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DUE DOMANDE AL MINISTRO

1. Ora che il prezzo del petrolio sembra ritornare a livelli "normali" e secondo alcuni potrebbe anche crollare, ora che gli "speculatori" contro cui lei si era tanto accanito sembrano aver preso di mira i petrolieri forzando con le loro subdole manovre il prezzo del petrolio artatamente verso il basso, che farà, restituire il "maltolto" con un Robin Hood subsidy?
2. Pochi giorni fa ci raccontava che sempre quei maledetti speculatori "pompavano" il prezzo del petrolio per rifarsi dalle perdite sui mercati finanziari; ma com’è che oggi hanno deciso di fare perdite su entrambi i fronti, deprimendo le borse e anche il prezzo del petrolio?Che siano diventati scemi?

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REGOLE VECCHIE PER NUOVI PROBLEMI

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LA REPLICA ALL’UFFICIO STAMPA DELLA REGIONE SICILIA

10 commenti

  1. antonio

    In un contesto, come quello attuale, di discesa del prezzo del petrolio la Robin (Hood) tax rischia di trasformarsi (come si era detto…e come si insegna nei primissimi corsi di economia) in un trasferimento d’imposta a danno del consumatore … tradotto: peggioramento del nostro potere d’acquisto!

  2. Disperato

    Dal momento che i nostri (sic!) Governanti sono nominati e non eletti, cioè sostanzialmente si autoriproducono, mi stupirei se facessero/dicessero cose sensate, fondate, sagge, nell’interesse del paese ecc.. insomma le cose normali che una classe dirigente deve fare. Tremonti è la punta dell’iceberg (per visibilità sicuramente) di una categoria di politici insipienti che non sapendo fare il loro mestiere (difficilissimo) inventano delle tecnicalità bizzarre e populiste senza il respiro di un giorno. Questa assurdità della RHTax è talmente evidente a chiunque sappia fare due conti che si fatica a credere che il Ministro stesso la consideri "seria".

  3. francesco piccione

    La breve vita di un’imposta insulsa, nata per colpire i ricchi e destinata ad essere pagata dai consumatori. Un altro colpo alla demogogia del(lo) (pseudo)fare di un governo che ancora non ha messo a fuoco quali sono i problemi. Individuare l’esatta natura e portata dei problemi italiani è condizione necessaria, ma non sufficinente, per rislvere i problemi stessi. Da noi i prezzi dei prodotti petroliferi sono alti perché le compagnie non si fanno concorrenza. La soluzione non consiste nell’imporre un altro onere, a chi è perfettamente in grado di scaricarlo sui consumatori, ma nel rendere effettivamente concorrenziale il mercato, dando effettivi poteri alle autorità di controllo.

  4. Marco La Colla

    Come in altre occasioni, questo governo dice che fa delle cose, mentre in realtà ne fa altre. La R.H.T. era stata pubblicizzata come una punizione ai petrolieri troppo esosi, con un recupero di risorse da impiegare per aiutare le classi più povere. In realtà, i petrolieri hanno immediatamente riversato sui consumatori tali costi, che hanno impedito alla benzina di diminuire in proporzione alla riduzione del costo del barile. Sarebbe interessante confrontare i prezzi attuali con quelli praticati quando il barile aveva gli stessi costi di oggi. Non è la prima volta che viene usata questa tecnica e non sarà l’ultima: il cittadino poco attento viene influenzato dall’annuncio ben pubblicizzato e non si accorge di come vanno realmente le cose. Ciò forse spiega il consenso che questo governo ottiene nei sondaggi, malgrado la situazione economica vada sempre di più peggiorando.

  5. Francesco Paoletti

    La Robin Hood Tax dovrebbe essere ribattezzata "Nottingham Sheriff Tax". Il malefico personaggio di fronte ad un furto o un taglieggiamento non si preoccupava di impedirlo. Ma piuttosto di incassare la sua parte. Come qualcuno di nostra conoscenza.

  6. alberto

    E’ dai tempi di Platone che si analizzano i limiti della democrazia, il precedente governo ha fallito per litigiosità (figlio di insulsa voglia di apparire) e incapacità (talvolta impossibilità) comunicativa, mentre l’inventore della RHT non si è preoccupato dell’efficacia o di chi avrebbe pagato la suddetta RHT ma solo ed unicamente di far pagare una tassa ai cittadini con il loro consenso, e ci è riuscito. Titolo ad effetto, parole semplice e chiare, argomentazioni contrarie troppo complesse per essere percepite come una minaccia. In questo ha fatto il suo lavoro con successo. Il problema non è la sua e di questo governo capacità di fare sane, serie e prospettatili politiche economiche e culturali per questo paese, ma di come noi elettori siamo partecipi di questo voler vedere e giudicare sull’apparenza e sull’immediato. Platone vedeva lontano anche nel fosco ma aveva un vantaggio su di noi, non avevano ancora inventato la tv.

  7. Francesco

    A volte il pregiudizio politico, fa porre male certe domande. 1) Con il prezzo del petrolio la Robin non c’entra nulla semmai interessa gli utili dei petrolieri che anche in situazione di prezzi in ribasso guadagnano eccome (v. bilanci storici di Eni per un approfondimento). 2) Gli speculatori sono speculatori, a volte operano al rialzo ed altre al ribasso e quasi mai esistono solo speculatori solo rialzisti o solo ribassisti: mai osservato il mercato azionario ed i suoi meccanismi? Non dicono niente le fortissime perdite di questo periodo nei corsi azionari ed anche obbligazionari, dovute senzaltro alle note crisi, da cui si è preso spunto, ma anche ad una compenente speculativa importantissima? (tra l’altro chi ha operato allo scoperto si potrebbe trovare ora in situazione molto imbarazzante).

  8. Giovanni

    Non so proprio come si possa avere fiducia in un ministro che per 5 anni consecutivi ha sbagliato le stime di crescita del PIL, e di conseguenza le politiche economiche. Anche stavolta ha dimostrato di non sapere individuare i motivi della crescita del prezzo del greggio e di conseguenza di non prevedere i tempi per la sua discesa a livelli fisiologici. Mala tempora currunt.

  9. Eleonora

    E’ possibile ad oggi valutare la possibilità di fallimento dello stato italiano? Assolutamente sì. Lo spread tra i titoli di stato italiani e tedeschi è salito a ben 83 punti base dai 22 punti di gennaio 2008 (2.000.000 di miliardi di vecchie lire di debito pubblico implicavano pagare circa 80.000 miliardi di vecchie lire di interessi all’anno con i dati espressi dal mercato a gennaio, ora invece bisogna versarne 92.200 ). Quindi ad oggi il mercato ritiene molto più probabile il default dell’Italia di quanto non ritenesse prima dello scoppio virulento della crisi finanziaria mondiale”. Quali sono gli strumenti che utilizzerete per evitare questa possibilità, oltre ad aumentare le tasse?

  10. fraben

    In una recente intervista del Corriere, Tremonti suggerisce ‘il ritorno alle regole’ per ridare fiato all’economia e al mercato. Fra queste regole cita bilanci corretti. Ottimo, peccato però che uno dei primi interventi del suo Governo abbia depenalizzato proprio il falso in bilancio, vanificando di fatto una di queste regole base di una sana economia. A ciò si aggiunga che – sembra – Gasparri stia preparando un provvedimento in base al quale, dopo un anno, protestati o altri non benemeriti operatori economici, vedano la loro fedina ritornare candida come la neve. Spero di essere smentita, ma con l’andazzo attuale sono propensa a credere che sia la triste, amara realtà.

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