Lavoce.info

SUL MUTUO LA FINANZA SI RISCOPRE CREATIVA

Davvero le banche si sono commosse per i debitori in difficoltà con la rata del mutuo? Non sembra. Chi aderirà alla rinegoziazione avrà un beneficio immediato, ma un maggiore onere futuro. Gli istituti di credito non fanno nessuno sconto, semplicemente consentono di rinviare il pagamento di una parte degli interessi. E su quelli dilazionati matureranno altri interessi. Più conveniente cercare di sfruttare la portabilità introdotta dal decreto Bersani. Solo dalla concorrenza tra le banche si può sperare di ottenere veri e duraturi benefici per le famiglie.

Il ministero dell’Economia e l’Abi hanno raggiunto il 21 maggio un accordo sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, che dovrà essere perfezionato in una convenzione. L’iniziativa è stata annunciata dal governo e dall’Abi con toni molto positivi, enfatizzando il fatto che le banche sarebbero disposte a farsi carico dei problemi di chi deve ripagare il mutuo sulla casa. Così il ministro Tremonti: “Sollievo per gli intrappolati con il salario fisso: gli istituti hanno mostrato attenzione”. Così il presidente dell’Abi Corrado Faissola: “L’iniziativa viene incontro alle famiglie (…), è una conferma del nostro impegno per contribuire alla ripresa del paese”.

QUATTRO CRITERI PER RINEGOZIARE

Davvero le banche si sono commosse per i debitori in difficoltà? Non sembra. La bozza di accordo prevede che i mutui a tasso variabile sulla prima casa, stipulati entro il 1ºgennaio 2007, possano essere rinegoziati secondo i seguenti criteri: (1) la rata variabile viene sostituita da un rata fissa, calcolata in base al tasso d’interesse medio del 2006; (2) la differenza tra la rata prevista dal contratto originario (variabile) e quella del nuovo contratto (fissa) viene addebitata su di un nuovo conto (finanziamento accessorio), sul quale si paga un tasso pari all’interbancario + mezzo punto percentuale; (3) se in futuro i tassi d’interesse di mercato saliranno (o almeno non scenderanno), la durata del mutuo verrà allungata per consentire il rimborso del finanziamento accessorio; (4) se i tassi di mercato scenderanno, si potrà tornare all’originaria rata variabile.
Quali saranno le conseguenze per chi aderirà alla rinegoziazione? In sintesi: un beneficio immediato a fronte di un maggiore onere futuro. Le banche infatti non fanno nessuno sconto, ma semplicemente consentono di rinviare il pagamento di una parte degli interessi; si noti inoltre che sugli interessi dilazionati matureranno altri interessi.  
Ma vediamo in dettaglio gli effetti di ciascuno criterio di rinegoziazione.
La sostituzione della rata variabile con quella fissa ne determina una riduzione immediata : ciò consente al debitore un sollievo, mettendolo al riparo dal rialzo dei tassi d’interesse avvenuto negli ultimi due anni (per effetto dell’aumento dei tassi ufficiali Bce e delle tensioni sul mercato interbancario. L’effetto combinato della seconda e terza clausola è che l’onere complessivo degli interessi aumenta e viene spalmato nel tempo: quindi il debitore impiegherà più mesi/anni per “liberarsi” del mutuo. (1)
L’effetto precedente potrà essere attenuato solo se i tassi di mercato evolveranno in modo favorevole, cioè scenderanno.        

CONCORRENZA VERA E PRESUNTA

Èchiaro quindi che solo chi è in grave difficoltà nel ripagare le rate correnti può avere una convenienza ad aderire alla rinegoziazione, ottenendo un sollievo immediato (pagando in futuro, s’intende). Per gli altri dovrebbe essere più conveniente cercare di ottenere condizioni davvero più favorevoli contrattando con altre banche e sfruttando la “portabilità” introdotta dal decreto Bersani: solo dalla concorrenza tra le banche si può sperare di ottenere veri e duraturi benefici per le famiglie. 
Al contrario, l’accordo in questione sembra avere un forte impatto anti-concorrenziale. Sul metodo è perfino inutile commentare: si tratta di un accordo tra le banche, con la benedizione del governo. Nel merito, prevede condizioni uniformi da applicare sui mutui rinegoziati, limitando fortemente lo spazio per la concorrenza. Inoltre, l’allungamento della durata del mutuo può essere un veicolo per “legare” il cliente alla banca per un periodo di tempo più lungo.
In conclusione, sembra quasi che l’accordo sia un modo per aggirare la portabilità dei mutui, la cui realizzazione è ostacolata dalle banche, come evidenziato dal recente avvio di un’istruttoria dell’Autorità antitrust. Esso offre infatti al cliente la possibilità di rinegoziare con la “sua” banca il mutuo, a condizioni apparentemente più favorevoli: si riduce così l’incentivo a cercare attivamente presso altre banche condizioni veramente migliori.

