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L’INFORMAZIONE CORRE SUL WEB*

Sono sempre di più gli italiani che navigano in Internet, 26 milioni dicono le stime. E se la televisione resta il mezzo da cui si attingono le notizie, è in rete che si cercano fonti di approfondimento attendibili e non faziose. Perché i bassi costi sono una garanzia di minore dipendenza dai finanziatori. Lo dicono i risultati del nostro sondaggio su “Internet, informazione e pluralismo”.

Sta davvero diventando un popolo di navigatori, quello italiano. Navigatori su Internet, ovviamente. Si stima che siano 26 milioni, 60 per cento dei cittadini da 14 a 80 anni di età. L’indagine illustrata nella presentazione allegata è stata effettuata su un campione di mezzo migliaio (per l’esattezza 493) di queste persone. Non è rappresentativo della popolazione italiana, ma degli internauti. C’è in proporzione il doppio di giovani tra i 14 e i 24 anni rispetto alla popolazione italiana.

NOTIZIE DALLA TV, APPROFONDIMENTI IN RETE

Saranno pure internauti, ma gli intervistati in questo sondaggio considerano comunque la televisione il mezzo principale da cui attingono notizie (77,1 per cento delle risposte). Internet arriva al secondo posto ma con enorme distacco (7,7 per cento).

QUALI TRA QUESTI SONO I MEZZI DI INFORMAZIONE PIU’ IMPORTANTI PER LEI?
  I scelta (%) II scelta (%)
Televisione 77,08 14,40
Radio 7,51 23,34
Quotidiani cartacei 5,48 18,86
Periodici 2,23 3,45
Internet 7,71 38,90

Tuttavia, a fronte di un’esigenza di approfondimento, il ricorso a Internet sale oltre il 20 per cento, quello alla Tv scende al 37 per cento.

QUANDO, OLTRE LE NOTIZIE, DESIDERA AVERE ANALISI POLITICHE ED ECONOMICHE PIU’ APPROFONDITE, QUALI SONO LE FONTI PIU’ IMPORTANTI PER LEI?                                                              
  I scelta (%) II scelta (%)
Televisione 37,53 35,50
Radio 6,69 5,68
Quotidiani cartacei 29,21 10,75
Periodici 5,68 6,90
Internet 20,89 41,00

C’è da supporre che la televisione sbaragli il campo quando si vuole un’informazione facilmente fruibile (il linguaggio comprensibile, tipico della Tv, è il criterio di scelta del medium per il 41,8 per cento degli interrogati), ma che passi in secondo piano quando si è alla ricerca di fonti attendibili e non faziose. In tal caso Internet batte tutti i media con il 70 per cento e la televisione rimane confinata a un 19 per cento. Sono pochi (meno di 5 su 100) gli internauti che cercano un’informazione partigiana, “in affinità con le proprie idee”.

QUANDO SCEGLIE I CANALI, LE SINGOLE TRASMISSIONI RADIO E TV O PARTICOLARI TESTATE GIORNALISTICHE, QUALI SONO I SUOI PRINCIPALI CRITERI DI SCELTA?                                                              
  I scelta (%) II scelta (%)
Linguaggio comprensibile 41,78 21,50
Comodità / praticità 16,02 11,76
Completezza / che ci sia tutto quello che mi serve sapere 32,86 25,96
Specializzazione / più preparati sul tema 5,07 27,79
Affinità con le mie idee 4,06 12,37
Altro 0,20 0,61

 

SU QUALE DI QUESTI MEZZI SI PUO’ TROVARE PIU’ FACILMENTE UN’INFORMAZIONE SERIA E OBIETTIVA?
  %
Televisione 19,1
Radio 19,3
Quotidiani cartacei 22,7
Periodici 5,7
Internet 70,4
Altro 6,1

Il 63 per cento degli intervistati pensa che il pluralismo sia molto importante. Tra questi, il 41 per cento ritiene di trovare un’informazione più seria e obiettiva su Internet, solo il 12 per cento sulla televisione.

SI PARLA SPESSO DELLA NECESSITA’ DI ASSICURARE IL PLURALISMO NEI MEZZI DI INFORMAZIONE. PER LEI QUANTO E’ IMPORTANTE IL PLURALISMO DELL’INFORMAZIONE?
  %
Molto importante 63,50
Abbastanza importante 33,10
Poco importante 2,20
Di nessuna importanza 1,20

 

I scelta (%) (DOMANDA 2)
SU QUALE DI QUESTI MEZZI SI PUO’ TROVARE PIU’ FACILMENTE UN’INFORMAZIONE SERIA E OBIETTIVA?
    Televisione Radio Quotidiani cartacei Periodici Internet Altro Totale

(DOMANDA 1)

COSA E’ IMPORTANTE PER OTTENERE CHE GLI ITALIANI, LE PERSONE COME LEI, SIANO PIU’ E MEGLIO INFORMATI? 

