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SEI ANNI CON LAVOCE.INFO

Sei anni fa nasceva lavoce.info. Sono trascorsi quattro governi, tre ministri dell’Economia, e, purtroppo, abbiamo solo 6 punti percentuali di Pil in più. Nel frattempo la “democratica” Internet è diventata per molti italiani la principale fonte di informazione dopo la Tv. Addirittura, la prima per chi cerca approfondimenti di politica e di economia. E informazioni il più possibile complete, non partigiane. Lo mostra un sondaggio da noi commissionato, e se ne trova conferma nei dati sulle visite al nostro sito. Spingendoci così a svolgere con sempre maggiore impegno il nostro ruolo di cane da guardia della politica economica.

Sei anni fa nasceva lavoce.info. Sono trascorsi quattro governi, tre ministri dell’Economia, e, purtroppo, abbiamo solo 6 punti percentuali di Pil in più. Come tutte le iniziative che si reggono sull’impegno volontario, ogni anniversario è per noi un’occasione per verificare se ci sono ancora le motivazioni per continuare. Questa volta abbiamo preferito porre la domanda alla crescente popolazione di internauti del nostro paese. Utilizzando il webpanel di Erminero and co., un campione rappresentativo di quei 30 milioni di internauti che oggi vivono in Italia, abbiamo voluto capire in che misura chi naviga su Internet condivide le preoccupazioni per il pluralismo e la qualità dell’informazione economica in Italia che ci hanno spinto a costruire lavoce.info. I sondaggi su Internet hanno il vantaggio di permettere una risposta più meditata. Si possono, dunque, porre quesiti più complessi.

L’IMPORTANZA DEL PLURALISMO

Come spiegato in dettaglio nella scheda qui a fianco, Internet è ormai diventata per questo pubblico la principale fonte di informazione dopo la Tv. Conta più della radio e quasi il doppio dei quotidiani cartacei. Èaddirittura la prima fonte di approfondimenti di politica ed economia. Il pluralismo è ritenuto un problema molto serio: 9 intervistati su 10 ritengono che sia molto o abbastanza importante garantire il pluralismo dell’informazione in Italia e lo percepiscono  come un problema sia di pluralità di emittenti e fonti (pluralismo fra mezzi) che all’interno di queste fonti (pluralismo nel mezzo). In 7 su 10 ritengono che Internet sia il luogo dove si trova l’informazione più seria e obiettiva. La migliore garanzia di indipendenza offerta dai siti Internet è rappresentata, secondo gli intervistati, “dai bassi costi e quindi dalla possibilità di non dipendere da grandi finanziatori portatori di interessi di parte”. La democrazia su Internet è permessa anche dalla partecipazione attiva dei lettori ai commenti. Quattro intervistati su 10 partecipano attivamente alla vita di siti di informazione trasmettendo ad altri notizie attraverso la posta elettronica, scrivendo commenti ad articoli o blog di altri oppure alimentando un proprio blog o un proprio sito. L’accesso alle fonti di informazione non serve a cercare conferme alle proprie opinioni, ma ad avere informazioni il più possibile complete, non partigiane.

LA NOSTRA ANOMALIA

Crediamo perciò di avere scelto il mezzo di comunicazione più appropriato e, nel nostro piccolo, di avere ancora un ruolo importante da giocare nell’informazione economica in Italia. Ci proponiamo, con l’aiuto dei lettori, di svolgere ancora meglio la nostra funzione di cane da guardia della politica economica e del pluralismo. Nonostante la televisione, come il sondaggio conferma, sia la principale fonte di informazione, nessuno più solleva il problema del pluralismo nei mezzi televisivi e dei potenziali conflitti di interessi del nostro presidente del Consiglio. E pensare che negli Stati Uniti al candidato presidente McCain viene chiesto preventivamente di risolvere i potenziali conflitti di interessi derivanti dal controllo da parte di sua moglie della Budweiser, un’azienda produttrice di birra, quindi soggetta a forti regolamentazioni pubbliche contro il consumo di alcolici. I lettori su internet chiedono sempre più analisti e approfondimenti Siamo un sito anomalo perché forniamo analisi e approfondimenti oltre che informazioni. A dire il vero siamo meno anomali che in passato dato che, forse grazie anche al nostro esempio, sono nati in questi anni altri siti di approfondimento. Vogliamo quindi continuare e migliorare ancora. Ma prima di parlare dei nostri piani futuri, bene ricapitolare le innovazioni apportate al sito nell’ultimo anno.
Dallo scorso ottobre il sito è migrato su una piattaforma tecnologica più aggiornata, più efficiente, mentre la grafica delle pagine è stata completamente ridisegnata dallo Studio Massa & Marti (autore del layout originario) nel segno della continuità per conservare la sobrietà che ha sempre caratterizzato lavoce.info rispetto ad altre iniziative analoghe. Allo stesso tempo abbiamo introdotto nuove rubriche come “Corporate governance” e “300 parole”, con un format che consente brevi interventi, spesso prese di posizione, sui temi più caldi del giorno. Èattraverso questa nuova rubrica che nella recente campagna elettorale abbiamo lanciato un appello a tutti i candidati premier perché sulle nostre pagine prendessero impegni stringenti di lotta alla criminalità organizzata, assecondando i fermenti anti-mafia che la società civile del Sud manifestava in quel momento. Durante lo stesso periodo pre-elettorale abbiamo cercato di dare una volta di più un servizio d’informazione ai lettori-elettori fatto di valutazioni non partigiane e di dati verificati (la rubrica “Vero o Falso?” ha passato al setaccio decine di “sparate” dei leader politici). Tra le iniziative de lavoce.info va anche segnalata la presenza al Festival dell’Economia di Trento, con un programma di incontri (“A viva voce”) che ha riscosso un notevole successo di pubblico.

