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  1. giovanni Rispondi

    Non capisco perché le medesime agevolazioni non siano previste per quei piccoli comuni segnati da un inesorabile spopolamento. Il degrado delle città è anche il frutto della migrazione dai comuni periferici che produce una eccessiva concentrazione umana nei centri più grandi. Dovrebbe in realtà incentivarsi un flusso demografico inverso.

  2. Ernesto Somma Rispondi

    La disponibilità di 50 milioni di euro per il prossimo biennio svuota di qualsiasi significatività non meramente simbolica l'intervento sulle ZFU che, giova ricordare, già previste nella Finanziaria 2007 non sono mai partite. Tralasciando ogni considerazione sull'allocazione della spesa che emerge dalla Finanziaria 2008, sarebbe auspicabile un intervento di coordinamento in sede di Conferenza Stato Regioni affinchè le molte risorse comunitarie a disposizione delle Regioni Obiettivo 1 e in Phasing Out possano essere impiegate per cofinanziare programmi più seri e duraturi di intervento nell ZFU.

  3. Vittorio Ferri Rispondi

    Le zone franche urbane sono state istituite dalla legge Finanziaria per il 2007. In merito a quanto disposto dai commi 340-342, ci limitiamo ad evidenziare che, poichè non si fa alcun riferimento ad egevolazioni fiscali a favore di imprese insediate e per l'attrazione di nuove, la denominazione attribuita al provvendimento è fuorviante, in quanto si tratta di trasferimenti finanziari assegnati "(...) interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle città del Mezzogiorno, identificati quali zone franche urbane, con particolare riguardo al centro storico di Napoli" (comma 340). Infatti, lo stesso comma ha istituito nello stato di previsione del ministero dello Sviluppo economico un apposito "Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il Fondo provvede al cofinanziamento di programmi regionali di intervento nelle predette aree". Le risorse previste sono quindi invariate? Ora, l'estensione, l'implementazione ed il miglioramento del contenuto delle zone franche urbane , va accolto con favore dal punto di vista della differenziazione territoriale del prelievo fiscale e rappresenta un'innovazione significativa.