“Questa è una vera privatizzazione e quindi i soci devono essere solo entità private”. E’’ la dichiarazione rilasciata dall’A.D. di Intesa SanPaolo, Corrado Passera, ieri a Cernobbio a commento della richiesta del Governatore della Regione Lazio, Marrazzo, e del Presidente della provincia di Milano, Penati, di entrare nella cordata che controllerà CAI – la compagnia che dovrebbe rinascere dalle ceneri di Alitalia.

Le privatizzazioni sono state fatte in questi anni con l’’obiettivo di migliorare l’’efficienza delle società privatizzate. I soci privati, infatti, sono motivati dalla ricerca del profitto e, di conseguenza, sono pronti ad abbattere costi, tagliare “rami secchi” e ristrutturare le società in perdita. Le amministrazioni pubbliche (come la storia di Alitalia insegna) hanno obiettivi diversi dal profitto e quindi l’’affermazione di Passera è corretta: se di privatizzazione si tratta, i soci devono essere privati. Ma allora diventa incomprensibile l’’altra dichiarazione di Passera: “Non è mai stata in discussione, e verrebbe comunque esclusa, una partecipazione estera di maggioranza assoluta o relativa”. Insomma, non tutti i privati vanno bene, ma solo quelli di passaporto italiano. Passera non lo dice, ma alcuni esponenti politici hanno invocato la necessità di un controllo di CAI in mani italiane perché, a loro dire, solo in questo caso si tutelerebbe efficacemente il turismo in Italia. In altre parole, Marrazzo non va bene perché non massimizza il profitto, ma l’’italianità viene invocata per una ragione che nulla ha a che fare con la creazione di una impresa profittevole. Se si deve tutelare l’’industria turistica italiana, perché la regione Lazio non può essere coinvolta? E se invece bisogna creare valore che rilevanza ha la nazionalità dei soci?
Ma le dichiarazioni di Passera non finiscono qui. Rispondendo all’’obiezione che alcuni membri della cordata italiana possano essere in conflitto di interesse egli ha detto: “Pensiamo che con la posizione di minoranza molto contenuta di alcuni soci all’’interno del controllo, la loro duplice posizione possa essere assolutamente gestita”. Da chi? Da Passera? E a che titolo? La nuova Alitalia per Passera non deve parlare né il dialetto romanesco né il francese e nemmeno il tedesco. Il conflitto di interesse esiste ma ci pensa lui ad evitarne l’’esercizio. In italiano, unica lingua gradita a Passera, questo si chiama “arrampicarsi sugli specchi”.

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