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  1. F.Francois Rispondi

    Sono d'accordo che ogni paese ha delle politiche migratorie che le consentono di acoogliere tale o tale tipologia di immigrato. Parlando dell'Italia ove si dice che quasi tutti sono poco qualificati,io mi dico che le imprese stesse richiedono il lavoro non troppo qualificato a guardare il livello dello stipendio a parità di prestazione lavorativa rispetto ad un altro paese(ad esempio Il Canada) Se si applica il sistema a punti per selezionare il lavoratore per un sistema industriale fatto di piccole e medie imprese, credo che queste ultime si ritroveranno senza lavoratori. Istituire la Blue Card per un ingegnere indiano che arriva non solo per far fatica a trovare il lavoro ma anche per essere pagato a due lire per me è sbagliato.Bisogna sempre trovare qualcuno che di sicuro non è né l'igegnere indiano né l'italiano senza qualifica per lavorare nelle fabbriche e nell'agricoltura. Per prova la recente legge in inghiltera che stabilisce di poter parlare l'inglese per raccogliere i pomodori ha fatto registrare un calo di 25 per cento del fatturato nel settore. Secondo me non c'è legame tra la raccolta dei pomodori e il parlare la lingua inglese...

  2. Armando Rinaldi Rispondi

    Buongiorno, poche righe per aggiornarvi con qualche dato recente. Nel corso del 2007 in Provincia di Milano sono stati avviati al lavoro 180.000 immigrati in gran parte provenienti dai paesi dell'Est Europa. Di questi il 40% è laureato e il 30% diplomato. Sul totale dei 180.000 il 60% è stato assunto a tempo INDETERMINATO. Per contro di tutti gli avviamenti al lavoro che hanno interessato; nello stesso periodo e nella stessa provincia, dei cittadini italiani solo il 30% è stato inserito con contratto a tempo indeterminato. Da un'indagine condotta dalla Provincia è emerso che le aziende che hanno preferito il lavoratore immigrato lo hanno fatto in quanto considerato più preparato e più motivato. Cordiali saluti Armando Rinaldi

  3. Stefano Bertozzi Rispondi

    L'Europa non è capace di attrarre immigrati altamente qualificati per tre motivi principali (nei 27 paesi dell'Ue solo lo 0.9% della forza lavoro extracomunitaria è altamente qualificata). Il primo è imputabile ai dissimili criteri di ammissione ed al diverso riconoscimento di alcuni diritti. Il secondo allo scarso appeal del package offerto ed il terzo all'enorme difficoltà di riconoscere i diplomi accademici conseguiti in paesi terzi (competenza nazionale). La Blue Card è una prima, parziale risposta a queste problematiche. Uniformare attorno al criterio del salario l'entrata degli altamente qualificati (AQ) - la decisione di entrare rimane tuttavia nelle salde mani degli stati membri. Permette agli AQ, dopo 2 anni di lavoro, di potersi muovere da un paese all'altro (oggi è possibile solo dopo 5 anni). Favorisce la migrazione circolare - e qui è "superiore" alla Green Card - lasciando gli AQ, dopo 2 anni di lavoro, di tornare nel loro paese di origine per intraprendere un'attività - senza perdere nessun diritto acquisito. Non corrisponde al vero che la "stragande maggioranza" degli immigrati sono richiedenti asilo. Basta prendere le statistiche ACNUR per rendersene conto.

  4. C. Finardi Rispondi

    Purtroppo in Italia, la questione immigrazione è ancora ferma a livello di riconoscimento formale secondo il codice "legale-illegale", stante anche la lettura intrapresa dal nuovo governo. Ciò anche per l'elevata propensione a delinquere rispetto alla popolazione italiana degli immigrati (come ha confermato anche una approfondita indagine dell'Espresso, dello scorso anno). Il problema delle competenze sta passando in secondo piano, pure per il drammatico tasso di analfabetismo che pervade la popolazione italiana (dati Censis, LaVoceInfo sui test PISA) e l'assenza di politiche del merito prima di tutto in casa nostra. La statistica non aiuta, da questo punto di vista, perchè se è vero che il tasso di detenzione carceraria di sottogruppi nazionali stranieri è assai più elevato rispetto agli italiani, nel complesso è pur sempre vero che la maggioranza dei lavoratori stranieri, e riferiti agli stessi gruppi nazionali, è onesta. Leggere la questione da un punto di vista economico e non politico allora può essere utile: infatti, attraendo risorse umane qualificate, si riduce la possibilità che ad essere incentivati siano coloro che possono trovare remunerazione dalla malavita. saluti