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C’È DEL MARCIO IN PARLAMENTO

Posto che si presumono innocenti tutti i candidati rinviati a giudizio o il cui procedimento penale è attualmente in corso, ecco una panoramica di chi, tra i candidati alle elezioni politiche, è stato (o è) oggetto di procedimenti penali. La tabella qui sotto riguarda  soltanto coloro che, secondo le nostre elaborazioni, avranno un seggio nella futura Camera dei Deputati, con l’eccezione di due casi “in bilico” che sarebbero i primi esclusi nelle rispettive circoscrizioni. Non tutti i reati, ovviamente, hanno lo stesso peso dal punto di vista giuridico, etico e morale. La valutazione della loro rilevanza per dei rappresentati del popolo rimane affidata al giudizio di elettore.

Tabella rinvii a giudizio, prescrizioni e condanne dei candidati (Vedi tabella riepilogativa)

Abbiamo sfruttato le informazioni ricavate dalla tabella precedente per elaborare alcune statistiche sulla situazione giudiziaria di futuri eletti e primi esclusi. Spicca il quasi 9 per cento di futuri deputati dell’Udc già condannati in primo o in secondo grado e in attesa della procedura d’appello e della Cassazione. Per contro, è giusto segnalare come l’Idv (*) non abbia nessun condannato, né prescritto.

Partito % futuri eletti Totale
Nessun condanna Condanna definitiva opatteggiamento Condanne Io II grado con procedimento in corso Prescrizioni Rinvio a giudizio
IDV 100 100
LEGA 93.1 6.9 100
PD 98.8 0.6 0.6 100
PDL 96.7 1.3 0.3 0.7 1 100
SA 98.1 1.9 100
UDC 85.3 8.8 2.9 2.9 100
Total 96.7 1.3 0.7 0.7 0.7 100

Tra i primi esclusi, solo due candidati su 255 hanno subito condanne. Proprio perché si tratta di  “primi esclusi”, non è da scartare l’ipotesi che anch’essi (rispettivamente di Pdl e Sa) possano entrare alla Camera, modificando la percentuale di condanne definitive della tabella .
Nei casi in cui abbiamo riscontrato sia condanne definitive sia prescrizioni, abbiamo conteggiato solo la condanna. Dei ventidue casi riportati nella tabella risultano:

– 4 rinvii a giudizio
– 2 condanne in primo grado
– 2 in secondo grado
– 9 casi di condanne definitive e 1 patteggiamento
– 4 prescrizioni

Leggi anche:  Ergastolo ostativo: diamo fiato alla speranza

(*) La condanna in via definitiva di Leoluca Orlando (capolista in Sicilia1 dell’Idv) per diffamazione aggravata dei consiglieri comunali del Comune di Sciacca (pagamento di una pena pecuniaria di 900 euro più le spese processuali), non è stata conteggiata nella nostra elaborazione, in quanto reato d’opinione. Riportiamo comunque stralci del testo della sentenza.

.
La principale fonte riguardante la situazione penale dei candidati è il libro “Se li conosci li eviti” (2008) di Peter Gomez e Marco Travaglio edito da Chiarelettere. Le informazioni contenute nel volume sono state “incrociate” e completate con sentenze della corte di Cassazione penale e materiale reperito da archivi giornalistici on line.
Purtroppo, come già segnalato le nostre reiterate richieste alle segreterie politiche e agli uffici stampa dei sei principali partiti politici, non hanno ottenuto alcuna risposta.

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LETTERA DALL’ALBANIA

12 commenti

  1. Raffaele Piria

    Grazie del lavoro, molto utile e illuminante!
    Il valore informativo aumenterebbe ulteriormente se ci fosse un link ai testi delle condanne, o dei rinvii a giudizio, ammesso che questi siano disponibili online.

  2. silio

    Francamente non mi piace il titolo. Condivido anch’io l’idea che in democrazia gli elettori debbano essere informati su tutti gli aspetti curriculari dei candidati che gli vengono proposti, e dunque anche delle eventuali vicende penali, che in effetti forniscono notizie di non secondaria importanza nella scelta di chi deve rappresentarci. Eppure dire "c’è del marcio in parlamento" mi pare un’espressione inutilmente aggressiva e demagogica, lontana dai principi liberali cui questo sito dichiara d’ispirarsi.

  3. giacomo

    A me pare, ma potrei sbagliare, che l’Italia dei Valori candidi Leoluca Orlando, già sindaco di Palermo, condannato per diffamazione con sentenza definitiva nel gennaio 2005. Certo, il reato non è così grave da rendere dubbia la liceità di ricoprire pubblici uffici, ma in una tabella sull’argomento non mi pare corretto non segnalarlo.
    Se mi sbagliassi, chiedo scusa.

    • La redazione

      Caro Giacomo,
      la sua segnalazione è corretta e preziosa e la ringraziamo moltissimo. Ci siamo, grazie al suo aiuto, resi conto che avevamo scordato di aggiungere una nota (ora inserita) in cui informiamo il lettore della condanna di Leoluca Orlando e al contempo spieghiamo che non riteniamo corretto inserire nella tabella con le percentual tutti i reati di opinione. Alleghiamo comunque, per chi volesse saperne di più un sunto della sentenza.
      Cordiali saluti
      Lp

       

  4. Andrei

    Come titolo si fa riferimento ironicamente al "marcio in danimarca" amlettiano…purtroppo la situazione italiana è ineguagliata a livello europeo, non si fanno facili demagogie quando si dice che la situazione sia molto grave, ormai pare che l’irregolarità sia diventata il tiepido quotidiano.

