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  1. Luciano Rispondi

    La crescente integrazione dei mercati finanziari e l’ingresso di nuovi operatori sui mercati hanno reso più arduo il compito delle banche centrali di bilanciare le esigenze di liquidità del sistema nel breve termine con quella di evitare, nel lungo periodo, forme di azzardo morale che derivano dall’esistenza di un safety net per le banche; o ancora, hanno talora posto l’obiettivo della stabilità finanziaria in conflitto con esigenze di un allentamento delle condizioni monetarie, con conseguenti ripercussioni internazionali.

  2. Filippo Rebessi Rispondi
    Non crede che le banche centrali avrebbero dovuto pretendere una rapida "disclosure" sullo stato di salute degli investimenti delle banche?Inoltre:l'apertura dei famosi "rubinetti di liquidità" durante la crisi è avvenuta senza apparentemente seguire alcuna regola, ma su iniziativa discrezionale delle banche centrali, quando abbiano ritenuto che le condizioni di mercato lo richiedessero. Questo è,in teoria, normale, essendo il credito di ultima istanza una procedura di emergenza. Ma se l'emergenza si perpetua per quasi un anno? In alcuni casi si è avuta l'impressione che le banche centrali, dopo un movimento molto negativo degli indici azionari, temessero un "crollo sistemico" e dunque decidessero di aprire i rubinetti.Comprensibile:nessun banchiere centrale ci tiene ad essere ricordato come il fautore della nuova crisi del '29. Ora che però, ad esempio, UBS e Lehman Brothers si stanno agevolmente rifinanziando sul mercato, dopo aver dichiarato l'entità delle perdite, non crede che la discrezionalità dei banchieri centrali nell'apertura dei rubinetti di liquidità andrebbe limitata, mentre bisognerebbe ampliare i loro poteri "informativi"? Saluti e complimenti per l'articolo
  3. Maurizio Ceccarelli Rispondi

    In un sistema globale finanziario sono i produttori di moneta a gestire il mercato quindi le banche, ovvero le aziende legate alla produzione di moneta (economia) operando attraverso la loro "leva fiscale" (tassi) creano una pianificazione col fine di supportare o frenare l'economia con lo scopo di offrire sempre opportunità di crescita alla Nazione di riferimento. Fatta questa piccola premessa, intendo legare tale cappella introduttiva al governo dello Stato Italiano futuro in quanto i programmi elettorali non si basano sulla risoluzione del problema economico ma, contro ogni logica di mercato, sull'aumento di pensioni, salari e stipendi creando in tal modo una voragine economico-finanziaria sempre maggiore. La mia opinione modestissima da profano (semplice cittadino) è la seguente: operare tagliando le tasse (rif. tassi sopra indicati) drasticamente (almeno 50%) in modo da snellire i costi aggiuntivi sulle aziende e quindi offrire alle buste paga una maggior quantità di danaro tale da promuovere il consumo quindi avere, da parte dello Stato, un introito in tasse superiore alla quantità di flusso odierno. Distinti Saluti.

  4. dylan70 Rispondi

    Sia FED che Bank of England hanno usato il lending of last resort per risolvere situazioni a' la Bagehot di illiquidita' senza insolvenza, salvaguardando la stabilita' del sistema. Ma nell'area dell'euro sono in grado di fare altrettanto la BCE e le BCN? Il rifinanziamento della BCE non e' un vero prestito di ultima istanza. Ne' la constructive ambiguity ne' il decreto Sindona danno risposte rassicuranti. E' giunto il momento di dotare l'Eurosistema di un esplicito meccanismo di last resort? E in tal caso come devono cambiare i rapporti tra la BCE e la Vigilanza?