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  1. cini antonello Rispondi

    Il modello 730 è stato cambiato nella sua impostazione, cosa sarebbe stato possibile con un programma informatico interno all’agenzia delle entrate, senza coinvolgere il tartassato il cui reddito è prelevato alla fonte. Sempre in tema di IRPEF vorrei richiamare ala Sua attenzione l’art. 230 bis del c.c. (impresa familiare). Il quale recita: “Salvo che non sia configurabile un diverso rapporto il familiare che presta in modo continuativo la sua attività di lavoro nella famiglia o nell’impresa familiare “… omissis. Quindi con la legge 19 del 05/1975 è stato riconosciuto il lavoro nella famiglia e nell’impresa familiare; tuttavia per il fisco a suo tempo ha riconosciuto solo il lavoro nell’impresa familiare e non quello nella famiglia, in contraddizione agli art. lì 3, 29, 31, 37, 53 della costituzione. Già del 1979 in materia di fisco in ambito CEE erano attivate agevolazioni fiscali in ambito familiare come i quozienti familiari francesi, lo slipping, tedesco, ed il cumulo volontario inglese. Le ricordo che proprio quelli che hanno guidato la protesta in Piazza S. Giovanni allora al potere non hanno fatto nulla dal punto di vista fiscale per il lavoro nella famiglia.

  2. werfen Rispondi

    Anni fa si parlava sempre della enorme "massa di risparmio" acculata dagli italiani formichine; ora (l'appetito delle banche è senza limiti) il leit motiv è "il basso tasso di indebitamento degli italiani" rispetto agli altri paesi. Mi chiedo: non sarebbe opportuno correlare i tassi di indebitamento al livello dei redditi, mi sembra ovvio che il 30% su mille euro sia diverso dal 50% di tremila euro?

  3. Pietro Della Casa Rispondi

    Per come la vedo io, ecco quello che è successo (in Italia come in molte altre nazioni): milioni di persone hanno investito i propri risparmi nel mattone, persuasi di fare un investimento sicuro, ovvero hanno accettato mutui a tale scopo, allettati dai tassi (variabili) particolarmente bassi. Visto il trend, si è innescato un meccanismo speculativo, dove il rialzo dei prezzi si autososteneva. Oggi molti scoprono che: 1) i tassi variabili variano 2) il valore degli immobili non può salire all’infinito, anzi può anche scendere. Possibile che tutto ciò sia una sorpresa?

  4. franco Rispondi

    L'esplosione dei prezzi delle case in metropoli come Roma o Milano sta creando una ridistribuzione della popolazione che sempre più si sposta nei paesi limitrofi sia per minori costi, sia per maggiore qualità della vita. Interi paesi della Sabina a Nord di Roma si stanno ripopolando come non succedeva dagli anni '60.

  5. Gabriele Rispondi

    Sono d' accordo con Mariangela che secondo me i debiti degli italiani sono anche voluti in buona parte. Ritengo che da una semplice analisi come ha fatto Mariangela, ci sia una certa discrepanza fra i dati che ci vengono forniti quasi quotidianamente e il tenore di vita di tante persone. Mi sembra evidente che ci siano tante persone che conducono una vita al di sopra delle proprie possibilità economiche, ma di ciò mi auguro che siano responsabili loro stessi!

  6. Luigi Rispondi

    Molte famiglie sono in difficoltà per il pagamento del mutuo contratto per l’acquisto della casa. La responsabilità viene attribuita ai tassi troppo elevati praticati dagli istituti di credito. Perché queste difficoltà non sussistevano prima dell’introduzione dell’euro ed in anni durante i quali i tassi erano all’attuale livello se non addirittura più alti? A me pare che la risposta risieda nel fatto che i prezzi degli immobili si sono in pratica raddoppiati dopo l’adozione dell’euro cosicché per acquistare una casa si è costretti a contrarre un mutuo o di durata lunghissima ( di 30 e più anni ) o di importo mensile troppo elevato. I mutui “difficili” non sono tanto causati dalle condizioni praticate dalle banche ma dai prezzi stratosferici raggiunti dagli immobili; siamo vicini, infatti, al raddoppio dei prezzi ed il tutto in pochi anni. La causa ( prezzi elevatissimi ) ha prodotto, come detto, l’effetto: mutui insopportabili.

  7. mariangela arosio Rispondi

    Non ne posso più di essere martellata ogni giorno dai max medi , che le famiglie non arrivano a fine mese, se cerchi un posto per andare in ferie non lo trovi, la domenica code impossibili, anche se la benzina costasse 3000,00 euro al litro la gente viaggia lo setsso, io non ci credo più, siamo un popolo di brontoloni, che non vogliono rinunciare a nulla! Mariangela

  8. Ale Rispondi

    Sicuramente una delle componenti da considerare è l'aumento dei prezzi delle case. La bolla immobiliare è stata più accentuata in Italia, Spagna o Irlanda e Gran Bretagna che, ad esempio, in Germania, dove i prezzi delle case sono rimasti sostanzialmente stabili. In Italia, a partire dal 2000-2001 si è assistito ad un aumento esponenziale dei prezzi delle case non accompagnato da un contemporaneo aumento dei redditi delle famiglie , con un progressivo impoverimento del ceto medio. Cio' senza citare l'inflazione reale. Il fatto di aver comprato la propria abitazione in molti casi a prezzi "drogati" è sentimento diffuso, il che potrebbe spiegare come mai la percezione dell'onere dei costi sia molto levato in Italia. Anche in Spagna ed Irlanda le percentuali sono elevate, proprio per il fenomeno "bolla", attenuate probabilmente dal fatto che negli ultimi anni entrambi i paesi hanno assistito ad un "arricchimento" complessivo del paese, sia pure con il rallentamento attuale. La stessa cosa non vale per l'Italia....

