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  1. laureato91 Rispondi

    No, la crisi è lungi dall'essere terminata; anzi il centinaio di miliardi di dollari sin qui annunziati tra svalutazioni e perdite su crediti rappresenta solo il primo impatto. Ammettendo che la pulizia dei bilanci sia finita qui, vi sarà da sistemare l'impalcatura regolamentare dei mercati. E fosrs'anche da ripensare agli assunti di base di "Basilea 2", foocalizzati sui rating esterni (che non si sono dimostrati affidabili) ed interni (di cui, viste le performace delle banche specie angloanericane, evidentemente non ci si può fidare granchè). In più, taluni organismi e fora internazionali, tra cui l'FSF, dovrebbero fare un po' di introspezione autocritica per come hanno dilazionato nel tempo anche il solo avvio di un serio dibattito su derivati e regolamentazione. In ogni caso, Hamaui ha una grande esperienza del mercato e dei titoli sintetici, e le cnsiderazioni espresse nell'articolo mi trovano molto d'accordo.

  2. mm Rispondi
    Secondo un articolo apparso sul Corriere della Sera il 9 Gennaio 2007, il mercato complessivo dei derivati nel mondo arriverebbe alla cifra astronomica di 400.000 miliardi di dollari, mentre ammonterebbe a 8 mila miliardi di dollari il valore del mercato dei derivati di credito. Cifre che mettono in difficoltà persino Paperon de' Paperoni. Di fronte a cifre simili il crack dell'Argentina nel dicembre 2001 con le ben note conseguenze per i risparmiatori diventa una barzelletta. C'è molto da riflettere,cari amici.
  3. saverio Rispondi

    Certo che non è finita, la gente è stata spinta ad acquistare oltre le sue necessità, per ostentare un tenore di vita al di sopra delle propie possibilità, spessissimo indebitansosi per beni futili; auto enormi con consumi spropositati, accessori moda costosissimi e spesso non di qualità etc. etc. Vedrete quandop scoppierà il bubbone carte di credito. Cordiali Saluti

  4. Mario Russo Rispondi

    La relazione al 31 maggio di BankItalia già diceva che il valore nozionale sotteso dalle operazioni in derivati era 10 volte il Pil mondiale; il prof.Onado, qualche giorno fa, quantificava, solo per l'America, non meno di 47mila miliardi di dollari, cioè 4 volte il pil americano. Non si sanno le cifre per l'Europa, ma si sapranno ad aprile, quando il comitato internazionale presieduto da Draghi, darà il resoconto. Ora sarà meglio aspetare tale relazione. Per il momento l'unica cosa che le banche centrali possono fare è aiutare le banche, ma punire i responsabili.