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  1. Giorgio Asquini Rispondi
    Circa la via italiana al sostegno nel Quaderno bianco (pag.42, anche nota 104) viene citato un rapporto OCSE del 1999 (Inclusive Education at Work) che "... dava un giudizio decisamente positivo della situazione italiana, non solo sul piano dell’impianto normativo, ma anche della sua concreta applicazione." Avendo frequentato per anni il livello più critico dell'integrazione (scuola media) ho vissuto direttamente i problemi operativi di una scelta "politica" costosa (l'assistenza la fanno i docenti), ma posso assicurare che la differenza fra presenza/assenza di insegnante di sostegno è notevole. Naturalmente cambia molto anche il fattore motivazione/preparazione del docente, ma ho incontrato passione (e buoni risultati) anche con docenti "di risulta" di altre discipline. Probabilmente esistono altri sistemi meno costosi e più efficienti, ma credo si basino anche su reti sociali di sostegno più ampie rispetto alla scuola: il messaggio che ho sempre colto dai genitori di bambini in difficoltà è che oltre la scuola è molto difficile trovare un supporto.