e i meno abbienti (Tobin tax,ammortizzatori,estensioni del welfare,ecc) eccetto la sola ingannevole leva fiscale, che dà 5 di sgravio con una mano e toglie 10 con l'altra mano della privatizzazione. Al G20,rileva l'Osservatore Romano, sono stati dimenticati i paesi più poveri. Al G20,unica nota parzialmente positiva , si avvia un peso aumentato degli stati emergenti,Cina in primis.

  2. Marco Solferini Rispondi

    In tutta onestà io non riesco a capire che cosa ci si potesse mai attendere dal G20? Non è altro che la messa in prosa, la scenografia delle elite di potere: il tavolo dibattimentale dei gruppi di interesse e dei loro ormai cancrenosi contrasti interni. Quello che sta accadendo, al di là delle iniezioni di liquidità che sono state fatte al malato “mercati finanziari”, come la morfina per il sofferente, è un terremoto di lunga durata. Non una scossa, non un sisma istantaneo, ma devastante, come la maggior parte di quelli studiati e conosciuti per i precedenti, bensì una serie di criticità che, concentrandosi, smuovono la terra delle nostre città come i tasti di un pianoforte, spostando l’epicentro in ogni dove. E’ un contagio, lento, ma inesorabile che vede, negli storici malvezzi che hanno egemonizzato la società moderna, come le raccomandazioni che blindano alcuni settori castali, anche qualche alleato, dovuto allo stato in cui si è ridotta questa democrazia. E’ una grande tribolazione quella che sta arrivando, purtroppo.

  3. Massimo GIANNINI Rispondi

    Credo che la dichiarazione finale del G-20 si distingua per la sua banalità e inutilità. E pochi economisti negli States e all'estero, si sono peritati di commentarla. Avessero almeno analizzato, e non dico deciso, una delle tante raccomandazioni fatte da più parti e da molti economisti. Niente. La politica vera dovrebbe smettere di basarsi sugli annunci e il loro effetto (ormai nullo sui mercati) e decidere, o almeno provarci. Curioso anche incontrarsi per decidere che certe cose verranno discusse e eventualmente decise in un altro momento nel futuro (esempio a Marzo 2009). Capisco che gli Stati Uniti non possano ora prendere nessun impegno perché colpite dal loro "ingorgo istituzionale" ed elezione del nuovo Presidente, ma almeno si smetta di far finta d'incontrarsi a un G20 inutilmente.