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  1. grazia borgna Rispondi

    Se l'art 10 del nuovo Statuto del Parlamento europeo come dice l'articolo dimezzerà lo stipendio dei deputati italiani al Parlamento europeo (e tutti i parlamentari europei avranno lo stesso stipendio), questo rende evidente a tutti che gli italiani erano i più pagati dei 27 paesi membri. Questo renderebbe possibile in periodo di crisi e di risparmi forzati una richiesta dei cittadini italiani di dimezzare anche gli stipendi dei deputati nazionali oggi molto più elevati di quelli degli altri 27 paesi dell'Unione europea.

  2. Paolo Bertoni Rispondi

    Nonostante gli argomenti addotti dall'autore, continuo a ritenere che le preferenze debbano essere mantenute. A mio modo di vedere, nonostante i sistemi in uso negli altri paesi, il valore primario deve essere la libertà di scelta degli elettori e non la cooptazione ad opera della dirigenza dei partiti. Per ovviare al "cambio di casacca" o all'uso del Parlamento Europeo come "parcheggio", basterebbe a mio avviso introdurre una sacrosanta ragione di incompatibilità fra seggio europeo e altre candidature: ritengo giusto che, una volta assunto un impegno politico, lo si mantenga fino in fondo.

  3. Tuccio Raciti Rispondi

    Ho letto con molto interesse l'articolo del Sig. C. Altomonte.Personalmente, non condivido alcuni dei contenuti.I nostri presenti e passati governanti hanno modificato più volte il nostro sistema elettorale, presentando il nuovo come il rimedio sicuro e certo alle difficoltà che si erano successivamente manifestate con la precedente legge. Di sicuro, il nuovo "medoto" serviva, in effetti, a far quadrare il loro modo di gestire i candidati e le preferenze. Personalmente, sono per un sistema proporzionale con una soglia di sbarramento del 5%, con collegi su base nazionale ( sistema tedesco ). Il mandato conferito, in questo caso, deve essere assolutamente imperativo.In tal modo non si consentirà a nessuno il cambio di "casacca" in corso d'opera. I partiti minori saranno costretti ad aggregarsi. RingraziandoVi per l'attenzione, cordialmente Vi saluto.

  4. Luca Galvanini Rispondi

    A questo proposito ritengo che il vero problema nell'affrontare la scelta di un nuovo sistema elettorale non sia nuovo: in questo momento di forte lontananza tra gente e politica, i partiti sono rappresentativi della volontà popolare e ammesso che lo siano ancora in quale misura? Quanto la gente comune crede nell'utilità e nella funzionalità dei partiti italiani? La sensazione è che oggi in un momento in cui l'Italia si dirige verso un sistema bipolare, i partiti che sembrano essere più "vicini alla gente" (anche considerando gli ultimi risultati elettorali) non sono sicuramente i più grandi. Evidentemente questa sfiducia della base trova fondamento in una realtà ormai ben conosciuta. Alla luce di questa situazione ha senso lasciare alle segreterie di partito anche la scelta dei nostri rappresentanti al Parlamento Europeo oltre a quello nazionale?

  5. luigi zoppoli Rispondi

    Il problema esiste e considerato il ruolo crtescente che comunque avrà il parlamento europeo, imporrebbe davvero la selezione dei candidati migliori. Fatto sta che per un paese come il nostro, e non temo di apparire qualunquista pur non essendolo, ogni sistema è peggiore dell'altro. Le liste bloccate ad esempio hanno consentito la nomia di un personale politico incompetente, demotivato, prono ai desiderata dei capibastone che li hanno designati. E tra costoro sono stati scelti i ministri. E si vede. Allora, siamo sicuri che la questione sia la legge elettorale e non la qualità dei capibastone? luigi zoppoli

  6. Antonio Travaglini Rispondi

    Come si fa a dire che l'elevato tasso di rotazione dei deputati italiani è dovuto alla legge? Ci sono così tanti casi di parlamentari europei rimessi in lista che prendono meno preferenze dei colleghi? O, piuttosto e più semplicemnte, sono i decisori dei partiti a nominare i candidati amici? E i decisori cambiano, e a volte anche gli amici.... E davvero un sistema su base regionale sarebbe in grado di garantire una adeguata rappresentanza? Il Regno Unito ha nove regioni, più o meno come i Lander tedeschi. Noi ne abbiamo 19(20). Qualunque sistema sarebbe di fatto un maggioritario a due partiti. Con il bel risultato di produrre una quasi perfetta parità in seggi, credo.

  7. Michele Fortezza Rispondi

    Temo che l'impostazione dell'articolo sia sostanzialmente sbagliata. Non è la legge elettorale ad aumentare la rotazione, ma il fatto che i partiti e molti politici italiani non diano importanza al Parlamento Europeo, visto come un'occasione di visibilità o un parcheggio tra un'elezione e l'altra. Basta guardare i candidati alle ultime elezioni e vedere quanti degli eletti iniziali sono ancora in carica. Tantissimi non hanno nemmeno accettato l'incarico! Io ho toccato con mano questo fenomeno quando stavo nei DS (collegio nord-est), molti parlamentari europei non avevano seriamente intenzione di lavorare in europa e alla prima occasione di un posto in Italia si dimettevano. Quanto alle liste bloccate sono una follia. Per come sono i partiti ora si tornerebbe alla cooptazione e soprattutto gli elettori lo vedrebbero come uno scippo di sovranità che non farebbe altro che alzare l'astensionismo.

  8. luca grezio Rispondi

    Metto in luce sommessamente il fatto che la sedicente seconda repubblica (del cui recente trapasso piangiamo il lutto) è riuscita a porre in essere un numero imprevisto di leggi elettorali peraltro disomogenee e contraddittorie e ad ogni livello di potere che lascerebbe sorpresi anzi sgomenti i più. Grazie LG