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  1. Dow Jones Rispondi

    Non riesco a capire come la Fed possa risultare insolvente, dal momento che è l'unica autorità in grado di stampare moneta. Il piano della Fed è solo di immissione di liquidità non compra nessun asset, immette solo denaro a copertura delle potenziali perdite. Sarà poi l'istituzione finanziata, pubblica o meno, a dover remunerare sia l'interesse di tale denaro nel tempo sia il denaro stesso.. mi evincete?

  2. Luigi Rispondi

    Negli Stati Uniti sta imperversando la bufera finanziaria con il fallimento di importantissimi istituti finanziari (si afferma che quella in corso è la più grande crisi dopo quella del ’29), il vento maligno ha già raggiunto, provocando sconquassi, soprattutto i Paesi del Nord Europa – non risparmiando, peraltro, una delle nostre maggiori banche –, i governi sono costretti ad interventi straordinari nell’intento di contenere i danni, c’è chi ha visto bruciare in pochi giorni una parte anche consistente dei propri risparmi, ecc. ; insomma, siamo nel pieno di una grossa emergenza i cui contorni non sono stati ancora individuati e dai riflessi incerti. In tutto questo “baillame” c’è una nazione, la Svizzera che, pur essendo molto importante per il numero e la rilevanza degli istituti finanziari che là vi risiedono, non appare essere coinvolta in misura significativa. E’ come se lo tsunami finanziario, davanti ai confini Elvetici, si fosse fermato o avesse mutato il percorso indirizzandosi verso Paesi meno fortunati. E questo pare che succeda sempre di fronte agli eventi “antipatici” che periodicamente coinvolgono i Paesi Europei: la Svizzera e gli Svizzeri appaiono immuni da qua

  3. Francesco Rispondi

    Ma scusatemi, le banche italiane?

  4. Marco Solferini Rispondi

    Il capitalismo di oggi si è ammalato, ma di un male molto comune, quasi un raffreddore, tuttavia assai contagioso. L'integrità delle strutture ha ceduto innanzi all'indipendenza controllata. E' inutile negare che a monte dei colossi e dei grandi fallimenti di oggi, ci sono gli attori di ieri. Da rampanti colonizzatori della nuova frontiera, si sono trasformati in lottizzati e lottizzatori. Similarmente a un vassallaggio oggi, più del 50% delle poltrone vengono allocate in base a criteri di "fedeltà" alla corona. Il domino che ne scaturisce è più che naturale, il mercato del lavoro, sopratutto ai vertici delle carriere dovrebbe essere libero non pilotato da gruppi di interesse, perchè altrimenti, basto un membo infetto e il raffreddore si propaga a tutti gli altri. Se poi la cura la scrivono i malati..

  5. Pijotr Rispondi

    Vedo che nessuno si chiede cosa ne sarà dell'enorme intervento governativo americano. Dove prenderanno quei 700 (o mille o 1200) miliardi di dollari stanziati per riacquistare gli asset "tossici"? prevalentemente con l'emissione massiccia di nuovo debito. Esattamente come fece il Giappone ai tempi della sua crisi finanziaria. La grossa differenza è che il Giappone aveva tutto il debito pubblico in casa, in mano ai risparmiatori giapponesi; oggi più del 90% del debito pubblico americano è in mano a Cina, UK, Brasile e Russia. Bisognerà chiedere a questi paesi di essere caritatevoli e continuare a sottoscrivere quel debito. E per farlo probabilmente occorrerà offrir loro tassi sempre più allettanti. Gli USA hanno abdicato: le potenze emergenti l'hanno scalzati dal trono. Prepariamoci a tempi cupi: le ripercussioni sull'economia reale di questi eventi ricadranno sulle nostre spalle.

  6. gianni lo martire Rispondi

    Dalla tabella si rileva molto chiaramente che una della "banche di successo" di questi ultimi anni - l'olandese Ing - ha una leva tra le maggiori. I debiti crescono con grande facilità perchè la clientela evoluta sfrutta la possibilità di trasferire risparmio on-line, senza fare nessuna altra valutazione, attratta dai tassi elevati offerti.

  7. eleonora Rispondi

    Ora che “il Tesoro degli USA” Paulson ha tolto dal mercato i derivati”incriminati” con un’azione che è propria di un paese statalista (che nulla ha a che vedere con quello degli USA), ha spalmato le porcherie su tutti i contribuenti, ma ha preso tempo e il tempo è vitale in questo momento anche se poi l’aumento di 30$ del petrolio in meno di mezzora ha vanificato questa operazione ciclopica . Ma la domanda è poiché questi strumenti diabolici si trovano in tutti i portafogli bancari anche europei e poiché gli USA c’hanno messo una pezza che ne sarà di quegli istituti non USA che a bilancio avranno perdite cospicue? Effetto domino? In Europa?

  8. Piero Torazza Rispondi

    Questo articolo è interessantissimo: mette in evidenza che i Rischi Totali (prestiti+derivati+assicurazioni) alzano il leverage da 10 a 40/50 volte il patrimonio netto. Negli USA il sistema privato era fortemente indebitato, mentre lo stato ne aveva pochi. In Europa i debiti privati sembrano di meno perché è il debito pubblico ci consente di risparmiare: è una ricchezza privata illusoria. Lo stato siamo noi. Probabilmente il Debito Totale Pubblico+Privato America vs Vecchio Continente è molto simile. Forse la "ricchezza simulata" è la via che il capitalismo ha "dovuto" creare come tecnica di Marketing Sociale per spingere consumi e produzione sempre più avanti. oltre la Saturazione. Forse qualche decennio fa c'erano Guerre con morti pulivano orribilmente l'economia. Ci siamo evoluti: la finzanza svolgerà meno dolorosamente questo compito? Una domanda: leggo che il rischio Deutsche Bank vale l'80% del pil tedesco: faccio bene a spostare i miei risparmi verso l'ultimo paese sicuro al mondo?

  9. habsb Rispondi

    Vince ha ragione In fondo Paulson ha lasciato fallire Lehman, e quante altre banche regionali? E' intervenuto per Fannie Mae e AIG, perché lasciarle fallire avrebbe provocato la fine della finanza mondiale. Ma se Deutsche Bank o Barclays fallissero non ci sarebbe nulla di male. Sto sognando naturalmente, qui in Europa si salvano con denaro pubblico persino le banche regionali come WestLB e Northern Rock, che invece in USA vengono lasciate fallire.

  10. Vince Rispondi

    Ciò che sta accadendo in America avrà un impatto maggiore di quello che si può immaginare in prima analisi. Ciò porterà a valorizzare ancora di più la presenza in Europa di una Banca Centrale davvero indipendente, non propensa a finanziare i bisogni idiosyncratici dei governi e dei privati. Ciò che è in ballo, è la credibilità di due sistemi di governance differenti. E il sistema post-moderno dell'UE sta silenziosamente affermandosi come modello da seguire per il futuro. Ok, l'interconnessione dei mercati finanziari fa si che anche in Europa siamo su una bomba a orologeria. Alcune banche private potrebbero fallire? E' il mercato Signori! Ma voi state proponendo esattamente che la BCE dovrebbe farsi carico di questo, proprio come stanno facendo in America, in barba alla loro credibilità, la Fed e il Tesoro. Gli europei dovrebbero mettersi d'accordo per modificare lo statuto della BCE al fine di salvare chi, come istituto finanziario privato, non ha saputo nemmeno stimare con diligenza i rischi delle sue attività e garantire così la sua esistenza ai propri azionisti?

  11. AB Rispondi

    Per fortuna (forse qualche mese fa avrei scritto purtroppo) non ci sono più investment bank europee pure sul mercato. E se ne è vista la ragione: gli americani giocavano con regole diverse... Non credo che si porranno problemi di questa magnitudo in Europa. Chi ha la raccolta retail non finirà in situazioni di emergenza: dovrà limitare il credito o magari circoscrivere le attività delle divisioni di investment banking ma difficilmente si troverà in crisi di liquidità come Northern Rock o HBOS. Anche se dovessero peggiorare le condizioni del real estate le banche europee hanno già ratio di capitalizzazione più stringenti . Chi è esposto - ripeto - è chi dipende dal mercato delle ABS per finanziare le proprie attività sull'immobiliare. A meno che non salti il mercato dei covered / pfandbriefe non vedo candidati di grandi dimensione all'orizzonte.

  12. umberto carneglia Rispondi

    La crisi finanziaria americana è la conseguenza di macroscopiche degenerazioni del sistema finanziario USA assolutamente evidenti, che la FED, in primo luogo, ma anche il Tesoro USA , cioè il Governo americano, hanno ignorato per anni, fino all'esplosione della crisi. Questa non ha riguardato solo i mutui, ma anche altri prodotti ed innanzitutto i derivati, di dimensioni vastissime. C'è innanzititto da domandarsi come mai questi organismi preposti non siano intervenuti a fronte di fenomeni noti negli ambienti finanziari ed oltre, ed assolutamente visibili da qualunque analista finananziario professionista . Veicolo principale di queste degenerazioni è stata la finanza cartolare, uno srtumento ad altissimo potenziale, che può dare dinamismo al sistema, se monitorato e controllato, ma può avere effetti devastanti se usato in modo inappropriato. Si puo' anche volare in sicurezza anziché andare a piedi, purché vengano adottate le necessarie misure di sicurezza. C'e' da sperare che almeno ora vengano individuati i responsabili della crisi, per risolverla senza mettere in discussione l'utilita' della finanza cartolare o addirittura dell'econima di mercato.