  9. dgambera Rispondi

    Riporto dal testo dell'articolo due passi che mi hanno colpito. "...altri fattori possono aver inciso negativamente sulla percezione delle proprie condizioni economiche. Tra questi, una crescita reale media del reddito disponibile, inferiore all’1 per cento negli anni 1995-2005 ..." "Rimane in ogni caso la sensazione che nel 2005, quando i tassi avevano appena iniziato il loro corso al rialzo, quando si era ancora lontani dall’esplodere del caso mutui subprime, le famiglie italiane già percepissero il peso di una crisi divenuta poi manifesta" Secondo me è stato dimenticato che chi ha stipulato un mutuo lo ha fatto per importi molto elevati rispetto al proprio reddito, visto che i redditi sono cresciuti dell'1% nel periodo 1995-2005, ma in alcune realtà (soprattutto ad elevata tensione abitativa, come Roma e Milano) si sono avuti incrementi dei prezzi degli immobili che arrivano anche al 300%. Questo ha creato uno squilibrio, che ha inciso, secondo me, parecchio sulla percezione della "forza economica" da parte dei capofamiglia, che hanno visto diventare l'acquisto dell'abitazione un'impresa che si può definire "epica". Lo studio è del 2005 e oggi che risultati avremmo?

  10. dgambera Rispondi

    Riporto dal testo dell'articolo due passi che mi hanno colpito. "...altri fattori possono aver inciso negativamente sulla percezione delle proprie condizioni economiche. Tra questi, una crescita reale media del reddito disponibile, inferiore all’1 per cento negli anni 1995-2005 ..." "Rimane in ogni caso la sensazione che nel 2005, quando i tassi avevano appena iniziato il loro corso al rialzo, quando si era ancora lontani dall’esplodere del caso mutui subprime, le famiglie italiane già percepissero il peso di una crisi divenuta poi manifesta" Secondo me è stato dimenticato che chi ha stipulato un mutuo lo ha fatto per importi molto elevati rispetto al proprio reddito, visto che i redditi sono cresciuti dell'1% nel periodo 1995-2005, ma in alcune realtà (soprattutto ad elevata tensione abitativa, come Roma e Milano) si sono avuti incrementi dei prezzi degli immobili che arrivano anche al 300%. Questo ha creato uno squilibrio, che ha inciso, secondo me, parecchio sulla percezione della "forza economica" da parte dei capofamiglia, che hanno visto diventare l'acquisto dell'abitazione un'impresa che si può definire "epica". Lo studio è del 2005 e oggi che risultati avremmo?

  11. Giuseppe Marsico Rispondi

    Penso che la percezione del malessere delle famiglie sia anche da attribuire alla situazione di stagnazione generale dell'economia del paese ed in particolare della classe Media, che ormai dall'entrata in vigore dell'euro ha visto il suo reddito fisso ma anche dei lavoratori autonomi eroso dall'aumento dei prezzi incontrallato e dai costi energetici schizzati all'insù. Come risposta unica non riuscendo ad avere maggiori entrate si cerca di contrarre le spese e la BCE risponde con laumento dei tassi che colpisce sempre la classe media indebitata per garantirsi un tetto. Francamente è una mossa che non comprendo anche perchè l'inflazione non si controlla così, così si favoriscono solo le banche che ottengono utili maggiori senza dare sviluppo, noi dobbiamo sostenere ed agevolare chi crea sviluppo e posti di lavoro non i settori che danno solo servizi. Ma all'orizzonte vedo ben poco di interessante e non ci rimane che cercare rimedi a breve e da qui nasce l'incertezza e la percezione di malessere generalizzato.

  12. Michele Vaira Rispondi

    Gentili autori, nel complimentarmi per l'articolo, invio alcune considerazioni. La difficoltà delle famiglie ritengo derivi da un insieme di concause che hanno moltiplicato gli effetti negativi percepiti dalle stesse.-Il concambio tra lira ed € fu troppo sbilanciato a danno della ns moneta, sopravvalutata; ciò ha comportato un incremento del valore degli immobili, cui non è corrisposto uno analogo dei salari (ciò che nel 99 costava 200 mln nel 01 valeva già 200.000 €). I tassi di interesse ai minimi hanno spinto molti consumatori ad abbandonare l'affitto per divenire proprietari di casa, confidando su una rata di mutuo inferiore al canone; in questo, nonostante le grida delle associazioni di consumatori che ora accusano le banche, la scelta del consumatore fu razionale e voluta, in quanto era più conveniente un mutuo a 400 euro al mese che un affitto di 500-600;-Il mancato incremento dei salari ha reso la rata variabile un peso insostenibile, mentre il debito a lungo termine dovrebbe attenuare col tempo i suoi effetti su un budget familiare in crescita,svalutandosi. Meglio pertanto aumentare la percentuale di interessi detraibili (dal '19% al 40% ad es.) che allungare ancora i mutui.