Che esistano tanti giornali, tante emittenti e fonti che la pensano diversamente, ognuno con le sue idee diverse ( pluralismo fra i mezzi) 58,54 0,81 3,25 1,63 34,96 0,81 100
Che ogni giornale, ogni emittente, sappia tener conto delle diverse posizioni e dei diversi interessi presenti nella Società (pluralismo nel mezzo) 55,04 3,88 7,75 1,55 31,01 0,78 100
Che non si debba sempre tener conto del parere né dell’interesse di ciascun gruppo sociale o politico; ma che si diano le notizie in modo oggettivo e nell’interesse generale 56,85 3,32 7,05 2,49 29,88 0,41 100

 

Ed è interessante vedere perché ai siti web venga attribuita una maggiore credibilità. Quasi la metà delle risposte indicano i bassi costi e perciò la minore dipendenza dai finanziatori.

IN CHE MODO PUÒ ESSERE ASSICURATA, A SUO PARERE, L’OBIETTIVITÀ E LA COMPLETEZZA DELLE INFORMAZIONI DIFFUSE SUI SITI INTERNET?
  %
Dai bassi costi e quindi dalla possibilità di non dipendere da grandi finanziatori portatori di interessi di parte 49,5
Dall’autorevolezza degli interventi degli utenti sui siti 30,6
Da qualche forma di regolamentazione pubblica 19,9

 

* Sondaggio svolto da Carlo Erminero & Co. per lavoce.info

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13 commenti

  1. Massimo GIANNINI

    Il giorno che in Italia ci saranno più persone sul web che davanti alla TV, si sarà compiuta l’evoluzione della specie italica e la vera rivoluzione. Bisogna pero’ che comportamenti in rete e nella realtà siano coerenti con quello che la rete rappresenta. Cercare in rete il virtuale non serve, approfondire il reale si’. Perché non è solo un problema d’informazione ma anche di conoscenza, cultura, formazione ed educazione.

  2. ainos

    non ho fatto parte dei "sondaggiati" meglio, perchè avrei fatto pendere la bilancia tutta su internet, per l’informazione la TV è a zero, solo navigando su diversi siti, più o meno alternativi, e confrontando le notizie , si riesce ad avere una pallida idea di quale possa la realtà che viviamo ! come vedete non mi fido neanche del web! Comunquevoi siete una voce chiara, precisa e affidabile Grazie per questi anni di servizio che ci avete dato ainos p.s. i mei contatti ( circa 400) sono spesso inondati da vostri articoli (cito sempre rigorosamente la fonte) e nessuno si è mai lamentato!

  3. bertino andrea

    C’è un aspetto del problema che avete trattato nel sondaggio proposto ma, a mio avviso, non sottolineato adeguatamente: Come avete voi stessi notato, solo una parte dell’ informazione televisiva (e dei quotidiani) è a rischio di mancanza di obbiettività: Politica ed Economia (e qualche cosa d’altro collegabile/riconducibile a queste 2) Esempio : Le previsioni del tempo sono imparziali anche sul tg4 di Emilio Fede (ps :- Ma per non rischiare una volta ho controllato) e l’inter ha vinto lo scudetto su tutte le testate giornalistiche (non solo sulla Gazzetta dello sport)…. Però altri argomenti come il conflitto di interessi, Lodo Shifani, intecettazioni, ecc. ecc. ecc.(moooolti eccetera purtroppo) richiedono maggiore attenzione sulla fonte di informazione da cui proviene la notizia. Una domanda da inserire quindi era: quali notizie/argomenti andate maggiormente a ricercare sul WEB? Un saluto e continuate così,

  4. Mauro Coppola

    Non concordo. Aumentano gli italiani che usano Internet, ma questo non significa affatto che le informazioni circolino più facilmente. Intanto, perché dal web sono spesso esclusi i meno abbienti e i meno giovani. Ma soprattutto, perché una notizia abbia valore occorre sia attendibile. L’attendibilità, non solo su Internet, nasce dall’autorevolezza della fonte. Se nel mio blog pubblico una "notizia" questa non potrà avere alcun valore di "verità", a meno che io non citi le fonti e queste siano attentamente verificate. Questo nel web spesso non avviene. E un sito meritevole come "lavoce" (assieme a pochi altri) non basta per gridare al miracolo della libera informazione. Il dato centrale, da cui non si può prescindere, resta in Italia quello della televisione, che è di gran lungo il primo strumento informativo. Fondamentale, perché gli italiani non leggono i giornali. Drammatico, perché il mercato televisivo è da decenni ingessato e non si profila all’orizzonte alcuna possibilità (mancando la volontà politica di farlo) di liberalizzare un mercato oggi di fatto gestito da un solo soggetto.

  5. davide

    Per dirla alla Travaglio "armi di distrazione di massa", oggi a guardare la tv sembra di assistere al gioco dell’ipnosi. Tutto cambia a seconda del contesto politico che si vive, se c’è la sinistra a sentire i tg mediaset sembra che l’italia stia peggio del terzo mondo con una crisi irrecuperabile, se invece c’è la destra eventuali problemi dipendono da cause internazionali e comunque siamo certi che il governo si sta adoperando per risolverle. tra i casi che sono stati oggetto di maggiore disinformazione ricordo: – alitalia – intercettazioni – sicurezza e criminalità. Il problema ancora più grave è che chi dovrebbe fare il servizio pubblico finisca per allinearsi alla tv spazzatura. si al web, no alla televisione.

