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  1. Davide Rispondi

    Affronto solo il punto della rete; sull’analisi dell’evoluzione del mercato telecom ci sarebbe troppo da dire. Mi limito a dire che la separazione orizzontale tra i diversi tipi di operatori non la vedo per nulla. In Francia, Orange si é appena comprata i diritti delle trasmissioni di calcio, ad esempio. Che facciamo, li obblighiamo per legge ad adeguarsi al modello da lei proposto? Veniamo alla rete. L’idea non é nuova. Nel 2006 ci fu il progetto di Rovati, consulente del governo Prodi, per nazionalizzarla. L’interesse allora era quello di mantenere un asset strategico al riparo da scalate ostili straniere. Adesso che il socio di maggioranza relativa é spagnolo, ci si accorge che la rete è importante per il paese e che guardando bene assomiglia parecchio ad un monopolio naturale. In realtà si sarebbe dovuto pensarci nel ’97, perché i contribuenti non hanno voglia di pagare il rinnovamento della rete che é stata sfruttata da soggetti privati per oltre 11 anni. Possibile che un’idea diversa dal far pagare pantalone non ci sia mai? Personalmente poi, visto l’esempio vergognoso delle autostrade, la soluzione della proprietà pubblica e la gestione privata non convince affatto.