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  1. SONIA Rispondi

    Cosa dire dei miei colleghi che alla fine della giornata o al sabato ed alla domenica vanno in aziende più piccole e meno visibili della nostra e fanno degli straordinari "in nero", quindi la propria azienda che per scelta non corrisponde extra "in nero" viene penalizzata dal sottobosco. I sindacati sono a conoscenza di questa realtà ma sembra cha la sopportino, forse perchè è una prassi adottata anche dal rappresente sindacale? Il fatto di detassare gli std non è forse un uncentivo a far emergere anche questa forma di lavoro nero?

  2. michele venco Rispondi

    Si tratta, per essere precisi, di una parziale detassazione degli straordinari. Nella migliore delle ipotesi il tetto di 3000 euro corrisponde a 191 ore di straordinari annui per un dipendente che abbia solo la tredicesima mensilità e guadagni 30.000 euro 30.000 diviso 13 (mensilità) diviso 22 (gg lavorativi mensili) diviso 8 (ore giornaliere) fa 13,11 (paga oraria lorda) + 20% (retribuzione oraria maggiorata per gli straordinari)= 15,73 che per 191 fa 3000). Per chi invece guadagna 15mila euro le ore diventano 382 cioè più di 34 ore mensili (ipotizzando che si possa usufruire di almeno un mese di ferie). Siamo in un paese civile del ventunesimo secolo oppure in un paese incivile del diciannovesimo? Se poi facciamo i conti del vero risparmio fiscale il dipendente da 15mila risparmierà 510 euro (aliquota 27% nuova tassazione secca del 10% risparmio 17%) all'anno arrivando al tetto massimo di ore parzialmente detassate, il dipendente da 30mila invece risparmierà 840 euro (aliquota 38% nuova tassazione secca del 10% risparmio 28%). Prevedere un tetto massimo di ore straordinarie detassate completamente a seconda delle fascie di reddito era tecnicamente troppo difficile da pensare?

  3. Aly Baba Faye Rispondi

    Un piccolo sospetto: e se la detassazione degli straordinari fosse solo un modo come un altro di reintrodurre il lavoro "a cottimo" presentadola come ricetta per l'aumento di produttività? Poi si è detto che molte madre di famiglia non potranno usufruire di questa "opportunità" in termini salariali! Aggiungo e se fosse l'unica fonte per i lavoratori immigrati di salire sull'ascensore sociale?

  4. robertone Rispondi

    E' proprio vero gli italiani non hanno memoria. O è qualcosa di ben + grave, ma sbaglio o lo scorso anno nei posti di lavoro furono indette assemblee sindacali x approvare il pacchetto welfare, nel quale era incluso anche la dettassazione degli straordinari? Inutile dire che in quel frangente la cgil era (o doveva per forza essere) d'accordo con il decreto del governo Prodi. Inutile dire che nalla maggioranza delle assemblee vinsero i contrari, ma poi il risultato fu che vinse il sì. I misteri d'italia di cui nessuno parla.

  5. carlo Rispondi

    Ma non si diceva una volta che se si facevano gli straordinari si impediva l'accesso al lavoro ad altre persone? Ancora: ma non si parlava qualche anno fa delle 36 ore settimanali? Faccio 10 ore di media al giorno, dalla mattina alla sera, lavoro anche il sabato e se c'è bisogno la domenica! Il mio vuol essere solo un richiamo per chi come me lavora per tirare avanti! L'unico provvedimento da adottare è quello di aumentare i salari a chi guadagna poco e abbassarli a chi guadagna tanto. Semplicemente no? Non sarò mica un comunista a pensarla così?

  6. maria rosa gheido Rispondi
    Nel condividere le osservazioni dell'autrice, aggiungo che nella bozza di decreto legge che è attualmente a disposizione la parziale detassazione di straordinari e voci variabili si accompagna alla tassazione delle piccole liberalità e dei sussidi erogati a fronte di gravi difficoltà del lavoratore, conseguente all'abrogazione della lettera b) del c.2 dell'art.51 Tuir. Cordiali saluti, mrg
  7. Fabio Raja Rispondi

    La Professoressa Guerra sbaglia poichè ragiona come se la "detassazione" riguardasse solo l'incremento dell'aliquota determinato dall'aumento del reddito. In realtà, qualsiasi sia l'aliquota marginale cui è sottoposta la parte variabile del salario questa è sostituita da una sorta di "cedolare secca" del 10%.Perciò il provvedimento riguarda tutti i lavoratori del settore privato che percepiscono un reddito inferiore ai 30.000 € e con un tetto di 3.000 € semestrali. Questo significa che se alla fine del corrente anno un lavoratore avrà ricevuto, nel secondo semestre, € 3000 per straordinari o preni di produttività, percepirà circa 1800 € nette, invece delle 1400 € che riceverebbe se la sua aliquota marginale fosse del 33%, con un guadagno, proiettato sull’anno, di 800 € che per molti lavoratori può significare una quasi quattordicesima. La Professoressa osseva che che due soggetti che hanno lo stesso reddito dovrebbero essere tassati nello stesso modo. E invece avverrà che quello per il quale una componente deriva da straordinari o premi sarà tassato meno e riceverà, perciò, più soldi. La risposta è semplice: PERCHE' HA LAVORATO DI PIU'.

