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ROMA SBAGLIA SUI TAXI *

Aumentare il numero delle licenze di taxi e, allo stesso tempo, concedere agli operatori aumenti sulle tariffe, come ha fatto il comune di Roma, può portare a risultati negativi. Lo dimostra una analoga esperienza del Regno Unito. Due scenari si prospettano ora per la capitale italiana: la domanda di servizio cresce e con essa il valore delle licenze. Oppure resta stabile, ma i prezzi di corsa più alti compensano comunque i tassisti. In entrambi, i casi la resistenza a ulteriori future liberalizzazioni sarà ancora più forte.

Il 12 dicembre 2007 la giunta comunale di Roma ha ratificato l’accordo raggiunto tra i sindacati dei tassisti e il Comune sulla concessione di 500 nuove licenze (250 nel 2008 e 250 nel 2009) in cambio di un aumento del 18 per cento delle tariffe e di un supplemento di due euro per le corse che iniziano dalla stazione Termini. Il numero dei taxi circolanti nella capitale aumenterà quindi del 35 per cento in due anni, portando il totale a circa 7.800 in cambio di un sostanziale aumento delle tariffe. (1)
Quali saranno le probabili conseguenze sul mercato dei taxi di queste misure? Per rispondere alla domanda possiamo fare ricorso a un recente studio pubblicato dall’Office of Fair Trading (Oft) sugli effetti della rimozione delle restrizioni alla concessione di licenze taxi nel Regno Unito. (2)

IL CASO DEL REGNO UNITO

Così come in Italia, nel Regno Unito le licenze per i taxi vengono rilasciate da autorità locali che, tuttavia, possono rifiutarsi di concederle solo nel caso in cui dimostrino che non vi sia “domanda non soddisfatta” per tali servizi. Nel 2003 l’Oft, in seguito a uno studio del mercato dei taxi, ha suggerito a tutte le autorità locali di rimuovere ogni restrizione sulla quantità di licenze: 48 autorità lo hanno fatto, molte altre (circa 90) hanno deciso di non seguire il suggerimento. 
Un rapporto di valutazione sullo studio del 2003 è stato pubblicato nel novembre 2007. Analizza, tra le altre cose, l’andamento del numero dei taxi autorizzati e dei tempi di attesa per i passeggeri e i tassisti sia in luoghi dove le restrizioni sono state mantenute sia dove sono state rimosse, utilizzando un campione di undici aree, quattro in cui le restrizioni sono state rimosse e sette in cui le restrizioni sono ancora presenti.
Le tariffe (regolate) medie sono aumentate di circa il 50 per cento fra il 1999 e il 2007. L’aumento è stato superiore nelle aree dove le restrizioni sono state rimosse, ma la differenza con le altre è minima.
Il numero di taxi è invece aumentato sensibilmente (del 73 per cento circa) nelle zone dove le restrizioni sono state rimosse, mentre è aumentato solo del 5 per cento laddove le restrizioni sono ancora presenti.
Il valore medio delle licenze nelle aree in cui vi sono ancora restrizioni si aggira intorno alle 30mila sterline (circa 42mila euro al cambio attuale), una cifra inferiore a quella necessaria ad acquistare una licenza in numerose città italiane e meno di un quarto della cifra necessaria ad acquistarne una nella capitale. (3) 
Le tabella 1 riassume l’andamento dei tempi di attesa medi sia per i tassisti sia per i passeggeri rilevati in diversi posteggi taxi in undici località del Regno Unito ottenuti dallo studio menzionato. La tabella si basa su rilevamenti effettuati in vari anni (dal 2003 al 2007) in vari punti di attesa. Ogni rilevamento si è svolto nell’arco di circa due settimane durante le quali alcuni osservatori hanno riportato il tempo di attesa sia dei tassisti che dei loro clienti per un elevato numero di ore.

