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Quello che avremmo voluto sapere su Alitalia, ma nessuno osa chiedere

Sette domande per Corrado Passera, Roberto Colaninno e Augusto Fantozzi, gli uomini che si adoperano per trovare una soluzione alla vicenda Alitalia. Nascono dai punti vaghi, oscuri, contraddittori di un’operazione che invece deve essere condotta con il massimo della trasparenza. Siamo certi che vorranno risponderci.

 

Corrado Passera, Roberto Colaninno e Augusto Fantozzi, gli uomini che al capezzale di Alitalia si adoperano per trovare in qualche modo una soluzione alla fallimentare storia recente della compagnia aerea, non sono avari di dichiarazioni e interviste ai giornali. In questi giorni ne abbiamo lette e sentite molte. Ciò che mancava, ci sembra, erano le domande giuste. Gli interrogativi che nascono dai punti vaghi, oscuri, contraddittori di un’operazione che deve essere condotta con il massimo della trasparenza. Ecco qui di seguito alcune di queste domande. Le pubblichiamo con la cortese richiesta a Passera, Colaninno e Fantozzi di rispondere.

LE SETTE DOMANDE

1)      Quanti sono i debiti di Alitalia? Quelli finanziari sono più o meno noti. E quelli verso fornitori?

2)      L’azionista di controllo di Alitalia è il Tesoro. Pare che mentre si darebbe totale garanzia ai creditori finanziari, quali obbligazionisti o banche e perfino agli azionisti, lo stesso non varrebbe per i creditori “reali” (fornitori). Si può fare chiarezza sulle garanzie?

3)      A quanto ammonta l’esposizione di AirOne con Intesa Sanpaolo?

4)      Perché non viene fatta un’asta, come si addice a ogni operazione di privatizzazione e si assegnano invece gli asset di valore a trattativa privata?

5)      La situazione dei lavoratori dipendenti “in esubero” è stata definita dal decreto del governo. Si prevedono garanzie di qualche tipo per i lavoratori precari che non riuscissero a ricollocarsi nella Cai?

6)      Il lock up di cinque anni della azioni Cai è un vincolo reale (legato ad esempio all’acquisto del marchio Alitalia), parte di un patto tra soci (che essi potrebbero di comune accordo modificare) o una semplice dichiarazione di intenti? Se tale vincolo esiste veramente, dove è scritto? Nello statuto societario, nei patti parasociali? E cosa succede se qualcuno ignora il  lock-up e vende prima della scadenza?

Leggi anche:  Alitalia, cinque anni di perdite inutili

7)      È legittimo il dubbio che nel futuro di una compagnia aerea così concepita ci sia necessariamente un partner estero. Ma nel futuro, a chi potranno vendere i soci se non ad Air France (o al partner tecnico che entrerà subito)? Il partner estero che entrasse oggi comanderà dunque dal punto di vista strategico per cinque anni, perché ha in mano le chiavi dell’estero e avrà il controllo fra cinque anni. Nell’ipotesi si trattasse di Air France, che pochi mesi fa era disposto a pagare per accollarsi anche i debiti, non sarebbe forse per la società francese un ottimo, insperato, affare?

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53 commenti

  1. edo_v.

    Bisognerebbe capire anche quali siano le forme in cui viene concessa – a creditori non privilegiati come gli obbligazionisti, e perfino agli azionisti che di per sè avrebberio diritto al solo eventuale attivo netto di liquidazione – una garanzia del governo. Inoltre occorrerebbe capire se i creditori non garantiti dal tesoro, ma privilegiati per natura o perchè assistiti da garanzie opponibili all’amministrazione straordinaria, sono postergati rispetto a quelli garantiti dal tesoro.

  2. giorgio sacerdoti

    Ricordo che l’asta pubblica in caso di privatizzazione assistita da aiuti di stato è un requisito della normativa comunitaria europea.

    • La redazione

      Noti per altro che questa non è veramente una "privatizzazione". Alitalia SpA è in amministrazione straordinaria ed è destinata alla
      liquidazione; ovvero, Alitalia non viene privatizzata, viene chiusa…
      Quello che vendono non è l’impresa (come sarebbe avvenuto con la vendita a AirFrance) ma alcuni asset, e la trattativa privata è stata prevista dallo specifico Decreto che emenda la Legge Marzano.

      Carlo Scarpa

  3. francesco donolato

    Le domande difficilmente saranno presentate ai destinatari, che sono fondamentalmente i soggetti politici muniti del potere di disporre in relazione alla cessione. Il vero nodo, nel nostro paese, è l’opacità del sistema informativo in cui soggetti terzi latitano ed anche pretesi autorevoli organi d’informazione sono proni a enfatizzare soluzioni inesistenti o peggiorative rispetto al recente passato. Il caso Alitalia è la punta di un iceberg che vede navigare sotto il livello del mare la massa d’urto del revisionismo storico, dell’imposizione di temi all’ordine del su cui batte la grancassa della c.d. Stampa o informazione televisiva, fino a giungere a riempire di nuovo significato espressioni di segno assolutamente diverso (si parla di liberalismo ma si realizza un’operazione degna della migliore IRI, si chiama soluzione al problema giustizia qualche beneficio per i soliti noti, si sposta il peso fiscale dalla proprietà a chi la proprietà non è riuscito a comprarsela, con una progressione inversa…).

  4. salvatore bragantini

    I beg to differ: non è vero che nessuno abbia fatto quelle domande, alcune le ho poste ad esempio io, in un articolo sul Corriere della Sera del 5 settembre. Io non ho avuto risposta, mi auguro l’abbiate voi. Ma non ci scommetterei. Auguri!

  5. Nonno

    AirOne…. eheheh, con una fava sistemano due piccioni. Rimborsare gli azionisti mi sembra il massimo dell’assurdo: è finito il capitale di rischio? E se domani andasse male la CAI, rimborsiamo anche Colaninno e C.? L’insolvenza è stata dichiarata: dunque o fallimento o concordato preventivo. In questi casi, nel mondo economico civile italiano, il primo a incassare è lo Stato. Allora, con il prestito di 300.000 come la mettiamo? Ce li ridanno i soldi a noi contribuenti o andrà in cavalleria? La Consob, mentre si cucinava a fuoco lento questo fallimento, dove stava? Mandava letterine per chiedere chiarimenti e precisazioni. Bene, posso farlo anch’io questo lavoro. Posso prendere il posto di Cardia? Altro che sette domande…qui non ne bastano una ventina se andiamo a scavare.

  6. Giuseppe Marsico

    Ottime domande da parte della redazione, le sottoscrivo tutte, e resto in attesa delle risposte anche se nutro forti dubbi sul fatto che forse non arriveranno nei termini di trasparenza auspicati. E’ ormai cosa nota che con le aziende di Stato come Alitalia sempre i soliti noti, imprenditori d’assalto, banche, immobiliaristi ecc, hanno goduto di agevolazioni pagate dalla collettività. Fino a quando in Italia, l’economia per pochi sovrasterà l’etica per tutti i risultati saranno quelli che ognuno di noi ha visto in occasione delle privatizzazioni delle altre aziende di stato. Nel caso Alitalia addirittura rischiamo di agevolare anche un soggetto estero quale Air France, siamo al limite dell’assurdo o meglio come titola l’ulltimo spettacolo di Beppe Grillo al "Delirio". Congratulazioni per lo sforzo e non mollate noi siamo con Voi e siamo tanti.

  7. Raffaello Carinci

    Di domande se ne potrebbero porre a iosa, ma resterebbero senza risposta, di fronte ad una sì palese sospensione del diritto. Ad esempio: la facoltà del commissario (Fantozzi) possa vendere a trattativa privata le attività (di per sé una aberrazione), non significa che egli possa ignorare eventuali manifestazioni di interesse all’acquisto da parte di altri soggetti o cordate; cosa farebbe Fantozzi – che è, nelle funzioni di commissario, un pubblico ufficiale, in presenza di una offerta migliore di quella di CAI? Ancora: come è possibile il conseguimento dell’obiettivo di "recupero dell’equilibrio economico delle attività imprenditoriali" di cui al primo comma dell’art. 27 del Dcr. L.vo 270/1999 (Legge Prodi), che non risulta abrogato dal D.L. 134/2008 (decreto Alitalia), quando è evidente che i creditori chirografari di Alitalia non avranno alcuna soddisfazione? Previsione: dopo la cessione della attività a CAI la "bad company" sarà dichiarata fallita; a quel punto verrà emanata qualche norma speciale che salvi gli atti del commissario (e l’affare di CAI) da possibili inefficacie, revocatorie, etc.

  8. claudio olocco

    I personaggi coinvolti, in particolare Passera e Fantozzi, sono di tutto rispetto, per cui non dovrebbe essere loro difficile rispondere alle domande da Voi poste, soprattutto, secondo me, a quella riguardante i debiti di Air One nei confronti di Intesa e della fine che faranno (farebbero?) i creditori- fornitori.

  9. Marco Giovanniello

    Sembra che vogliate dimenticare che l’offerta di Air France fu ritirata dalla stessa AF, non respinta da un Governo italiano, l’attuale o il precedente. Che fu invece respinta dai sindacati. Il leitmotiv del confronto con la proposta CAI sembra pura polemica di parte. Francamente da un sito di economisti mi aspetterei non una continua polemica su quisquilie legali, ma almeno un’analisi su quale sia l’assetto ottimale per il settore aereo italiano e in quale modo la privatizzazione di Alitalia possa contribuire allo scopo. Alitalia è costata ai contribuenti, ogni anno, una cifra notevole. La chiusura della falla può ben costare molti altri soldi ed essere un guadagno netto. A quale scopo l’Italia pagava a pié di lista le perdite AZ? C’è qualche ragione per cui può essere più conveniente ricavare meno dalla privatizzazione, in cambio di un assetto che dia vantaggi strutturali al Paese? Perché scoprirsi d’un tratto ultraliberisti, quando l’intero settore dei trasporti vive di sovvenzioni pubbliche? La TAV non costa alla collettività? E allora perché non dovrebbe costare la ristrutturazione del settore aereo?

    • La redazione

      Caro lettore,
      le propongo un taglia-incolla da articoli del Sole24Ore del periodo marzo-aprile: “Il comunicato diffuso dal gruppo franco-olandese conferma che «il consiglio di amministrazione di Air France-Klm ha autorizzato la società a presentare il 14 marzo 2008 un’offerta su Alitalia vincolata ad alcune condizioni sospensive tra cui in particolare il consenso dei sindacati».” … “Infine, come dettato dall’ad Jean-Cyril Spinetta, sarà necessario l’ok del nuovo governo” Il 27 marzo (titolo sempre del Sole 24 ore) “Alitalia, i sindacati
      aprono al nuovo piano di Air France”. Mentre (come riporta sempre un pezzo del Sole24 Ore del 28 marzo intitolato “Alitalia, Berlusconi: «No all’accordo con Air France se saremo al Governo»”) : «Non possiamo assolutamente accettare che Alitalia sia venduta ad Air France e per questo, lo diciamo chiaro anche agli amici francesi, quando saremo al Governo, non concluderemo una
      trattativa alle condizioni che abbiamo conosciuto prima del 13 di aprile». Silvio Berlusconi, candidato premier per il Pdl, torna a scagliarsi contro la vendita della compagnia aerea di bandiera ad Air France-Klm, dichiarando ancora una volta la propria contrarietà
      all’operazione messa in atto dall’esecutivo Prodi e lanciando ancora una volta l’idea di una grande cordata di imprenditori italiani per rilevare la compagnia. “

      Dopo di che, il giorno 1 aprile si è rotta la trattativa con i sindacati. E il giorno 7 aprile il CdA di AirFrance ha deciso di sospendere la trattativa.

      Ovvero. Spinetta riteneva di avere bisogno dell’accordo sia dei sindacati, sia del nuovo governo. La responsabilità dei sindacati nella
      rottura con AirFrance è enorme e innegabile. Ma allo stesso modo non è corretto dimenticare i continui pronunciamenti di Berlusconi contro la vendita ad AirFrance. Stabilire le percentuali di responsabilità nella rottura di quella trattativa è impossibile – negare che abbiano avuto un ruolo in questo sia i sindacati, sia Berlusconi, è altrettanto privo di senso.

      Dopo di che, negli affari nessuno se ne va sbattendo la porta o insultando la controparte, sapendo che nel futuro la controparte sarà
      comunque la stessa. E infatti AirFrance ha preferito dichiarare che si ritirava lei, senza accusare nessuno – anticipando saggiamente che in autunno (ovvero oggi) si sarebbe trovata a contrattare esattamente con le stesse persone, ovvero i sindacati e il mondo politico italiano.

      Quanto ai costi pubblici, un cosa sono gli investimenti in infrastrutture (es., la TAV), mentre tutta un’altra storia è coprire le perdite di un’impresa che opera in un mercato competitivo (dove altri fanno quattrini). Sulla potenziale desiderabilità degli investimenti siamo d’accordo (anche se magari chiediamo un’analisi più attenta dei costi e dei benefici di questi interventi). Sulla scelleratezza dei continui interventi passati a favore di Alitalia abbiamo scritto ormai tante volte che non ci pare necessario ripeterci.

      Cordiali saluti
      Carlo Scarpa

  10. gio

    A quanto ammonta l’esposizione di ALITALIA con Intesa Sanpaolo?

  11. angelo matellini

    Perché non fare una colletta e pubblicate i quesiti a pagamento sulla stampa nazionale, soprattutto su quelle testate che difendono a spada tratta questo oggetto chiamato "piano fenice" che però sembra più una "araba fenice"?

  12. sergio

    Ho io due domande alla redazione riguardo Alitalia: – Come mai sul vostro sito sono presentati con chiarezza una serie di dati inequivocabili sull’operazione Alitalia, che fugano ogni dubbio su chi abbia guadagnato e chi abbia perso da questa manovra, mentre sulla stampa e sulle televisioni, e tanto meno dalla bocca di un "politico ombra" nessuno di questi dati viene citato? – A proposito di questo fantomatico governo ombra: è normale che il "ministro ombra" che dovrebbe alzare la voce e criticare l’operazione si chiami Matteo Colaninno, figlio di quello che diventerà presidente della nuova Alitalia e scelto dal governo come "uomo di fiducia"?

  13. GILLS

    Un altra domanda: perchè Alitalia dovrebbe mettere a terra 60 aereomobili di sua proprieta’ e prendere altri 60 aereomobili pagando l’affitto (leasing) al signor Toto? Non è vero che i vecchi md80 sono obsoleti. Infatti volano e producono profitti in molte altre compagnie aeree. Vedi Meridiana, Sas e grandi compagnie degli Stati Uniti.

    • La redazione

      Domanda legittima, ma la risposta è purtroppo agevole. La ragione è che chi decide non è Alitalia. Alitalia sarà liquidata e sarà la CAI a decidere quali aerei scegliere nel migliore interesse dei suoi soci (come tutte le imprese private). Se all’interno della CAI c’è l’accordo a cui lei fa implicitamente riferimento, gli MD80 resteranno in carico all’impresa oggi in amministrazione straordinaria e possiamo solo sperare che riesca a venderli…
      Carlo Scarpa

  14. Elio PENNISI

    L’acronimo CAI è nato molti decenni orsono e significa "Club Alpino Italiano", non potrebbe il governo trovare un diverso nome per significare una semplice "avventura"?

  15. Bulfarini Graziella

    Se le giuste domande che voi ponete avessero risposte logiche e legali, la cordata di imprenditori coraggiosi non si sarebbe creata, oppure, mettendo tutto sul piano legale, si volatilizzerebbe all’istante. Io vorrei sapere come fare per entrare in questa cordata per potere mangiare anche io all’enorme mangiatoia pagata dagli italiani. Ho fatto la domanda ad altri non ottenendo nessuna risposta. La cosa è riservata ad un circolo chiuso di amici "imprenditori" quindi sia io che voi non avremo alcuna risposta, nemmeno dai sindacati (leggi bonanni) che hanno grandissime colpe nel fallimento (perche’ di questo si tatta non di salvataggio) alitalia.

  16. MANOLO RIDDEI

    Quando in campagna elettorale Berlusconi parlava di una cordata italiana pronta a rilevare la Compagnia di Bandiera mi chiedevo: "Ma è possibile che ci siano imprenditori così folli che rileveranno una tale gatta da pelare?" I miei dubbi sarebbero stati fugati se Berlusconi avesse descritto l’operazione per quello che era, ossia se avesse spiegato da subito che tale cordata era pronta a rilevare le attività, facendo pagare a "pantalone" le passività. Apprendo poi che gli obbligazionisti saranno risarciti, che nessun dipendente sarà lasciato a piedi, che anche gli azionisti non perderanno nulla, che i creditori saranno soddisfatti e allora mi chiedo: ma è stato un miracolo? L’unica cosa chiara in tutta questa vicenda era che per risanare la Compagnia sarebbero serviti almento due miliardi di euro ed allora chi li ha cacciati questi soldi? La risposta l’ho già data: è stato "pantalone", ossia ogni cittadino italiano che lavora e paga le tasse. E tanto per cambiare si arricchiranno imprenditori che hanno legami parentali con parlamentari del PD e del PDL, con un trasversalismo che dovrebbe preoccupare tutti. Manolo Riddei (editorialista Yahoo!Finanza. http://www.finbrokers.it)

  17. marco scamardella

    Alcune domande sono oziose in quanto prevedono una respondsabilità del commissario di fronte alla legge e le normative che andrà giudicata ex post. Non credo che Fantozzi abbia interesse a procedere al di fuori della correttezza. L’asta è nei fatti in quuanto se Debeneti offrisse 100Euro in più Fantozzi dovrebbe vendere a lui e non a Cai. Dovreste chiedere come già fà la Cisl clausele antiscalate estere come in Germania, Stati Uniti, Francia. Air France che voi prendete ad esempio di azienda di mercato seria, è un’azienda che ha il monopolio al 90% sul suo mercato, che si è risollevato con un massiccio intervento di stato. L’affare è sia nel piano Prodi in quanto comprava il monopolio garantito da veto su assegnazione di slot di tutto il traffico Italiano, sia con il piano Fenice in quanto non esercita più monopolio tiene conto della volontà di fare operare anche Malpensa ma investe meno e in un’azienda coraggiosamente libera dalla ragnatela di contratti, assurdi, corruzione nelle forniture, ipersindacalismo irresponsabile. L’azionariato italiano potrà nei prossimi anni appoggiato dal governo mantenere un equilibrio accettabile con Air France (KLM docet)

    • La redazione

      No, attenzione… Il decreto del Governo che emenda la legge Marzano parla di trattativa privata sulla base di valutazioni di un advisor
      "indipendente" (la banca Leonardo, appena nominata, tra i cui azionisti come è noto figurano alcuni importanti azionisti della stessa Cai…!).
      Quanto a AirFrance, è verissimo che ha avuto aiuti di stato. Ma almeno su quella base si è messa in ordine. Alitalia ne ha avuti anche di più (qualcuno calcolava di recente circa 5 miliardi di Euro negli ultimi 10-12 anni) e invece ha sempre continuato a perdere…
      Per il confronto tra i piani AirFrance e Fenice non posso che rinviare al pezzo di Michele Polo (2 settembre 2008) su questo sito.

      Carlo Scarpa

  18. Vito Signoretti

    Ho seguito in maniera abbastanza approfondita tutta la vicenda Alitalia; non sono peraltro ancora riuscito a capire i termini esatti della proposta Air France e gli esuberi di personale che questa contemplava. A leggere quanto scrive il segretario dell Cisl Bonanni, sembra che gli esuberi previsti da Air France fossero molti di più di quelli dichiarati: é vero?

  19. graziano camanzi

    Perfette le sette domande. Altre ce ne sarebbero, ma non è questo il punto. Il punto, ancora una volta, è politico. E i due massimi responsabili della politica italiana, Berlusconi e Tremonti, alle legittime domande rispondono così. Berlusconi dice "l’alternativa erano ventimila persone per strada", quindi, tutto bene, lasciateci lavorare. Tremonti (vedi le sue parole ieri sera a Ballarò): "se vuole può fare un’offerta lei". Quindi la risposta è, ancora e sempre: dite e scrivete quello che volete; noi facciamo quello che vogliamo (le elezioni le abbiamo vinte noi, o no?)

  20. daniele

    Tutte molto giuste le 7 domande. Ne avrei però un’ottava su un tema per me centrale e che tutti – la voce.info inclusa – sistematicamente dimenticano (tanto da alimentare francamente qualche sospetto). E’ rivolta alla cordata quanto al governo, Eccola: 8) La nuova Alitalia beneficerà della garanzia sul blocco degli Accordi Bilaterali che oggi riservano alcuni collegamenti intercontinentali alla sola Alitalia o al solo aeroporto di Fiumicino, esattamente come chiedeva Air France garantendosi non tanto la conquista di Alitalia, ma quella del segmento più ricco della domanda di trasporto generata in Italia? Oppure sarà concesso ad altre compagnie e ad altri aeroporti (Malpensa in particolare) di concorrere su quei collegamenti, eliminando una protezione che – una volta privatizzata la compagnia e fatto il mercato unico europeo – non ha più il minimo senso?

  21. paolo mariti

    Tiene conto il “piano” del fatto che tra pochissimi anni andrà a regime l’alta velocità sulla tratta Roma-Milano-Roma (o, se taluno preferisce, Milano-Roma-Milano)? Questa è la tratta più ambita e si possono ben prevedere “quote” di mercato in spostamento. (Che avesse ragione Il Presidente Berlusconi quando ipotizzo di far rientrare l’Alitalia sotto le FFSS? Sarà per questo motivo che si può sospendere l’azione antitrust?).

    • La redazione

      Credo che il piano ne tenga conto. Le previsioni su quanto l’Alta velocità può sottrarre all’aereo variano molto. Anni fa si parlava di
      una ripartizione del traffico 85% volo – 15% Alta velocità, mentre ora girano stime più ottimistiche (che danno sull’AV fino al 30% del
      traffico). Vedremo…
      Quanto al secondo punto, credo che lei individui un tema molto rilevante. L’idea dei tre anni di sospensione antitrust con ogni
      probabilità è proprio legata al fatto che per allora l’AV dovrebbe essere pienamente operativa sulle tratte rilevanti e quindi (spera
      qualcuno) la concorrenza "intermodale" dovrebbe comunque porre un freno alla eventuale costituzione di un monopolio aereo sulla Linate-Fiumicino.
      Di nuovo, vedremo…
      Carlo Scarpa

  22. Francesco

    Sottoscrivo le domande e tutta la campagna de lavoce.info sul caso Alitalia. Continuo però a non capirne un paio di aspetti, così lampanti da farmi pensare che mi sono perso qualche passaggio importante: 1. come si può sospendere per decreto la normativa antitrust per tre anni, quando quest’ultima è oggetto di diritto comunitario? 2. il mitico prestito-ponte di 300 milioni di euro non è classificabile ex-post come aiuto di stato alla vecchia Alitalia e, in quanto tale, passibile di infrazione? Oltre al super-buco in quanto cittadini italiani ci troveremo anche a pagare una multa comunitaria?

  23. Vito Binetti

    Egregi signori, non so se Passera, Fantozzi e Colaninno risponderanno mai a queste domande. Ma cercando di ragionarci un po’ anche qualche cittadino contribuente potrebbe darvi qualche risposta. I signori interessati all’acquisto della parte buona di Alitalia, la good company, ripulita dai debiti che rimarranno invece allo stato che si terrà la bad company, sono più interessati alle opere pubbliche che si faranno e ai conseguenti miliardi che pioveranno per realizzarle in vista dell’Expo’ di Milano, visto che sono in gran parte immobiliaristi. L’AirOne secondo voci di ben informati sembra che abbia contratto debiti per 450mln di euro e che verranno regalati anche all’Alitalia, visto che quest’ultima incorporerà AirOne. Tenete poi conto della sanzione pecuniaria che l’UE ci infliggerà, visto che i presupposti per cosi dire, tollerare i 300mln di prestito ponte all’Alitalia da parte del governo erano che la compagnia non si espandesse. Ma se Alitalia incorpora AirOne si espande. Ovvio, chi si appresta ad acquistare Alitalia, non ha la minima idea di cosa significhi volare, svenderà dopo i cinque anni di blocco ad Aifrance che troverà Alitalia più leggera di 7000 unità.

  24. Giovanni Rossi

    Vi riconfermo la mia stima e ammirazione per la chiarezza con cui trattate problemi economici anche complessi, mettendo a nudo le cialtronerie della nostra presunta classe dirigente. Sarebbero bastate queste domande al Ministro Tremonti (PS a proposito scommette ancora sulla poltrona di Quintino Sella?) per fare chiarezza, altro che Ballarò!

  25. maxdj

    Solo…sette?! Direi che siete stati compassionevoli, o no? Un solo commento alla settima delle domande: a mio modeto avviso è non solo un affare, ma, per Air France, la logica conclusione di una vicenda che, vissuta da loro con lungimiranza, esperienza ed accortezza manageriale (dopo gli accadimenti di qualche mese fa), non poteva che concludersi così.

  26. gennaro schettino

    Mi unisco al lettore che propone il lancio di una colletta per pagare delle pagine a pagamento sulla stampa italiana con le vostre domande.

  27. Franco Bonvini

    Signor Ministro, ieri sera Lei ha dichiarato che durante il Vostro precedente mandato avevato "sistemato" Alitalia mentre il governo Prodi l’ha fatta fallire. Mi sono preso la curiosità ed ho controllato le valutazioni storiche di Alitalia: Giugno 2001 = circa 8 Euro Maggio 2006 = circa 0,80 Euro. Miè sfuggito qualche cambiamento nella moderna economia ? Grazie

  28. mario grimaldi

    Scusate, sarà per mia ignoranza,ma non riesco a concepire che a condurre l’operazione possa essere chiamato uno dei soggetti interessati all’acquisto. Mai successo che sia il cliente che decide il prezzo della "merce" che vuole comprare. Tutto questo è legittimo? Allora io posso andare dal macellaio e dirgli che il prezzo di quella fettina è 1 € ,gli do 1 € e me la porto a casa?

  29. angelo ruggeri

    Tranquilli, non vi rispondono.

  30. Marco Ullasci

    E’ triste che si siano buttati sacchi di soldi per moltissimi anni e che altri se ne buttino, ma se e’ necessario per eliminare in via definitiva il pozzo senza fondo di Alitalia sono tutto sommato soddisfatto di questo passo. Personalmente dell’italianita’ mi interesso in modo abbastanza limitato: per servire le tratte italiane, se ci sono passeggeri, anche se magari straniero un operatore si trova o viene creato. Le tratte dove non c’e’ mercato moriranno e sarebbe stato giusto che morissero gia’ con Alitalia. Cio’ che eventualmente dovrebbe essere normato, se gia’ non lo e’, e’ che non sia possibile, per gli operatori che li posseggono, sopprimere slot esistenti o lasciarli inutilizzati nel momento in cui un altro operatore ne faccia richiesta.

  31. Naami

    Ma nessuno ha pensato di far presente ai piloti e assistenti di volo che non sono indispensabili? L’esperienza di anni addietro di Roberto Schisano di mettere in pratica il wet-lease (noleggio aerei completi di equipaggi) aveva allora “spezzato” il concetto di casta dei “volatili” e dimostrato che esistono altri modi di avere comunque aerei in servizio. Nel Nevada, deserto del Mohave, ci sono molti aerei a terra, di cui diversi sono di recente costruzione di diverse compagnie e di volatili a spasso ce ne sono anche diversi. A mettere la livrea e uniformi ci si metterebbe abbastanza poco, volendo. Forse sarebbe bene che i volatili si rendessereo conto che é finita l’epoca della casta iper-privilegiate e tornassero con i piedi per terra, confrontandosi con la realtà di chi lavora le 8 ore piene e ha degli stipendi per loro risibili. Ma la vergogna, la consapevolezza di quanta e quale povertà creerebbero se i volatili non accettano anche loro dei sacrifici, la conoscono? N.B.I dipendenti di terra hanno, negli anni, fatto i contratti di solidarietà (2002 e 2003) con relativi sacrifici economici.

  32. Antonio De Franco

    Ma il fallimento di una società di proprietà del Governo, per il tramite del Ministero dell’Economia, non ha riflessi sul rating internazionale della istituzione statale proprietaria? — Invio questo commento per sostenere la istanza di trasparenza contenuta nel post. Mi pare di capire che mentre la soluzione intrapresa dal Governo Prodi comportava un rapporto diretto società-acquirente la soluzione intrapresa dal Governo Berlusconi comporta la creazione di un intermediario (CAI) il quale spunterà un guadagno parassitario dalla cessione futura. Mi dà tanto l’impressione del deja vù. Una cosa simile, con forme diverse, non è successa con la pseudo privatizzazione di Telecom? Allora drenando risorse del patrimonio pubblico (quelle della stessa società privatizzanda) gli acquirenti ottennero le disponibilità necessarie all’acquisto. Nel caso Alitalia gli acquirenti monetizzeranno il regalo fatto loro dallo Stato all’atto della successiva rivendita. — Un’altra domanda: non si può organizzare e presentare una o più offerte di acquisto a prezzo migliore di quella che avanzerà la società CAI per le diverse attività da cedere a trattativa privata?

  33. barret

    L’unico argomento a disposizioni di questi banditi (politici di destra in particolare) è la bandiera italiana. credo che alla maggior parte dei cittadini italiani (che vivono di stipendio) della bandiera sulle ali di alitalia non freghi niente rispetto alle tasse che dovremo pagare per ripianerne i debiti di una compagnia che sarebbe dovuta fallire 10 anni fa.

  34. Francesco B.

    E’incredibile che Matteo Colaninno continui a fare il Ministro ombra nonostante il padre sia il futuro presidente della nuova società così legittimando dal PD i conflitti di interesse di Berlusconi. Dimissioni subito! caro Veltroni o che ci stai a fare. Ed è incredibile che la valutazione delle azioni sia demandata ad una banca in cui membri della cordata sono azionisti.

  35. Federico

    Oggi, Luigi Guiso, scrive, nella rubrica 300 parole antitrust se ci sei batti un colpo!. E allora mi viene in mente una ottava domanda, da fare tuttavia ad un altro degli attori (mancati) della vicenda: l’Autorità garante. Perche’ questo silenzio? Perché questo strano silenzio – ma anche il modo in cui il decreto è scritto – fa venire un dubbio. Non e’ che l’esenzione antitrust (sic) l’abbia redatta di suo pugno proprio l’Autorità? Un indizio? La struttura del mercato non è poi così rilevante, se con adeguati impegni si tutelano i consumatori.

  36. Alessandro

    Il piano AF aveva solo un piccolo problema"mantenimento dell’attuale portafoglio dei diritti di traffico di Alitalia". Alitalia SpA (Gruppo AF) avrebbe continuato a volare verso mete intercontinentali, ma questo diritto esclusivo (sempre che esclusivo fosse,mantenere gli slot non significa necessariamente che il governo non avrebbe rinegoziato gli accordi bilaterali) si sarebbe manifestato solo partendo dall’Italia.Cosa avrebbe fatto Air France? Avrebbe dirottato tutto il traffico intercontinentale verso Parigi azzerando l’unica rendita dell’affare Alitalia e l’unica possibilità di ripianare i debiti di Alitalia? L’unico motivo che ci è stato finora sbandierato "la tutela del turismo" non sta in piedi. Inoltre il piano AF aveva almeno lo stesso numero di tratte intercontinentali di quello degli attuali"salvatori della patria". In compenso ora cederò questo diritto "gratis" (anzi no, pagando anche i poveri azionisti truffati e lasciando un simpatico extra-obolo tutte le volte che volerò da Milano a Roma) a Colaninno, ma siccome lui parla italiano, dovremmo tutti essere contenti. Ma Spinetta non è un cognome Italiano? Non lo si poteva naturalizzare? Avremmo chiamato Camoranesi a fare la pubblicità…

  37. pandreait

    Non risponderanno, non diranno nulla, neanche davanti al giudice, si avvarranno della facoltà di non rispondere, quanto alle problematiche relative all’Unione Europea, Tajani, guarda caso commissario ai trasporti, farà il servo fedele, e se non basterà e se si andra in Corte di giustizia Europea a Lussemburgo, trascorrerà tanto tempo e ormai Berlusconi potrà sempre dire "storia vecchia sono il presidente del consiglio di un paese prospero e solido". Sulle note di una famosa canzone possiamo cantare: di Alitalia solo una scia che il vento poi cancellerà e poi chissà chi pagherà Noooon ti scorda mai di meeee…

  38. enzo chioini

    Ho girato le vostre domande al senatore Marco Filippi (PD) che è componente della commissione trasporti del Senato, attendiamo risposta. Un mio amico che ha avuto a che fare con il Sindacato dei Piloti mi ha detto che nel contratto tra questi e Alitalia vi è (sarebbe) una clausola molto vantaggiosa per gli stessi piloti in caso di fallimento dell’Alitalia. E’ vero? Cosa dice (direbbe) questa clausola? Per questo mio amico, tale condizione contrattuale sarebbe il motivo, non dicibile, che giustificherebbe la forte opposizione dei piloti a qualsiasi accordo (ieri come oggi).

  39. umbe62

    A proposito della necessità di un socio Tecnico Competente (Air France).Non è un’ ammissione dei limiti della validità della Dirigenza Alitalia. Credo che ciascuno di noi dovrebbe interrogarsi sulla necessità di occuparsi di Politica in maniera coinvolgente per prevenire queste situazioni….. Come contribuenti, ci siamo fatti carico per anni "anche" del carrozzone Alitalia e abbiamo contribuito a viziare il sistema, con la nostra indifferenza, avulsi a tutelare i nostri diritti di "Azionisti" non riconosciuti.

  40. ivan

    Da cittadino, non esperto in problematiche economiche e societarie, così vedo l’attuale proposta per il subentro in Alitalia:1) da decenni  A. sta perdendo quattrini, a bocca di barile, a causa sia dell’ingordigia dei dipendenti, appoggiati da sindacati irresponsabili, sia del clientelismo politico (di ogni colore) che spesso ha utilizzato manager fedeli anche se incapaci; 2) reputo buona cosa che non si sia concluso l’affare con Air France: il nostro paese deve trarre beneficio dal proprio potenziale turistico, in competizione con paesi limitrofi (Francia compresa), e non è certamente un punto di forza l’affrontare la competizione con la principale compagnia aerea in mano ai concorrenti; 3) bene ha fatto il governo a cercare e ad appoggiare l’iniziativa imprenditoriale in atto anche se, forse, con qualche facilitazione a favore della cordata (neanche gli altri paesi della UE sono poi così irreprensibili). Per favore, qualche critica è comprensibile, ma smettiamola con sofismi e pregiudizi e vediamo di andare al sodo.

  41. Adami Antonio

    Propongo anche io e partecipo alle spese per acquistare pagine di giornali per pubblicare le Vs. domande ed i Vs. commenti tali da smascherare questo cartone animato di Tremonti ed i personaggi simili che in maniera banditesca ci raccontano come intendano salvare Alitalia a loro favore cacciandoci a noi in saccoccia i costi della operazione prendendosi la crema loro. Una parola a Veltroni: il suo ministro ombra Colaninno non gli ha detto niente dei pensieri di papà su Alitalia? Purtroppo ho votato anche io da questa parte.

  42. Paolo

    Assisto a continui attacchi ai naviganti della compagnia aerea, questo è il risultato di anni di disinformazione. Un commento sopra, parla di 8 ore di lavoro per guadagnare meno. Si pensi che la giornata di un navigante arriva anche a 17 ore e che gli stipendi degli ultimi assunti con 90 ore di volo e 166 di servizio arrivano a malapena a 2300 euro dai quali si devono togliere le spese per mangiare quando si è fuori (circa 600 euro) Per stare 15 giorni fuori di casa, con famiglie devastate, vita irregolare e conseguenze sulla salute. Oggi sembra che vivere dignitosamente e potersi permettere di vivere serenamente, sia un privilegio e non un diritto per tutti gli esseri umani. Questo sistema è foriero di terremoti a livello sociale, non lamentiamoci se poi qualcuno non sentendosi più tutelato deciderà di tutelarsi a modo suo, in preda alla disperazione. La vicenda Alitalia è l’ennesima dimostrazione del fallimento del sistema capitalistico del nuovo millennio, che tende ad affossare la classe media e a far crescere sempre di più la borghesia ricca e ladrona, che non costruisce sviluppo e investimenti ma solo speculazioni finanziarie.

  43. Luigi Sandon

    Ma chi glielo fa fare a tutti questi dipndenti di Alitalia di attaccarsi così strenuamente ad un posto di lavoro così stressante e mal pagato? Nenche Airbus e Boeing fossero galere romane. A sentirli raccontare, ti viene da pensare che il licenziamento è la cosa migliore che porebbe capitargli, almeno la schiavitù termina. O ci stanno raccontando frottole?

  44. fcb

    Penso che se Alitalia fallisse, i creditori imprudenti resterebbero a mani quasi vuote. Mi chiedo se dietro alla tenace volontà di non fare fallire il da-tempo-cadavere alitalia non ci sia la volontà di evitare la falcidia fallimentare ai crediti dei soliti istututi bancari, collaterali alla politica. I dipendenti si possono assumere ex novo (o cassintegrare) e gli aerei comprare dal curatore. Invece la "cordata" parrebbe lasciare allo Stato l’ingrata manutenzione straordinaria degli aeromobili (sotto prestanome) e i debiti interi.

  45. GIANNI

    E’ il classico gioco delle tre carte, già visto in passato. Si affida quasi gratis una società in dissesto ad un privato. Passati pochi mesi questi "dice" di averla risanata e la quota in borsa. L’advisor valuta le nuove azioni al decuplo delle vecchie. I soci vecchi rimangono maggioranza, ma le loro azioni si rivalutano. Con la quotazione le banche rientrano dei crediti (verso AirOne?) i vecchi soci finito il lockup intascano plusvalenze e l’amor di patria non c’entra nulla. Esempi passati: 1994 -Mediaset I: Comit revoca i fidi, quotata in borsa si salva, ha pagato il mercato comprando pezzi di carta senza vaore 2007 – Mediaset II: viene collocato presso istituzionali iòl 16% delle azioni al prezzo di 10 euro, oggi quota 4 euro, pagano i sottoscrittori dei fondi 2007 PIAGGIO (Colaninno) acquistata a prezzo simbolico viene quotata e trasferisce parte della produzione, paga il mercato che compra un pacchetto minoritario pagandolo cinque volte il valore del pacchetto di controllo in mano a Colaninno E poi vedi anche Olivetti-Telecom (Colaninno, Tronchetti), FastWeb. La mira è arrivare in borsa, prendere i soldi e scappare via.

  46. Paolo

    Farebbe bene a leggere meglio, i dipendenti Alitalia non si lamentano del vecchio contratto (che è già inferiore del 30% rispetto alle compagnie europee), ma di quello propostogli da CAI, che secondo me, anche se non sono dipendente Alitalia, è da terzo mondo. Lei lavorerebbe per 1600 euro al mese senza sapere quando sarà di riposo durante il mese? Io no preferieri 1200 euro per stare a casa tutte le sere con la mia famiglia.

  47. renato

    Dunque alitalia è morta. chi l’ha uccisa? quali dirigenti aziendali? quali sindacali? quali politici? si potrebbero conoscere i nomi? se lo conosci lo eviti, diceva una campagna anti AIDS. Non sarebbe il caso di analizzare il sistema del trasporto aereo italiano nella sua isterica complessità? Compagnie aeree? Società di gestione? sicurezza? almeno si potrebbero razionalizzare le spese e gli interventi potrebbero essere semplicemente razionali, al di fuori di ogni polemica. Certo i localismi sarebbero sempre forti, però sarebbe sempre "federalismo".

  48. Mik

    In questa operazione di salvataggio Alitalia chi ne traeva solo benefici era Air One e solo per questo si giustifica l’applauso a Fiumicino dei dipendenti dopo il ritiro dell’offerta CAI. Sempre si è parlato solo di debiti Alitalia ed esuberi Alitalia. Sono con Bersani quando dice: "questo è il salvataggio di Air One concertato da Banca Intesa e dalla Cordata". Adesso dopo numerosi e strapagati Amministratori Delegati nominati dalla politica, si accollano tutte le responsabilità al personale di Alitalia. Spero che le indagini della G. di F. facciano presto luce sui soldi spariti/sperperati dal menagement e che la Magistratura faccia il proprio dovere. Di Pietro in fondo in fondo ha proprio ragione!

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