(1) Si vedano le simulazione riportate sul Sole-24-Ore del 22-23 maggio.

Lavoce è di tutti: sostienila!

Lavoce.info non ospita pubblicità e, a differenza di molte altre testate, l’accesso ai nostri articoli è completamente gratuito. L’impegno dei redattori è volontario, ma le donazioni sono fondamentali per sostenere i costi del nostro sito. Il tuo contributo rafforzerebbe la nostra indipendenza e ci aiuterebbe a migliorare la nostra offerta di informazione libera, professionale e gratuita. Grazie del tuo aiuto!

Leggi anche:  Big Tech e antitrust, non solo un problema di concorrenza

Precedente

LA RISPOSTA AI COMMENTI

Successivo

LA RISPOSTA AI COMMENTI

39 commenti

  1. Antonio Zucca

    Il tipo di mutuo in questione è tristemente famoso per essere finito qualche anno fa in una puntata televisiva di "mi manda rai tre". In questi ultimi mesi i clienti di una grossa banca italiana fanno la fila per chiedere di trasfomarlo in "tasso fisso", dopo aver ricevuto comunicazione su allungamenti della durata pari a 15 -20 anni. Sarebbe opportuno capire come "il Sole 24 ore" abbia prodotto calcoli così ottimistici, anche se ieri li ha in parte corretti in un articolo dedicato ai benefici complessivi per una famiglia tipo (mutuo, straordinari, ici).

  2. Marco

    Ci risiamo. L’ennesimo finto colpo di scena è arrivato, in barba a chi ci crede. Sicuramente permetterà a chi è sul serio con l’acqua alla gola un piccolo sollievo, anche se non so quanto sia poi piacevole sapersi indebitato per qualche anno in più e saper che in totale si pagheranno ancor più intereesi. E’ sempre la solita politica berlusconiana: diamo un uovo oggi per togliere una gallina domani (di solito è compito del governo della parte opposta a doverla togliere prendendosi le ingiurie). E’ pure l’ennesima conferma dell’esistenza della casta delle banche, le quali si guardano bene di garantirsi una sana concorrenza che andrebbe (quella si) solo a vantaggio dei cittadini.

  3. Vincenzo

    Buongiorno professore, solo tre osservazioni. 1. Credo che nessuno si sia mai illuso che le banche avrebbero pagato le case ai mutuatari di tasca loro. Questa si chiama beneficienza se fatta volontariamente (ma mi risulta che le banche non siano ONLUS) o esproprio proletario se fatto forzosamente. Penso che il modesto obiettivo del provvedimento sia di dare l’opportunità di abbassare la rata mensile anche a chi per merito di credito difficilmente riuscirebbe ad ottenre un’offerta migliore o una rinegoziazione da altri istituti. 2. Nell’analisi mi sarei aspettato di trovare un paio di righe sull’opzione che in questo modo viene consegnata al mutuatario (se i tassi scendono puo’ tornare a variabile) e che giustifica il pagamento di una fee aggiuntiva. Che poi le banche anche qui ci lucreranno è pacifico, ma due righe giusto per completezza chiarirebbero la questione. 3. D’accordissimo sugli effetti positivi della concorrenza e sui meriti della Bersani; resta il fatto che non tutti possono rinegoziare il mutuo (banalmente, se ho 40 anni e 30 anni di mutuo davanti difficilmente mi verrà offerta un’estensione di durata, a meno che non firmi un’assicurazione sulla vita).

  4. Massimo GIANNINI

    In un altro commento precedente paventavo le possibili soluzioni di finanza creativa del nuovo ministro dell’economia. Non solo segnalavo l’effetto economico com partita di giro ma anche quello di presa in giro. Il tutto adeguatamente strombazzato dagli organi d’informazione.

  5. Fabio Raja

    E’ chiaro che la convenzione con le banche è una misura che potrà essere utile a chi attualmente si trova in grosse difficoltà con il pagamento della rata, consendo di rinviare nel tempo il pagamento di quanto pattutito. Il beneficio può essere immediato e l’eventuale sacrificio è rimandto tra 10-15 anni quando le condizioni economiche della famiglia potrebbero essere cambiate ( stipendio più alto, figli non più carico). Se poi la portabilità del mutuo voluta da Bersani si rivelerà una misura più efficace, benissimo, vorrà dire che nessuno aderità alla convenzione ABI-Tremonti. Grazie.

