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  1. http://mister-no.ilcannocchiale.it/ Rispondi

    10 settembre 2008 - “L’abilità del potere sta nell’affacciarsi ad accusare se stesso fino al punto di prendere qualche sbirro e qualche infame, di legarlo nella gabbia e issarlo sulla torre, così si libera il popolo dalla tensione.” Così scriveva Machiavelli. Dunque la questione immigrazione-atti criminali, che è seria e reale, è affrontata dalla Lega Nord applicando il pensiero del Machiavelli ! (?)

  2. giampiero di santo Rispondi

    D'accordo con l'inasprimento delle sanzioni per le imprese che fanno lavorare in nero i clandestini. Perché, per esempio, non prevedere la confisca dell'azienda come è stato previsto per i proprietari di immobili che affittano a clandestini? Non credo che chi sfrutta un lavoratore pagandolo una miseria in assenza totale di garanzie e protezioni sia migliore o socialmente più accettabile del proprietario di immobili che affitta in nero agli irregolari.

  3. Rosalia Toller Rispondi

    Credo che il pacchetto sicurezza eserciti una deterrenza molto modesta su chi intende permanere in Italia come clandestino o come irregolare, dal momento che , in base ad un'analisi costi benefici, per soggetti in queste condizioni rimane conveniente emigrare. Molti clandestini sono occupati nell'ambito dei servizi alla persona e molti altri nell'edilizia, dove sono note le condizioni salariali e di lavoro; è plausibile quindi che l'introduzione del reato di clandestinità contribuisca ad aumentare ulteriormente la debolezza di questi soggetti di fronte ai datori di lavoro, i quali da tale provvedimento risulterebbero non già penalizzati ma- paradossalmente- avvantaggiati.Osservo inoltre che i comportamenti criminali risultano trasversalmente distribuiti fra stranieri regolari e irregolari; ne discende che criminalizzare l'irregolarità in quanto tale è un atteggiamento che non coglie affatto il centro del problema. Data poi la sostanziale disattenzione da parte del governo verso le più disparate espressioni della criminalità autoctona, si può avanzare l'ipotesi che il pacchetto sicurezza non abbia affatto la funzione che sostiene di avere.

  4. Giuseppe Rispondi

    Potrebbe anche essere giusto punire chi illegalmente di trattiene nel nostro paese, ma bisogna punire molto più severamente chi questo ingresso lo alimenta e lo stimola, ovvero tutti quegli imprenditori che prediligono manodopera da sfruttare a basso costo ed ovviamente in nero per ingrossarsi sempre più le tasche e proprio questi signori sono quelli che parlano di espulsioni . mandiamo via gli immigrati e poi vedremo come giustificheremo il regresso nell'economia nazionale.

  5. Adriano Pcifici Rispondi

    Io non ho competenze giuridiche, ma mi metto nei panni di chi decide di sfidare sfiancanti traversate e la morte in mare: che cosa può rappresentare per questi un po' di carcere? Dopotutto è inevitabile che chi arriva sia, per un certo periodo clandestino. Dopodiché, se è fortunato può trovare un datore di lavoro più o meno onesto che lo assume in base ai flussi e alle sue necessità e infine lo regolarizza. Ma è più probabile che debba svolgere un certo periodo di lavoro in nero: sia perché non conosce nessuno e ha un bisogno estremo di lavoro, sia perché la controparte approfitta della debolezza del contraente per farsi offrire la prestazione risparmiando sul salario e sui contributi. E per questi che si fa? D'altra parte non credo che ci siano agenzie che vadano a cercarsi i lavoratori direttamente in Africa, li selezionino e infine li faciano assumere regolarmente in Italia.

  6. valerio Rispondi

    A proposito della natura istantanea o permanente del reato, vorrei segnalare che il problema si è già posto a proposito del reato previsto dall'art.13 della c.d. Bossi-Fini che punisce la trasgressione al divieto di reingresso impartito con il decreto del Prefetto rivolto all'extracomunitario privo di permesso di soggiorno. La giurisprudenza, a mio avviso condivisibilmente, ha concluso che trattasi di reato permanente, infatti, la ratio è chiaramente quella di punire la permanenza in italia e l'offesa al bene giuridico persiste fin quando l'immigrato volontariamente soggiorna in italia (cfr.Cass.n.43028/2007:"Il reato di reingresso nel territorio dello Stato dopo l'espulsione ha natura permanente perché è diretto ad impedire l'illegale reingresso e l'illecita permanenza..."). Dunque, è assai probabile che sin da subito il reato si applicherà anche a chi è entrato in Italia prima della legge e non se n'è andato prima della nuova disciplina. Infatti "trattandosi di reato permanente ... una condotta iniziata sotto la previgente normativa e continuata sotto la nuova è sanzionabile sotto le previsioni di quest'ultima" (Cass.n.27399/2003).

  7. Flamel Rispondi

    Personalmente non credo che ascrivere la clandestinità a reato sia un problema, salvo che questa legge confluisca nel gruppo delle nostre leggi manzoniane e quindi inutile e dannosa. Mi chiedo se sarebbe tanto difficile accogliere senza problemi con permessi temporanei immediatamente rinnovabili a chi presenta un certificato di lavoro con una dichiarazione di reddito imponibile Irpef ( salvo non pagare nessuna tassa perché inferiore ai minimi ). Questo farebbe scomparire il lavoro nero, tanto per cominciare. Chi invece ha il visto turistico scaduto viene rimandato indietro ( a sue spese perché il costo del visto corrisponde al costo del viaggio di ritorno, che viene restituito al rientro se non forzato ). Se questi ha un lavoro, nessun problema, ottiene subito un permesso temporaneo,garantito dal datore di lavoro (e si risolve così il problema badanti ). Chi si trova straniero, senza documenti viene imprigionato a regime duro finché non dichiara il suo paese d'origine dove essere rinviato ciò con semplice provvedimento di polizia, senza disturbare la magistratura. Solo il presunto "rifugiato politico ",deve entrare nei centri di accoglienza per accertamenti. Quanti saranno?

