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GIUSTIZIA

Molti e difformi sono i punti toccati dai vari programmi elettorali in tema di giustizia. In estrema sintesi possiamo dire che su questo argomento i diversi programmi si differenziano per grado di operatività delle proposte, per attenzione alle questioni organizzative, per interesse rivolto alla questione della separazione delle carriere, per la questione delle risorse da dedicare.

GRADO DI OPERATIVITÀ DELLE POLITICHE PROPOSTE

Tra tutti quello che fornisce indicazioni più operative è il programma dell’UDC. Non tutte egualmente ben mirate, ma molto chiare e dettagliate. Si va dalla riorganizzazione della geografia giudiziaria, alla proposta di un bonus fiscale per chi accetta di conciliare e  concorre alla “rottamazione delle cause civili”, alla riforma della Sezione Disciplinare del CSM. Segue il programma del Partito Democratico, poi quello del Popolo delle Libertà e a larga distanza quello dell’Italia dei Valori e de La Destra. Sinistra Arcobaleno e Lega Nord non dedicano al tema particolare attenzione.

ATTENZIONE ALLE QUESTIONI ORGANIZZATIVE

Obiettivi di efficienza attraverso la riorganizzazione della geografia giudiziaria sono nei programmi UDC e PD. Si tratta di un intervento che seppur da solo non sufficiente a sanare i mali della giustizia può tuttavia garantire un recupero di produttività e di efficienza. Il PD aggiunge l’accento sulla specializzazione dei magistrati e sullo sviluppo del processo telematico, che pure può portare ad un recupero di efficienza. Tutti i programmi individuano nell’incentivare forme di composizione extragiudiziale delle liti uno strumento utile per alleggerire la congestione del sistema. In realtà, però, tali forme alternative funzionano realmente solo quando la giustizia ordinaria è rapida ed efficiente.

SEPARAZIONE DELLE CARRIERE

Propongono di riaprire e ridefinire la questione della separazione delle carriere i programmi del PdL e de La Destra. Vi sono, poi, proposte per l’istituzione di forme di responsabilità del giudice per inefficienze del processo nel programma dell’UDC e in quello PdL. PdL e PD evidenziano – il PdL in modo più deciso e con proposte operative – la questione del trade-off tra rilevanza delle intercettazioni e diritto alla riservatezza.

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RISORSE DA DEDICARE AL SETTORE.

 Molte delle proposte avanzate nei programmi su questo tema sono a “costo zero” trattandosi di riforme della regolazione. Le modifiche di tipo organizzativo richiedono risorse, la cui quantificazione non è al momento possibile poiché dipende dall’ampiezza e dai tempi di realizzazione delle proposte. Elementi su quali tutti i programmi non danno indicazioni. Il solo PdL esprime in modo chiaro l’intenzione di accrescere l’ammontare di risorse pubbliche dedicate al settore, ma non ne esplicita la misura.

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LETTERA DALL’ALBANIA

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VERO O FALSO?*

  1. Ermanno Tarozzi

    In verità le diverse proposte non sono scevre da lacune e,soprattutto, prive di una analisi efficace del reale stato della giustizia nel nostro paese. La riforma della giustizia, infatti, rappresenta un punto fondamentale per raggiungere un effettivo livello di democrazia non soltanto formale, ma sostanziale, vale a dire che tenga conto del diritto dei cittadini a veder tutelati i propri diritti con efficacia e rapidità.Ermanno Tarozzi

  2. Daniele Amato

    Ritengo che una possibile soluzione al probleme della lentezza dei procedimenti, soprattutto civili,sia il "decollo" del processo telematico che permetterebbe un’effettivo risparmio di risorse e tempo. Purtroppo siamo ancora a livello di auspici in tal senso e non sembra esserci la reale volontà di sottrarre il processo alla montagna di carte in cui è sommerso. Una proposta di legge per creare "l’ufficio per il processo" è ormai prossimo alla decadenza in virtù della prematura fine della legislatura,ma si tratta di un progetto interessante, anche se non privo di punti,a mio parere,critici,come la copertura finanziaria del provvedimento stesso. Comuque ora meriterebbe di essere ripresa perchè rientra nel quadro di realizzazione dell’informatizzazione del "servizio giustizia", che mi sembra rappresenti una priorità.

  3. luigi zoppoli

    Il garantismo divenuto cavillo e farragine di procedure e termini peggio che bizantini credo incida pesantemente sulla durata del processo penale. Il solo pensare al sistema arcaico delle notifiche è un esempio. Senza sottacere la necessità di eliminare la facoltà conferita al teste di non rispondere. C’è incoerenza rispetto alla matrice concettuale del processo probatorio. In definitiva oltre al tempo, si privilegia la forma e si riduce l’importanza dei fatti e della sostanza. Quanto alle intercettazioni, che contrarietà sono pelose ed interessate. La tipologia dei reati più gravi, il tipo di criminalità più pericolosa che infesta il paese, rende lo strumento ineliminabile. Quindi se è serenamente meglio regolamentabile la normativa sulle intercettazioni, lo si faccia ma senza dimenticare che la privacy, pur fondamentale non può ne’ deve essere tutelata a scapito del generale interesse alla persecuzione di reati soprattutto di tipo mafioso ed economico-politico. Osservazioni analoghe per il processo civile in materia di procedure. Ma un robusto sfoltimento di norme inutili, cavillose e mal scritte, ridurrebbe di per sé la litigiosità fin troppo elevata degli italiani.
    Luigi Zoppoli

  4. luigi zoppoli

    Premesso che è solo ridicolo ed offensivo che di giustizia si debba occupare chi è in palese conflitto di interessi per sé e per i suoi, osservo che forse sarebbe il caso di metter mano anche a codici e procedure. La procedura è una delle fonti dell’organizzazione e se si pensa al medioevale sistema delle notifiche,si fore se ne trarrà conferma. Ma ulteriore motivo per intervenire sui codici è l’assurdo che sovente il processo penale non solo viene percorso come un’autostrada verso la prescrizione, ma diventa un percorso ad ostacoli procedurali con la non secondaria conseguenza che perde di importanza "il fatto-reato". Quanto alle intercettazioni proposte da chi ha una robusta coda di paglia, mi chiedo se intervenire sulle intercettazioni abbia senso. I frequentissimi reati di corruttela o di crimnalità economica, le mafie, richiedono le intercettazioni come vitale strumento di indagine. Questo governo, chiunque sia il ministro, non ha per me credibilità sufficiente per oprerare almeno con l’intenzione di rafforzare l’ordinamento. luigi zoppoli

  5. Domenico Capussela

    Perchè i magistrati fanno 45 gg di ferie? Perchè lavorano solo il mattino? Perchè il pm ed il giudice con le rispettive mogli vanno al ristorante in santa amicizia? Perchè i tribunali di Torino, Bolzano e credo, anche Enna non hanno arretrato? Perchè i magistrati professano pubblicamente le loro idee politiche? Imputato della destra con giudice che scrive sull’Unità a favore del PRC, potrà mai essre tranquillo sulla sua imparzialità? Promozioni per anzianità, l’incapace ed il fannullone fanno la stessa carriera del preparato e del lavoratore.

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