  8. franceso scaccaiti Rispondi

    La novità dell’istituto della contrattazione territoriale consiste nel fatto che il sindacato lo propone mentre in passato lo aveva sempre avversato. In buona sostanza si tratta di una riedizione, riveduta e corretta, delle gabbie salariali. Non è detto che ciò che era sbagliato in passato lo sia anche adesso o non è nemmeno detto che tutte le convinzioni del sindacato, in passato come adesso, in tema di lavoro, siano sempre state corrette. L’importante però è chiamare le cose con il loro nome. Per quanto concerne la detassazione degli straordinari mi sento di affermare che si tratta non solo di un monstrum in termini di equità fiscale, come bene argomentato da Maria Cecilia Guerra, ma anche di uno sgorbio in termini di teoria economica. Il fatto che le ore straordinarie siano più costose di quelle ordinarie è opportuno in quante le imprese, se si trovano di fronte a un aumento di domanda che reputano transitorio (stagionale o dovuto a fattori contingenti) ricorrono agli straordinari; se invece ritengono che l’aumento di domanda sia definitivo (aumento della domanda aggregata, mercato in espansione, etc) assumono nuovi lavoratori.

  9. Gabriele Rispondi

    L'emersione del 'nero' non passa attraverso la riduzuione della tassazione, essendo il nero tasso allo 0% qualunque riduzione delle aliquote applicate rimane inutile. E' un provvedimento per esaudire una promessa elettorale populista; "premiamo chi lavora di piu' e contribuisce alla crescita del PIL". Il solito provvedimento sbagliato fatto da un governo pieno di populismo. Sono molto preoccupato.

  10. sasà Rispondi

    Trovo veramente ingiusto detassare gli straordinari, intanto perchè non tutti hanno la possibilità di farli e quindi se uno guadagna mille continua a guadagnare mille. Sarebbe meglio detassare il lavoro per tutti i lavoratori e poi casomai detassare anche gli straordinari. Poi vorrei che qualcuno mi rispondesse se non è forse una discriminazione escludere i dipendenti pubblici (tranne forse le forze dell'ordine che in molti casi vengono impiegati in ufficio per svolgere mansioni amministrativ/buracratiche (dequalificandoli) esistostono molte categorie molto importanti nel pubblico impiego come per es. infermieri e vigili del fuoco che sono oberati di lavoro. Io trovo incostituzionale trattare diversamente (con normative governative) i lavoratori pubbli e quelli privati!

  11. giorgio Rispondi

    In alcune realtà pubbliche lo straordinario in tutte le sue tipologie è già una realtà.La mia esperienza diretta mi insegna che le conseguenze sono negative: 1) stipendio gonfiato che definirei "bolla". 2) assoluto potere discrezionale dei vari dirigenti di turno con relative discriminazioni e ricatti 3) perdita di qualsiasi potere contrattuale e rivalità tra i singoli lavoratori. 4) Perdita di qualsiasi relazione solidaristica 5) peggioramento assoluto della qualità della vita e nel tempo conseguenze sul piano della propria salute. 6) Illusione di potersi permettere una vita economica più ricca ma di fatto impossibilità di poter programmare nel lungo periodo perchè lo stipendio è gonfiato non è garantito e dipente da quanto si è nelle simpatie del dirigente. P:S. in casi specifici,lo straordinario è stato vincolato alla malattia, ossia nel mese chi ci si assenta per malattia, non si fa lo straordinario."Ne ho viste delle belle." QUINDI IO LAVORATORE DICO NO AGLI STAORDINARI!

  12. Gerardo Fulgione Rispondi

    Mi sfugge la logica del perché escludere gli statali ed affini (dipendenti delle autonomie locali etc...). Già per contratto il ricorso agli straordinari per noi è limitato a casi specifici e per un determinato tetto, forse si vuole ancora una minore produttività nel pubblico impiego? Ed allora perché andare a sbandierare sui media che siamo tutti fannulloni? E poi scusate, mi sbaglio o dal 1993 (l'allora D.Lgs. 29/1993) il pubblico impiego è stato privatizzato, e quindi parificato al lavoro privato (almeno nella ratio della disciplina), come mai poi siamo sempre gli sfigati di turno?

  13. Alessio Laguda Rispondi

    La detassazione degli straordinari con una cedola secca al 10% potrebbe inoltre portare all'emersione degli straordinari in nero con una possibile flusso positivo per lo stato che andrebbe a diminuire il mancato gettito per gli straordinari gia' dichiarati. Ho sentito piu' dei una persona che percepisce, nelle piccole imprese, gli straordinari in nero perche' mettendo delle ore di straordinario in busta paga prenderebbe praticamenete uguale. Inoltre, anche se sarebbe difficile da stimare, molte piccole imprese fanno parte del nero proprio per poter pagare le uscite in nero, la diminuzione di tali uscite aumenterebbe la propesione a dichiarare di piu' da parte delle piccole imprese dovuto al fatto che l'aumento dei controlli messi in atto dalla guardia di finanza, spinge gli imprenditori ad evadere di meno.