  5. Mauro Catarinella

    AI magistrati, e ai politici, non interessa essere al servizio della Giustizia, non lo ritengono un Servizio, ma il terzo potere, evidentemente insofferenti o invidiosi del secondo e forse anche del primo che sforna leggi fatte apposta perché il sistema non debba funzionare, per far si che il politico possa farla franca…ma anche il giudice: il caso Previti e il caso del giudice che ha a vuto paura di scrivere la sentenza e che il Csm non ha fatto una piega, DOCET! Se ci mettiamo poi le scarcerazioni di mafiosi "eccellenti" possiamo dire di avere una giustizia "argentina" (anche da noi certe condanna sono miti o mini) e una "polizia cilena" (D’Alema,sul G8) "o messicana". Ora però, sulla giustizia ad "orologeria" e i soliti sostegni di parte agli indagati, va ricordato che A. Leone, da vice capo gr. alla Camera di F.I., nel dicembre 2006, su Previti ebbe a urlare di "giustizia come arma impropria" e criticò il pres. Marvulli; e sulla cacciata dal Parlamento fu l’on. Pellegrino (Ds, ?) a dire che il suo "cliente" fosse "perseguitato". Eppure è notorio che la fetta più grossa di "on." condannati è nel Cdx. E da Previti a Pecoraro ce ne passa.

  6. Giuseppe Federico

    Su Wikipedia è riportato quanto segue: «Finanziamento illecito Nel 1985 Massimo D’Alema ricevette 20 milioni di lire da parte del miliardario barese Francesco Cavallari, che fu in seguito condannato per concorso esterno in associazione mafiosa[5]. I soldi erano destinati al Partito Comunista Italiano, di cui D’Alema era all’epoca segretario regionale pugliese. Per questo finanziamento illecito D’Alema è stato inquisito ma, a causa dello scadere dei termini di prescrizione nel 1995, il procedimento è stato archiviato dal gip Concetta Russi. L’episodio è stato ammesso dallo stesso D’Alema[6] quando il reato era destinato a cadere in prescrizione.» Come mai non figura nel Vs elenco?

    • La redazione

      L’episodio da lei citato viene anche riportato da molte fonti. Il motivo per cui è scorretto, giurdicamente parlando, inserirlo nell’elenco è che D’Alema ammette il fatto davanti al giudice in seguito alla confessione di Cavallari e quando il reato era già comunque caduto in prescrizione. L”Onorevole D’Alema infatti non venne rinviato a giudizio.
      Cordiali saluti
      Lp

  7. Alessio

    Grazie per aver stilato questa lista. Vi comunico che la sto diffondendo ovunque e anche attraverso il mio blog. Dovrebbe essere sulla bocca di ogni giornalista. — Alessio

  8. Luca Bonisoli

    Pur ritenendo lodevole l’iniziativa, segnalo che i dati sono presentati in modo del tutto scorretto. infatti: 1 – non ha senso parlare di "futuri eletti" perchè non si conosce con esattezza chi saranno gli eletti (almeno in teoria, e preferisco non prendere in considerazione l’alternativa). più sensata è l’analisi di travaglio e gomez che hanno basato i calcoli sui candidati (cioè l’unico dato certo in nostro possesso ad oggi). 2 – anche volendo ragionare sui probabili eletti, a fianco delle percentuali mancano i valori assoluti. in questo modo si scopre ad esempio che il popolo delle libertà presumibilmente eleggerà circa 300 deputati, di cui il 3,3% "disonesti", cioè 10 deputati, mentre l’udc verosimilmente eleggerà circa una trentina di deputati, quindi la sua percentuale di "disonesti" del 14.7% si tradurrà in soli 5 deputati (la meta’ del pdl). 3 – non è condivisibile nemmeno la scelta di mostrare i dati in ordine alfabetico per lista. il primo e l’ultimo posto sono rispettati, ma quelli intermedi no. le liste in ordine di "onestà" sono: idv, pd, sa, pdl, lega, udc. cioè prima tutti i partiti di centrosinistra e poi tutti i partiti di centrodestra.

  9. luigi zoppoli

    Questo è uno ben strano paese. Si è fatto un cancan a proposito di candidati inquisiti o condannati nei vari gradi, si è ascoltato un personaggio che riuscendo a non ridere ha affermato che non avrebbe candidato personaggi condannati-inquisiti con l’eccezione dei "perseguitati". (sarebbe stato carino non candidare berlusconi o dell’utri) ma sono ovviamente perseguitati. Il risultato è quello delle tabelle. Vero che in Italia la sanzione sociale si è capovolta , ma in tutto il paese non è proprio possibile trovare tutti candidati tra gente incensurata e di buona reputazione e perfino con competenze e qualità professionali? La domanda era ovviamente retorica ed a risposta scontata.

  10. Publio Valerio Publicola

    Ho letto la vostra risposta a un commento che vi chiedeva come mai non avete inserito D’Alema nella lista. E’ molto più grave aver preso una mazzetta da un mezzo mafioso, con ammissione, anche se non c’è rinvio a giudizio, che non una mero reato d’opinione (come nel caso di Orlando, rivelatosi per giunta corretto ex post). Francamente la vostra risposta non è condivisibile. Che scopo ha questa tabella? Se i criteri con cui stilate la lista sono meramente giuridico-formalistici, e quindi mettono in secondo piano l’aspetto piu importante che è quello etico, non serve a niente.

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