  6. Carlo Catalano

    E’ vero che il provvedimento di cui si tratta genera un maggiore onere nel lungo periodo per le famiglie e ciò a vantaggio delle banche che si vedono rimborsare minori quote di capitale con conseguente aumento degli impieghi ed a vantaggio del loro conto economico, tuttavia ciò aumenta nel breve periodo la capacità di spesa delle famiglie. Forse, che piaccia o no, stiamo avvicinandoci ad un modello anglosassone di gestione della finanza delle famiglie in cui si pensa meno a lasciare patrimonio ai propri figli, confidando sulla loro capacità di produrre autonomamente reddito, e si pensa di più a soddisfare quelli che, pur non essendo bisogni primari, hanno assunto un carattere d’irrinunciabilità. In questo scenario cerchiamo almeno di creare le condizioni affinchè chi verrà dopo di noi possa produrre autonomamente reddito altrimenti siamo destinati a diventare un paese povero. Cordiali saluti Carlo Catalano

  7. hominibus

    Ha fatto la sola cosa possibile nei confronti degli incauti che si sono fatti intrappolare dal tasso variabile, a causa di una società che ancora mitizza la proprietà di una casetta. Se la politica la smettesse di privilegiare il mattone, i capitali a spasso non troverebbero conveniente speculare su di esso, il mercato immobiliare si calmierebbe e l’affitto o l’acquisto sarebbe solo una opzione in base al tipo di lavoro svolto, e non una palla al piede per chi voglia privilegiare l’impegno nel fare piuttosto che nel trincerarsi in una casa stupidamente valorizzata da un fisco indecente, classista, egoista e miseramente medievale. L’annuncio "Via l’Ici" del garrulo Giulio dal Ministero Buffo é la manifestazione più evidente del grave errore della nostra clase politica. Infine, la portabilità di Bersani é solo una trovata elettorale, perché gli impegni di una banca, come i mutui, hanno una programmazione pluriennale che non può essere soggetta a modifiche se non assumendo tutti gli oneri per la mancata esecuzione e per la restituzione dei vantaggi pregressi. Il garante del settore doveva muoversi per tempo dando l’allarme dovuto.

  8. Claudio Ciabattini

    Sarebbe "bastato" aumentare la detraibilità degli interessi dal 19% al x% ma ovviamente si sarebbero dovute trovare risorse che, a dispetto della propaganda elettorale, non ci sono. D’altronde già in precedenza si erano inventati prestiti forzosi a tasso zero mascherati da anticipi di tasse con restituzione (come la tassa sull’incremento delle riserve sinistri per le Compagnie di assicurazione).

  9. Paolo MARITI

    E’ davvero arduo capire in qual senso l’accordo sia stato ritenuto "creativo" consistendo in una variante dell’ ammortamento francese a termini costanti, variante ben nota fin dal tempo della grande crisi del 1929. Per stabilire, poi, se vi sia una convenienza più complessiva dell’operazione per il mutuatario – oltre al decantato "sollievo" immediato – occorrerebbe sapere,tra le altre cose, come – oltre al tasso annuo di capitalizzazione (noto) – le banche intendono in effetti calcolare l’impegno assolto dal debitore mediante i versamenti già effettuati (somma attuale di ammortamento) per ricalcolare il debito residuo differito (a rata costante). Se si fosse voluto essere un tantino più disponibili verso i debitori sarebbe bastato porre come condizione che il tasso di accumulazione, cioè il tasso che riproduce il debito contratto capitalizzando i termini costanti, fosse maggiore del tasso di remunerazione per la banca. Ma tant’è. Restano infine tutti i dubbi sul significato, durata, e limiti dell’accordo stessso tra un ministro ed abi.Ho l’impressione che M.Giannini abbia parecchia ragione.

  10. angelo

    Certo che la banca non ci rimette, che non ci sarà nessun abbuono e che il plus non pagato al momento andrà in coda e maturerà interessi passivi. Ma forse qualcuno pensava di poter procedere diversamente? Forse si pensava che per decreto una rata di 1200 euro diventasse di 800 con 400 a fondo perduto? Il provvedimento tendeva unicamente a sgravare il peso delle rate attuali,divenute onerose e non sostenibili. Va da se che quanto non pagato ora si pagherà poi. Ma andate a chiedere ad uno che guadagna 1300 euro al mese e che s’è visto la rata crescere da 500 ad 800 euro mensili se non gradisce tornare alle 500 iniziali. Conosco solo un paese dove lo Stato si accolla i debiti dei sudditi: è il Brunei. Lì il sovrano ha tenuto il seguente discorso: "nel 2007 le cose sono andate bene per lo Stato (cioè per lui). Quindi chiunque ha debiti verso il sistema bancario lo faccia presente. I primi 10.000 dollari li pago io." Ma sono 2,5 mln di abitanti, hanno il petrolio ed il Sultano ha i forzieri gonfi.