  8. piero ignazi Rispondi

    Eccellente. Preciso e senza fronzoli.

  9. Walter Maggi Rispondi

    Premesso che il reato è di "ingresso illegale" in Italia e non di permanenza, vuol dire che si applicherebbe presumibilmente solo a chi colto in flagrante ad entrare in Italia, anche perchè sarebbe molto difficile verificare se un clandestino trovato oggi sia: (1) entrato illegalmente e (2) arrivato in Italia dopo l'entrata in vigore della legge, per cui se prima, quando lo fermavano alle frontiere veniva direttamente esplulso (salvo i casi di asilo politico ed eccezioni collegate), oggi bisogna arrestarlo, fargli un processo, condannarlo, attendere l'eventuale ricorso, poi la cassazione (sempre sperando che sia confermata la custodia cautelare e che non scadano i termini di detenzione) arrivando in fondo all'iter prima dei termini di prescrizione e, infine, espellerlo..... Direi un'ottima iniziativa per un governo che ha tanto sbandierato come priorità la semplificazione della burocrazia.

  10. Dott. Massimo Esposito Rispondi

    Egr. Dott. Ambrosini, non posso che essere d'accordo con Lei, ma nel nostro paese l'efficacia delle politiche del consenso è da sempre dimostrata. E' facilissimo propugnare ad un paese sempre più vecchio la necessità e l'opportunità di interventi legislativi quali il decreto in questione, ma è assolutamente impossibile aprire gli occhi dei nostri concittadini sulle mille difficoltà applicative del decreto e, di fatto, sulla sua inapplicabilità. Posto infatti che la legge penale, qualora peggiorativa, è applicabile solo dopo la sua approvazione, per esempio, ciascun clandestino potrebbe dichiarare di essere entrato nel nostro paese esattamente un giorno prima dell'approvazione della legge; Lei immagina un magistrato che avvia indagini, raccoglie prove e testimonianze per verificare davvero l'ora e il minuto in cui l'irregolare è entrato nel nostro paese? Questa non è demagogia, sono fatti; e se è assolutamente vero che "fatta la legge, trovato l'inganno", è certamente più palese il fatto che questa legge nasce già ingannevole.

  11. valerio Rispondi

    All'estero la norma penale prevede una pena alternativa (pecuniaria o detentiva) e la pena detentiva non supera l'anno. da noi dovrebbe arrivare a quttro anni. all'estero vigendo la discrezionalità dell'azione penale la polizia e i giudici non sono tenuti ad avere a che fare con tutti gli immigrati non in regola che esistono sul territtorio dello Stato. da noi con l'azione obbligatoria gli uffici di procura e tribunale sarebbero costretti a fare questo dalla mattina alla sera. all'estero per le stesse ragioni non è previsto l'arresto obbligatorio anche fuori i casi di flagranza e il giudizio direttissimo obbligatorio. da noi chiunque venisse trovato senza i documenti dovrebbe essere arrestato e portato in giudizio entro 48 ore davanti ad un giudice. ci sono quindi differenze enormi tra il reato di immigrazione clandestina di cui si parla in italia e quello che c'è all'estero. infine, vorrei segnalare che in italia già ci sono due norme penali (sempre con l'arresto obbligatorio e la direttissima obbligatoria): puniscono l'ingresso di clandestini che fossero stati già espulsi e la permanenza in Italia di quelli che rimangono dopo aver ricevuto il foglio di via.

  12. Massimo GIANNINI Rispondi

    Il problema non é solo di consenso é anche di priorità e informazione. Si é fatto credere agli italiani che la sicurezza é il problema principale del paese e del quale occuparsi in primis. Non solo, una volta cercato e trovato il consenso degli elettori grazie ad un'informazione distorta sulla materia, si confonde la causa con l'effetto e si varano misure dubbie non riconoscendo che a) la sicurezza non é un problema di immigrati e clandestini b) i clandestini ci sono perché diffusa é l'illegalità nel paese in più settori, come si scrive giustamente nell'articolo. La logica e soluzione del problema sono, come al solito in Italia, invertite perhé le ipoteso sottostanti a) e b) sono state fraintese e l'informazione ha poi creato un problema diverso. Come per l'indulto: se c'é un problema di sovraffollamento carceri a) se ne costruiscono velocemente di nuove b) si investe nella giustizia per velocizzare i processi. Resta sempre un problema di priorità. La sicurezza in Italia non deve essere una priorità, l'illegalità si'.Camorra e mafia sono un problema, l'immigrato no, o almeno mi crea meno problemi e reati penalmente rilevanti di un politico corrotto e di un mafioso o altro italiano.

  13. carlo Rispondi

    Mi scusi ma di quale resistenze a livello internazionale si parla nel suo articolo visto che "27 ministri dell'Interno dell'Unione europea hanno approvato all'unanimità la direttiva per i rimpatri degli immigrati clandestini extracomunitari" (Corriere della Sera)? Mi scusi vorrei che Lei approfondisca meglio la questione della critica al reato di immigrazione clandestina. A me risulta che è norma in Germania e in Francia, In Gran Betagna gli immigrati senza permesso vengono portati nei ''Detention and Removal Centres'' (M. Allam). Un eventuale inasprimento in Italia Lei lo considera pernicioso? Se si reprime si è meno liberali? Ma la norma perfetta non è quella che prevede la sanzione?