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  1. Ludolfo Rispondi

    La legge 296/2006 ha eliminato l'obbligo di riportare il prezzo sulla confezione dei farmaci non soggetti a prescrizione medica; nel contempo ha disposto che il prezzo deve essere chiaramente reso noto al pubblico nel punto di vendita, mediante listini o altre equivalenti modalità (esempio: scanner).

  2. elisa dalcer Rispondi

    Non mi pare che Martini sia sostenuto solo da ex collaboratori ... vedasi la stampa estera.

  3. Giorgio Rossi Rispondi

    Piu' che un commento un quiz: si e' deciso di sopprimere l'AIFA; le sue competenze verranno presumibilmente passate al Min.del welfare, comprese quelle inerenti il prezzo dei farmaci e la spesa farmaceutica. ll prezzo dei farmaci e i tetti di spesa verranno quindi stabiliti da accordi tra Ministero e Farmindustria, che i farmaci li produce e li deve vendere. Ecco le domande: Chi e' il Ministro del welfare? Chi e' il Direttore Generale di Farmindustria? Nel caso fossero, diciamo cosi', imparentati stretti (che so, marito e moglie) non sussisterebbe un lieve conflitto di interessi? Viviamo veramente in un paese meraviglioso...viva l'Italia!

  4. Alessandro Spina Rispondi

    Sebbene condivida interamente le considerazioni svolte dall'Autore nella parte finale riguardo al ventilato intervento di riforma dell'AIFA, che segna un chiaro passo indietro nella regolazione farmaceutica italiana, mi preme fare una precisazione riguardo alle competenze dell' Agenzia Europea dei Medicinali (EMEA). La decisione riguardo all'immissione di nuovi farmaci sul mercato non è dell' EMEA, ma della Commissione Europea che decide in base all'opinione scientifica - cd. risk assessment- rilasciata dall'EMEA. E' la Commissione e non l'EMEA che nel presente quadro regolatorio potrebbe eventualmente considerare la scarsa efficacia terapeutica comparata dei nuovi. Inoltre la procedura centralizzata a livello comunitario è obbligatoria solo per una classe di prodotti particolarmenti innovativi (biotecnologie, trattamenti HIV etc.). Viceversa la legislazione farmaceutica vigente assegna ancora ampi poteri autorizzatori agli Stati Membri (vedi Dir. 2001/83). L'AIFA è d'altronde essa stessa un "nodo" della rete regolatoria europea dei medicinali e un suo "frazionamento" potrebbe avere effetti negativi anche sulla possibilità di coordinamento a livello comunitario.

  5. Fabrizio Gianfrate Rispondi

    La critica allo spostamento al welfare della gestione della spesa farma viene curiosamente soprattutto da ex-collaboratori o “vicini” al destituito ex dg AIFA Martini. Invece apre la possibilità di tirare fuori il farmaceutico dal ghetto del budget compartimentalizzato, quello che oggi non consente di spendere un euro di farmaci in più per risparmiarne dieci di ospedalizzazione o in altre voci di welfare pur lontane dalla sanità. Oggi la spesa farma pro-capite SSN, in calo costante, è ormai la più bassa d’Europa, 194 € contro i 270 € della media EU. Mentre la spesa SSN totale, di cui la farmaceutica non assorbe che il 16%, continua a crescere indomita spinta da altre voci (ospedali, personale, diagnostica, etc.). La rimozione del direttore AIFA è stata obbligata dopo la sua sospensione da parte del magistrato con l’accusa di “disastro colposo con colpa cosciente” ed il pollice verso della commissione di saggi. Insomma un atto dovuto. In caso contrario pensate allo scalpore ed alle conseguenti responsabilità istituzionali se fosse accaduto un evento avverso serio a qualche paziente trattato con uno dei farmaci oggetto delle accuse.

  6. Gianfranco Salvioli - Modena Rispondi

    Fra i compiti dell'AIFA (a parte i prezzi, la spesa, ecc) poteva esserci l'implementazione di un sistema informatizzato per evitare le interazioni fra i farmaci prescritti (molto frequenti se il loro numero è elevato); anche a livello ospedaliero un simile strumento, ampiamente disponibile online, non è ancora utilizzato: non si capisce perchè.

  7. Elio PENNISI Rispondi

    Avendo acquistato recentemente alcuni farmaci mi sono accorto che il prezzo di questi non e` piu` inciso nella confezione; il prezzo viene, ogni volta, letto dal farmacista al computer. Trovo questa soluzione ingiusta e pericolosa: il cliente non e` in grado di controllare che sia applicato il giusto prezzo ed il listino puo` cosi` essere modificato in tempo reale (come avviene per la quotazione dei titoli azionari).