  11. cabur

    D’accordo sulla creatività di Tremonti il quale, per altro, ha imposto una formula variabilità della durata in luogo della variabilità della rata – che alcune banche già offrono da tempo. Chiedo, però, a qualcono che ne sappia più di me se, sotto sotto, non ci sia una trappola. Siccome si tratta di rinviare il pagamento di una parte degli interessi, ovviamente pagando gli interessi sulla parte rinviata, non si tratta di un vietatissimo anatocito?

  12. riccardo sessa

    Mi domando se, alla luce degli spazi che vengono riconosciuti a lavoce.info, sul Corriere della sera, spesso citata negli editoriali del quotidiano di via Solferino, sarà possibile leggere un qualche articolo della vostra redazione sul tema mutuo. La posizione del più importante giornale italiano, infatti, non mi pare consona a chi voglia fare una informazione completa. E’ solo un caso o il controllo della banche sui giornali forse ha qualcosa a che vedere con il silenzio di questi giorni?

  13. andrea

    Grande accordo di facciata tra Governo e l’associazione bancaria. Un accordo positivo solo per le banche mentre risulta molto oneroso per le famiglie. L’abbassamento della rata mensile avverrà attraverso l’apertura di un conto finanziamento ad un tasso annuo del 5,22% cui confluirà la parte di rata non pagata del mutuo; gli importi accantonati e gli interessi maturati su questo conto dovranno poi essere restituiti alla scadenza del mutuo, con nuove rate. Una mezza truffa: infatti non solo le banche non hanno rinunciato a nulla ma addirittura gli è stato permesso la capitalizzazione degli interessi, cioè non sarà rimodulato il piano di ammortamento (troppo a vantaggio dei mutuatari!!) ma pagheremo gli interessi su interessi (ricordo che l’anatocismo era incostituzionale!). L’on.Tremonti dalla finanza creativa è passato direttamente alla finanza ingannevole: complimenti ministro!

  14. francesco

    Posto che l’ipotesi di vedere le Banche sostenere la rinascita del paese attraverso "atti di beneficenza" è un’ipotesi davvero balorda, oltre tutto anche da scongiurare in quanto somiglierebbe più ad una forma di assistenzialismo di epoche passate, e posto che in questo paese non vi è più spazio per inutili propagande, perchè non prendere ciò che c’è di buono nella convenzione tra Tremonti ed ABI? E cioè una strutttura predefinita per chi è più in difficoltà, già preconfenzionata a monte senza che ci sia bisongo di negoziazioni individuali che non tutti hanno la capacità di esprimere. Magari è opportuna una buona informazione in modo da poter mettere tutti nelle condizioni di poter scegliere con consapevolezza la cosa migliore. Più soluzioni ci sono sullo scaffale e meglio è per tutti. Non trovate?

  15. cristian masci

    La creatività di Tremonti non consiste nell’avere idee realmente nuove, ma nel modo in cui presenta idee vecchie. D’altronde è stato molto più facile contrattare con chi ha il coltello dalla parte del manico (le banche) il rinvio (molto italiano e non gratuito ovviamente) del momento di pagare, piuttosto che aiutare i mutuatari ad organizzare una class action su base almeno europea contro le istituzioni finanziarie che si sono permesse di elaborare e non vigilare sull’uso di strumenti finanziari legati ai mutui subprime! Forse l’Euribor non è usato nel calcolo degli interessi che lo Stato paga sul debito.

  16. cristian masci

    Le scelte di consumo intertemporale in una famiglia sono all’ordine del giorno: scegliere di pagare le rate oggi per avere una casa domani non significa "mitizzare" la casa, ma creare radici e costruire un luogo "collegante" per i membri della famiglia e non. Qui c’è un vero elemento creativo innovatore e questo dà forza nell’aprirsi al mondo ed aiuta a "contare sulla futura capacità di produrre reddito" sia propria che dei propri figli. Certo è che fin dall’agosto 2007 mi sembra si cerchi in vario modo di minimizzare la crisi derivante dai subprime: i liberisti ci insegnano che con esperienze simili il mercato "cresce", cioè impara e diventa ancora più perfetto: intanto occorre che chi ha inventato/usato/valutato/non controllato questi strumenti "paghi" di tasca propria gli effetti della loro attività e questo non è ancora successo: ad esempio, non basta licenziare la presidentessa di S&P, ma serve che risarcisca il danno. Forse, il mercato non è proprio perfetto con tutta questa asimmetria informativa. Serve una finanza "sostenibile" che guardi al futuro in un’ottica trasparente: ma le istituzioni devono operare responsabilmente ed essere perseguibili, altrimenti sarà "far west".

