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  1. rita Rispondi

    Utilissimo il vostro articolo che sembra indicare una strada ovvia, ma non per questo seguita, per correggere le distorsioni dovute alla sfiducia sull'interbancario:Vi pongo due domande che credo tutti abbiamo in testa: che succede se la garanzia della banca centrale deve davvero andare a coprire un mancato rimborso? Come fanno Draghi e Bini Smaghi a non seguire la via da voi proposta, ma a parlare di abbandono dell'euribor dal lato degli impieghi senza spiegare come fanno ad evitare la trasformazione dei tassi, visto che avrebbbero raccolta e impieghi sbilanciati in quanto a tasso di riferimento?

  2. Luciano Rispondi

    E' importante che la banca centrale possa esercitare efficacemente i propri compiti e in particolare quello di condizionare, nel rispetto dei meccanismi di mercato, il livello del tasso interbancario, di modo che questo si discosti il meno possibile dall'obiettivo prestabilito. Il mercato interbancario è il primo anello nella trasmissione della politica monetaria al sistema economico; perché la strategia si realizzi occorre che la banca centrale sia in grado di controllare con precisione il suo obiettivo operativo.

  3. Alessandro Rispondi

    Ottimo articolo, in questa analisi, tuttavia, manca un elemento a mio giudizio non trascurabile. Le recenti diposizioni della BCE hanno introdotto meccanismi di asta a tasso fisso per importi illimitati e ridotto a 50 pb lo spread penalizzante della deposit facility.Questa metodologia di finananziamento, assieme alla revisione dei collaterali da dare in garanzia, ha enormemente aumentato il ruolo della BCE come fornitore di liquidità al sistema, disincentivando le banche ad operare sull'interbancario.Paradossalmente una banca che ha stipulato un grosso numero di mutui a tasso variabile viene remunerata su quei prestiti al tasso EURIBOR, ma si rifinanzia al tasso principale,addirittura il 29 ottobre la BCE ha assegnato in un'asta a tasso fisso con scadenza a 3 MESI 103 mld di euro al 3,75%, un tasso inferiore di più di 100pb al corrispondente euribor.In una situazione di questo tipo la strategia ottimale di una banca che non è a corto di collaterali è quella di rifinanziarsi dalla BCE, non operare sull'interbancario, in modo da non far scendere troppo i tassi euribor, e cercare di ridurre al minimo il ricorso alla deposit facility, che non è poi così penalizzante come come alcuni mesi fa. Il risultato è che tutti coloro che hanno scelto un tasso variabile stanno pagando extra costi assolutamente ingiustificati, poichè le banche stanno ricevendo, in modo eccezionale, soldi al tasso di riferimento anche per scadenze più lunghe e senza alcun meccanismo di asta. Non è un caso che, non solo il partito democratico, ma lo stesso Draghi (che non mi sembra il figlio di Lenin o il cugino di Rienzi) abbia lanciato un appello perchè venga rivisto il meccanismo di indicizzazione dei mutui a tasso variabile, misura sacrosanta, almeno fino a quando le banche ricevono questo tipo di agevolazioni. Peccato che vere misure a vantaggio dei consumatori in tema di mutui non siano mai messe in atto, meglio far abboccare i pesci con la magnifica trovata del "mutuo sul mutuo", classico esempio di finanza creativa, per cui la tua rata ritorna a quella del 2006, ma pagherai gli interessi sugli interessi...