IL PRESENTE E IL FUTURO

I risultati di queste attività si possono leggere nei numeri. Nei nove mesi trascorsi dal 1° ottobre scorso, quando la nuova versione del sito è andata on-line, le visite sono state 1.325mila, con una media di circa 5mila visitatori unici al giorno, con punte fino a 12 mila visitatori in un solo giorno. Come i lettori sanno, l’invio della newsletter coincide con un aggiornamento del sito – cinque o sei nuovi articoli e un nuovo editoriale “Il Punto” di apertura – anche se il sito viene aggiornato costantemente con nuovi interventi e decine di commenti quotidiani dei lettori. La newsletter, che di base è settimanale, nelle 27 settimane dall’inizio del 2008 è uscita 38 volte e sta dunque acquisendo una cadenza di quasi due volte alla settimana. Sono 55mila i lettori che hanno scelto di iscriversi alla nostra newsletter.
Un significativo arricchimento dei contenuti del nostro sito è avvenuto grazie a Vox, il portale europeo in lingua inglese, on-line da un anno esatto, che fa capo a un consorzio formato da lavoce.info, Telos (francese), Sociedad Abierta (spagnolo), Me Judice (olandese), mentre si annuncia la prossima nascita di un altro sito aderente al network, di economisti tedeschi.
Nel 2008 vogliamo cercare di contribuire meglio e di più, pur nel nostro piccolo, a una migliore informazione sui temi della finanza e della corporate governance nel nostro paese. Troviamo in questo compito una delle principali ragion d’essere de lavoce.info. Abbiamo il vantaggio di vivere sul contributo finanziario di voi tutti e sul contributo di idee di docenti universitari, la professione che oggi in Italia forse consente maggiore libertà d’espressione. Il comune denominatore delle iniziative che stiamo allestendo è cercare di aumentare la consapevolezza e, dunque, la sanzione sociale di comportamenti poco trasparenti e inadeguati nei mercati finanziari. Proprio perché in Italia c’è poca attenzione a questi aspetti, la sanzione sociale può essere un potente deterrente.

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15 commenti

  1. roberta carraro

    In un paese in cui rischiamo di morire soffocati da asfissianti stupidaggini, lavoce.info è un balsamico momento di serio approfondimento e di silenziosa riflessione. Grazie, non mollate.

  2. Gabriele Di Luca

    Complimenti e auguri di buon compleanno! Un vostro affezionatissimo lettore.

  3. Massimo GIANNINI

    Decisamente una bella iniziativa quella de lavoce. E devo dire anche ambiziosa. Aspirare a ad "aumentare la sanzione sociale di comportamenti poco trasparenti e inadeguati" è impresa ardua in Italia, dove oramai si relativizza tutto e tutto è tollerato in pieno individualismo o interesse personale, e tutto è oramai privacy e non si deve sapere. Bisogna ahimè rompere il circolo vizioso e far parlare fatti, numeri e scienza, e non la percezione che ciascun italiano ha della realtà. Bisogna avere il coraggio di andare contro i poteri forti che siedono da anni sulle solite poltrone come politici o imprenditori. Per fare ciò ci vuole più informazione, più etica, più legalità in economia e altrove. Da dove si comincia?