Tabella 1: Tempi di attesa medi per i consumatori ed i tassisti nel Regno Unito

  Tempi di attesa per i consumatori (minuti) Tempi di attesa per i tassisti (minuti)
  Osservazione iniziale Osservazione finale Variazione percentuale ponderata Osservazione iniziale Osservazione finale Variazione percentuale ponderata
Aree con restrizioni 1.03 0.51 -47%a 12.12 14.7 23%a
Aree senza restrizioni 1.37 0.39 -57%a 10.28 16.66 100%a

(a) La riduzione percentuale è ottenuta ponderando la riduzione per la popolazione dei vari luoghi in cui sono state effettuate le osservazioni e pertanto non corrisponde alla riduzione calcolata utilizzando i dati riportati in tabella

Fonte: Elaborazione da Europe Economics, Evaluating the Impact of The Taxi Market Study, 2007

I tempi di attesa per i consumatori si sono ridotti sia nelle aree con restrizioni sia in quelle senza restrizioni, con una riduzione molto più marcata in queste ultime (57 per cento contro 47 per cento). Al contrario, i tempi di attesa per i tassisti si sono notevolmente allungati in tutte le aree, ma in maniera superiore nelle aree dove le restrizioni sono state rimosse (100 per cento contro 23 per cento). Se si assume che il valore del tempo per un tassista e per un consumatore sia equivalente è possibile concludere che l’effetto netto della rimozione delle restrizioni sia stato negativo.
Qual è la ragione di questo effetto negativo? Il trend crescente nelle tariffe si traduce in un aumento del valore della licenza nelle aree in cui le restrizioni sono ancora applicate, e in un aumento del numero di tassisti (ben del 73 per cento) nelle aree in cui la licenza non deve essere acquistata. 
Poiché la regolamentazione delle tariffe dei taxi (almeno nel Regno Unito) ha lo scopo di proteggere il consumatore, è ragionevole concludere che l’abbandono delle restrizioni sul numero di licenze doveva essere accompagnato da minori incrementi delle tariffe, per evitare un aumento così marcato del numero dei taxi in circolazione.

COSA ACCADRÀ A ROMA

L’esempio del Regno Unito può essere di aiuto per comprendere quali saranno le probabili conseguenze del recente accordo raggiunto a Roma.
A meno di non credere che le cinquecento licenze siano eccessive rispetto alla domanda, una posizione difficile da sostenere vista l’evidenza sul valore delle licenze a Roma e il contemporaneo aumento delle tariffe, le licenze verranno assegnate e utilizzate. A questo punto due scenari sono possibili. Nel primo l’aumento di taxi fa aumentare anche la domanda di servizio (poiché i consumatori avranno maggiore facilità a utilizzarli) senza avere effetti sui tempi di attesa di tassisti e consumatori, provocando un ulteriore aumento del valore delle licenze, a causa degli aumenti tariffari, e di conseguenza una maggiore difficoltà nel liberalizzare ulteriormente il mercato. Nel secondo scenario, la domanda per i servizi dei taxi non aumenta a sufficienza e quindi i tassisti devono sobbarcarsi attese più lunghe, che sono tuttavia disposti a sopportare visto l’aumento nelle tariffe, ma ulteriori liberalizzazioni verranno avversate sulla base di considerazioni relative ai profitti attesi dei tassisti.
In entrambi i casi gli effetti potranno difficilmente essere positivi. L’aumento delle licenze non doveva essere accompagnato, almeno inizialmente, da un aumento delle tariffe.

* Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle di Europe Economics dell’Oft o di qualsiasi altra istituzione.

(1) Le tariffe dei taxi erano ferme dal 2001, tuttavia secondo l’Eurostat l’indice dei prezzi al consumo fra l’ottobre 2001 e l’ottobre 2007 è aumentato in Italia di circa il 15 per cento. Le tariffe aumentano quindi in termini reali da subito di circa il 3 per cento.
(2) L’Oft è l’autorità che si occupa di garantire il corretto funzionamento dei mercati nel Regno Unito. Lo studio, intitolato “Evaluating the Impact of the Taxi Market Study”, è disponibile on-line all’indirizzo http://www.oft.gov.uk/shared_oft/reports/Evaluating-OFTs-work/oft956.pdf
(3) Si veda ad esempio http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Fermate%20quel%20taxi/1328127

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11 commenti

  1. rino

    E’ giusto che mentre di cerca di attuare le liberalizzazione, in Lombardia nel mese di luglio 2007 è stato siglato un accordo tra enti e la categoria dei tassisti sul costo a tariffa fissa della corsa Milano Stazione Centrale – Aeroporto di Malpensa: 80 euro. A Roma il costo del percorso Roma Termini – Aeroporto Fiumicino è pari a 60 euro. Mi chiedo dov’è la realizzazione del progetto e lo spirito che lo anima, cioè la liberalizzazione?