  17. Sara Guerra

    Non mi sembra si possa proprio parlare di finanza creativa ma al massimo di plagio; vivo negli Stati Uniti, a dicembre mi arriva la proposta di far scivolare 2 mesi in avanti la rata del finanziamento per l’auto al grido di "Fai piu’ regali di Natale". Il tasso dell’operazione e’ usuraio e a propormelo e’ un istituto finanziario diverso da quello che mi ha concesso il mutuo (la concorrenza qua sicuro non manca). Gli USA non sono un florido esempio di mercato finanziario equilibrato e stabile, abbiamo avuto qualche esempio ultimamente. Spero l’Italia non imbocchi quella strada e non fioriscano gli studi di avvocati che si dedicano all’anatocismo.

  18. Filippo Crescentini

    Della strombazzata intesa sui mutui, quella presentata da Tremonti nientemeno che con "udite,udite" avevamo capito che l’unico vantaggio che ne sarebbe derivato era un alleggerimento immediato dell’onere dei mutui, salvo ripagare dopo quello che non si paga durante e pagarci sopra ulteriori interessi. Adesso scopriamo che nella impresa in giro complessiva c’è anche quella che il vantaggio di cui sopra lo si avrà a partire dalla rata di gennaio 2009. La destra che governa è abituata alle decisioni a futura memoria. Il famigerato scalone Maroni con entrata in vigore posticipata di tre anni, questa cosa qua di Tremonti, presentata dallo stesso come finalizzata " a dare un sollievo immediato alle famiglie", posticipata di almeno 7 mesi (alla faccia dell’immediatezza). Non danno l’idea, questi signori, di essere un po’ dei magliari?

  19. Luigi DANIELE

    Condivido il giudizio espresso dall’articolo sugli effetti anticoncorrenziali che l’accordo Governo-ABI in merito ai mutui a tasso variabile produrrà. La controprova potrebbe essere data soltanto dalla offerta di qualche banca di offirre ai mutuatari condizioni migliori, ad es. meno interessi sul conto di finanziamento accessorio. In mancanza di questa controprova l’accordo costituisce un classico esempio di "decisione di associazione di imprese" contraria all’art. 81.1 Tratt. CE e la sottoscrizione del Governo rappresenta un comportamento atto a favorire la conclusione di una tale decisione e a rafforzarne gli effetti, più volte "censurato" dalla giurisprudenza comunitaria. Che aspetta l’Autorità antitrust ad intervenire?

  20. F. Marconi

    Le famiglie che in Italia non riescono più a pagare il mutuo sono ormai tante. Per alcune di loro indubbiamente questa proposta può essere una manna dal cielo. Ma non per me. In sostanza il ritorno al 2006 significa una riduzione dello 0,5% del tasso di sconto, ossia un riporto al 3,5%. Ora, tutti gli indicatori economici, sia quelli fondamentali che quelli tecnici, indicano che a breve la BCE giungerà ad una riduzione del tasso di sconto, portandolo probabilmente al 3,5%. Una decisione che potrebbe essere presa già prima dell’estate. E molto probabilmente, se è vero che ci avviamo verso un periodo di freno dell’economia, il tasso sarà ulteriormente abbassato. A quel punto chi avrà aderito alla riforma di Tremonti si troverà a pagare più di chi avrà aspettato una naturale discesa dei tassi variabili. Ora, è vero che i soldi saranno restituiti dalle banche a fine contratto, ma questo è il punto: a fine contratto. Nel frattempo il cliente si troverà a pagare di più.

  21. luigi zoppoli

    Date le circostanze trovo assolutamente adeguato e pertinente il tiolo dell’articolo. Date le prospettive attuali la persistenza del tasso variabile rimane una mina vagante che compromette la sicurezza economica del mutuatario. Credo che da un punto di vista sostanziale sarebbe stato ben possibile mettere apuntoidonei provvedimenti tecnici per conseguire rimodulazione della rata e trasformazione a tasso fisso del mutuo in essere. Così come il provvedimento si configura ma pare utile, se lo può essere,in casi sporadici e comunqe si presenta come una "toppa" tanto per vantare il proprio interessamento. A prescindere dai risultati, off course. luigi zoppoli

  22. gianni

    Con la novità introdotta dal ns ministro del tesoro sui mutui bancari, io direi oltre il danno anche la beffa. Infatti con le nuove misure molte famiglie rinigozieranno il loro muto scegliendone uno a tasso fisso perchè come effetto immediato la rata scenderà e così l’emergenza è tamponata. Ma l’effetto collaterale grave è che la concorrenza tra le banche, introdotta da Bersani, viene annullata e questo è molto utile soprattutto per le banche che possono stare tranquille poichè non saranno costrette a migliorare le condizioni dei mutui per non perdere clienti. Del resto le banche sono molto entusiaste del provvedimento.