  14. Paolo Rispondi

    Non sono un economista, quindi mi limito a fare un esempio, il mio. Sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato. L'azienda in cui lavoro paga a tutti un premio di produttivita che, su base annuale, assomma in media a 3000 euro. Sempre la stessa azienda mi ha riconosciuto, nel tempo, un superminimo individuale di 1300 euro mensili. Non faccio molti straordinari, perchè per accordo vengono riconosciuti solo dopo la 9 ora, diciamo in media 100 euro al mese, ma tutti i giorni lavoro comunque nove ore: tutto questo mi porta ad un reddito lordo annuo di 41.000. Ho tre figli e non ho mai preso gli assegni familiari, perchè anche mia moglie lavora. Sono quindi oltre il tetto che determinerà le nuove riduzioni di imposta sulle parti variabili: non godrò di alcuna detrazione e nella mia stessa azienda avrò un premio di produttività pari ai due terzi della maggior parte dei miei colleghi. Ora la mia retribuzione è legata alla mia professionalità; perchè dovrei vederla svalutata dall'oggi al domani? cosa mi distinguerà da chi che tirano a campare e che si vedrà premiato? Ritengo iniqua qualsiasi provvedimento fiscale che danneggi la meritocrazia! Cordiali saluti. Paolo

  15. Vincenzo Rispondi

    Pienamente d'accordo con il brillante articolo della Prof.ssa Guerra..io aggiungerei ai sacrifici di benessere (d'accordo il PIL non può essere tutto) anche l'aumento dei rischi di infortunio certamente connessi all'aumentare delle ore di lavoro specie oltre le canoniche 8 ore....a prescindere dalle ovvie ragioni di equità, non è anche costoso pagare oltre che curare gli infortuni?

  16. Alberto Lusiani Rispondi

    Se calcola l'aliquota marginale effettiva per un lavoratore con carichi familiari e con reddito imponibile lordo anche solo di 20000 Euro/anno, per esempio con il calcolatore IRPEF di Repubblica, potra' constatare che l'aliquota marginale effettiva e' 46% e non circa 30% come scritto nell'articolo. Il 46% include l'effetto dell'aliquota di scaglione, delle detrazioni decrescenti e degli assegni familiari decrescenti. Puo' trovare dei calcoli simili nel Libro Bianco di Visco e anche da parte del sottoscritto sul web. Se poi calcola l'aliquota marginale comprensiva anche di contributi INPS e IRAP, che si applica sul costo totale del lavoro, vedra' che ogni 100 Euro in piu' pagati dal datore di lavoro 63 li prende lo Stato e solo 37 finiscono in tasca al lavoratore. Questo e' un problema reale che va sottolineato, indipendentemente dal fatto che la detassazione sia la soluzione. E' anche grave e condannabile il fatto che lo Stato impone queste aliquote marginali in maniera non trasparente con detrazioni ed elargizioni decrescenti col reddito che si aggiungolo all'aliquota legale di scaglione.

  17. ida Rispondi

    Mi sembra di ricordare che qualche anno fa (si discuteva per il raggiugimento delle 35 ore) lo straordinario era visto come Belzebù; inviso ai sostenitori dell'ozio (De Masi docet) e ostacolo all'occupazione degli ousiders. Una produttività in costante calo per assenza di innovazione, materie prime e nuovi mercati come può risalire la china sfidando lo schiavismo cinese? Boccio l'agevolazione fiscale perchè non porta vantaggio nè ai lavoratori nè alle imprese; nè credo che possa costituire le basi per una società più equa e solidale. Chi lavora in proprio può fare straordinari ed eventualmente creare nuova occupazione se ha capacità imprenditoriale e mercato; chi è lavoratore dipendente deve fare bene solo il suo lavoro contribuire alla produttività; i sindacati devono assicurare il potere di acquisto delle retribuzioni. Non si può rimandare al grado di sopportazione (o di necessità) dei lavoratori dipendenti la soluzione della competitività delle imprese.

  18. Claudia Rispondi

    Mi fa piacere che qualcuno abbia finalmente sollevato il punto dell'iniquità della detassazione degli straordinari nei confronti di quei lavoratori a cui gli straordinari sono tacitamente richiesti ma non pagati (e non mi sembrano così rari, soprattutto nel terziario). Meglio, molto meglio sarebbe ridurre la tassazione per tutti i dipendenti, che sopportano aliquote marginali da "Paperoni" applicate a stipendi da normale impiegato (ma una volta non esisteva il recupero del fiscal drag?).

  19. Alessandro Rispondi

    Nell'articolo si tralasciano i casi di chi gli straordinari già li fa, perché anche se tassati sono una componente indispensabile del suo bilancio. La riduzione delle tasse sugli straordinari non aumenterà significativamente il numero delle ore straordinarie, ma ne aumenterà la redditività.