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LA REGIONE SICILIA E LA RIFORMA CALDEROLI

Gregorio Arena Uff. Stampa Regione Sicilia

Su queste colonne e su Repubblica del 14 settembre, in un articolo a firma di Tito Boeri e Massimo Bordignon, è scritto che (secondo la bozza Calderoli) l’accisa sui carburanti sarebbe una tassa esigibile all’atto dell’immissione al consumo con la conseguenza che “i bolognesi e genovesi le pagano e i soldi vanno in parte o tutte ai siciliani”. Nella realtà accade invece che le accise sui carburanti attualmente pagate dai siciliani vengano assegnate alle Regioni a Statuto ordinario ai sensi di due leggi (la 449/97 e1a244/07). Infine l’affermazione secondo la quale “la Sicilia è la Regione che già prende più trasferimenti dallo Stato con una percentuale pari al 20% di tutti i trasferimenti erariali alle Regioni” è smentita dal Ministero dell’economia (dati anno 2006) dai quali risulta che l’incidenza della spesa statale in Sicilia è pari al 7.54%.

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VENTI DI DEFLAZIONE

  1. francesco

    D’ accordo, in linea di principio, sul federalismo fiscale. Così il sud impara una volta per tutte e non lamentarsi, a fare da sé, a non sperperare. Ed il nord potrà smettere di ricordarci, continuamente, che campiamo sulle sue spalle. Gradirei, però, conoscere la bozza approvata del disegno di legge. Dove posso trovarla , senza affidarmi a quello che mi raccontano i giornali e le TV ? Vorrei infatti sapere, fra mille domande che certamente Tremonti si sarà poste infinitamente meglio di me, se l’ iva di un certo prodotto che periodicamente pago come consumatore finale comprando da un’ azienda del nord, e che questa azienda versa – mi auguro – regolarmente all’ erario viene accreditata, (ed in che modo) alla mia regione. Vorrei inoltre sapere come ci si regola con le imposte sui redditi delle grandi aziende, a cominciare dalle banche, tutte con sedi centrali al nord : quel poco di utile, se ce ne sarà stato, prodotto nelle regioni del sud, che fine fa?

  2. di falco maria

    Sull’entità dei trasferimenti dello Stato alla regione Sicilia, io penso che sia diverso parlare di trasferimenti dello Stato alla Regione che è pari appunto al 20% dall’incidenza della spesa, che è pari appunto al 7%. Il secondo valore illustra la capacità di spesa cioè di investimento dei fondi pubblici che la Regione Sicilia non ha, pur ricevendo i soldi pubblici. Credo che l’ufficio stampa della Regione abbia fatto un autogol: infatti, la scarsa capacità di spesa delle regioni meridionali (le cui cause adesso non possiamo analizzare, ma credo la principale sia la scarsa libertà d’impresa esistente al Sud a causa della malavita organizzata che tende a strozzare l’iniziativa sia pubblica che privata) è un dato molto negativo. Vorrei ricordare che la Spagna utilizza al meglio i fondi della Comunità Europea e quindi immagino anche dello Stato, ed infatti regioni spagnole come l’Estremadura e l’Andalusia in pochi anni sono progredite tantissimo. A questo riguardo vorrei avere una conferma sulla correttezza della differenza tra trasferimento dei fondi pubblici ed incidenza della spesa non certo da Arena, ma da Boeri e Bordignon.

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