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  1. Gianluca D. Rispondi

    Sempre più spesso le aziende private, in nome della flessibilità, delle logiche di mercato, per aumentare la competitività, ecc., trasferiscono i propri centri di produzione in altri luoghi, non licenziano i dipendenti (con contratto a tempo indeterminato) ma li trasferiscono in un'altri luoghi . Alla fine tutto ciò comporta un “licenziamento di fatto”, perché un lavoratore medio che percepisce 1000 – 1200 euro al mese dai quali deve togliere ogni mese 500-600 euro per pagare il muto o l’affitto della casa non è in grado di sopportare anche i costi di un trasferimento con tutta la famiglia e tutte le spese che esso comporta (traslochi, eventuale vendita e riacquisto di un abitazione, ecc) Quindi è costretto a trovarsi un altro lavoro magari a tempo determinato pur di sopravvivere. Per il pubblico, molto spesso accade che in nome della razionalizzazione della spesa pubblica riduzione degli sprechi, ecc. vengono trasferiti dei dipendenti (con contratto a tempo indeterminato) i quali, nella migliore delle ipotesi, devono sobbarcarsi le spese di viaggio che, visti i costi dei carburanti, incidono per almeno un quarto su uno stipendio da 1000- 1200 euro...

  2. pino mori Rispondi

    Trovo sintomatico certi commenti in questo nostro paese, ormai, non si fanno più valutazioni di merito, ma di parte. una cosa è giusta o sbagliata non in se stessa ma in funzione di chi la propone o la denuncia...Il fatto che ci siano situazioni improprie o ingiuste ma tollerate anche nel "campo avverso" giustifica ed assolve la situazione del mercato del lavoro in italia. non si chiede di sanare ingiustizie o disagi indifferentemente dalla parte politica che le promuove o protegge, si giustificano e si accettano perchè gli "altri" fanno uguale o peggio.

  3. antonio p Rispondi

    Vorrei che mi indicaste i milioni di artigiani che hanno lavorato e lavorano senza "il minimo garantito". Gli artigiani-lavoratori dipendenti che incassano in nero. Terzo, ma non ultimo i soci di cooperative rosse in particolare che non hanno le garanzie dei lavoratoti dipendenti, ma neppure padroni delle coop che distribuiscono gli utili agli amici e normalmente "devono" chiudere i conti in rosso perchè non vogliono pagare tasse alla comunità.

  4. Giuseppe Rispondi

    Precaririetà, perchè non viene usata per i nostri politici? Forse capirebbero se a fine mese non hanno lo stipindio, così formulerebbero una legge più dignitosa per questi giovani. Sento le varie trasmissioni con la nuova classe politica...c'è da piangere. Italiani, siamo messi male.