  2. Massimo GIANNINI

    Forse Roma al solito poteva fare meglio ma mi pare difficile dire che sbagli se non si fanno considerazioni o si hanno dati sulla elasticità della domanda alle tariffe dei taxi,ovvero anche sul surplus del consumatore,oltre che ai dati sui mezzi di trasporto alternativi (elasticità incrociata delle tariffe taxi con altri servizi). Normalmente un eccesso di capacità di taxi, ovvero maggior numero di licenze, dovrebbe calmierare e il valore stesso delle licenze e le tariffe.Supporre un’inelasticità positiva della domanda di taxi con l’offerta (licenze) in Italia é realistico?Che un aumento di taxi faccia aumentare anche la domanda di servizio mi pare azzardato soprattutto se si sono aumentate le tariffe,cosa che il consumatore non gradisce mai,o si creano alternative con trasporti pubblici che il Comune regolatore di licenze e tariffe taxi ha tutto interesse a disporre.Se poi con tariffe più alte e più licenze la domanda di taxi dovesse diminuire in futuro allora a rimetterci son proprio i tassisti…e il consumatore prenda un altro mezzo di trasporto. Difficile il trade-off tra aumento delle tariffe e delle licenze senza considerare qualità del servizio e circolazione in città.

  3. Andrea Bernardi

    Siamo sicuri che l’aumento netto e reale del numero di licenze sia così elevato?

  4. Filippo Crescentini

    Mi sembra un classico esempio di come si vada sempre a cercare il pelo nell’uovo, con il solito atteggiamento professorale dei cosiddetti illuminati che criticano le scelte della politica senza avere la consapevolezza dei contesti di cui devono tenere conto. Insopportabile, poi, il solito riferimento alle esperienze del Regno Unito, con le quali si pretende di capire sempre tutto e di spiegarlo pure. Io so solo che le licenze dei taxi a Roma aumenteranno e che i taxisti hanno ottenuto aumenti delle tariffe che erano ferme dal 2001. Per adesso mi sembrano risultati concreti. L’autore dell’articolo potrà monitorare gli effetti dell’accordo, secondo i parametri che ha indicato e potrà raccontarci, periodicamente, che cosa sta succedendo. Che ci somministri predizioni di che cosa potrà accadere sulla base di esperienze altrui è cosa che rileva molto poco.

  5. A. Zilli

    Le risultanze espresse nell’articolo, sotto il profilo dell’aumento di ricavi attesi, sono state più volte paventate nel corso della vertenza Taxi Roma. L’aumento delle licenze, abbinato all’incremento significativo delle tariffe, avrebbe comportato una riduzione della domanda, in particolare di quella residenziale, vanificato l’incremento atteso dei ricavi dei tassisti. Ciò in quanto, a fronte di un miglioramento potenziale del servizio (per più taxi disponibili) l’aumento delle tariffe avrebbe indotto parte dei clienti a rinunciare a servirsi del taxi. In parte dirottandoli verso il servizio di autonoleggio, che dal punto di vista del cliente offre uno standard migliore e più “curato”; un’altra parte abbandonando il servizio per costo eccessivo. Viceversa, un aumento della disponibilità dei taxi e il mantenimento delle vigenti tariffe (almeno per un determinato periodo di 6-12 mesi) accompagnato da azioni promozionali, avrebbe comportato l’aumento della domanda del servizio anche da parte della clientela privata residenziale, determinando un incremento reale dei ricavi dei tassisti e una corrispettiva diminuzione % dei costi fissi.