  23. Marco Perez

    Il provvedimento, ancor più dopo la sua analisi, ha tutta l’aria di essere uno specchietto per le allodole. Sicuramente gli strumenti per cercare di aiutare chi e’ in difficoltà vanno cercati altrove. Allo stesso tempo non e’ possibile fare sconti. Ogni operazione finanziaria ha un suo rischio; chi si prende troppi rischi e sbaglia, paga. Non può essere altrimenti. Di sicuro non può essere la comunità a pagare per chi ha fatto scelte irresponsabili e, di certo, le banche non lo faranno (come ha detto un altro lettore non sono organi di beneficenza). La responsabilità delle proprie scelte e delle proprie azioni e’ un concetto in pratica assente nella società Italiana. Quando tutti (politici, imprenditori, semplici cittadini…) risponderanno delle proprie responsabilità, allora il nostro paese cambiera’ davvero. Altrimenti resteremo fermi al finale di Mamma Roma di Pasolini con la Magnani che urla dalla finestra "Dove sono i responsabili?" cui rispondono, dall’assolato agro romano, solamente le cicale.

  24. michele

    Ma quale accordo, quale provvedimento. Sono andato più di un anno fà a rinegoziare il mutuo con la mia banca e cosa mi ha proposto? L’allungamento del mio mutuo. Altro che provvedimento, mi sono avvalso della legge bersani e ho cambiato banca con una rata del mutuo più umana. E’ stata dura ma c’è l’ho fatta. Bersani poteva fare ancora meglio? Forse ,ma sicuramente non ha fatto propaganda!

  25. giuseppe

    Ciao a tutti, faccio il mediatore creditizio come secondo lavoro e lo faccio cercando di aiutare il più possibile persone che hanno mutui vergognosi. Ieri sera ho visto di sfuggita Ballarò e mi ha colpito il fatto che si parlasse dei mutui (e di cosa stesse facendo il governo) in modo così incompleto, senza informazioni corrette e democratiche, visto che il decreto Bersani è stata la vera novità per difendersi dall’arroganza del sistema bancario italiano. In oni caso il problema fondamentale è la mancanza cronica di un minimo di cultura economica per quanto riguarda i diritti e i doveri del cittadino italiano nel rapporto con i vari istituti di credito.

  26. Fernando Luigi Fiori

    Vorrei capire bene l’accordo fra l’ABI ed il ministero ed aspetto di leggerlo con un certo interesse, ma da subito il tutto mi sembra molto farraginoso, sopratutto non riesco a capire come funzionerà il meccanismo nel caso in cui i tassi di riferimento sul tasso variabile (generalemente l’Euribor a sei mesi + uno spread dal 0,75 al 1,5%) dovesse calare. Va sottolineato inoltre che in un momento di tassi alti (e questo lo è) passare dal variabile al fisso è pur sempre un grosso regalo al mutuante, anche se fatto con la "portabilità". Ma il meccanismo è forse quello del "mutuo sonni tranquilli" (che nomi di pessimo gusto) di una grossa banca nazionale, che consiste in una rata costante con conseguente allungamento del priodo di ammortamento, veniva proposto con l’eventualità di un allungamento di qualche anno e si sono viste proiezioni addirittura a quarant’anni. Quand’è che i media forniranno informazioni corrette? Penso al petrolio – quasi nessuno ha mai fatto notare che è cresciuto il prezzo in dollari, ma che rispetto all’euro il rapporto è quasi costante. Però tutti parlano dell’aumento del petrolio e la benziana cresce in continuazione.

  27. Stefano Sylos Labini

    Lei crede che possa esistere la concorrenza tra le banche? Il settore bancario è un settore oligopolistico (è caratterizzato da una tendenza verso la concentrazione e verso la riduzione del numero dei concorrenti) in cui le grandi banche hanno un consistente potere di mercato e possono esercitare una leadership sul prezzo (in questo caso si tratta del tasso sui prestiti). Ora, le banche sono diventate dei soggetti autoreferenziali in cerca di profitti di brevissimo termine ed hanno accumulato un enorme potere economico che si traduce in potere politico. Per questo le banche devono essere coinvolte in un patto con sindacati e imprese sotto la regia del governo affinchè si assumano le loro responsabilità e i loro impegni in modo chiaro e trasparente di fronte al paese. E questo si può tentare seguendo il metodo della concertazione e non con iniziative improvvisate alla Tremonti. L’obiettivo è quello di rilanciare gli investimenti delle imprese perchè solo con gli investimenti si può creare ricchezza e migliorare le condizioni di vita dei cittadini.