  4. Giovanna

    Buon anniversario da Providence! un caro saluto a tutti Giovanna

  5. luigi zoppoli

    Lavoce è diventata una "meta" molto frequente nella mia navigazione: c’è una bella atmosfera costruttiva e positiva. Non servono i miei peana, ma levo il mio plauso al sito a chi lo arricchisce e lo alimenta. Ed al di là dei contenuti scientifici e culturali degli articoli, mi piace molto il riferimento alla "sanzione sociale", concetto dai contenuti molteplici nessuno dei quali men che importante che aiuterebbe molto i cittadini nel privato e nelle relazioni economiche e sociali ad evitare ed evitarsi parecchi guai. Vorrei rappresentare un mio desiderio: quello che ricevesse un impulso il tema del "liberismo" nel paese e quello connesso delle liberalizzazioni e del mercato del lavoro. Il mercato afflitto da caste, consorterie, legislazioni oppressive e bizantine, l’insufficiente livello di cultura imprenditoriale sono insieme al mezzogiorno la zavorra che impedisce al paese la crescita economica e sociale che pure sarebbe possibile.

  6. Domenico

    Continuate così!

  7. Urbano

    Grazie per aver condiviso, gratuitamente, le vostre analisi. Siete diventati un punto di riferimento. Per una minoranza, ahi noi. Avanti tutta.

  8. Antonio Sechi

    Complimenti a tutti voi, il grande lavoro svolto li merita. Un suggerimento da parte di un lettore non specialista: perchè non suggerite una biblioteca minima "for dummies" con tre o quattro titoli di base per iniziare a capire un po’ meglio l’economia? Sarebbe molto utile avere un autorevole suggerimento per orientarsi tra le varie offerte editoriali.

  9. federico d'aniello

    Sono solo tre i miei anni passati con voi ; credo di poter dire che le vostre informazioni e le vostre analisi, unite a quelle del sole 24 ore, sono il vero patrimonio conoscitivo sul quale un cittadino dovrebbe contare. La Tv è generalista e non approfondisce. La voce info richiede una preparazione di base ed un approccio alla lettura che talvolta costringe allo studio. Ma va bene cosi; peccato che i lettori delle news letter sono appena 55mila. Cosa possiamo fare per ampliare il numero degli aficionados se non parlarne tra amici e fare da reporter ? Ci sto pensando da tempo. federico

  10. Pasquetta Cherchi

    Dal reato di falso in bilancio. Mi ricordo giovame studentessa all’ Istituto Tecnico per ragionieri, il professore di ragioneria che aveva preparato tantissimi studenti poi diventati tutti stimati professionisti, aveva fatto di questo principio così importante l’argomento di tante lezioni. Ingenua? Ma aiutata dalla caparbietà. Grazie dello spazio che ci date.

  11. Marino Sedda

    Anche se talvolta gli articoli che proponete sono impegnativi, ritengo siano un salvagente per far sopravvivere i neuroni alla tempesta dei luoghi comuni, slogan e banalità. Grazie per aiutarmi a tenere desta l’attenzione e stimolare la capacità critica. Seguendo l’esempio di altri vorrei avanzare la proposta di una rubrica che affronti il tema della traducibilità e trasferibilità di concetti fra contesti e paradigmi diversi. Spesso si fanno delle affermazioni che possono essere vere in economia ma non necessariamente lo rimangono in un altro modello esplicativo (sociale), quindi con la mia proposta vorrei analizzare e scoprire le fallacie logiche o le forzature che spesso vengono fatte partendo dalle migliori premesse. Se da A segue B (premessa vera in economia) e da B segue C (premessa vera in ???) allora da A segue C. Fatemi sapere se questa mia necessità di chiarire i rapporti interdisciplinari e fra modelli esplicativi scientifici ed eventualmente non scientifici è condivisa anche da Voi lettori. Scusandomi per essermi dilungato Vi auguro nuovamente buon lavoro e Vi ringrazio, Marino ovvero un esercizio di analisi di coerenza e fattibilità

  12. Giovanni Rossi

    Continuate ad informarci con la stessa passione, competenza ed etica.

  13. Federico Gasperini

    Grazie a tutti. Università del libero pensiero. Fonte di informazione. Stimolo alla riflessione. British style. C’è molto da fare, forse troppo. Non ce la farete mai, ma è bello leggervi ed illudersi che ci sia una speranza per questo paese incivile.

  14. giuseppe ioverno

    Oggi, forse piu di qualche anno fa fa, piace alla gente, e a noi, un’informazione svincolata, schietta, lbera. Il successo de lavoce.info è da attribuire, con estrema certezza, nulla togliere a tutti i vari collaboratori poichè e la squadra che vince, al prof. Tito Boeri, intellettuale di grande spicco ed economista eccellente …grazie a tutti voi.

  15. Daniele

    Vi ho scoperto da poco e mi pento di questo ritardo. I vostri approfondimenti sono sempre molto interessanti e, del resto, come possono non esserlo con firme quali Marco Onado. Li leggo e li archivio, come preziosa fonte documentale. Continuate così e grazie. Daniele

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