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  1. Anna Di Giovine Rispondi

    Ho due figlie che sono state escluse dalla borsa di studio per non aver firmato le domande. A me non sembra che l'E.DI.S.U. del Piemonte abbia applicato la legge vigente. Difatti l'art. 71 comma 3 del D.P.R. 445 del 28/12/2000 dispone, nel caso della mancata firma, che il funzionario competente a ricevere la documentazione da' notizia all'interessato di tale irregolarità e il richiedente potrà così regolarizzare la richiesta apponendo la firma. Cosa posso fare per farglielo capire all'E.DI.S.U. che non ha applicato la legge e che io ci rimetto due borse di studio che avrei dovuto ottenere per meriti di studio e per reddito?

  2. antonio p Rispondi

    Sono d'accordo con questa asserzione che principalmente riguarda i politicanti catto-comunisti e la triplice confederale che hanno dominato dal 1960 al 1990 che "imparato" agli italiani che studiare e lavorare era disumano, mentre truffare e spendere era il "verbo" degli uomini. Negli anni '70 era vietato ai lavoratori dipendenti denunciare redditi extra perchè pagavano già troppo (ed era verissimo) dopo è stato reso possibile, ma il doppio lavoro "in Nero" è continuato e forse aumentato in modo esponenziale anche grazie alle casse integrazioni e mobilità a tempo indeterminato come nel caso Alfa Romeo. Chi ha guadagnato da questo marasma è, ad esempio, la Fiat che ha munto oltre 250.000 miliardi di lire dalle casse dello stato e dei lavoratori grazie al concerto con la triplice confederale. Ricordate 50.000 miliardi del Fondo Gescal (case popolari) ed i 25.000 miliardi del fondo pensioni del 1980?

  3. giuseppe Rispondi

    Non vi è dubbio che le borse di studio incerte non danno (in concreto) il diritto allo studio. Ma c'è anche un altra causa che concorre, insieme all'incertezza, a negare il diritto allo studio e riguarda l'equità. Sarebbe bello, infatti, che le borse di studio fossero assegnate effettivamente agli studenti meritevoli e privi di mezzi. Ma come si misura la condizione economica degli studenti privi di mezzi? Ieri, nella trasmissione televisiva Anno zero, uno studente di Roma ha ricordato come - dati statistici alla mano - l'evasione fiscale rappresenta un evidente e macroscopico limite all'assegnazione secondo equità delle borse di studio, attesa la palese inverosimiglianza dei redditi dichiarati dagli studenti aspiranti alle borse di studio. Come si risolve questo problema? Si può parlare di equità senza avere la garanzia che le condizioni economiche dichiarate dagli aspiranti alle borse di studio corrispondano al vero? Come ha evidenziato il Prof. Pietro Schlesinger, nella stessa trasmissione, il nostro Paese è in profondo declino a causa della straordinaria mancanza di etica - in tutti i settori della società - che mina alla radice qualsiasi discorso sulla meritocrazia.

  4. Roberto Rispondi

    Non si cita nel testo il fatto che in realtà, alla fine dei conti, l'unico parametro preso in considerazione per l'assegnazione della prima borsa di studio è il livello di reddito (tralasciando il fatto che ottenere un ISEE ridotto è fin troppo facile attraverso semplicissime manipolazioni contabili) e in seguito comunque il merito ha un'importanza ridottissima. Basta navigare tranquillamente con un rendimento medio-basso per i 3 anni (che poi diventano 4 o più) e si ottiene una laurea senza pagare. Chi sgarra, come al solito in Italia, non paga.

  5. pippo Rispondi

    Questo è un paese che ha una classe dirigente inadeguata. E' stata legittimata da milioni di persone per cui anche queste persone sono espressione dell'incapacità scrisciante, o forse, non sapevano per chi votare, quarant'anni di DC han modellato per benino le menti, il resto lo hanno fatto le lobby. Probabilmente v'è anche quella parte del paese che è restia ai cambiamenti, (come han votato i professionisti?) come se i cambiamenti in peggio devono essere sopportari solo dalle classi più disagiate. Mi fa schifo il sistema che si è delineato, l'atmosfera che si respira e l'impossibilità con uno stipendio da fannullone che porta alla fame. Complimenti al governo e all'opposizione!