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  1. nicola di grazia Rispondi

    Condivido certamente l'impostazione dell'articolo e la preoccupazione per la scarsa attenzione che tutte le forze politiche dimostrano per l'impatto della variabile giustizia sulla crescita economica del nostro Paese. Ma occuparsi "delle proprietà di efficienza delle retribuzioni dei magistrati", come auspica l'autore, a cosa servirebbe se non si valuta contestualmente come viene concretamente impiegato il volume di spesa dedicato al settore ed in che misura tale impiego può essere modificato per favorire la produttività?

  2. Roberto O. Rispondi

    Il trend dell'Italia è chiaro, personalmente lo chiamo "mediterranizzazione". Molti dei legami culturali con l'Europa vera stanno saltando, e la penisola sprofonda nel Mediterraneo. Consiglio a tutti la lettura del romanzo "Palazzo Yacobian" di Al-Aswany, per farsi un'idea di come la società italiana diventerà tra pochissimi anni.

  3. rosario nicoletti Rispondi

    Il più vivo apprezzamento all’autore, che richiama uno degli aspetti più profondi del declino del Paese. Non vi è dubbio che il basso tasso di legalità sia dovuto alla degenerazione dei rapporti tra i cittadini , non più guidati da leggi o regole. La campagna elettorale si sta svolgendo stancamente, senza che i protagonisti osino affrontare l’argomento. Solo qualche sporadico accenno da parte di personaggi minori, alcuni dei quali pensano di rendere più efficace la giustizia eliminando qualche garanzia residua. Serpeggia dunque solo il desiderio di consolidare la malagiustizia.

  4. luca Rispondi

    In Italia, a causa di una politica affidata al caso, di cui gli italiani sono gli unici responsabili, i politici eletti o nominati non rappresentano che se stessi ed i propri interessi. Nessuna legge può accontentare tutti, ma fissare regole certe è fondamentale. In Italia, partendo proprio dai politici (moltissimi vedono i propri nomi nelle liste dei condannati, dei prescritti, dei stranamente graziati, degli indultati etc...), si vede come la legge non è uguale per tutti. Diciamo pure che ai nemici la legge si applica, agli amici si interpreta. Il cittadino medio ha preso atto che, se non ha santi in paradiso, vedrà riconoscersi un diritto legittimo dopo anni ed inutili rinvii dibattimentali. A questo, oggi, nessuno ha dato risposte. Basta entrare in un tribunale per capire la lentezza burocratica e, soprattutto, la voglia di lavorare che hanno molti addetti. Eppure, Torino e Bolzano sono Tribunali in linea con la media europea. Come mai nessun politico si occupa di applicare modelli efficienti sperimentati a tribunali inefficienti. Ovviamente, in un tale contesto, uno stacanovista del lavoro incrocia le braccia. lo farei anche Io.

  5. Giacomo Dorigo Rispondi

    Già, questo è un paese dove se sei "piccolo" e non vieni pagato (per un servizio reso o un bene venduto, ecc.) non hai nessuno strumento per riavere i tuoi soldi e spesso a non darteli o a darteli con un ritardo tremendo è lo Stato stesso, al sud come al nord...

  6. marco Rispondi

    Non posso che concordare sul punto. La riforma della giustizia è una questione fondamentale non solo dal punto di vista del diritto, essendo questa la funzione principale dello stato, ma anche economica. Infatti se per far valere i propri diritti su un contratto in tribunale ci si rimette soldi e salute, visti i tempi biblici, l'effetto finale è che chi entra in una transazione di mercato è o cretino o malintenzionato. Riprendendo banalmente Coase con costi di transazione elevati, in questo caso legati all'enforcement, non si sfruttano efficientemente tutte le possibilità derivanti dallo scambio. Purtroppo noto che in entrambi gli schieramenti si pone l'attenzione in maniera populista sul processo penale perché legato alla sensazione di sicurezza, ma ben poco si parla dei processi civili. Sul fatto che la riforma della giustizia non dovrebbe trovare forti pressioni contrarie mi permetto di dire, sarà pure qualunquismo, che le pressioni maggiori avvengono proprio allinterno del parlamento. Altrimenti non mi spiego come sia possibile la costante degenerazione dei processi, e qui mi ripeto l'unica ipotesi ragionevole è che o sono dei cretini o dei malintenzionati. saluti