  6. Giovanni Marasco

    Il tragitto Fiumicino-Roma a prezzo fisso concordato costa 40€ e non 60€.
    Il problema dovrebbe esser affrontato anche dal punto di vista dell’offerta: con un maggior numero di licenze, ci sono effettivamente più taxi disponibili o l’effetto della riorganizzazione dei turni ha in parte vanificato l’aumento delle licenze?

  7. B. Molinari

    Interessante l’analisi di Matteo. Tuttavia ho alcune perplessità perchè non tiene conto di 2 aspetti fondamentali: 1. La domanda di taxi aumenta solo se migliora il servizio. Matteo argomenta il miglioramento del servizio con la riduzione del tempo di attesa per i clienti dovuta al maggiore numero di macchine. Ora questo non vale nel caso romano perchè contestualmente all’aumento delle licenze è stato concesso il "diritto di chiamata" per i taxi a prenotazione telefonica. Questo diritto è proporzionale al numero di minuti che si aspettano (2euro per 3 minuti….fino a 6 per 10 e più minuti). Come conseguenza, le cooperative ora mandano i taxi con 10 minuti di attesa, così il tassista può sfruttare al massimo l’extra gettito del diritto di chiamata. Siccome le corse con chiamata telefonica sono l’80% delle corse a roma, i tempi di attesa si sono allungati piuttosto che accorciati. 2. In generale la domanda DIMINUISCE all’aumentare del prezzo. Infatti la domanda di corse residenziali a roma è crollata. Una corsa dalla Stazione al centro (poco più di 2km) costa oggi tra i 12 e i 15 euro, ossia l’equivalente di una pizza o di 2 drink di sera. Questa non solo è una spesa insostenibile per la maggiornaza degli stipendi, ma è anche una spesa fuori mercato perchè il trasporto con autobus a roma è de factu GRATIS! Totale: tassisti disperati! a gennaio e febbraio hanno lavorato pochissimo, e aspettano i mesi primaverili e l’arrivo dei turisti per fare un bilancio delle novità. Per ora si scagliano contro l’aumento del numero delle licenze, senza rendersi conto che sono le tariffe alte che stanno contraendo il loro reddito.

  8. luciano

    Gli autobus sono gratis se non paghi neanche il misero 30 per cento che ti chiedono, e si perché per legge i biglietti dei bus devono coprire solo il 30 per cento dei costi il restante 70 sono contributi pubblici,iniziamo a levare questo bel 70 per cento e vediamo quanto costa una corsa in autobus moltiplicata per solo 4 passeggeri,sono almeno 12 euro per un servizio che non è porta a porta ma su un percorso fisso. Poi i telegiornali si lamentno degli aumenti di benzina e assicurazioni. è già i taxi vanno ad aria e non sono assicurati (2000 euro) e non pagano neanche i contributi di 3000 euro l’anno, e poi quando rivendono un automobile da 25000 e ne prendono 8000 dopo 3 anni con 80000 km alle spalle ( che usura ,e quanti km) e poi prima di confrontare queste cavolate fate i rapporti automobili per abitante, non penso che all estero siano così tante, qua ne abbiamo 1,5 auto per abitante contando i bambini.

  9. giuseppe baraldo

    Ho visto gli effetti sul mio portafoglio: corsa stazione termini piazza crati.a novembre 1/2 ora di attesa e 7 euro,a gennaio 15 minuti di attesa e 9 euro , a marzo 2 minuti di attesa e 11 euro ov vero no money no …service.

  10. carlo

    Vorrei dare una correzione, il taxi da termini a fiumicino non costa 60 euro ma 40 euro come deciso da delibera comunale. E per quanto riguarda la liberalizzazione andiamoci a guardare la direttiva europea sulle liberalizzazioni dove la stessa esclude i taxi.

  11. lodovico malavasi

    L’esperimento di Roma, non lo condivido perchè ha introdotto il criterio più efficienza o servizio = più costi + licenze. Non vedo nessuna novità rispetto al passato se non quello di essere uno dei primi interventi della nuova politica economica del PD, anche se effettuato da Veltroni, in qualità di sindaco della città. Non voglio giudicare, ma aspetto i risultati di maggiore efficienza che si ci sono stati garantiti pur in presenza di un costo sempre maggiore che ci allontana dall’Europa.

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