  28. Roberto Marazzi

    Mi sembra che il tono dell’articolo non sia condivisibile per almeno tre ragioni: – L’articolo critica il fatto che il provvedimento non consenta che una dilazione nei pagamenti, ma non incida sul loro importo. Ebbene? Chi ha detto che le Banche debbano commuoversi e fare regali ai consumatori? Non sono forse imprese? E’ una logica sbagliata credere che i soli provvedimenti corretti siano quelli che fanno regali. Sbagliata anche perchè, più in generale, ingenera nei cittadini la convizione di avere solo diritti e li deresponsabilizza. Possibile che nessuno sottolinei che il medico non ha ordinato a nessuno di contrarre mutui a tasso variabile e non fisso? Forse tale scelta non venne assunta, giustamente, per convenienza? – ritengo corretto il metodo di lavoro del governo, teso a prospettare un’esigenza agli operatori economici (nella fattispecie l’esigenza di dare sollievo ai consumatori strozzati dal rialzo dei tassi) e ad ascoltare e magari accettare, come nel caso in esame, le soluzioni offerte dagli stessi operatori economici. Il tutto in un’ottica di collaborazione che non credo negativa. Banche e professionisti non vanno trattati pregiudizialmente da nemici. Grazie

  29. Daniele

    Segnalo l’intervista a Tremonti su SherpaTv http://www.sherpatv.it/sherpa/dettaglio_appuntamento.jsp?id=54636

  30. michele

    Un anno fà mi sono recato in banca perchè la rata del mutuo era insopportabile. Indovinate cosa mi son sentito proporre? L’allungamento del mutuo! Altro che accordo, altro che provvedimento. Ho cambiato banca grazie alla legge Bersani ad una rata più umana. Fatti non parole!

  31. Marco Olivieri

    Chiedo alla redazione de "lavoce.info" perchè non fate una simulazione della trasformazione di un mutuo tipo in un mutuo "creativo". Sarebbe veramente interessante, di fronte ai numeri sarà difficile negare l’evidenza. Non approvo il commento di Catalano, ovvero, sarebbe bello vivere in una società di tipo anglosassone come lui sostiene, ma oltre ai debiti di tipo anglosassone dovremmo adottare la "meritocrazia anglosassone". Non approvo che i genitori spendano per poi far ricadere i debiti sui figli, per quanto mi riguarda è gia troppo quello che la mia generazione sta vivendo ( ho 39 anni ). Mio padre ha tre pensioni, ed io ho il dubbio di percepirne una.

  32. Raffaello Morelli

    La perizia tecnica è associata ad un pregiudizio che cela la realtà. Moltissime famiglie hanno (gravi) difficoltà nel pagare le rate dei mutui a tasso variabile. Dunque non solo non possono "liberarsi" del mutuo nei tempi previsti ma, se i tassi non caleranno, rischiano la perdita della casa. Il paragone con la portabilità del mutuo è fuori luogo. La portabilità è un provvedimento positivo, ma non è certo automatica (vedi gli ostacoli delle banche) e soprattutto non consente quei ritocchi immediati e consistenti dei tassi ( perché la crescita dei tassi è di mercato su larga scala e già sconta una concorrenza tra banche) che è l’urgenza di chi è in difficoltà. Lo spingere le banche sulla nuova strada serve ad evitare tracolli finanziari (che, estendendosi, sarebbero molto negativi per il paese) e non tocca la convenienza della portabilità per chi non ha urgenze. La portabilità è un incentivo di sistema e non funziona per le urgenze dei mutui a tasso variabile di chi non ha il tempo né la capacità di affidarsi all’innescare una maggior concorrenza bancaria. Il vero atto anticoncorrenziale sarebbe accollare a terzi il costo dei problemi dei mutuatari in difficoltà.

  33. Paolo Loi

    Sono d’accordo. Aggiungo che ci troviamo di fronte a una soluzione immediata per i mutuatari ma anche di lungo periodo per le banche. Infatti se è vero che il cliente ha un sollievo immediato è anche vero che la banca ha una riduzione media del rischio di default del mutuo rinegoziato. E’ ovvio quindi che le banche siano interessate ad approffitare di un’operazione che, comunque vada, possono sempre dire di non avere promosso loro. Peraltro sarebbe assurdo pensare che le banche si commuovano, perchè ciò sarebbe contrario alla loro stessa natura di impresa. C’è qualcuno che si aspetta, per esempio, che le compagnie petrolifere si commuovano per l’andamento del prezzo della benzina?

