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  1. cini antonello Rispondi

    Ricordo che in passato i comuni avevano in gestione un ente che vendeva prodotti alimentari a prezzi vantaggiosi . Non voglio riproporre tale iniziativa, ma solo richiamare la funzione di calmiere ai prezzi che potrebbe essere svolta qualora i prodotti alimentari potessero essere venduti sfusi. I comuni italiani assieme alle locali camere di commercio hanno una forte ingerenza nei magazzini dei prodotti ortofrutticoli chiamati all’ingrosso. Chiedo se fosse possibile promuovere e realizzare in tali magazzini dei comuni italiani spazi per ospitare delle vendite dei prodotti sfusi. La eliminazione degli imballaggi conseguirebbe due obbiettivi la riduzione dei prezzi dei prodotti ( non credo che un economia in recessione sia possibile aumentare retribuzioni e pensioni) e calo delle immondizie.

  2. Giuseppe Caffo Rispondi

    Complimenti per l'articolo che induce a riflettere. Forse la causa della crisi del negoziato si può cercare nella contraddizione che si vuole liberalizzare il commercio mondiale attraverso un insieme di regole e vincoli per i paesi aderenti. Credo che i responsabili politici delle politiche economiche e commerciali di molti paesi vogliano le mani libere per sottoscrivere i trattati commerciali di volta in volta ritenuti più convenienti. Forse in un mondo che tende inesorabilmente alla globalizzazione bisognerebbe lasciare libera la Mano Invisibile di svolgere il suo compito. Ci vorrà un po' di tempo e di pazienza,ma la liberalizzazione dei commerci internazionali conviene a tutti, e ,aiutati e stimolati dagli economisti addetti ai lavori,tutti lo capiranno.

  3. Mirco Rispondi

    Ho provato a pensare al mondo come ad una sola economia chiusa. Se proviamo a fare questo esercizio, ci ritroviamo in una situazione in cui la manodopera costa quasi nulla vi è infatti soprattutto in cina ed in india un esercito di riserva che è disposto a offrire il proprio lavoro al limite del servaggio. Il problema allora non è produrre a costi sempre piu bassi ma è vendere ai consumatori- lavoratori dei paesi ricchi che si trovano espropriatidei propri redditi.( infatti i sindacati dei paesi ricchi non hanno più poterecontrattuale di fronte alla minaccia di trasferimento degli stabilimenti in paesi apiù basso costo di manodopera. Oltre a questo una massa sempre più numerosa di persone del terzo mondo che ha a disposizione ricchezza derivante da questa rivoluzione industriale in atto, pompa sui mercati derrate alimentari provocandone l'aumento dei prezzi. Ormai, nei paesi ricchi, i lavoratori a reddito fisso- consumatori non hanno più risorse per stimolare la domanda le soluzioni sono due: 1) o si dotano i lavoratori -consumetori dei paesi ricchidi ulteriori redditi che stimolino la domanda 2) si cambia modello di sviluppo introducendo in economia l'ecosostenibilità.

  4. valentino compagnone Rispondi

    L'ombra di una grande crisi stile anni '30 grava sui ogni aspetto della vita del mondo ed è legata ad un senso di impotenza (deficit di governance) di fronte ai grandi problemi del mondo ivi compresi quelli della crescita e non mi pare pertanto che sia stata alla origine della interruzione di un negoziato,complesso come non mai ( i papers del GMFi e dell'ODI -di cui Cali è coautore- lo illustrano benissimo) e contro ogni aspettativa coronato da successo su 18 dei 20 punti fissati da Pascal Lamy ed è inspiegabile che un dettaglio sul quale l'India non ha accettato relativo al SSM sia stato determinante Se l'ombra di una grande crisi e delle lobbies fossero state determinanti il negoziato non avrebbe potuto raccogliere un successo al 90% e tutte le delegazioni non si sarebbero affrettate a dichiarare che il negoziato aveva alla base principi irrinunciabili di interesse generale e che i risultati acquisiti vanno salvaguardati La ragione della interruzione va ricercata in una "fatica da negoziato" che non ha lasciato margine disponibile di elasticità nel valutare il"problema India" ed al difetto di una Autorità mondiale che sia al di sopra dell'SSM all'occorrenza.