  6. Gianmarco Bruno

    Non possiedo televisione da 8 anni e non mi manca, consulto quotidianamente il Web, quasi ogni giorno i quotidiani (in particolare il Sole 24 ore, Repubblica e il Secolo XIX) e ascolto assiduamente la radio (in particolare Radio24). Internet da’ la possibilita’, incomparabile, di accedere ad informazione meno provinciale della nostra, europea e di qualita’, basta cercarla. E’ possibile sfogliare le prime pagine del Guardian come quelle del ministero dell’ambiente tedesco, il sito di euobserver.com o, naturalmente, lavoce.info che ringrazio per il prezioso lavoro. Saluti Gianmarco Bruno – Genova

  7. enrico

    E’ singolare che i maggori quotidiani italiani (Repubblica, Corriere, La Stampa, ecc..) abbiano dei siti web di qualità molto scadente, con particolare attenzione al gossip, e senza alcun approfondimento serio in notizie economiche, di cultura, di attualità. Cosa se ne evince? Che, come al solito, i "poteri forti" sono lontani anni luce dal popolo (anche e soprattutto quello colto) ?

  8. r.s

    Grazie per gli sforzi profusi al fine di dare una informazione corretta su tutti quegli argomenti inerenti alla vita di tutti i giorni. La televisione è senz’altro il mezzo piu’ potente per informare ma purtroppo non è obbiettiva e spesso è carente. Non a caso il potente interferisce anche sulle televisioni dello stato ottenendo risultati per sè importanti, conoscendo molto profondamente la psiche di un popolo non popolo. Marcheting politico. Demoralizzante.

  9. luigi zoppoli

    E’ interessante l’indagine. Non per polemica mi farebbe piacere conoscere i criteri di identificazione del campione. L’aspetto mi pare interessante perle risultanze di un’indagine compiute sul web e blog durante la campagna elettorale. L’uso più evoluto ed intenso del web è proprio di classi sociali più "acculturate". Detto questo, non essendo bravo nell’interpretare i sondaggimi chiedo se e come emerga dai dati rilevati la percezione di internet come strumento "libero" non pervaso dai conflitti di interessi che devastano l’informazione italiana.

  10. Bruno Cipolla

    Ogni anno muoiono 300.000 Italiani, solitamente anziani e senza conoscenze Internet. Dei 300.000 giovani che li rimpiazzano è lecito stimare che almeno il 70-80% siano alfabetizzati in Informatica di base ed Internet e circa il 10-20% siano "addicted" ai videogiochi e ad internet. Molti adulti scoprono Internet ed i vantaggi che offre ed aumentano ulteriormente la popolazione Internet. La televisione tradizionale viene progressivamente rimpiazzata da Video Streaming su Internet e ha gli anni contati. La quasi totalità dei media tradizionali (pubblicazioni, TV etc.) è di parte o comprata dalla pubblicità Su internet, in mezzo a vagonate di bufale e falsità varie, c’e’ la verità. Basta saperla trovare. Bruno, insegnante di Informatica alle superiori.

  11. Giancarlo

    La televisione ormai è una cosa superata, i ragazzi dai venti ai trentanni non ne vogliono più sapere. La televisione come dicono quelli che ci lavorano è un’azienda che produce pubblicità.

  12. Simone Moriconi

    Ma siamo davvero certi che le notizie in TV siano di facile intuizione e comprensibilità? A mio parere se sempre più soggetti vanno verso la rete è anche perchè l’informazione televisiva è raramente esaudiente. Basti pensare a come anche i più autorevoli Tg (soprattutto in materia di politica ed economia), montino servizi composti da spezzoni di interviste a personaggi che utilizzano un linguaggio politico (volutamente?) incomprensibile, dai quali emerge solo la rivalità tra destra e sinistra, senza motivare le affermazioni o spiegare alla moltitudine di cosa si sta effettvamente parlando. Per non parlare della subdola disinformazione di “Studio Aperto”, che gestisce le priorità informative a seconda delle necessità di governo e che è seguito da milioni di cittadini, che speriamo abbiano una testa per capire e appunto vadano in internet a schiarirsi le idee confuse da mancanza di obiettività (in certi casi) e approfondimento (in altri).

  13. Giuseppe

    Si, c’e’ un segmento del pubblico che usa sempre piu’ il web per informarsi. Ma cio’ che mi ha piu’ colpito nel vostro sondaggio e’ il potere magnetico che la TV conserva pur in un campione cosi’ poco medio. Se ho ben letto i dati, non c’e’ ancora un segmento che si informa principalmente dalla rete, che rimane prevalentemente una fonte complementare, laddove la TV continua a rimanere la fonte di riferimento per la stragrande maggioranza. Sarebbe interessante leggere dati di un campione piu’ rappresentativo della realta’ generale italiana.

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