  34. paolo

    Come si fa a dire che con la nuova proposta di Governo la durata dei mutui aumenterà solo se i tassi si alzeranno ancora? Non é vero poiché se i tassi restassero assolutamente immobili fino alla scadenza, la durata aumenterebbe comunque per controbilanciare la differenza di rata tra il valore dovuto e quello "politicamente fissato al 2006", salvo che le Banche si impegnino a regalarlo ai mutuatari, ma di questo non si tratta. Inoltre, dato che la rata contribuisce sia al pagamento degli interessi che alla diminuzione del capitale erogato, siamo proprio sicuri che il capitale residuo anziché diminuire mensilmente non aumenti, causando la malaugurata possibilità di ritrovarsi dopo un certo tempo con un capitale superiore a quello residuo odierno? No, che non siamo sicuri, anzi, se i tassi dovessero continuare a salire (ipotesi a breve non praticabile neanche per Trichet, ma del futuro non c’è certezza) potrebbe anche accadere che la quota 2006 non sia in grado di coprire neanche tutta la parte di interessi dovuti, cosicché la differenza fra il dovuto ed il "politicamente fissato" andrebbe a capitalizzarsi sommandosi al capitale residuo facendolo crescere anziché scalare! O no?

  35. vittorio de sigis

    In nessuna tramsissione televisiva, che io sappia, sono stati fatti degli esempi per capire quanto si pagherà dopo la scadenza del mutuo, ipotizzando 3/4 scenari possibili. E’ possibile che anche su questioni dove è possibile dare un’informazione chiara e ‘non politica’ giornalisti e politici siano così fumosi, a partire dal Ministro dell’Economia. Se risparmio 100E al mese, 1200E/anno, a tassi odierni invariati, quanto dovrò rimborsare fra 20 o 30 anni? Non ho fatto il calcolo, anche perchè non sono chari gli interessi che le banche applicheranno. Infatti si parla solo degli interessi applicati sulla dilazione alla scadenza del contratto di mutuo. Ho l’impressione che la durata di questi mutui superi quella della vita di una persona.

  36. Umberto Zaccaro

    Perchè i nuovi inqulini hanno sottoscritto questa tipologia di mutuo? Si è detto perchè malamente consigliati dalle banche. Ma erano le banche le uniche a dover dare dei consigli, per di più in evidente conflitto di interessi? Perchè, allora, il Governo, la Banca d’Italia o, almeno, le associazione dei consumatori non sono intervenute informando i cittadini sulle metodologie più corrette per la sottoscrizione dei mutui? Penso che, ancora una volta, vi sia stata una colpevole mancanza da parte di chi deve tutelare gli interessi della collettività. Le banche hanno sfruttato quelle che sono le leggi del mercato e della concorrenza stabilite dal Paese in cui agiscono. Queste leggi, però dovrebbero prevedere una informazione semplice ed efficace per tutti i partecipanti al mercato finanziario o, quanto meno, consentire la diffusione di figure "super partes" in grado di consigliare la parte più debole (vedi MIFID). Raramente, anche quando ormai il danno è stato fatto e le conseguenze evidenti, si sente parlare di corretta e chiara informazione sui mercati finanziari preferendo cercare soluzioni dagli effetti incerti o risibili.

  37. Antonio Griffa

    E’ proprio vero il detto che dice "Il ladro non è chi ruba in banca, ma chi la fonda". Io l’ho provato a mie spese con le Argentine ed ora mi tengo alla larga da esse e se devo investire lo faccio su terreni.

  38. ulisse iovine

    Scusate la mia ignoranza e permettemi di andare fuori tema. Ma il sistema bancario da prova di responsabilità finanziaria (e sociale, aggiungo) quando eroga mutui pluridecennali in un momento in cui i tassi sono ai minimi da decenni e il valore degli immobili ai massimi da anni (mi piacerebbe poi sapere se i prezzi delle case sono cresciuti anche per l’improvvida gestione dell’introduzione dell’euro) per di più in un un momento storico in cui tanti soggetti": imprese e persone (almeno quelli che si confrontano con il mercato), sono "precari"? O sono io che non ho capito niente? Grazie anticipatamente a chi vorrà rispondermi.

  39. lorenzo

    Secondo me è una fregatura. Nel momento in cui si parla di rispermio di 850€ per le famiglie si sta dando un’informazione del tutto errata. Se invece di comprare un auto in contanti a 12mila euro decido di pagarla in 12 rate da mille euro non è che il concessionario può dire di avermi fatto 11mila euro di sconto. O sbaglio?

Lascia un commento

Non vengono pubblicati i commenti che contengono volgarità, termini offensivi, espressioni diffamatorie, espressioni razziste, sessiste, omofobiche o violente. Non vengono pubblicati gli indirizzi web inseriti a scopo promozionale. Invitiamo inoltre i lettori a firmare i propri commenti con nome e cognome.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén